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globalizzazione -> Arte e letteratura

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Soffermandoci più sulla declinazione che sul tema, diamo qui esempi letterari e artistici di cosa possa intendersi per fluidità. Pirandello, con la sua concezione della vita come flusso perenne e continuamente multiforme, e l’impressionismo, nel trascolorare continuo delle impressioni rappreso soltanto sulla tela, rappresentano efficaci illustrazioni del nostro intendimento riguardo all’esser fluido.

Impressionismo

Soleil Levant, Claude Monet, 1873

Come è capitato più volte nella storia dell’arte, questa corrente prende il nome da un appellativo spregiativo dato da un giornalista dell’epoca al gruppo rifiutato dalle esposizioni ufficiali. Un appellativo che si spiega con la poetica che sottintende e sostanzia la corrente  impressionista, per la quale le impressioni sensoriali, proprio per il loro trascorrere, per la loro natura soggettiva e sfrangiata, sono le più autentiche e fedeli in rapporto al mondo, al mondo di cui per l’appunto facciamo esperienza a partire dalla percezione sensibile. Accanto a questo, la loro autenticità e verità si manifesta anche in rapporto a una dimensione fondamentale qual è quella del tempo, poiché è a partire dalla resa pittorica delle impressioni che si puo’ dare il senso del tempo che scorre, del suo movimento e mutamento, per cui le cose non sono mai identiche un attimo dopo l’altro, ma in continua mutazione.

Importante esponente di questa corrente è il francese Claude Monet che “cogliendo l’impressione di un ATTIMO” nei suoi dipinti, rappresenta degnamente il nostro concetto di “fluidità”, coniugandosi perciò al discorso fatto poco sopra relativo a come le impressioni rappresentate sulla tela diano conto del continuo mutamento delle cose, carattere costitutivo della nuova società “liquido-moderna”. Piccoli dettagli presi in prestito dalla natura, trasfigurati dalla luce in un sublime spettacolo delle forme. E’ quello che accade nei tramonti immortalati da Claude Monet.

Luigi Pirandello

Tra le figure letterarie più rappresentative del novecento letterario italiano, Luigi Pirandello è noto soprattutto per la sua concezione vitalistica, affine a quella di importanti correnti filosofiche contemporanee, Bergson in primis. Secondo lo scrittore siciliano infatti la realtà nella sua totalità è vita, perpetuo movimento vitale, da intendersi cioè come continuo divenire, incessante trasformazione da uno stato all’altro la cui cifra è l’indistinzione, l’impossibilità di requie e soste che non si configurino come un’adulterazione della più autentica essenza. Quanto infatti emerge e per ciò stesso si stacca da questo flusso, inizia secondo Pirandello a morire, in quanto si rapprende in forma e, conseguentemente, si irrigidisce, venendo così meno il flusso come continuo incessante mutamento e movimento che è il nocciolo più veritiero del mondo e della vita.

A partire da questa visione di fondo Pirandello elabora contenuti e personaggi della propria produzione, dove centrale è il ruolo della forma intesa come maschera, ovvero dell’identità dell’individuo imposta da questi stesso o dagli altri, costruzione fittizia che però non cela un’identità più vera, bensì un fluire indistinto di diversi volti e figure, di diversi personaggi all’interno, potremmo dire, del medesimo corpo, di diverse persone che trascolorano l’una nell’altra senza soluzione di continuità. Di qui il titolo di una delle più celebri opere di Pirandello, il romanzo Uno, nessuno e centomila: qui infatti il protagonista, Gegè Moscarda, è chi ha capito il gioco, chi cioè sa che la vita è un fluire indistinto non racchiudibile in forme – cosa che invece ancora non accadeva per Mattia Pascal, il quale una volta liberatosi da un’identità borghese, cede alla tentazione di crearsene un’altra sotto il nome di Adriano Mehis – e che quindi non ricade nella trappola della convenzione che imprigiona il divenire vitale, ma osserva, come “forestiere della vita”, lo scorrere della vita medesima identificandosi col suo fluire, rinascendo ogni attimo a nuova vita e arrivando persino, nelle pagine conclusive, a rinunciare al marchio par excellence dell’identità: il nome.

Impressionismo

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attraverso filosofia, storia, letteratura, cinema e arte

L’impressionismo è un movimento artistico francese che nasce attorno al 1870 con l’obbiettivo di opporsi all’istituzione accademica. Affonda le sue radici in alcune delle idee portanti del romanticismo: la negazione del valore intrinseco di un soggetto, l’importanza della pittura di paesaggio e, di conseguenza, della natura, il mito che si venne a creare attorno alla figura dell’artista ribelle, l’interesse per il colore più che per il disegno, la scoperta della soggettività. I nomi dei protagonisti di questo movimento sono tra i più noti della storia della pittura: Monet, Degas, Renoir, Cezanne. Per farti un’idea su di loro e sulle origini di questa importante esperienza culturale puoi cominciare col leggere questo saggio ad essa interamente dedicato.

