Giano

Domande e risposte dal 22/01/2011 al 01/02/2011

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amore

giulia, lun 24 gennaio ha scritto:

Buongiorno giano,vorrei chiderle alcune info sulla mia tesina, avrei pensato di intitolarla per amore solo per amore prendendo spunto dal libro e dal film…parla di tutti gli amori ke sono rimasti incompiuti a causa di guerre e oltro…e avevo preso inconsiderazione per ex edda e galeazzo ciano…farah diba…gandi…lady diana..ma per esempio non so come collegare tutto questo alle altre materie mi può aiutare.
io faccio l’itpa …giulia

Cara Giulia,
partendo dal fatto che non specifichi quali siano le “altre materie” proverò comunque a darti qualche suggerimento. Il tema che hai scelto ha molto a che fare con le discipline letterarie, anche in lingua straniera. Capisco la suggestione per la figura di lady Diana e perciò per inglese potresti prendere in considerazione una delle tante biografie in lingua originale scritte su di lei. Per italiano puoi portare direttamente il romanzo di Pasquale FestaCampanile che ti ha ispirato. In storia puoi trarre spunto dalla vicenda di Edda e Galeazzo Ciano per allargare il discorso al Fascismo più in generale. Per francese potresti approfondire la celebre opera teatrale “Cyrano de Bergerac”, classico esempio di amore incompiuto. Per il resto non saprei cosa consigliarti dal momento che credo le altre materie del tuo corso siano prettamente tecniche e oltretutto non essendo a conoscenza di quali siano. Magari riscrivimi per ulteriori suggerimenti.
A presto, Giano.

beardsley abrey

eleonora, dom 31 gennaio ha scritto:

Caro Giano,
frequento l’ultimo anno di un liceo classico e vorrei chiederti consigli per il mio percorso d’esame.Ho molti dubbi temo la banalità e la poca originalità,il nostro professore di filosofia dice di non “investire sentimentalmete troppo” nell’esame,ma ciò non toglie che per me sia un traguardo considerevole che non voglio trascurare.
Non mi sento pronta ad affrontare con elevato spirito critico,principalmente concetti di storia e filosofia che i libri sterilizzano,quindi avevo pensato di cominciare partendo dai disegni di Abrey Beardsley,un autore discusso ma che io amo molto.Vorrei che mi aiutassi a capire come poter svolgere il resto e se è possibile collegarlo con le altre materie.
Grazie in anticipo!!

Cara Eleonora,
è davvero lodevole che tu voglia dedicarti con grande impegno a questo lavoro, cercando di realizzarlo nella maniera migliore. Ma concordo anche con il tuo insegnante, poiché effettivamente non bisogna lasciarsi coinvolgere troppo, come se si trattasse di una prova decisiva e senza appello per dimostrare il proprio valore: si deve agire con sobrietà, senza lasciarsi prendere dall’ansia e dall’incubo della frustrazione. E poi non ti si richiede chissà quale capacità critica, non è una tesi di laurea, o addirittura di dottorato. Si tratta di un lavoro tarato sulle capacità, competenze  contenuti di uno studente di liceo, e credo non avrai difficoltà a realizzarlo in maniera ottimale, quindi evita assilli fuori luogo e dannosi.
Detto questo, passiamo al tuo argomento. I disegni di Beardsley sono un argomento piuttosto originale e il primo collegamento a cui bisogna pensare è senz’altro Oscar Wilde, scrittore che ebbe un rapporto molto stretto con il disegnatore, che causò tra l’atro molti guai a questi; in particolare ti raccomando l’opera “Salomè” , illustrata per l’appunto da Beardsley . A partire da qui puoi inoltre pensare ai collegamenti per le letterature antiche, come ad esempio la commedia del greco Aristofane intitolata “Lisistrata”, illustrata anch’essa da Beardsley
come puoi vedere qui  . Per storia naturalmente dovresti pensare all’epoca in cui visse il disegnatore, contemporaneo per l’appunto di Wilde, ovvero l’epoca vittoriana . Per arte penso tu possa riferirti proprio a Beardsley, mentre un ulteriore spunto potrebbe esser in filosofia il grottesco, tratto distintivo del disegnatore britannico, di cui parla Michel Foucault in un saggio, come puoi vedere qui
Un caro saluto
Giano

burton tim

Sybil, ven 28 gennaio ha scritto:

Caro Giano.
Frequento l’ultimo anno al Copernico Linguistico di Bologna,e proprio questa mattina,mentre ascoltavo distrattamente,devo ammetterlo,la lezione di filosofia ho avuto un lampo di genio su cosa vorrei dalla mia tesina.
Per meglio dire,è stato un lampo di genio a metà,visto che nella mente non mi sono apparsi collegamenti sfiziosi o altro,ma semplicemente la vivida scena di un film che certamente avrai avuto il piacere di gustare: Edward mani di forbice,ed in particolare l’epica inquadratura con l’ancora giovanissimo Depp e il grande e stimato Vincent Price.
Ora tale immagine mi ha portato ad un unico nome : Tim Burton.
Vorrei fare di lui la colonna portante della mia tesina,non utilizzando collegamenti banali,triti e ritriti,ma il più possibile originali,dunque,avendo trovato piuttosto illuminati le tue risposte ho pensato di chiedere il tuo aiuto.
Grazie in anticipo.
G.

