Domande e risposte dal 02/02/2011 al 10/02/2011
assurdo
fabio, ven 4 febbraio ha scritto:
Avevo già scritto un po’ di mesi fà e adesso ho le idee molto più chiare per la mia tesina, avrei bisogno di un aiuto per i documenti e i collegamenti. Vorrei fare una tesina sull’assurdo, gli argomenti principali che vorrei inserire sono il teatro e la pittura, per essere precisi teatro innanzitutto perchè l’anno scorso ho partecipato ad una rappresentazione teatrale che prendeva spunto dal celebre “aspettando godot” e di conseguenza vorrei trattare proprio di questo argomento, e la pittura essendo una mia passione (in un capitolo della tesina avevo idea di commentare un particolare quadro).
Anche se sono in un istituto di scienze sociali oltre alle classiche materie d’indirizzo non disprezzo certo collegamenti a materie che non centrano con quello che faccio (come per puro esempio storia dell’arte)
Grazie mille aspetto risposta
Caro Fabio,
vedi il mio sito qui. Sviluppatosi tra la fine degli anni ’40 e gli inizi degli anni ’50 il teatro dell’assurdo rappresenta l’espressione delle condizioni creatosi nel secondo dopoguerra nel mondo. Il teatro dell’assurdo nasce in seguito alla tragedia delle due guerre mondiali. Questo movimento artistico rappresenta la vita come esistenza assurda in cui tutto ciò che pur essendo futile, senza importanza, appare come determinante e fondamentale.
Si sentiva la necessità di riesaminare i valori con cui si erano trascorsi quei difficili anni ma si arrivava a trovarsi davanti ad un preoccupante vuoto in cui sembrava che il luogo e la vita dove si viveva non avessero più senso. Si analizzarono e si cercarono di rappresentare soprattutto l’assurdità e le contraddizioni di una serie di atteggiamenti della borghesia; per esempio si cercava di evidenziare l’ipocrisia e la falsità sorte nella prima guerra mondiale e nel movimento nazista, oppure si prendevano in giro gli atteggiamenti mondani come per esempio andare a teatro ben vestiti e parlare di cose futili e banali.
Un punto di partenza può essere lo scrittore francese A. Camus con i saggi e il romanzo “Lo straniero”, da cui L. Visconti ha tratto un film. Nel saggio Il mito di Sisifo (1942), sottolineato significativamente Saggio sull’assurdo , Camus esprime in modo più diretto le sue posizioni teoriche. Il punto di partenza è costituito da un’analisi di quello che viene definito ” l’unico problema filosofico veramente serio “: il suicidio. Dice Camus: ” C’è un solo problema filosofico veramente serio: il suicidio. Giudicare se la vita vale o non vale la pena di essere vissuta significa rispondere alla questione fondamentale della filosofia. ” Esso rappresenta per lo scrittore francese una situazione limite dell’essere e dell’agire dell’uomo, che obbliga quest’ultimo a porsi domande radicali sul senso della vita e sul nostro atteggiamento dinanzi ad essa. La tesi di fondo di Camus è che gli argomenti etico-religiosi e sociali tradizionalmente invocati contro il suicidio non valgono. In effetti, la vita non ha valore intrinseco, e la realtà ” è senza ragione ” vedi qui.
L’intera opera di Camus (ma naturalmente anche di altri grandi come lui) pone in luce il vuoto che s’è impadronito delle menti e dei cuori nella nostra epoca. Epoca in cui è apparsa un’altra forma di analfabetismo, oltre a quella riconosciuta, che impedisce di identificare i segni e di dar loro un senso: “L’assurdo nasce dal confronto fra la domanda dell’uomo e l’irragionevole silenzio del mondo.”. Vedi anche il suo dramma “Caligola”. Per inglese certamente Aspettando Godot è senza dubbio una scelta necessaria. Il genere è certamente quello del teatro dell’assurdo in quanto la trovata di Beckett è che il protagonista è assente! Vedi qui. Per italiano credo sia giusto un riferimento a Pirandello, autore che attua una spietata esplorazione della condizione dell’uomo del suo tempo, del suo smarrimento, della sua dissipazione morale, della sua disperata solitudine; così come in storia dell’arte è senz’altro al surrealismo, e in particolare al pittore Salvador Dalì, che devi rivolgere la tua attenzione.
