
La letteratura e la psicanalisi hanno preso coscienza nel corso del Novecento di muoversi sullo stesso terreno: la comprensione della natura umana e delle sue manifestazioni. Secondo Freud l’artista non farebbe altro che esprimere in forma intuitiva ciò che nella psicoanalisi è espresso in forma scientifica.
Probabilmente – scrive in “Delirio e sogni nella Gradiva di Jensen” – attingiamo alle stesse fonti, lavoriamo sopra lo stesso oggetto, ciascuno di noi con un metodo diverso; e la coincidenza dei risultati sembra costituire una garanzia che abbiamo entrambi lavorato in modo corretto – successivamente aggiunse – …ci è consentito trarre un respiro di sollievo vedendo che a singoli uomini (i poeti) è dato ricavare senza una vera fatica, dal vortice dei propri sentimenti, le più profonde intuizioni, mentre a noi altri non resta che farci strada a tastoni, senza posa, in tormentosa incertezza verso la verità
“Nel corso di questi ultimi cento anni numerosissimi sono stati gli scrittori che hanno utilizzato nelle loro opere, per descrivere la vita interiore dell’uomo, il flusso di coscienza o il monologo interiore facendo così riferimento alle idee e alle tecniche della nuova disciplina. Nonostante entrambi i procedimenti fungano da espediente per mettere il lettore a contatto con la coscienza del personaggio da un punto di vista interno alla narrazione, esiste in realtà una differenza fondamentale tra monologo interiore e flusso di coscienza o stream of consciousness. Il primo, concepito essenzialmente come autoanalisi del personaggio, si basa sull’associazione più o meno consapevole delle idee, il secondo vede invece la coscienza come un aggregato articolato e contraddittorio, reso retoricamente attraverso un inconsapevole e incontrollato emergere degli strati più profondi della psiche, con la continua associazione di parole, immagini e pensieri.”
(G.M. Annovi)
Tra i libri nei quali emerge in modo evidente il legame tra letteratura e psicoanalisi si possono elencare, tra gli altri:
Per la letteratura italiana:
E per quella straniera:
- Ulisse (Ulisses) di Joyce
- Le onde (The Waves) di Virginia Woolf
- Doppio sogno (Traumnovelle) di Arthur Schnitzler
- Malina di Ingeborg Bachmann
- Il Processo (Der Prozess) di Franz Kafka
NOME: Sara
CITTA’: Bari
SCUOLA: Liceo scientifico
TITOLO: I dolori del giovane Werther
AUTORE: Johann Wolfgang Goethe
EDITORE: Einaudi
PAGINE: 285
GENERE: Romanzo epistolare
STORIA: Il protagonista del romanzo è Werther, giovane artista trasferitosi in campagna per il disbrigo di alcuni affari di famiglia; ad una festa incontra Lotte, ragazza gentile e sensibile, con la quale stabilisce un rapporto d’amicizia molto intenso. Il giovane artista resta talmente affascinato da Lotte tanto da innamorarsi perdutamente di lei ma un impegno impedisce a Werther di esprimerle tutto il suo amore: la ragazza è già promessa ad un altro uomo, Albert, che si trova lontano dai due. Quando Albert torna fra i due nasce un rapporto molto cordiale ma il giovane artista non riesce a sopportare che il suo amore appartenga ad un’altra persona. Decide così di partire e segue un ambasciatore nei suoi viaggi di lavoro, anche se decide successivamente di abbandonare tale strada dato che non riesce a dimenticare la s! ua Lotte. Così torna in campagna ma trova una spiacevole sorpresa: Lotte ed Albert si sono sposati. Questo evento crea una tempesta di emozioni che portano Werther a gesti impensati tanto che, durante una serata, l’artista bacia Lotte che cerca di respingerlo. In seguito a tale reazione, Werther decide di suicidarsi, dopo aver scritto un’ultima lettera alla sua amata.