Cara Sybil,
trovo la tua suggestione per Tim Burton alquanto originale come spunto dal quale partire per strutturare la tua tesina. Ora si tratta di decidere quale aspetto ti interessa sottolineare in particolare. Uno potrebbe essere quello legato alla sua grande creatività e per analogia soffermarti su quegli autori che nelle loro opere hanno costruito dei veri e propri mondi. Da Dante Alighieri in poi gli esempi non mancano. Pensa ad autori come Calvino, Tolkien, Verne. Altrimenti potresti approfondire le tematiche che più spesso il regista affronta nei suoi film. Ad esempio l’emarginazione e la solitudine. A tal proposito mi viene in mente la bellissima poesia di Emily DickinsonSolitudine”  ma anche un filosofo esistenzialista come Sartre che nelle sue opere ha scandagliato il tema della difficoltà nei rapporti con gli altri. E come non pensare per arte all’angosciosa opera “L’urlo”  di Edvard Munch.
Come vedi diverse sono le strade da poter intraprendere. Devi solo sceglierne una. Poi torna pure a scrivermi per rendermi partecipe della tua decisione.
Un saluto, Giano.

fisiognomica

claudia, lun 24 gennaio ha scritto:

Caro prof giano,
frequento il liceo scientifico e la maturità si sta avvicinando rapidamente! ho scelto come argomento della mia tesina la FISIOGNOMICA volevo incentrare il discorso su come lo spirito trova manifestazione nel corpo. studiando il positivismo ho trovato bizzarra e affascinante la figura di cesare lombroso e approfondendo il discorso ho scoperto che c’è molto di più dietro questa disciplina magico-scientifica.
potrebbe consigliarmi qualche collegamento utile?

Cara Claudia,
il tema è suggestivo ma troppo circoscritto. Dovresti allargarlo per esempio al tema crimine, e inserire il discorso di Lombroso. Vedi il mo sito . Ricorda che questa di Lombroso non è una tesi che abbia ancora seguito. Sono molto più importanti le implicazioni sociali, familiari, educative della vita del criminale.  Ti consiglierei per filosofia di dare un’occhiata a questo articolo sul concetto di delinquente per senso di colpa elaborato da Sigmund Freud. Riguardo a Lombroso devi naturalmente leggere “L’uomo delinquente”, è una cosa che ti consiglio di fare scaricandolo a questo link.  Venendo alla seconda domanda che mi poni, ti suggerisco, per collegare tutto in modo logico, di cominciare con descrivere che cos’è il crimine facendo riferimento alle diverse tipologie e collocando in esse i casi da te considerati. Per aiutarti, ti consiglio anche in questo caso un libro: è il compendio di criminologia di Gianluigi Ponti, pubblicato dall’editore Cortina. Spero di esserti stato di aiuto. Non dimenticare nemmeno i libri e i film “gialli” che possono essere per te un’utile fonte d’ispirazione. Riguardo a questi ultimi mi limito a segnalarti Hitchcock e in particolare “Delitto perfetto” e la “Finestra sul cortile”. In letteratura italiana il più adatto mi sembra il romanzo di Gadda “Quer pasticciaccio brutto de via Merulana”, uno dei libri più famosi della nostra letteratura, o uno dei nuovi scrittori di gialli come Camilleri o Carofiglio. Per storia potresti parlare della mafia, camorra e ndrangheta, del tema della legalità e del Mezzogiorno, vedi questa pagina.
Se deciderai di seguire questo percorso e se avrai ancora bisogno di me scrivimi. Ma anche se vorrai seguirne un altro, fatti sentire.
Ciao. Giano

kundera milan

Lucrezia, giov 27 gennaio ha scritto:

Salve Giano,
sono Lucrezia, studentessa prossima alla maturità in un liceo classico.
Mi piacerebbe sviluppare la mia tesina partendo da un libro: L’insostenibile leggerezza dell’essere, di Milan Kundera.
Per letteratura italiana avrei pensato a Calvino e alle sue Lezioni Americane, per filosofia a Nietszche, per storia alla Primavera di Praga.
Non riesco a individuare altri collegamenti con altre materie, e nè, nonostante il tema leggerezza-pesantezza e altri trattati nel libro mi appassionino molto, riesco a capire se si tratti di un percorso originale o meno.
Cosa ne pensa? Quali altri collegamenti potrei svolgere? La ringrazio in anticipo, spero in una risposta :)

Cara Lucrezia,
Il miglior modo per scegliere il tema da sviluppare è quello di lasciarsi orientare dai propri reali interessi, dalle proprie passioni: deve essere un problema che  effettivamente ci sta a cuore. Quindi si tratta di individuare un argomento autenticamente nostro per poi tentare di esplorarlo e inquadrarlo da diversi punti di vista, controllando sempre che la scelta delle materie sia realmente pluri-disciplinare. Devi capire cosa ti interessa di questo romanzo e da lì partire per costruire un percorso. Il libro si presta a molte letture: l’erotismo, la politica, l’identità, ecc.. ti  do qualche suggerimento. Ovviamente il punto di riferimento costante della tua tesina dev’essere, assieme al libro di Kundera, la prima “lezione americana” di Italo Calvino, che di certo già conosci.
In latino credo sia da sfruttare il riferimento che Calvino fa alle Metamorfosi di Ovidio: qui troverai un vasto articolo su questo argomento. Per italiano uno dei temi del libro è quello della crisi d’identità dell’uomo moderno , quindi Pirandello è senz’altro il riferimento principale; ma ti invito ad approfondire anche “La coscienza di Zeno” di Italo Svevo.  Il tema della leggerezza può essere collegato al Nietzsche della “Nascita della tragedia” con il dionisiaco, con la danza, con la rivalutazione dell’ebbrezza contro la razionalità dell’apollineo:

“Alle loro due divinità artistiche, Apollo e Dioniso, si riallaccia la nostra conoscenza del fatto che nel mondo greco sussiste un enorme contrasto, per origine e per fini, fra l’arte dello scultore, l’apollinea, e l’arte non figurativa della musica, quella di Dioniso: i due impulsi cosí diversi procedono l’uno accanto all’altro, per lo piú in aperto dissidio fra loro e con un’eccitazione reciproca a frutti sempre nuovi e piú robusti, per perpetuare in essi la lotta di quell’antitesi, che il comune termine “arte” solo apparentemente supera; finché da ultimo, per un miracoloso atto metafisico della “volontà” ellenica, appaiono accoppiati l’uno all’altro e in questo accoppiamento producono finalmente l’opera d’arte altrettanto dionisiaca che apollinea della tragedia attica.”  

Il legame con storia può essere nella Primavera di Praga, nella censura dei paesi comunisti: Kundera nel ’48 fu espulso a causa delle sue idee che non seguivano le linee ufficiali del partito. Inoltre, la sua partecipazione al movimento di riforma della “Primavera di Praga” gli costò la cittadinanza cecoslovacca e il licenziamento.
un saluto,
Giano

libertà di espressione

Sarah, giov 27 gennaio ha scritto:

Ciao Giano,
io ho deciso di fare la mia tesina sulle Radio Libere, partendo dall’interesse per il film di Luciano Ligabue “Radiofreccia”.
Le materie che vorrei collegare sono Storia (anni 70 e la storia di Peppino Impastato con l’eventuale film “i cento passi”); teoria della comunicazione (radio, nascita, dove ecc…) scienze sociali (la radio e i giovani ieri e oggi, il ruolo sociologico della radio….
Non saprei però come svilupparla. Pensi siano necessari altri collegamenti?
Grazie in anticipo!

Cara Sarah,
devi allargare il tema e un’idea può essere quello della difesa della libertà di informazione, messa in spesso discussione anche oggi.  Vedi il mio sito.

Puoi allargare ulteriormente il campo anche con il tema della comunicazione di massa e inserire il tema della tutela della libertà di informazione che rappresenta uno dei capisaldi della democrazia. Questo diritto, infatti, riguarda ogni cittadino nella misura in cui deve essere lasciato libero di esprimersi, manifestare le proprie idee e opinioni, e riguarda anche la necessità di garantire una certa libertà ai mezzi di informazione, come i giornali, la televisione, la radio etc. che consenta di diffondere notizie al di là degli interessi politici, economici, privatistici. Quello della libertà è stato un cammino accidentato, faticoso e per questa libertà sono morti milioni di uomini, dunque è nostro compito difenderla. Per filosofia ti consiglio di approfondire Karl Popper, il quale sosteneva che il prezzo della libertà è l’eterna vigilanza. Tutti oggi accettano lo Stato di diritto in Italia e nessuno mette in discussione le regole della democrazia. Indubbiamente i pericoli possono venir sempre fuori, causati per esempio dallo stress, dall’insoddisfazione, dall’ingiustizia, ma, come diceva Popper: “Le istituzioni sono come le fortezze: resistono se è buona la guarnigione”. Ebbene la guarnigione siamo noi che dobbiamo vigilare affinché niente e nessuno offuschi la nostra libertà. La storia insegna, ma ancora prima della storia è la Scuola che deve insegnarci la storia, ossia a comprendere che cosa è avvenuto in passato e a non commettere gli stessi errori. Vedi questa intervista