Un saluto,
Giano
crisi dell’io
roberta, ven 4 febbraio ha scritto:
La tua domanda: Buongiorno Giano, frequento l’ultimo anno del liceo scientifico, ho tante paure e perplessità sulla tesina. Ho pensato di scriverla sulla: “crisi dell’individuo nel primo 900“. I collegamenti sono: italiano: Pirandello, filosofia: Freud, in fisica: la relatività, in storia dell’arte: il Surrealismo con i maggiori esponenti e di storia il primo 900.. Sto avendo difficoltà però a formularla in storia.. potresti aiutarmi per favore???
Cara Roberta,
il tema è interessante e per storia puoi fare un excursus sulla crisi del primo Novecento che ha condotto poi alla Prima Guerra Mondiale, alla perdita di centralità dell’Europa, alla fine della Belle Epoque e alla nascita del nazismo. Il Novecento è un secolo che raccoglie e sviluppa la crisi di fine Ottocento. Siamo ormai lontani dal determinismo scientifico del naturalismo francese, dall’idealismo assoluto di Hegel e dal giustificazionismo positivista di Comte. La fiducia nelle ideologie dell’Ottocento è venuta meno, Nietzsche sconvolge le ideologie drammatizzando la “morte di Dio”: Inizia così il declino delle false certezze, l’uomo attraversa una crisi profonda, è solo, atterrito, annichilito, senza senso, non riesce a conoscersi e ad integrarsi in un mondo totalmente sconvolto dalle nuove rivelazioni filosofiche, scientifiche ed artistico-letterarie. Puoi partire dal libro “La grande guerra e la memoria moderna “ di Paul Fussell che pone al centro l’esperienza individuale della guerra: la vita della trincea, la contiguità della morte. Muovendosi fra questa realtà effettiva della guerra e l’immaginario da essa suscitato, l’autore illustra da un lato come debbano essere fatti risalire alla guerra alcuni stereotipi della “memoria” dell’uomo contemporaneo e dall’altro come la Grande Guerra abbia rappresentato la base su cui l’Europa ha concettualizzato l’evento guerra e lo ha posto al centro del suo modo di vedere e vivere la realtà storico-sociale. Questo libro ormai classico ha esercitato un’influenza decisiva nel rinnovamento del modo di considerare la prima guerra mondiale e il peso da essa avuto sul ventesimo secolo. Non è una storia del conflitto: ricorrendo a una ricca messe di testimonianze letterarie, Fussell pone al centro la vita concreta dei soldati e mostra come la trincea e la battaglia, le esperienze estreme dell’uccidere e del morire incidano sui modi stessi della percezione e lascino una traccia duratura nelle strutture emotive e intellettuali dell’uomo contemporaneo. Fussell ha il merito di restituire tutta intera la sua dimensione biologica, antropologica e culturale, e quindi la portata di grande spartiacque tra due epoche. Vedi http://www.tesionline.it/__PDF/9654/9654p.pdf.
Fammi sapere come procedi.
Un saluto,
Giano
intelligenza artificiale
claudia, merc 2 febbraio ha scritto:
salve Sign Giano sono un’alunna del liceo scientifico e mi rivolgo a lei per un suo consiglio sulla tesina da portare agli esami, mi piacerebbe iniziare con le materie scientifiche, esattamente con l’intelligenza artificiale, la scoperta del computer e se una macchina possa mai raggiungere o addirittura superare l’intelligenza umana. Dovrei trovare anche il collegamento con la ligua straniera francese in quanto la mia è una sezione a doppia lingua. La ringrazio anticipatamente per la sua disponibilità. A presto. Cordiali saluti
Cara Claudia,
il tema che scegli è molto particolare, poiché si tratta di una tematica, nella sua connotazione più autentica, molto recente, per motivi talmente ovvi che non vale la pena star qui a elencare. Si tratterebbe allora di operare una ricognizione storica sull’argomento, concentrandosi soprattutto sulla seconda metà degli anni ’50, a partire da Turing e dal suo test. Naturalmente il tema dell’IA, riassumibile nell’idea che una macchina sia in grado di pensare potendo così aiutare, agevolare quando non proprio supplire le attività umane è stata un forte spunto per la letteratura, ad esempio con lo scrittore statunitense di origini russe Isaac Asimov. Senza considerare poi i numerosissimi spunti cinematografici, dai robot di”Star Wars” a “Star trek”, oppure a quello che forse è il capolavoro di Stanley Kubrick “2001: odissea nello spazio”, con il micidiale computer “HAL 9000”, fino ad arrivare al recente film intitolato appunto “IA: intelligenza artificiale” di Steven Spielberg. Per quanto poi riguarda francese, un’idea puo’ esser quella di pensare allo scrittore e filosofo Blaise Pascal: costui infatti diede alla luce uno dei primi esempi di macchina “pensante”, ovvero la calcolatrice, chiamata appunto “Pascalina”.