Filosofia:

L’attenzione al simbolo e alla sua funzione avvicina la filosofia di Bergson alla poesia simbolista e alla pittura impressionista nello scopo affine di attingere alla verità di tutto ciò che cade sotto i nostri sensi, e in particolare della vista. La concezione bergsoniana dell’arte vede nelle opere degli strumenti di avvicinamento alla verità, di oltrepassamento dei verbalismi e delle convenzioni percettive lungo la direzione che solo l’intuizione metafisica è in grado di seguire fino in fondo, giacché quest’ultima non si avvale della materialità dell’opera, quindi sfiora e spesso consegue una maggiore trasparenza gnoseologica. E’ tuttavia innegabile la comunanza di sensibilità, l’interesse per le forme fluenti e inafferrabili, per le immagini sfumate. Del resto Bergson nell’”Essai” contrappone la cosa al progresso, la sostanza al cambiamento, il divenire all’essere. Il simbolo segna il passaggio dal divenire, naturale ma inutile, all’essere, artificiale ma efficacie.

Un altro autore entrato in contatto diretto con gli impressionisti tanto da farsi ritrarre in un celebre  quadro insieme ai suoi figli è Proudhon. Potremmo dire che ciò che li accomuna è la fede nel realismo e nella sua vocazione ideologica. Proudhon è il primo intellettuale ad essersi definito anarchico dando al termine un’accezione positiva. Egli aspira ad una società senza autorità e considera lo stato un’istituzione finalizzata allo sfruttamento del lavoro altrui da parte di pochi. Fautore di un federalismo integrale egli si fa propugnatore dell’idea di self-government, cioè del governo di ognuno da parte di se stesso. La sua apparentemente paradossale idea di un “governo anarchico” si colloca all’estremo opposto rispetto all’assolutismo monarchico. Ricondotte le funzioni politiche alle funzioni della produzione, ognuno potrebbe essere fautore dell’ordine sociale essendo autocrate di se stesso.

Storia:

  • “Seconda rivoluzione industriale”. Esplode e si sviluppa lungo tutta la seconda metà dell’Ottocento che è poi il periodo nel quale si consuma e si evolve l’esperienza del movimento impressionista. L’Europa occidentale è protagonista nel mondo grazie alla superiorità tecnologica che si riverbera soprattutto nell’industria. Vengono scoperte nuove fonti di energia come il petrolio e vengono utilizzati nuovi sistemi di comunicazione e di trasporto che portano l’Europa a dominare il commercio mondiale oltre che a consolidare le sue conquiste coloniali. Per approfondire l’argomento puoi consultare l’ormai classica “Storia dell’economia mondiale” di Valerio Castronovo.
  • “Terza Repubblica francese”. Il suo arco temporale designa il contesto storico nel quale il movimento impressionista si è sviluppato. Dalla nascita della Repubblica dopo la sconfitta nella guerra contro la Prussia passando attraverso vicende significative e importanti come la “Comune di Parigi” e “l’affaire Dreyfus” per giungere sino alla nascita della Repubblica di Vichy che segna la fine della Terza Repubblica stessa. Potresti decidere di passare in rassegna i principali avvenimenti oppure concentrarti su uno in particolare come, ad esempio, uno dei due citati sopra.
  • “L’Italia liberale”. Volendo rimanere in ambito italiano potresti approfondire il periodo che va dalla nascita del Regno d’Italia fino alla crisi di fine secolo. Sono gli anni in cui prende forma una media potenza europea avviata verso l’industrializzazione e la modernizzazione ma sono anche anni caratterizzati dalla ristrettezza delle basi sociali dello stato, dalle contraddizioni dei rapporti tra governanti e governati, dalle fratture tra le diverse aree del paese oltre che dalle incertezze della politica estera. Un saggio bello ed esauriente su questo argomento è “L’Italia liberale” di Raffaele Romanelli.