Per storia puoi parlare della società di massa, un  fenomeno tipico del Novecento, un aggregato omogeneo in cui i singoli tendono a scomparire rispetto al gruppo. Numerose ed articolate sono le cause che determinano lo sviluppo della società di massa nell’800; i fattori principali sono:  La rivoluzione industriale; l’ migrazione nei grandi e medi agglomerati urbani che crea un più stretto contatto tra le persone, ma è un rapporto privo di radici, anonimo e impersonale; il sistema delle relazioni sociali non passa più attraverso le piccole comunità tradizionali, ma fa capo alle nuove grandi istituzioni nazionali, i sindacati, i partiti, i servizi sociali; la maggioranza dei cittadini esce dalla dimensione dell’auto-consumo ed entra, da produttore o da consumatore, nel circolo dell’economia di mercato. Per inglese il romanzo di G. Orwell “1984”, che illustra l’ingranaggio di un governo totalitario, opposto ad una società libera e democratica. Per italiano approfondirei la figura di Pier Vittorio Tondelli che con i racconti “Altri libertini” esprime bene il sapore di quell’epoca di libertà nella quale sono nate le radio private: vedi qui
un saluto,
Giano

limiti

Eliana, sab 22 gennaio ha scritto:

Caro Giano , sono una studentessa del liceo classico e vorrei sviluppare una tesina sul concetto di limite . Pensavo di portare in matematica i limiti , in geografia astronomica l’universo inflazionario ( l’universo non come “infinito in atto” , ma come qualcosa che supera incessantemente il proprio limite ) , in filosofia Fichte ( l’io che supera continuamente il non io , tendendo all’io infinito ) . In arte , su suggerimento del mio professore , vorrei sviluppare qualcosa tipo il limite della bidimensionalità o il limite della tela ( quegli artisti che tagliano i quadri ) . I problemi maggiori li sto trovando per greco e latino : vorrei infatti affrontare il tema  sul piano scientifico e su quello religioso – filosofico , magari in un confronto con matematica , scienze e filosofia ; ma non ho alcuna idea specifica . La mia difficoltà più grande è comunque quella di dare un impianto unitario ed organico al lavoro ; potresti darmi qualche consiglio ??? grazie mille
P.S. Forse troverai un altra mia e-mail simile a questa … ma non ero sicura di averla inviata correttamente !!!!
Grazie ancora
Eliana

Cara Eliana,
complimenti per i tuoi collegamenti molto originali. Il filo conduttore può essere la riflessione che il limite non è una prigione da cui fuggire e liberarsi, ma che tale concetto implica la capacità che l’individuo ha di riflettere su se stesso e sulla propria esistenza con gli strumenti della ragione. Il limite esiste e non può essere cancellato poiché esso risulta il principio che muove la vita dell’individuo. Nasce dalla consapevolezza che l’uomo ha di sè e della sua forma limitata, ciò nonostante questo non gli impedisce di cercare di superare l’ostacolo che lo separa dalla perfezione. Per filosofia certamente va bene Fichte e il tema dello streben. Per Fichte l’Io produce (pone) il mondo, la natura, come “limiti” da superare. Se vuoi filosofia la puoi collegare anche con Kant, nel senso che il criticismo è la filosofia del limite, si pone la domanda “dove può arrivare la ragione”?

Per greco il concetto di hybris: In Omero la parola si riferiva soprattutto alla disobbedienza e alla ribellione contro il principe; nelle epoche successive passò invece a indicare la sfida dell’uomo nei confronti degli dei. La grandezza dell’eroe greco sta così nella sua vittoria sulla hybris, nella sua rinuncia consapevole a voler essere troppo grande, nel suo sapersi arrestare una volta giunto al fragile e talvolta indistinto confine della possibile azione umana, per non entrare in competizione con gli dei. Per il greco antico, la natura “che nessun uomo e nessun Dio fece” (Eraclito) rappresentava quello sfondo immutabile le cui leggi, regolate dal vincolo della necessità (ananke), costituivano il punto di riferimento da cui trarre indicazioni per il governo della città e per la buona conduzione di sé. Qui Platone è stato chiarissimo:

“Anche quel piccolo frammento che tu rappresenti, o uomo meschino, ha sempre il suo intimo rapporto col cosmo e un orientamento a esso, anche se non sembra che tu ti accorga che ogni vita sorge per il Tutto e per la felice condizione dell’universa armonia. Non per te infatti questa vita si svolge, ma tu piuttosto vieni generato per la vita cosmica” (Leggi 903 c).