Un caro saluto
Giano
malattia
Paolo, sab 5 febbraio ha scritto:
Ciao Giano! Vorrei chiederti un aiuto per la mia tesina. Frequento il liceo scientifico e avrei pensato a una tesina dal titolo: “medicina e malattia” con l’intenzione di fare parallelismi della malattia alla letteratura. Io amo molto la medicina ed è ciò che vorrei studiare l’anno prossimo quindi pensavo di parlare proprio di questo. Avrei bisogno proprio dei consigli per la letteratura, che autori e che libri potevano collegarsi al meglio (preferibilmente autori che si fanno in quinta superiore). E magari anche qualche collegamento a storia dell’arte anche se qui forse è più facile trovare qualcosa. Poi pensavo di trattare la malattia nella società e nella storia. Quindi riferirmi all’attualità, in particolare a quelle malattie più gravi di cui non si è ancora trovata una cura anche se non ho ancora stabilito bene uno schema. Grazie per avermi ascoltato! a presto!
Caro Paolo,
leggi il libro di Susan Sontag “Malattia come metafora. Cancro e Aids “, che rappresenta un viaggio nella malattia come metafora della vita, come forza di interrogarsi sul senso più profondo dell’esistenza. scritto dopo un trattamento per guarire dal cancro. Nel libro sostiene che, sebbene la malattia in generale e il cancro in particolare, siano spesso intesi metaforicamente come una sorta di punizione, la cosa migliore da fare è resistere a questo genere di pensiero e alla stigmatizzazione perpetrata dalla coscienza comune sul malato di cancro, vedi qui . Per un legame tra medicina e l’attualità puoi collegarti all’AIDS con biologia, scienze, ma anche con arte con l’artista Keith Haring, morto di aids, artista noto anche per il suo impegno per la lotta contro l’aids. Trattando queste materie potresti introdurre il tema dei diversi approcci alla cura e alla gestione del dolore. Tema che si rifà alla diversa concezione della malattia e del malato che si vive a seconda della cultura di appartenenza. Anche italiano lo puoi inserire con lo scrittore Tondelli e il bellissimo romanzo ‘Camere Separate’, un “romanzo di lutto” che ricostruisce la ricerca interiore di Leo per tornare a vivere e a riaprirsi all’esperienza dopo la morte per AIDS del suo compagno Thomas. Un altro grande romanzo del Novecento, è T. Mann, con “La montagna incantata”, ambientato in un sanatorio durante la Prima Guerra Mondiale, dove Hans Castorp si sottopone a una visita a causa di una leggera infezione bronchiale e viene persuaso a rinviare la partenza in attesa di un miglioramento delle sue condizioni di salute. La malattia si rivela in realtà tubercolosi e tratterrà il protagonista lontano dalla vita attiva per sette anni. Si ammala lui stesso e lì trascorre sette anni dove studia scienze naturali, si innamora, partecipa alle discussioni filosofiche dell’erudito Settembrini e del gesuita Nafta, che rappresentano una piccola summa del pensiero filosofico del Novecento. Un altro autore che mi piace molto è Paolo Volponi con “Memoriale” http://www.homolaicus.com/letteratura/volponi/3.htm
Il protagonista, Albino Saluggia, è una persona che ha pagato al fascismo e alla guerra un prezzo molto alto ed ha patito la tragica esperienza del campo di concentramento. Pochi mesi dopo il suo rientro a casa dalla prigionia, avverte i primi sintomi di una grave malattia (la tubercolosi), che si accompagnano ad una sintomatologia nevrotica sempre più palese e frustrante, ma vuole negare a sé stesso questa realtà e cerca nel lavoro il proprio riscatto e la propria realizzazione. E’una persona la cui esasperata sensibilità gli permette di vedere e di sentire come normalmente non avviene, ed ha un difficile rapporto con l’altro sesso; vedi