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NOME: Fabrizio
CITTA’: Firenze
SCUOLA:
TITOLO: Delitto e castigo
AUTORE: Fedor Dostoevskij
EDITORE: Einaudi
PAGINE: 736
GENERE: Romanzo
STORIA: La storia è incentrata sulle vicende del giovane Raskolnikov, studente espulso dall’Università che, per pagare i propri debiti, decide, in preda ad un irrefrenabile senso di onnipotenza, di uccidere la vecchia usuraia e rapinarla di tutti i suoi averi; l’omicidio coinvolge anche la sorella dell’usuraia, sfortunata nel ritrovarsi sulla scena del delitto durante l’aggressione del giovane. Il racconto poi si incentra sulle conseguenze emotive che tempestano Raskolnikov, incentrate sia sul rimorso per l’atto commesso che per la paura di essere scoperto da parte della polizia. Durante questo periodo di crisi incontra però Sonja, una giovane ragazza costretta a prostituirsi per sfamare la sua famiglia, che gli fa conoscere il sentimento della carità e del pentimento derivanti dalla sua fede in Dio; Raskolnikov, dopo un graduale mutamento psicologico, decide di costituirsi per liberarsi dall’angoscia dell’omicidio. Egli sconta la sua pena in Siberia, dove verrà raggiunto da Sonja che gli ha dato quell’amore che non aveva fino al suo incontro.
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NOME: Paolo
CITTA’: Roma
SCUOLA:
TITOLO: Fight Club
AUTORE: Chuck Palahniuk
EDITORE: Mondadori
PAGINE: 224
GENERE: Romanzo
STORIA: La storia si basa sulle esperienze del protagonista (che rimarrà anonimo per tutto il racconto) che vive un processo autodistruttivo; la sua vita è legata alla monotonia della vita d’ufficio e si sente sconfitto, vincolato alle sue abitudini che danno una gratificazione del tutto astratta e temporanea. La sua vita cambia quando incontra Tyler Durden, che lo coinvolge nella sua missione di redenzione della società verso una vita senza piaceri superflui, liberandolo da qualsiasi catena. La più importante attività che svolgeranno insieme è il Fight Club, luogo dove avvocati e contadini, operai ed imprenditori si battono fino allo sfinimento senza alcuna osservazione di etichette o regole. Sarà proprio il Fight Club la rampa di lancio di un progetto molto più ambizioso, che coinvolgerà il protagonista sotto o! gni profilo della sua vita ridotta all’essenziale.
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NOME: Simone
CITTA’: Avellino
SCUOLA:
TITOLO: Il vecchio e il mare
AUTORE: Ernest Hemingway
EDITORE: Mondadori
PAGINE: 384
GENERE: Romanzo
STORIA: Ambientato nei pressi di Cuba, il protagonista è Santiago, un vecchio pescatore al quale la fortuna ha voltato le spalle; sono 83 giorni che non pesca nulla e anche il suo giovane aiutante, Manolo, ha dovuto lasciarlo solo per volere dei genitori, anche se prova un grande affetto per l’anziano pescatore e appena può cerca di aiutarlo. L’alba dell’84esimo giorno Santiago prende nuovamente il mare e finalmente un grande pesce abbocca al suo amo che lo trascina al largo; la sfida fra il pescatore e il pesce spada è lunga e difficile, dura più di tre giorni e Santiago finalmente riesce ad avere la meglio sul pesce. Ma al ritorno verso la costa si interpone un nuovo ostacolo, gli squali; questi cercano di strappare la preda al pescatore che tenta in tutti i modi di resistere agli attacchi e riesce nuovamente ad usc! irne vincitore. Il premio però è molto esiguo: del pesce spada rimane la testa e la lisca, che divengono esclusivamente un simbolo di ciò che ha dovuto affrontare Santiago durante la sua odissea.
