Gioco
attraverso filosofia, letteratura, altre materie, cinema e arte
La definizione tradizionale di GIOCO risale ad Aristotele che accosta questa parola a qualsiasi attività od operazione che si esercita o si esegue solo in vista di se stessa e non per il fine cui tende o per il risultato che produce. Per tale carattere egli avvicina il gioco alla felicità e alla virtù perché anche queste attività si scelgono di per se stesse e non sono necessarie come invece lo è , ad esempio, il lavoro. Oggi tale definizione non può essere accettata poiché il carattere di spontaneità del gioco non può essere inteso in senso assoluto: ogni gioco ha infatti restrizioni o regole che ne delimitano le possibilità. Per avere un quadro complessivo su come si è evoluto il concetto di gioco nel corso del tempo ti segnalo questo saggio sulla storia del gioco in Occidente. Fondamentale è poi il libro di Johan Huizinga Homo ludens. Apparso in lingua tedesca ad Amsterdam nel 1939 e pubblicato in Italia nel 1946, “Homo ludens” si caratterizza per un approccio spiccatamente interdisciplinare. Dall’indice: Natura e significato del gioco come fenomeno culturale; La nozione del gioco nella lingua; Gioco e gara come funzioni creatrici della cultura; Gioco e diritto; Gioco e guerra; Gioco e sapere; Gioco e poesia.
filosofia:
Sulla scia di Aristotele prosegue Kant che afferma che il gioco è “un’occupazione per se stessa piacevole e non abbisogna di altro scopo” contrapponendolo al lavoro che è “un’occupazione di per se stessa spiacevole e che attrae soltanto per il risultato che promette”. Kant fu anche il primo che fece un uso filosofico del concetto di gioco collegandolo strettamente con l’attività estetica. In proposito egli ha scritto: “Ogni gioco variato e libero delle sensazioni, che non abbiano a fondamento uno scopo, produce piacere perché favorisce il sentimento della salute, vi sia o no nel nostro giudizio razionale un piacere per l’oggetto e il godimento stesso”. I giochi si possono dividere in: di fortuna, che esige un interesse, musicale che suppone solo la variazione delle sensazioni e di pensieri che è il gioco propriamente estetico. Kant ha poi sottolineato anche la funzione biologica del gioco, che serve a tener desta e a rafforzare l’energia vitale nella gara con le altre energie del mondo. Tale concetto diventa un luogo comune nella filosofia e nella pedagogia del XIX secolo. Alla sua formazione ha fortemente contribuito quella specie di metafisica del gioco, di ispirazione schellinghiana, che Froebel ha posto alla base della sua teoria dell’educazione. Egli afferma che il gioco sta al bambino come il lavoro sta all’uomo e la creazione sta a Dio. Perciò egli ha voluto che tutta l’educazione si svolgesse attraverso il gioco. Un autore come Marcuse continua a contrapporre il gioco al lavoro, specialmente al lavoro alienato della società industriale, perché cancellerebbe i tratti repressivi e sfruttatori del lavoro stesso. Dovrebbe essere quest’ultimo a diventar gioco, cioè subordinarsi al libero evolversi delle potenzialità dell’uomo e della natura. Alla concezione “moderna” di gioco in quanto guidato da regole fa appello Wittgenstein per parlare di “giochi linguistici” cioè di linguaggi diversi retti ognuno da proprie regole. Egli considera pertanto anche il linguaggio matematico come un gioco e intende per giocare “agire in accordo con certe regole”.
letteratura
- Nelle “Epistulae ad Lucilium” Seneca prende più volte posizione contro l’orribile spettacolo dei giochi circensi palesando il suo disgusto e la sua condanna. Nella settima lettera egli afferma:
“Nulla è altrettanto dannoso alla moralità quanto intrattenersi oziosamente in qualche spettacolo,
perché in queste occasioni i vizi s’insinuano più facilmente nell’animo attraverso il piacere”.Narra di aver assistito casualmente ad uno spettacolo di mezzogiorno e afferma stupefatto di aver visto cruente scene di sangue. Potresti approfondire il pensiero di Seneca sull’argomento, il quale è quasi un unicum rispetto alla generale opinione di consenso nei confronti del “panem et circenses” del quale il primo propugnatore è Nerone, “l’imperatore-istrione”.
- Per quanto riguarda l’ambito italiano bisogna vedere quale accezione si vuole dare al concetto di gioco. Visto in una chiave positiva come momento di creatività, magari legato all’infanzia, un autore che si è distinto per le sue capacità è certamente Gianni Rodari. Ne sono una prova le sue simpatiche filastrocche.
- D’altro canto, inteso il concetto nella sua versione negativa come “demone”del gioco potresti riscoprire un autore troppo spesso dimenticato: Tommaso Landolfi. Nelle sue opere diaristiche il tema della “passione” per il gioco, assieme ad altri motivi autobiografici, è centrale come puoi ben comprendere leggendo questo articolo.
- Volendo ricercare figure di grandi giocatori nella letteratura straniera almeno due non possono non essere citate: il signor Micawber, che in “David Copperfield” di Dickens non fa che rilanciare la posta essendo il tavolo verde tutta la sua vita, e, naturalmente, l’Aleksej Ivanovic de “Il giocatore” di Dostoevskij per il quale il gioco non è che la maschera della sua impotenza passionale tramutata in un caparbio inseguimento della fortuna.
altre materie
- Matematica: il riferimento al Calcolo delle probabilità è obbligato. Branca della matematica studiata inizialmente da scienziati come Galileo Galilei e Blaise Pascal per rispondere a domande di avventurieri che chiedevano informazioni sul gioco d’azzardo. Oggi è una disciplina fondamentale per qualunque campo, dalla medicina, alle assicurazioni, dalla gestione aziendale, alle scienze economiche…. Inoltre è anche su essa che si basa la “Teoria dei giochi”, disciplina che studia i problemi di interazione strategica tra decisori, occupandosi delle situazioni in cui sono presenti più decisori razionali.
- Informatica: “I videogiochi”. Divenuto fenomeno culturale di massa a volte quasi ci si dimentica che il videogioco esiste grazie all’informatica ed all’elettronica. Quali sono i passaggi tecnici dietro la creazione di un videogioco? Rispondere alla domanda potrebbe essere un buon modo per approfondire l’argomento.
- Diritto: “Diritto dei giochi e delle scommesse”. Andando al link dell’omonima rivista potrai trovare numerosi spunti circa la giurisprudenza legata al gioco e alla sua regolamentazione.
cinema e arte:
- “Gilda” con Rita Hayworth e Glenn Ford.

- “Febbre a 90°” con Colin Firth. Tratto dal romanzo di Nick Hornby.

- “Rounders. Il giocatore.” con Matt Damon e John Malkovich.

- “Febbre da cavallo”, divertentissimo film di Steno interpretato da Gigi Proietti, Enrico Montesano, Francesco De Rosa, Adolfo Celi, …

- Per Arte ecco come tre grandi artisti quali Delacroix, Magritte e Klee hanno rappresentato un gioco come quello degli scacchi:
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