http://www.homolaicus.com/letteratura/volponi/3.htm. Un’altro grande scrittore che presenta legami stretti con la malattia è Marcel Proust, asmatico sin dall’infanzia, morì a causa di una polmonite le cui complicazioni furono determinate non solo dai microbi, ma dal suo comportamento. Rifiutando ogni genere di cura ed il ricovero in clinica, egli manifestava l’orrore per l’avvilimento del corpo, il rifiuto di quello che oggi chiameremmo “accanimento terapeutico” ma anche, allo stesso tempo, la certezza di un compito giunto al suo adempimento: qualche sera prima infatti, dopo aver posto la parola “fine” al manoscritto del “Tempo ritrovato”, aveva detto a Céleste: “Ora posso morire”. Aveva vissuto gli ultimi tre anni nella rappresentazione di una vera agonia, sempre coricato, non uscendo più che molto raramente e solo di notte. Tutto questo per curare, certo, la propria malattia (l’asma) ma anche per consolidarla, mantenerla. Sono molti coloro (ed io tra questi) che pensano che, in realtà, Proust non abbia mai voluto davvero guarire.
Un saluto,
Giano
memoria
rossella, giov 3 febbraio ha scritto:
caro Giano,
anche per me, che frequento un liceo linguistico, la maturità si avvicina. volevo chiederti qualche consiglio..ho scelto come argomento della tesina la memoria negata.. porterei in italiano primo levi, se questo è un uomo; in inglese 1984 (la memoria dell’uomo negata dalle autorità e dal potere); in arte il museo ebraico di berlino, costruito come un campo di sterminio. A questo punto sono incerta se inserire storia, filosofia o tedesco..per storia potrei mettere l’olocausto e il nazismo, per tedesco e filosofia invece non saprei proprio e ti chiedo perciò un consiglio. Inoltre mi piacerebbe avere un consiglio anche riguardo al titolo della tesina (com’è ‘la memoria negata’?).
Ti ringrazio in anticipo!
Cara Rossella,
bel tema e molto ben articolato; hai le idee chiare a quanto vedo e questo è già un ottimo viatico verso l’esame. Cercherò di venire incontro a quanto mi chiedi. Per filosofia il riferimento che secondo me dovresti fare è quello al pensatore tedesco Walter Benjamin, in particolare a una sua bellissima opera, le “Tesi sul concetto di storia”, in cui si fa tema del recupero e del riscatto del passato e di ciò che la storia ha lasciato ai margini . Per tedesco invece puoi pensare all’autobiografia di Günther Grass “Sbucciare cipolle”, in cui lo scrittore rivela particolari inediti e fin qui taciuti della propria vita trascorsa .
Un caro saluto
Giano
orientamento
antonella, lun 7 febbraio ha scritto:
Buongiorno! Non è la prima volta che Le scrivo. Avevo, infatti, già chiesto il suo aiuto poche settimane fa riguardo alla tesina e i suoi consigli mi sono stati davvero utili. Appena scriverò qualcosa di nuovo glielo invierò sicuramente. Ora, però, le scrivo per chiederle un altro aiuto. La scelta dell’università. Inizio dicendole che ho le idee da un lato abbastanza chiara dall’altro molto confuse. So che devo fare l’università perchè avendo fatto un liceo scientifico non ho nulla in mano e poi sono convinta che una laurea sia molto importante. So anche cosa vorrei diventare in futuro, gestire un albergo o una piccola azienda o nel peggiore dei casi rimanere comunque nell’ambito organizzativo. Mi rendo conto che sia un obiettivo piuttosto ambizioso ma è quello che vorrei davvero fare e per cui sono disposta a studiare e impegnarmi. Quello che le sto chiedendo è quindi un consiglio sulla strada che secondo lei dovrei percorrere. Sulla scelta della facoltà e di un eventuale specializzazione per poter essere abbastanza qualificata da gestire e amministrare un albergo.
La ringrazio in anticipo del suo aiuto e spero mi possa presto rispondere.