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NOME: Tiziano
CITTA’: Roma
SCUOLA:
TITOLO: Il processo
AUTORE: Franz Kaka
EDITORE: Einaudi
PAGINE: 250
GENERE: Romanzo
STORIA: Surreale. Una mattina, Josef K., impiegato presso un’ importante banca di Praga, riceve una visita inaspettata da parte di due persone che gli recapitano una notifica d’arresto; crede di essere vittima di un malinteso e cerca immediatamente di intervenire per uscire fuori da questa spiacevole situazione. Tutti gli atti compiuti saranno però vani; infatti egli si troverà di fronte ad un iter processuale implacabile. i suoi tentativi di conoscere almeno il capo d’accusa divengono inconsistenti e si trova ad assumere un avvocato per difenderlo durante il processo. Il comportamento dell’avvocato, tuttavia, non differisce da quello del tribunale; la sua presenza è relativa e gli atti svolti sono spesso ambigui ed incomprensibili; tutto ciò che Josef K. può fare è licenziare l’avvocato, disinteressarsi delle ordinanze del tribunale e continuare la sua vita in una condizione di anomala normalità. Gli ultimi comportamenti però agevolano l’esecuzione della condanna; infatti, nel giorno del suo trentunesimo compleanno, egli viene scortato da due uomini in una cava di pietra ed accoltellato al cuore, manifestando, con le sue ultime parole, il disgusto per la condanna e (forse) per ciò che ha causato questo inesorabile processo: “come un cane!”
NOME: Carla
CITTA’: Milano
SCUOLA:
TITOLO: Il rogo di Berlino
AUTORE: Helga Schneider
EDITORE: Adelphi
PAGINE: 229
GENERE: autobiografia
STORIA: Il libro racconta l’infanzia dell’autrice passata a berlino durante la guerra. Nel 1941 Helga ha 4 anni, un fratellino di meno di 2, una mamma che ha lasciato la famigla per occuparsi totalmente del suo ruolo di ausiliaria delle SS e un padre al fronte arruolato nell’esercito tedesco.Helga vive per un poco con la nonna e poi dopo il matrimonio del padre con la nuova moglie del padre,matrigna di nome e di fattto.La sua vita scorre tra la gelosia per il fratellino viziato e cocco della matrigna e la solitudine dei periodi in collegio e in istituto, il tutto nei momenti tragici della guerra e del nazismo con la paura dei bombardamenti, la fame, il freddo e la voce di Hitler che urla dagli altoparlanti.Alla fine della guerra la città è distrutta, sono arrivati i Russi che vedono anche i bambini come nemici e ancora continuano il freddo, la paura e la fame.
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NOME: Nicola
CITTA’: Napoli
SCUOLA:
TITOLO: Viaggio al centro della terra
AUTORE: Jules Verne
EDITORE: Einaudi
PAGINE: 150
GENERE: Romanzo
STORIA: Otto Lidenbrok, Professore di Mineralogia di Amburgo, trova in un vecchio volume una pergamena cifrata. Insieme al nipote Axel, che è anche il narratore dell’intero racconto, il Professore riesce a decriptare il messaggio scritto da un alchimista nel XVI secolo, il quale ha compiuto un fantastico viaggio al centro della Terra e ha voluto indicare la strada per ripercorrere la sua avventura. I protagonisti si preparano dunque a partire per l’Islanda dove inizierà il viaggio nelle viscere del pianeta. Entrati dal cratere del vulcano Sneffels insieme ad una guida locale di nome Hans, si ritroveranno alle pendici dello Stromboli dopo aver attraversato il centro della Terra e aver affrontato colpi di scena, pericoli, animali preistorici e numerose scoperte: tra queste il mare a cui loro stessi daranno il nome di ”Mare di Lidenbrock”.
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TITOLO: L’amico ritrovato
AUTORE: Fred Uhlman
EDITORE: Feltrinelli
PAGINE: 96
GENERE: Romanzo
STORIA: La vicenda è ambientata in Germania, negli anni ’30, quando il regime nazista si è già affermato da alcuni anni. Il protagonista della storia è Hans, giovane borghese di famiglia ebrea. Nel liceo di Stoccarda, che egli frequenta, conosce un nuovo compagno di classe, Konradin, di famiglia nobile, e si mostra subito interessato a conoscerlo. Questi, invece, non si dimostra così socievole nei confronti dei compagni. Hans lentamente lo aiuta ad integrarsi con la classe e instaura le basi per una profonda amicizia.