All’opposto della mentalità greca, la tradizione giudaico-cristiana concepisce la natura non come lo sfondo immutabile su cui l’uomo deve regolarsi, ma come il prodotto della “volontà” di Dio che l’ha creata a disposizione della “volontà” dell’uomo, a cui è concesso l’incontrastato dominio. Vedi questo interessante articolo che si collega anche a Darwin. Per  latino il senso della misura di Seneca che insegna al’uomo a prendere  coscienza dei suoi limiti terreni e a non temere la morte.
Un saluto,
Giano

motociclismo

cate, merc 26 gennaio ha scritto:

salve!frequento il liceo classico e quest’anno ho la maturità e sono in crisi con la tesina. la mia passione sono le moto,triumph in particolare e Londra.Facendo io il classico e avendo come materie fondamentali greco e latino avevo abbandonato questi 2 argomenti perchè non mi era venuto in mente nulla da collegare..come posso fare? abbandono l’idea?? grazie in anticipo,Cate

Caro  Cate,
puoi  partire da un libro “Lo zen e l’arte della manutenzione della motocicletta” di  Pirsig che ti consiglio di leggere. Il romanzo è occupato in buona parte dai monologhi del protagonista, che si indirizzano ben presto verso due questioni: da un lato il dualismo tra intelligenza classica (scientifico-tecnologica) e romantica (arte, creatività, intuizione) e dall’altro lato “quella strana separazione tra quello che l’uomo fa e quello che l’uomo è”. Tieni presente che il libro parla di filosofia e non di motociclette  che la moto rappresenta un ovvio metaforico. Ti propongo, allargando il tema, una tesina sulla tecnica e sulla tecnologia. Le materie potrebbero essere per filosofia Heidegger e il nichilismo della tecnica perché tecnica vuol dire nesso col nichilismo e cioè con l’oblio dell’essere, con la dimenticanza dell’essere; vedi questa intervista a Severino . Secondo Severino oggi il vero erede del pensiero greco è la tecnica. “Cos’era il vero pensiero greco? Esso era l’antica persuasione che le cose escano dal nulla e ritornino nel nulla: l’eterno divenire. Per greco il concetto di moderazione”. Per “moderazione” i Greci usano la parola phronesis, intendendola nel senso di quella saggezza che consente all’uomo di misurare l’entità delle scelte da adottare. Per cui può essere detto che la virtù sta nel mezzo. Perché la virtù deve stare nel mezzo? Da dove viene la parola virtù? Sa cosa vuol dire la parola greca areté,? Originariamente areté voleva dire “virtù”, appunto, così come il latino virtus. Inserisci Le Eumenidi di Eschilo, dove dice appunto che la vita beata sta tra i due estremi della vita anarchica e della vita del bios dispotumenos, cioè della vita di colui che sia sottomesso a un tiranno, ad un despota:  dovrebbe stare nel mezzo come la moderazione. Latino Orazio, con ‘in medio stat virtus’, cioè ‘la virtù sta nel mezzo’, detta in modo simile da Aristotele nell’etica Nicomachea, e da Orazio nelle Satire.
Un saluto,
Giano

orgoglio e pregiudizio

mary, ven 28 gennaio ha scritto:

Salve Giano. Sono Mary e frequento il liceo linguistico. Mi piacerebbe fare una tesina sui sentimenti dell’orgoglio e del pregiudizio, riferendomi in particolare all’opera di Jane Austen. Non saprei però che altri argomenti trattare per quanto riguarda italiano, tedesco, francese, filosofia, latino e storia. Cosa mi consigli? Grazie mille in anticipo!