Letteratura:

  • Charles Baudelaire. Numerosi furono i contatti tra gli impressionisti e i simbolisti e per l’esperienza esistenziale Baudelaire rappresenta il più tipico esponente del “maledettismo” simbolista. Nell’opera poetica egli analizza il male fisico e psicologico, mettendo a nudo il profondo sentimento di disperazione che incombe sull’uomo e sul poeta. La sua poesia colpisce per la purezza e l’intensità delle emozioni, tanto più sorprendenti in quanto nascono da un doppio ordine di degradazioni: il primo è quello della natura colpevole, il secondo quello della realtà decaduta. Egli vive la città e la propria amarezza con solitudine e introversione: emozioni pure e intense perché il poeta vive acutamente nel mondo essendone allo stesso tempo dissociato. Per approfondire la sua figura e la sua opera ti consiglio di dare un’occhiata a questo testo.
  • Gli altri simbolisti: Verlaine, Rimbaud, Mallarmè. Dai “poeti maledetti” la parola poetica viene caricata di un potere magico, straniante e incantatorio, sia che essa rappresenti una separazione dal mondo, sia che voglia costruire un mondo. Essi cercano una sua musicalità interna, moderando artifici meccanici come la rima; amano le sfumature più che i colori poiché solo la sfumatura, come diceva Verlaine, “fidanza il sogno al sogno”. Essi valorizzano la figura del poeta “veggente”, in grado di penetrare una verità oscura e infinita. Cercano un rapporto col mondo puramente sensuale, non mediato dalla ragione, che si esprime in una fusione “di sogno e precisione”.
  • Il Simbolismo in Inghilterra. Il Simbolismo francese esercita un influsso sulla poesia inglese del XIX secolo nel senso che porta ad una accentuazione di alcuni aspetti dell’arte del tardo romanticismo, dando luogo ad una poesia “sognante”. Esponenti di questa arte “fin-de-siècle” furono, ad esempio, Arthur Symons, Lionel Johnson e altri poeti legati al “Rhymer’s club” che si innestano sul filone letterario che , avendo le sue radici in Keats, si riconosce poi nell’opera di Tennyson, Rossetti e Swinburne. Della tradizione romantica, però, questi esponenti di fine Ottocento perdono il vigore creativo ed enfatizzano certi aspetti di malinconia, di edonismo e alienazione dalla società. Sarà nel XX secolo che il Simbolismo influirà sulla poesia inglese in un modo più radicale e rivoluzionario.

Cinema

Tesina luce

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arcobaleno

Ele, domenica 31 gen ha scritto:

Ciao! frequento il liceo scientifico e dire che sono in difficoltà a trovare un argomento facilmente collegabile è poca cosa!i prof vogliono originalità ma alla fine mi stanno inducendo a scegliere un tema”normale” cosi’ da nn rischiare di toppare nei collegamenti forzati..pero’ io vorrei davvero un po’ di originalità!! avevo pensato ad una tesina sull’arcobaleno o sulla figura dell’angelo..potresti darmi una mano a presentare un percorso che li convinca? grazie in anticipo…

Cara Ele,
è comprensibile la tua esigenza di originalità, ma non cercarla a tutti i costi: l’importante è la solidità della tua preparazione. I due percorsi che proponi sono affascinanti ma purtroppo un po’ vaghi. Fai attenzione a capire, dietro l’ “etichetta” che stimola l’immaginazione, di cosa vuoi davvero parlare. Cosa simboleggia per te l’arcobaleno? La serenità, la creatività, la pace? Ti consiglio di rifletterci un po’; un buon collegamento comunque potrebbe essere, per esempio, in scienze, il problema della composizione dello spettro della luce solare. In generale, sul problema dei colori, ti consiglio di guardare questo link. Poi potresti trattare del modo in cui l’arcobaleno sia stato rappresentato in arte figurativa e in letteratura. Per quanto riguarda l’angelo (anche qui: cosa vuol dire per te?), invece, potresti trattare del tema della “donna-angelo” nella poesia stilnovista del Duecento, e delle rappresentazioni di angeli nell’arte cristiana dal medioevo a oggi: le possibilità come vedi sono davvero molte. Per ora ti consiglio di dare un’occhiata al mio archivio per trovare spunti utili; e aspetto tue notizie per riparlarne quando avrai scelto l’idea di fondo della tesina. Un’altro dato di cui ho bisogno per aiutarti in modo costruttivo è sapere quali materie intendi includere nel percorso. A presto,
Giano

laura.g, mercoledì 17 feb ha scritto:

caro Giano, sono Laura e frquento il V° liceo scientifico. per la mia tesina avevo pensato all’ ARCOBALENO come simbolo di pace per storia e filosofia e per fisica da collevare con la spettrografia. volevo sapere se hai alrte idee anche per la letteratura inglese e italiana e latina e magari qualcosa di arte. grazie mille

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globalizzazione –> la fluidità

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Globalizzazione, pur essendo una parola fra le più universalmente ricorrenti, non si presta facilmente a un afferramento esaustivo, per via dei complessi e diversi fenomeni che in essa si raccolgono. Qui abbiamo declinato il discorso sul tema della fluidità, avvalendoci del suggerimento di Zygmunt Bauman, poiché il venir meno di confini, definizioni, certezza nette e inequivocabili appare essere uno dei tratti maggiormente caratterizzanti il mondo globalizzato.