Una sera, a teatro, i due ragazzi si incontrano ma Konradin, in compagnia dei genitori, non saluta l’amico perché non vuole mostrare in pubblico l’amicizia con un ragazzo ebreo, così come le leggi razziali impongono. Hans decide poi di rifugiarsi negli Stati Uniti per sfuggire alla persecuzione tedesca: il suo amico d’infanzia è ormai un convinto sostenitore della causa nazista. Solo dopo molti anni il ragazzo ebreo scopre che Konradin aveva partecipato a un fallito complotto contro Hitler.
CONSIDERAZIONI: Il romanzo di Uhlman è un’ottima lettura, consigliata a tutti coloro siano interessati a scoprire i valori della gioventù nell’epoca nazista e in generale il sentimento dell’amicizia. In Konradin troviamo una figura orgogliosa, fedele ai propri ideali politici e allo stesso modo fedele al senso di amicizia nei confronti di un ragazzo che non potrebbe frequentare. L’amicizia è un ponte che supera ogni barriera, ogni limite imposto, ogni stupida e falsa ideologia. Continua a leggere…
TITOLO: La marcia di Radetzky
AUTORE: Joseph Roth
EDITORE: Adelphi
PAGINE: 424
GENERE: Romanzo
STORIA: Un giorno d’estate dell’anno 1859, sul campo di battaglia di Solferino, il giovane tenente Trotta, con un impulsivo gesto di coraggio, salva la vita all’imperatore Francesco Giuseppe. Da quel momento il destino di Trotta e dei suoi discendenti muta per sempre. Nobilitato e prigioniero della dignità conferitagli dalla grazia imperiale, 1′« eroe di Solferino », citato in tutti i libri di scuola dell’impero, dovrà d’ora innanzi misurarsi con la statura che il suo gesto impulsivo gli ha attribuito. A quella statura, impari al personaggio, si rifaranno il figlio e il nipote per attingervi la forza necessaria alla loro missione di sudditi dell’imperatore. Una forza che si depaupera via via che l’impero si decompone precipitando verso la dissoluzione finale, una forza che già mancava nell’avo, immesso suo malgrado nella Storia. Così, in un reciproco rispecchiamento di destino individuale e sviluppo storico, si giunge all’estinzione della casata dei Trotta e dell’imperial-regio Stato asburgico. Epopea di una gerarchia e di una tradizione che denunciano la propria fine, La marcia di Radetzky, pubblicata nel 1932, è la sintesi delle contraddizioni di un ordine e di una stabilità che solo dopo il crollo poterono essere composte nel mito.
LETTURA:
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TITOLO: Il signore degli anelli
AUTORE: J.R.R. Tolkien
EDITORE: Bompiani
PAGINE: 1380
GENERE: Romanzo
STORIA: Questo è un romanzo assolutamente eccezionale. Additato come il miglior libro fantasy mai scritto, esso è in realtà molto di più. Attingendo da un lunga tradizione letteraria, in quest’opera si fondono leggenda, fiaba e poema epico, diventando elementi per un’allegoria sulla condizione umana. Le lettura di questo corposo volume ci sentiamo di consigliarla a tutti; dalla sapiente descrizione dei profili psicologici dei personaggi si possono trarre validissimi spunti per comprendere meglio il mondo che ci circonda. In particolare, viene tratteggiata con particolare efficacia il rapporto ambivalente che Frodo, uno dei personaggi principali del libro, ha nei confronti del potere.
LETTURA:
“Quando il signor Bilbo Baggins di Casa Baggins annunziò che avrebbe presto festeggiato il suo centoundicesimo compleanno con una festa sontuosissima, tutta Hobbiville si mise in agitazione. Continua a leggere…
TITOLO: Dedalus
AUTORE: James Joyce
EDITORE: Mondadori
PAGINE: 266
GENERE: Romanzo
STORIA: Questo romanzo di James Joyce si può considerare l’autobiografia della sua adolescenza trascorsa in Irlanda con la sua famiglia molto religiosa; l’opera non è di facile lettura, ma rappresenta uno dei capolavori indiscussi della sua produzione letteraria, insieme all’Ulisse e al Finnengans Wake. Giano consiglia, dunque, di affrontare questa lettura, importante per la formazione individuale.