Cara Mary,
comprendo la tua difficoltà nello strutturare una tesina partendo da uno specifico romanzo. Quello che posso fare è segnalarti qualche libro “simile” che ti potrebbe essere utile per le letterature straniere. Per francese mi viene in mente “La signora delle camelie”  di Dumas. Per tedesco potresti leggere “Le affinità elettive”  di Goethe. Sono entrambe storie d’amore travagliate all’interno delle quali giocano un ruolo anche sentimenti come l’orgoglio e il pregiudizio. A proposito di storia potresti analizzare il contesto storico nel quale il romanzo della Austen si svolge. Si tratta del periodo che va dalla rivoluzione francese all’inizio delle campagne napoleoniche . Per filosofia dovresti allargare il discorso prendendo spunto dal libro di Remo Bodei, Geometria delle passioni, Feltrinelli, che a sua volta cita Spinoza. potrebbe servirti per una introduzione generale al tema. Lo stesso puoi fare per latino: potresti riferirti a Ovidio e Catullo per sottolineare, per esempio, come epoche storiche e culture hanno messo l’accento su sentimenti particolari assegnando loro ruoli e significati diversi. Però, però rischi di allargare troppo il discorso a scapito dell’approfondimento. Ricordati che hai un tempo breve per la presentazione della tua tesina, una quindicina di minuti circa..
Riscrivimi per farmi sapere che ne pensi.
Ciao e buon lavoro, Giano.

psicoanalisi

lucrezia, dom 23 gennaio ha scritto:

Ciao Giano,
per la tesina d’esame io avevo pensato di portare Salvador Dalì, con uno dei suoi quadri, solo che sono indecisa su cosa scegliere e con quale argomento collegarlo.
La mia prima scelta sarebbe “Lo stipo antropomorfo“, collegato con la teoria di Freud a cui s’ispirò Dalì per questo quadro. La professoressa di Letteratura mi ha anche detto che posso collegarci anche Pascoli nel suo ultimo periodo perché considerato “surrealista”; mentre la professoressa d’Inglese mi ha detto che posso collegarci anche “The Great Gatsby” di Scott Fitzgerald. Ma sinceramente io non ci vedo molta connessione fra i due.
L’altra mia opzione sarebbe il quadro “Orologi Molli” da collegare con il sogno per Freud, il tempo per Orazio o Seneca.
Quest’ultima opzione però non so con cosa collegarla in letteratura italiana e inglese.
Puoi darmi una mano? Grazie tante.
Lucrezia.

Cara Lucrezia,
devi precisare meglio il tema, devi spiegare che cosa ti interessa esprimere di questo artista. Manca il filo conduttore del lavoro. Vedi il mio sito per avere qualche suggerimento
Le scoperte del padre della psicoanalisi, per alcuni pittori di fine Ottocendo e dell’inizio del nuovo secolo, sono state il risultato di ispirazioni artistiche, ancor prima o contemporaneamente che fossero consacrate nella loro definizione scientifica. Di questo ne era consapevole lo stesso Freud che scrisse:

“ attingiamo alle stesse fonti, lavoriamo sopra lo stesso oggetto, ciascuno di noi con un metodo diverso; e la coincidenza dei risultati sembra costituire una garanzia che abbiamo entrambi lavorato in modo corretto”.

Ma c’è un altra avanguardia artistica che va segnalata, che affonda le sue radici nel dadaismo, da cui però presto si differenziò puntando più che sul senso della dissacrazione del presente su altri temi come il sogno l’irrealtà, l’irrazionalità, l’amour fou: il Surrealismo, una corrente d’arte alla scoperta dell’inconscio. Nel manifesto surrealista del 1924 André Breton definisce il Surrealismo un

“automatismo psichico puro con il quale ci si propone di esprimere, sia verbalmente che in ogni altro modo, il funzionamento reale del pensiero, in assenza di qualsiasi controllo esercitato dalla ragione, al di fuori di ogni preoccupazione estetica o morale”.

Il riferimento alle libere associazioni e all’interpretazione dei sogni di Freud non potrebbe essere più esplicito. I collegamenti tra Dalì e il sogno sono ovvi: Il sogno riveste una grande importanza per la psicoanalisi. Nel sogno l’inconscio riaffiora in parte, grazie ad un allentamento della censura diurna normalmente esercitata dalla coscienza. Nel sogno gli elementi che normalmente vengono ritenuti immorali riescono a trovare uno sfogo, ma la censura non allenta completamente le sue maglie ed ecco allora che i contenuti indesiderati si rivelano velati e deformati simbolicamente. Anche quelli che tu giustamente proponi di Orazio. Per italiano il legame con una dimensione che si leghi al sogno e al surrealismo è  Antonio Delfini con La Rosina perduta che ripropone anche il testo (già pubblicato nel 1940) del Fanalino della Battimonda, racconto scritto secondo il modello della scrittura automatica dei surrealisti francesi. Anche se il surrealismo di Delfini (dalla critica letteraria spesso dato per scontato) va preso con qualche riserva, data la scarsa sistematicità dell’approccio surrealista dell’autore italiano rispetto all’esempio dei francesi. Delfini stesso preferisce parlare di ‘emotivismo’. Per inglese Fitzgerald che esordì nel 1920 con il romanzo This side of paradise (Di qua dal paradiso), perfetta ricostruzione del sogno americano fatto di ricchezza, bellezza ed esuberanza giovanile, messo crudamente a confronto con il senso di disagio e disorientamento provocato dalla prima guerra mondiale e dal crollo dei valori.
Che ne pensi? Torna a scrivermi anche solo per farmi sapere come procede.
Un saluto,
Giano

psicosi

cecilia, sab 22 gennaio ha scritto:

Ciao Giano, vorrei chiederti un consiglio… ho consultato le altre richieste ma non ho trovato nulla che risponda ai miei dubbi… vorrei realizzare la mia tesina sulla PSICOSI NELLA SOCIETà DI MASSA.
Vorrei trattare quindi l’aspetto psicologico che è causa ma anche conseguenza della società di massa…
Però non sono certa dei collegamenti con le diverse discipline, in particolare per tedesco,inglese, francese, biologia, matematica e fisica… e non vorrei nemmeno cadere nel banale per italiano,flosofia, storia e latino con i soliti Seneca, Freud,Pirandello e il 900…
Dammi un consiglio…
Grazie in anticipo…

Cara Cecilia,
non è assolutamente necessario far riferimento a tutte le materie previste dal proprio corso di studio, ed è pertanto certamente consigliabile ridurre il numero di collegamenti (non più di quattro o cinque materie) per migliorare la qualità critico-analitica della tesina. Essenziale è evitare di disperdere il nostro lavoro, il quale deve avere una sua organicità e che, occorre ricordare sempre, sarà oggetto di un’esposizione orale piuttosto breve e sintetica. Pertanto l’importante non è il numero delle materie coinvolte ma che la scelta delle materie sia realmente pluridisciplinare.  Vedi la voce
follia .
Una linea di sviluppo può essere l’idea che la follia si maschera dietro l’apparenza della normalità. Vedi anche nel mio sito  la voce genio e malattia.
Il tema mi sembra quello dell’alienazione e questi sono i collegamenti a cui ho pensato: per italiano oltre il riferimento a Medea di Pasolini ti consiglio il romanzo di P. Volponi “Memoriale” del 1962, dove il protagonista, strappato alla civiltà contadina, diviene un operaio che viene travolto dall’ingranaggio oppressivo della fabbrica, emblema dell’alienazione di un’intera società. Per arte puoi parlare  dei film di M. Antonioni, “L’avventura”, “Deserto rosso” oppure “L’eclisse”, vedi questo sito.
Per filosofia Hegel e Marx mettendo  in luce legami e differenze tra i due autori.  Per Storia, fordismo e seconda rivoluzione industriale e riferimenti al film di Chaplin “tempi moderni”.  i collegamenti che proponi mi sembrano ben costruiti; Per storia puoi fare riferimento anche al film di Chaplin “Tempi moderni” che lega alienazione e critica al fordismo. Per latino un’dea è Apuleio se l’alienazione è intesa come metamorfosi, come passaggio e ricerca di se stessi.
Spero che queste prime indicazioni ti possano servire. Fammi sapere.
Un saluto,
Giano

stalking

benedetta, merc 26 gennaio ha scritto:

Ciao,sto frequentando l’ultimo anno del liceo pedagogico e mi piacerebbe fare la tesina sullo stalking. vorrei però non scadere sul tema della persecuzione delle donne seppur sia un tema interessante. perciò ho pensato di parlare anche dello stalking sull’uomo. temo però che i collegamenti che ho ipotizzato siano forzati. sapresti darmi un consiglio sui collegamenti?

Cara Benedetta,
credo che devi allargare il tema, in quanto questo dello stalking, limitato agli uomini per giunta, è troppo ristretto. Prova a pensare di partire da un tema più generale, come la violenza sessuale, la donna, oppure la privacy. Solo così potresti inserire poi il tema dello stalking. Vedi il mio sito alla voce violenza e mass media per avere qualche spunto.  Ti faccio un esempio di tesina che integra il tema partendo da quello della violenza sulle donne: purtroppo la storia della sottomissione a cui è stata costretta la donna, e la violenza esercitata quotidianamente è antica come il mondo e riguarda non solo quella sessuale, anche se quest’ultima è la più inaccettabile soprattutto se avviene, come spesso accade, in famiglia. È da questa considerazione che dovresti partire per sviluppare il tuo lavoro e cioè tracciare una breve storia delle donne scegliendo un filo conduttore. A questo scopo ti segnalo un sito nel quale potrai trovare molti link interessanti. Fatto questo approfondisci il tema legato all’emancipazione della donna e in particolare alla legislazione italiana facendo soprattutto riferimento al periodo che va dall’ultimo dopoguerra in poi: la conquista del voto politico (1946); la legge sul divorzio e sull’aborto; le battaglie per l’approvazione della legge contro gli abusi e le violenze sessuali di cui ti mando gli articoli (approvata solo del 1997 che per la prima volta stabilisce che il reato di stupro è reato contro la persona e non contro la morale) fino alla recentissima legge contro lo stalking.