Buon pomeriggio, Antonella
Cara Antonella,
tanto per iniziare vorrei rafforzare la tua convinzione del perché è bene fare l’università. La ragione è fondamentale e impatta sia sulla tua vita futura in generale sia sulla professione che vorrai intraprendere. Il mondo che tu abiti, e che io osservo dall’alto della mia lunga esperienza, è diventato una realtà molto complessa e complicata, di difficile decifrabilità. L’università fornisce modelli di lettura e interazione sufficientemente adeguati alla realtà con cui bisogna fare i conti. Ti da le basi, come si diceva una volta.
Quale università fare, allora. Ti consiglierei di scegliere quella che tratta materie a te particolarmente congeniali.
Puoi partire da economia, da giurisprudenza, da finanza, ma anche da ingegneria, da architettura, … insomma inizia da dove più sei portata. A seguito della laurea entrerai nel mondo del lavoro per praticare un mestiere. Da lì potrai intraprendere la carriera manageriale. Fare il manager è diverso dall’esercitare un mestiere. Il management è sostanzialmente capacità di governo delle risorse, non un semplice uso di esse. Occorre saperle reperire, selezionare, acquisire e pianificarle ai fini di impresa. Tutte, da quelle tecniche a quelle economico-finanziarie a quelle umane. Risorse che vengono adoperate per competere sul mercato e possibilmente dominarlo. Come alle persone serve una lingua comune per capirsi così, nel mondo delle imprese, al manager serve conoscere le regole che fanno il mercato e logiche e linguaggi per confrontare la propria impresa con le altre. A questo proposito, quello di impadronirsi della cultura manageriale, ti tornerà utile frequentare un master appositamente programmato in Business Administration.
Come fare la scelta allora? Ti consiglio di leggere a questo riguardo, e con attenzione, le pagine del mio sito dedicate proprio a come si fa la scelta. Sono tante le variabili che concorrono ad una buona decisione ed è bene perciò esserne consapevoli per poter scegliere bene.
L’ambizione di cui parli è importante e va coltivata proprio per sorreggere la scelta che bisognerà sostenere lungo il percorso che intraprenderai.
In bocca al lupo.
Giano
spionaggio
sara, dom 6 febbraio ha scritto:
Buona sera Giano,
scusi la risposta tardiva ma aspettavo l’usicta delle materie per la maturità prima di iniziare a lavorare seriamente per la tesina
Considerato che per lo scientifico tecnologico sono uscite matematica biologia e filosofia esterne (italiano, inglese e informatica interne) stavo pensando di portare lo spionaggio come tema della tesina e collegare qualche primordiale mezzo di comunicazione del primo 900 per informatica, la guerra fredda a storia, per chimica o fisica qualcosa che abbia a che vedere con l’elettricità, ma sinceramente non so bene cosa, e poi mi rimangono fuori italiano, filosofia, inglese e biologia che non so come collegarle…
Spero in un suo aiuto ![]()
Cara Sara,
il tema mi sembra troppo specifico e ti consiglio di allargare il soggetto e partire per esempio dalla guerra fredda, dalla società di massa, dai totalitarismi, ecc.. Il tema scelto non deve discostarsi da quelli affrontati nell’ultimo anno, evitando anche di costruire associazioni che non abbiano un legame credibile, che appaiano troppo forzate. Il miglior modo per scegliere il tema da sviluppare è quello di lasciarsi orientare dai propri reali interessi, dalle proprie passioni: deve essere un problema che effettivamente ci sta a cuore. Quindi si tratta di individuare un argomento autenticamente nostro per poi tentare di esplorarlo e inquadrarlo da diversi punti di vista, controllando sempre che la scelta delle materie sia realmente pluri-disciplinare. Inquadra prima storicamente la guerra fredda (puoi servirti del libro di Stanislav Jeannesson intitolato proprio “La guerra fredda”, uscito non molto tempo fa da Donzelli., ma anche classici come “La spia venuta dal freddo” tratto dall’omonimo romanzo di John Le Carré (autore di storie di spionaggio a cui in letteratura puoi fare riferimento). Interessante è vedere l’azione di fenomeni come il Maccartismo in America e lo Zdanovismo in Unione Sovietica in ambiti quali il cinema, la letteratura, le arti figurative. Il regime di Stalin, come tutti i totalitarismi, frenava ogni opposizione con un efficiente polizia segreta che aveva poteri illimitati e rispondeva solo ai vertici del partito. Fin dalla rivoluzione fu istituita la Ceka come polizia segreta, poi nel 1922 NKVD e nel 1954 divenne il famoso KGB. La polizia segreta si occupava dei servizi di spionaggio e controspionaggio, del controllo doganale e dell’eliminazione degli oppositori interni; essa era esentata dal rispettare la legge e utilizzava mezzi brutali come la tortura, inoltre aveva una fitta rete di spie anche nella stessa Unione Sovietica, per scovare gli oppositori che venivano arrestati, la gente quindi doveva stare attenta a ciò che diceva perché rischiava di essere scoperta e poi punita.