LETTURA:
“La domenica venne dedicata al mistero della Santa Trinità, il lunedì allo Spirito Santo, il martedì agli Angeli Custodi, il mercoledì a san Giuseppe, il giovedì al Santissimo Sacramento dell’Altare, il venerdì alla Passione, il sabato alla Beata Vergine Maria.Ogni mattina rinnovava la sua santità alla presenza di qualche immagine o mistero sacro. La sua giornata cominciava con un’eroica offerta, secondo le intenzioni del sovrano pontefice, di ciascun suo istante di pensiero o di azione e con una messa di buon’ora. L’aria aspra del mattino stimolava la sua risoluta pietà; e sovente quando s’inginocchiava tra altri pochi fedeli a un altare, seguendo sul suo libro tutto intercalato di segni il mormorio del sacerdote, gettava un rapido sguardo alla figura addobbata dritta nell’ombra tra le due candele, che rappresentavano l’Antico e il Nuovo Testamento, e immaginava di assistere in ginocchio a una messa nelle catacombe.
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TITOLO: Lo zen e l’arte della manutenzione della motocicletta
AUTORE: Robert M. Pirsig
EDITORE: Adelphi
PAGINE: 402
GENERE: Romanzo
STORIA:
Questo romanzo, pubblicato per la prima volta in USA a metà degli anni settanta da un autore, all’epoca sconosciuto, “è una grande avventura” a cavallo di una motocicletta, ma anche della mente. Un viaggio on the road costituisce quindi il pretesto per un viaggio nella mente umana del protagonista. Anche il paesaggio che scorre ai lati della strada si offre da spunto di riflessione per interrogarsi su molti dei nostri quesiti interiori più profondi. Una lettura molto arricchente, condita anche di alcuni consigli – en passant -per mantenere in piena efficienza la propria due ruote…
LETTURA: “Sono le dieci del mattino e sono seduto di fianco alla moto sul retro di un albergo che abbiamo trovato a Miles City, Montana. Sylvia è andata con Chris in una lavanderia a gettoni a fare il bucato per tutti noi, e John è in giro a cercare un piumetto per il suo casco.
Adesso si sta bene. Siamo arrivati qui nel pomeriggio e abbiamo recuperato un sacco di sonno. Quando John ha firmato alla Réception non riusciva neanche a ricordarsi il mio nome.
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TITOLO: Gente di Dublino
AUTORE: James Joyce
EDITORE: Feltrinelli
PAGINE: 209
GENERE: Romanzo
STORIA: Gente di Dublino è una raccolta di 15 racconti, pubblicata nel 1914. Le diverse storie sono accomunate dall’idea della “morte in vita”: tutti i personaggi falliscono, sono frustrati, oppure hanno smesso di lottare. L’ultimo racconto, intitolato significativamente, “I morti”, rappresenta un autentico capolavoro della letteratura mondiale. Questo libro è quindi consigliato a tutti.
LETTURA:
“Lily, la figlia del Custode, non si sentiva più le gambe dal gran correre. Non faceva a tempo ad accompagnare un invitato nello sgabuzzino dietro la dispensa, a pianterreno, e ad aiutarlo a togliersi il soprabito, che l’asmatico campanello d’ingresso riprendeva a suonare, e lei doveva trottare lungo il corridoio spoglio per introdurre un altro ospite.
Buon per lei che non doveva occuparsi anche delle signore. A quello avevano pensato la signorina Kate e la signorina Julia, che avevano trasformato il bagno del piano di sopra in uno spogliatoio per signore. Erano appunto là le signorine: chiacchieravano, ridevano, si davano un gran daffare e, a turno, comparivano in cima alle scale, affacciandosi alla ringhiera per domandare a Lily chi fosse venuto.