Nel tuo percorso puoi sicuramente partire da un testo classico di filosofia Sull’uguaglianza e l’emancipazione femminile scritto da John Stuart Mill insieme a Taylor Harriett, la sua compagna.
Per inglese di Virginia Woolf, tra le più note “femministe”, ti suggerisco Una stanza tutta per sé. In questo saggio, che ti consiglio di leggere, l’autrice ripercorre la vita di celebri scrittrici (tra queste un’immaginaria sorella di Shakespeare) che, solo per il fatto di essere donne, hanno dovuto combattere per affermarsi ed essere riconosciute. Per la filosofia ti propongo di occuparti di una figura centrale del femminismo Simone de Beauvoir che, oltre ad ever scritto opere importantissime per il pensiero femminista, negli anni settanta partecipò attivamente alle lotte politiche delle donne aderendo al Mouvement de libération des femmes (Mlf) e lottando per l’acquisizione di un diritto fondamentale come quello dell’aborto. In questo modo puoi collegare anche storia ricostruendo un momento eccezionale della storia del femminismo politico che si diffuse in moltissimi paesi proprio negli anni settanta. Questo link può esserti utile.
Un saluto,
Giano

Tesina libertà

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anticonformismo

elena., Martedì 16 giu ha scritto:

Caro Giano,
mia figlia frequenta il liceo classico e avrebbe scelto, come tematica principale del suo percorso d’esame l’anticonformismo, però ha trovato poco materiale su questo argomento e siccome la vedo sé in crisi la vorrei aiutare ti prego dimmi come faresti tu i collegamenti tra fisica, filosofia, storia, italiano, greco, latino francese , rispondi per favore al più presto sé ho poco tempo. Grazie

Cara Elena,
è bello avere una mamma che si interessa degli studi di sua figlia; anche per questo ti rispondo volentieri. La tematica scelta non è delle più semplici, ma indubbiamente interessante, solo che meriterebbe un maggior tempo di studio rispetto ai pochi giorni che rimangono dall’inizio degli esami. Soprattutto considerando –almeno per quanto ho capito dalla tua lettera, ma spero di sbagliarmi- che per il momento c’è solo un titolo.
Cercherò di darti qualche consiglio. Correntemente per anticonformista s’intende chi si pone nei confronti del pensiero dominante con un atteggiamento che consiste in un rifiuto delle idee e dei comportamenti prevalenti. Questo atteggiamento è positivo se rivolto al superamento di idee e comportamenti sbagliati o superati; negativo se fine a se stesso. Ora direi che in ciascuna delle materie che tu citi puoi trovare centinaia di “anticonformisti” ovvero di innovatori, pensa ad esempio a Galilei, per citarne solo uno.
Per quanto riguarda la tua domanda non credo possa servirti l’indicazione dei collegamenti che farei io, come tu mi chiedi. Si certo, potrei fartene una lista, ma se tua figlia non conosce gli argomenti e gli autori da me suggeriti cosa fa? Li va a studiare per preparare la tesina? Non credo ci sia tempo. La cosa migliore è che lei recuperi le sue conoscenze rispetto al tema, e colleghi a questo quelle che hanno un legame significativo. Per le discipline che non rientrano ne faccia una trattazione a parte.
Avrei voluto esserti di maggiore aiuto. Ma il tempo che separa tua figlia dagli esami è così breve.
Ciao. Buona fortuna per tua figlia e complimenti per te.

Alberto, giovedì 28 gen ha scritto:

Sig. Giano,
sono uno studente del liceo scientifico e frequento la classe quinta: problema tesina. Mi piacerebbe portare come tema l’Anticonformismo e quindi sostenere come tesi l’importanza di un pensiero individuale e libero all’interno di una società che va sempre più verso l’omologazione. Porteri a favore della mia tesi l’analisi di Italo Calvino soffermandomi sullo studio di ” Se una notte d’inverno un viaggiatore” in quanto opera fuori dal comune;Pollok per arte; per storia il dubbio sorgeva fra i movomenti giovanili del 68 e la resistenza italiana; Latino il Satyricon di Petronio. Per il resto vago un po nel buio, anche se pensavo per Fisica a qualcosa che rientrasse nell’ambito della Meccanica Quantistica in quanto teoria rivoluzionaria nel novecento, ma comunque vago un po bel buio( inglese, filosofia, geografia astronomica, Fisica).
Puoi aiutarmi? Consiglie e critiche. Grazie

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