Uno spunto può essere anche la storia della macchina Enigma che codificava i messaggi dei tedeschi durante la seconda guerra mondiale. Dal 1938 fino alla fine della Seconda guerra mondiale una piccola comunità di brillanti matematici, informatici e ingegneri si riunì per tentare di codificare il “Codice Enigma”, cioè il codice – che prendeva il nome dalla macchina utilizzata per comunicare con questo sistema cifrato – utilizzato, con numerose varianti dall’esercito, dalla marina e dall’aviazione della Germania di Hitler e anche dall’italiana Regia Marina. Vedi qui.Un’altra idea è per storia il caso Dreyfus in Francia a fine Ottocento; per inglese puoi inserire Orwell con 1984. Un collegamento con filosofia può essere il tema della legalità e della democrazia, con Kant e lo scritto Pace perpetua, dove egli enuncia il principio fondamentale secondo cui “tutte le azioni relative al diritto degli altri uomini la cui massima non è suscettibile di pubblicità sono ingiuste”, cioè che se un’azione è tenuta nascosta ai cittadini è ingiusta, fosse anche lo stesso Stato a farlo.
Un saluto e buon lavoro,
Giano
vampirismo
dark king, merc 2 febbraio ha scritto:
salve,
volevo chiederle dei consigli sulla tesina che vorrei portare agli esami il tema è quello del vampiro e il liceo che frequento è il classico quindi dovrei collegare italiano latino greco inglese storia filosofia e scienze della terra.
intanto per ora avrei pensato di portare
inglese: dracula di stoker
latino: l’antenato del vampiro di apuleio
filosofia: il vampiro come rappresentazione dell’inconscio di freud
storia:il vampiro di Dusseldorf
la ringrazio in anticipo per la sua disponibilità
Caro Dark King,
dal nome e dal tema mi sembra di poter dedurre una certa passione per l’occulto, per il gotico…Al di là comunque di queste facezie, mi sembra tu sia riuscito a sviluppare un discorso interessante, anche se per storia tratterai di un cruento argomento di cronaca, magari non molto conosciuto. Ma non penso potessi fare altrimenti, anzi complimenti per aver trovato un siffatto accostamento. Fossi in te comunque, cercherei di specificare un po’ meglio la connessione con Freud; ti suggerisco in proposito una lettura. Venendo poi alle altre materie, collegamenti un minimo sensati credo possano esser cercati solo per discipline umanistiche, cosa che mette conseguentemente fuori causa scienze della terra. A meno che tu non voglia sperimentare un accostamento non facile con grotte e anfratti che da sempre hanno suscitato negli uomini attrazione e repulsione e quindi facendole accostare a tutto ciò che è sconosciuto, esplorabile con difficoltà, misterioso. Nelle cavità della terra hanno abitato oracoli e sibille e da lì ci sono venute le metafore del profondo del nascosto, del recess. Metafore alle quali hanno fatto ampio ricorso letterati e filosofi. Nelle grotte si rifugiano e vivono i pipistrelli che hanno prestato la figura al vampiro. Pensaci e parlane anche con i tuoi professori per capire se l’accostamento è visto come ingegnoso o semplicemente stravagante.
Per italiano la cosa è piuttosto semplice: la lettura del racconto di Luigi Capuana “Un vampiro” fa al caso tuo; puoi trovarlo a questo link. In greco invece puoi pensare a un vampiro ante litteram quale l’empusa , protagonista di un episodio dell’opera di Flavio Filostrato “Vita di Apollonio di Tiana”.
Un caro saluto
Giano