Era sempre un grande evento il ballo annuale delle Signorine Morkan. Vi intervenivano tutte le loro conoscenze: parenti, vecchi amici di famiglia, le coriste di Julia, tutte le scolare di Kate in età di parteciparvi, e perfino qualche allieva di Mary Jane. Mai una volta che non fosse riuscita una festa briosa: per anni e anni era sempre andato tutto splendidamente, per quanto almeno si poteva ricordare, da quando cioè Kate e Julia, dopo la morte del fratello Pat, avevano lasciato l’abitazione in Stoney Batter e con l’unica nipote, Mary Jane, erano andate a stare nella buia e squallida casa di Usher Island, di cui avevano preso in affitto il piano superiore dal signor Fulham, il commerciante di granaglie all’ingrosso del pianterreno. Erano passati almeno trent’anni da allora, e sembrava un giorno. Mary Jane, che allora era una bimbetta dai vestitini corti, era ora il principale sostegno della famiglia, perché era lei che suonava l’organo di Haddington Road. Aveva studiato al Conservatorio, e ogni anno, dava un saggio nella sala superiore dell’Antient Concert. Molte delle sue allieve appartenevano alla miglior società di Kingstown e di Dalkey. Dal canto loro, anziane com’erano, le zie facevano la loro parte. Julia, benché completamente grigia era ancora il primo soprano dell’Adamo ed Eva e Kate, essendo troppo delicata di salute per andare molto in giro, dava lezioni di musica ai principianti sul vecchio e solido piano verticale nella stanza in fondo”.
TITOLO: I viaggi di Gulliver
AUTORE: Jonathan Swift
EDITORE: Newton Compton
PAGINE: 256
GENERE: Romanzo
STORIA: I viaggi di Gulliver di Jonathan Swift è un capolavoro della letteratura mondiale, un romanzo che coniuga fantasia e satira. Il Dottor Gulliver, chirurgo e marinaio scrive il libro come fosse un diario e riporta quanto gli accade in occasione di quattro stranissimi viaggi. In ognuno di essi il protagonista incontra dei personaggi bizzarri, caratterizzati dalle minuscole od enormi dimensioni, ovvero dalla loro natura animale. Un libro spassosissimo che Giano consiglia assolutamente di leggere.
LETTURA:
“Quando quel popolo si accorse che mi ero calmato, smise di dardeggiarmi; ma, dal rumore che udivo, mi accorsi che la folla aumentava sempre più, e, a circa quattro iarde da me, in direzione del mio orecchio destro, udii per più d’un’ora un martellio come di gente che lavora. Quando volsi la testa, per quanto me lo permettevano gli spaghi e i cavicchi, vidi un palco alto circa un piede e mezzo da terra, capace di contenere quattro di quegli abitanti e fornito di due o tre scale per montarvi: di lì uno di loro, che sembrava essere un alto personaggio, mi rivolse una lunga allocuzione di cui non capii una sillaba. Dimenticavo di dire che quella personalità, prima di iniziare la sua orazione, aveva gridato tre volte: «Langro dehul san! » (queste parole e le precedenti mi furono poi ripetute e spiegate).
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TITOLO: Il Signore delle Mosche
AUTORE: William Golding
EDITORE: Mondadori
PAGINE: 250
GENERE: Narrativa
STORIA: Un gruppo di bambini inglesi, sopravvissuti a un incidente aereo, resta abbandonato a se stesso su un’isola deserta. AII’inizio tutto ha il sapore di una piacevole vacanza: I’isola è ricca di alberi da frutto, di piccoli cinghiali, c’e perfino un fiume che forma in prossimità del mare una piscina di acqua dolce. I giovani si sentono gli eroi di una straordinaria avventura, si costituiscono in una piccola comunità democraticamente organizzata con un capo Ralph, un esercito di cacciatori agli ordini di Jack, un parlamento costituito sull’esempio della collettività degli adulti. La ribellione agli ordini e alle leggi, fomentata da Jack, trasformerà questi giovani prodotti della civiltà moderna in una terribile tribù di selvaggi sanguinari dai macabri riti. Il Signore delle Mosche, pubblicato nel 1954, è l’opera più conosciuta dello scrittore William Golding, Premio Nobel per la Letteratura nel 1983. Ci sentiamo di consigliare la lettura di questo breve romanzo in quanto la dinamica tra i personaggi del racconto, sebbene non reale, si avvicina molto a quanto potrebbe accadere nella realtà quando i modelli positivi che potrebbero guidarci nella nostra crescita personale professionale sono assenti.