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I viaggi di Ulisse e la conoscenza

Ecco l’interpretazione della figura di Ulisse data dai nostri amici della Newton

Ulisse, partito per il viaggio studio all’estero, non fa ritorno a casa della sua Penelope da dieci anni (che nell’era della “velocità”, valgono come venti, almeno)…per fortuna, c’è il telefono…

La Storia

Ulisse, leggendaria figura di Eroe dei poemi omerici, l’Odissea e l’Iliade, è divenuto il simbolo
stesso della volontà di conoscere e di sperimentare credendo nelle proprie capacità e nel
proprio ingegno.

Su Ulisse

Fatti non foste a viver come bruti, ma per seguir virtute e canoscenza, così si esprime Ulisse nella interpretazione di Dante Alighieri (Divina Commedia, Inferno, canto XXVI).

Modello di virtù e di sapienza [...] conobbe i costumi degli uomini e soffrì molte asperità nel vasto mare, Orazio descrive in questo modo il protagonista dell’Odissea (Epistole).

Le Sirene gli promettono la conoscenza: non deve quindi meravigliare se ad Ulisse, questa apparisse più cara della patria, tanto era desideroso di conoscenza, Cicerone, commentando l’episodio dell’incontro di Ulisse con le Sirene spiega così le scelte dell’eroe mitologico (Sul sommo bene e sul sommo mal).

Società liquida

Zygmunt BaumanAl sociologo di origini polacche Zygmunt Bauman si deve l’introduzione di un concetto di larga fortuna nell’attuale sociologia e più latamente nel dibattito culturale attuale, quello di “liquidità”, volto a rendere conto della situazione, ma potremmo dire delle linee e caratteri distintivi della società contemporanea, quella globalizzata in cui soprattutto l’Occidente industrializzato puo’ dire a pieno titolo di vivere. Il termine “liquidità” viene introdotto in opposizione alla precedente società moderna… (continua)

Impressionismo

Come è capitato più volte nella storia dell’arte, questa corrente prende il nome da un appellativo spregiativo dato da un giornalista dell’epoca al gruppo rifiutato dalle esposizioni ufficiali. Un appellativo che si spiega con la poetica che sottintende e sostanzia la corrente impressionista, per la quale le impressioni sensoriali, proprio per il loro trascorrere, per la loro natura soggettiva e sfrangiata, sono le più autentiche e fedeli in rapporto al mondo, al mondo di cui per l’appunto facciamo esperienza a partire dalla percezione sensibile…(continua)

Adriano Olivetti

La figura di Adriano Olivetti ‘spezza’ le nostre certezze, a cominciare dallo stereotipo che vuole gli uomini di azione ben distinti da quelli di pensiero. Olivetti è stato un imprenditore, ma ha creduto molto nel ruolo che la cultura poteva assumere nella sua impresa. Intellettuale lui stesso, ha assunto nella sua azienda, impiegandoli in settori differenti e a vari livelli, uomini di riconosciuta cultura come Libero Bigiaretti, Luciano Codignola, Franco Fortini, Ottiero Ottieri, Leonardo Sinisgalli, Giorgio Soavi, Paolo Volponi, Ludovico Zorzi e tanti altri ancora. (continua)

Zelig

ZeligZelig, a cui fra l’altro deve il proprio nome un fortunato programma televisivo, è un film del 1983 del grande regista Woody Allen, girato come fosse un documentario degli anni ’20 sulla vita di un bizzarro personaggio, Leonard Zelig appunto. Costui manifesta la sorprendente capacità di trasformarsi in tutto ciò cui si accosta, quasi fosse un moderno Proteo, cosa che incuriosisce, una volta resa nota la sua storia, milioni di persone in Inghilterra e non solo. In particolare, una giovane psichiatra – Eudora Fletcher – si occuperà del suo caso riuscendo, dopo alterne vicende, a guarirlo e a convolare a nozze con lui, non senza qualche gustoso colpo di scena. (continua)

Rock progressive

Questo genere musicale un po’ di nicchia, spesso ignoto al mainstream nazionale alla sua tradizione melodica o anche cantautoriale, rappresenta in verità uno dei punti più alti della nostra musica rock. Sviluppatosi negli anni ’70, vanta tra le sue fila gruppi di notevole spessore come gli Area - con la miracolosa voce di Demetrio Stratos -, Le Orme, il Banco del mutuo soccorso, la PFM (continua)