LETTURA:
“La prima cosa a cui si abituarono fu il ritmo del lento passaggio dall’alba al rapido crepuscolo. Accettavano i piaceri del mattino, il bel sole, il palpito del mare, l’aria dolce, come il tempo adatto per giocare, un tempo in cui la vita era così piena che si poteva fare a meno della speranza. Verso mezzogiorno, quando i fiotti di luce scendevano quasi verticali, i colori vivaci del mattino si smorzavano, divenivano perlacei e opalescenti; e il calore, come se la maggior altezza del sole gli desse una forza maggiore, diventava violento e minaccioso come un colpo che bisognava evitare correndo a buttarsi giu all’ombra, magari a dormire. Continua a leggere…
TITOLO: L’uomo senza qualità
AUTORE: Robert Musil
EDITORE: Einaudi
PAGINE: 1791
GENERE: Romanzo
STORIA: Questo romanzo, considerato uno dei grandi capolavori del ‘900, è una summa del pensiero dell’epoca. I temi trattati sono infatti innumerevoli . Ai pochi avvenimenti che sono descritti nel romanzo, fanno da contraltare numerosissime descrizioni psicologiche, invero molto più stimolanti e avvincenti. Il libro, piuttosto corposo, va quindi affrontato con determinazione, sapendo che la ricompensa non consiste nella molteplicità e varietà degli accadimenti, ma piuttosto risiede nell’arricchimento umano che indubitabilmente se ne ricava.
LETTURA:
“Leo Fischel, della Lloyd-Bank, era quel direttore di banca, o, per essere esatti, procuratore col titolo di direttore, che per motivi inesplicabili aveva dimenticato di rispondere a un invito del conte Leinsdorf, e dopo non era più stato invitato. D’altronde anche quel primo invito era dovuto esclusivamente alle relazioni di sua moglie Klementine. Klementine Fischel proveniva da una vecchia famiglia di funzionari, suo padre era stato presidente della Corte dei Conti, il nonno consigliere camerale, e tre dei suoi fratelli rivestivano alte cariche in diversi ministeri. Ventiquattro anni prima aveva sposato Leo per due ragioni: primo, perché le famiglie di alti funzionari hanno qualche volta più figlioli che quattrini; secondo per romanticismo, perché in confronto con la parsimoniosa ristrettezza della casa paterna il lavoro bancario le era sembrato un’attività spregiudicata e adatta ai tempi, e nel diciannovesimo secolo una persona istruita non giudicava il valore di un’altra persona dal fatto ch’essa fosse israelita o cattolica; anzi, sembrava allora un segno di raffinata cultura elevarsi al di sopra dell’ingenuo pregiudizio antisemita della gente comune. Continua a leggere…

TITOLO: La lettera scarlatta
AUTORE: Nathaniel Hawthorne
EDITORE: Rizzoli
PAGINE: 253
GENERE: Romanzo
STORIA: Pubblicato nella metà dell’Ottocento, il romanzo è ambientato nelle Colonie giunte dall’Inghilterra intorno al 1650. La protagonista è Hester Prynne, una giovane donna accusata di adulterio che dovrà portare per tutta la vita ricamata sul petto la lettera A di colore scarlatto quale punizione per il suo peccato. Oltre ad essere particolarmente ben scritto, il racconto mette ben in luce la psicologia della protagonista, colpevole di aver commesso adulterio, ma molto coraggiosa nel non rivelare il nome del proprio seduttore (dal quale avrà una bellissima bambina di nome Pearl) e nel resistere all’ostilità che tutti i concittadini nutrono nei suoi confronti.
LETTURA:
“La prigionia di Ester era ormai giunta alla fine. La porta del carcere si aprì davanti a lei ed ella uscì di nuovo alla luce del sole, che illumina tutto, ma al suo cuore malato parve illluminare soltanto la lettera scarlatta che era costretta ad ostentare. E la tortura dei suoi primi passi fuori dal carcere le fu quasi più aspra di quella sopportata il giorno del castigo, in quanto allora la sua stessa tensione di nervi la sorreggeva, l’energia combattiva del suo carattere la esaltava al punto da farle apparire la seena come una sorta di obbrobrioso trionfo, e la stessa legge infine che l’aveva eondannata – simile ad un gigante le cui ferree braccia possono annientare ma sono anche un appoggio – l’ avevano sostenuta durante la terribile prova, mentre ora ella era sola di fronte alla normale vita quotidiana: sola con le sue povere forze fiaccate. Nè Ester poteva sperare sorte migliore dall’avvenire. Ogni giorno le avrebbe imposto una nuova prova, simile a quella della vigilia e del giorno seguente; e i giorni aggiunti ai giorni, gli anni alli anni, non avrebbero fatto altro che moltiplicare il peso di quella vergogna per lo squallore della loro desolazione ininterrotta, finché ella, che pure era figlia di gente onesta, madre di una creatura destinata a diventare donna, e un tempo era stata anche lei immune da macchia, non fosse diventata il simbolo della passione peccaminosa: quale l’avrebbero dipinta predicatori e moralisti dopo la morte di lei additando come segno del peccato la lettera scarlatta, scolpita anche sulla tomba!”

TITOLO: La strada
AUTORE: Jack London
EDITORE: Einaudi
PAGINE: 208
GENERE: Romanzo
STORIA: Questo volume contiene la raccolta di racconti autobiografici in cui l’Autore racconta gli anni della sua gioventù trascorsa percorrendo gli USA a bordo dei vagoni merci come passeggero clandestino. Nei racconti viene descritta una varia umanità di diseredati di ogni risma , accomunati da nomadismo e perenne precarietà. I personaggi sono visti però in chiave positiva, come persone impegnate nel continuo confronto con sé stessi.
LETTURA:
“Sgobbai per due giorni nel cortile della prigione. Era lavoro duro e, nonostante il fatto che marcassi visita alla minima occasione, non ce la facevo più. La ragione stava nel cibo. Nessuno sarebbe in grado di lavorar sodo mangiando in quel modo. Pane ed acqua era tutto ciò che ci davano. Avremmo dovuto ricevere della carne una volta alla settimana, ma questa carne non la si vedeva sempre, e visto che veniva privata di ogni sostanza nutritiva bollendola per fare la minestra, non aveva molta importanza se ne sentivamo il gusto una volta alla settimana, o no. Continua a leggere…

TITOLO: Il Rosso e il Nero
AUTORE: Stendhal
EDITORE: Mondadori
PAGINE: 623
GENERE: Romanzo
STORIA: Il romanzo è incentrato sulla figura di Julien Sorel, un giovane di umili origini che, dotato di grandi capacità, ambisce a migliorare la propria condizione sociale. Affascinato dal prestigio delle guerre napoleoniche, è inizialmente attratto dalla vita militare, ma su consiglio del prete del suo paesino, si avvicina alla vita ecclesiastica. Questo libro è un classico irrinunciabile della letteratura francese, da leggere assolutamente.
LETTURA:
“Si affrettò a spazzolarsi il vestito e a scendere: era in ritardo. Un istitutore lo rimproverò severamente: invece di tentare di giustificarsi, Julien incrociò le braccia sul petto. “Peccavi, pater optime (ho peccato, confesso il mio errore, padre mio,)” disse, contrito. Questo esordio ebbe un grande successo. I seminaristi più esperti si accorsero di avere a che fare con un uomo che non era alle prime armi. Arrivò l’ora della ricreazione. Julien si vide al centro della curiosità generale. Ma in lui non trovarono che riserbo e silenzio. Obbedendo ai propri principi, egli considerava i suoi trecentoventuno compagni come dei nemici; il più pericoloso di tutti ai suoi occhi era l’abate Pirard. Continua a leggere…