Giano

Maria Montessori

Tags:

Condividi

“Si batté per i diritti delle donne, per la tutela dell’infanzia e per affermare la psichiatria infantile in una Italia da poco tempo unificata”.

montes-1Maria Montessori nasce a Chiaravalle, in provincia di Ancona, il 31 agosto 1870 da Alessandro Montessori e Renilde Stoppani.Nel 1875 la famiglia si trasferisce a Roma, dove Maria frequenta il Regio Istituto Tecnico Leonardo da Vinci. Alla fine degli studi pensa di iscriversi alla facoltà di medicina, ma solamente nel 1896 riuscirà a conseguire la laurea in tale disciplina, dopo essersi laureata in scienze naturali nel 1892 presso l’Università di Roma.

Gli anni successivi la vedono impegnata nel lavoro clinico e politico a favore dei diritti delle donne: è scelta come rappresentante dell’Italia al Congresso Internazionale delle donne che si tiene a Berlino e in seguito è nominata assistente chirurgico all’ospedale Santo Spirito e, nel 1897, assistente volontaria alla Clinica psichiatrica dell’Università di Roma dove resterà fino 1900.

L’Interesse per la psichitria infantile e le “Case dei Bambini”

montes-3A questo periodo risale il suo interesse per l’educazione dei minorati psichici e perl’allora nascente psichiatria infantile. Si reca in Francia e poi a Londra per approfondire le sue conoscenze. Segue un intenso periodo di attività scientifica e di partecipazione a congressi e incontri scientifici sul tema della devianza. Per lei il problema dei bambini frenastenici non è solo una questione medica, ma assume rilevanza pedagogica. L’interesse suscitato dalle sue teorie convince il ministro Baccelli a offrirle l’incarico di tenere un corso alle maestre di Roma sull’educazione dei bambini frenastenici. Dal corso nasce la “Scuola Magistrale Ortofrenica” che la Montessori dirige dal 1900 al 1901. Sono gli anni dell’espansione edilizia di Roma. Nel quartiere degradato di S. Lorenzo appena fuori le mura, l’Istituto Romano dei Beni Stabili acquista e ristruttura numerosi edifici per destinarli all’edilizia popolare. L’ingegnere Talamo che dirige l’istituto, uomo di larghe vedute sociali, suggerisce alla Montessori di organizzare alcune scuole per bambini nei diversi casamenti, proposta che lei accoglie con entusiasmo. La prima di queste scuole viene aperta il 6 gennaio 1907 in via dei Marsi 58; il 7 aprile viene aperta una seconda scuola sempre nel quartiere di San Lorenzo; il 18 ottobre 1908 è il turno del quartiere operaio dell’Umanitaria a Milano e il 4 Novembre 1908 si apre una scuola a Roma in via Famagosta ai Prati di Castello. L’attenzione della Montessori è sempre più rivolta alla nascita delle “Case dei bambini” e in questo periodo appaiono due scritti: Il metodo per insegnare la scrittura e Come si insegna a leggere e a scrivere nelle “Case dei bambini” di Roma. Successivamente, la Montessori produrrà Metodo della pedagogia scientifica applicato all’educazione infantile nelle Case dei bambini, dove riporta l’esperienza compiuta in quegli anni. Questi lavori suscitano un grande interesse anche all’estero: a New York nasce il «The Montessori American Committee» e a Londra la «Montessori Society for the United Kingdom». Il successo la porta a organizzare alcuni congressi internazionali e conferenze in giro per il mondo. In America riceve calorose accoglienze. Nel 1918 la Montessori è ricevuta dal papa Benedetto XV.

La Montessori e il panorama internazionale

montes-2Inizialmente il regime fascista, interessato al successo e alla considerazione internazionale di cui godeva la pedagogista, le mostrò appoggio, ma l’ideologia fascista basata su autoritarismo, ordine e disciplina mal sopportava i metodi dell’educazione montessoriana. Quando i contrasti divennero insanabili, la Montessori nel 1934 si trasferisce a Barcellona dove rimane sino al 1936, anno in cui si trasferisce a Londra. Gli anni che seguono fino alla sua morte sono costellati di riconoscimenti internazionali, soggiorni e attività a favore dei bambini in tutto il mondo: Australia, America, Europa e in India, da dove parte nel 1946 alla fine della seconda guerra mondiale per fare ritorno in Europa e precisamente in Olanda. L’anno successivo, in seguito ad un invito del governo italiano, la Montessori torna nel suo paese natale dopo tredici anni e partecipa alla riorganizzazione dell’Opera Montessori e delle scuole montessoriane. E’ ormai una scienziata riconosciuta e ammirata: il suo lavoro non conosce soste mentre il metodo Montessori è ormai adottato per l’educazione di milioni di bambini. Continuerà a battersi per i diritti delle donne e dei minori fino al giorno della sua morte, che avverrà a 82 anni il 6 maggio 1952 a Noordwijk aan Zee, in Olanda. La sua straordinaria vita ebbe alcuni aspetti personali drammatici che incisero profondamente nel suo carattere. In gioventù si legò sentimentalmente con un suo collega, Giuseppe Montesano, da cui ebbe un figlio che partorì di nascosto dopo essere stata lasciata per un’altra donna. Affidò il bambino a un famiglia e solo quattordici anni dopo lo riprese con se facendogli intendere di essere sua zia. Fa impressione questa scelta della grande pedagogista che ha dedicato la sua vita ai bambini. Me educare i bambini.

Su di lei

Il “Metodo della pedagogia scientifica applicato all’educazione infantile nelle Case dei bambini”, conosciuto come metodo Montessori e applicato in tutto il mondo, ha cambiato non solo il modo di educare i bambini ma il concetto stesso di bambino e la considerazione che gli adulti ne avevano. Si battè per i diritti delle donne, per la tutela dell’infanzia e per affermare la psichiatria infantile in una Italia da poco tempo unificata e poi sotto il regime fascista contrario culturalmente e ideologicamente al suo insegnamento e dal quale si allontanò lasciando il paese per farvi ritorno solo dopo la Liberazione. E’ la scienziata italiana più riconosciuta e conosciuta nel mondo, la sua immagine, stampata sui biglietti da mille lire ha accompagnato i meno giovani per lunghi anni. Una recente fiction televisiva su di lei, di grande successo, l’ha fatta conoscere al grande pubblico.

Intervista impossibile a Maria Montessori

Tesina scuola

Tags: , , , , , ,

educazione

Martina, lunedì 7 giu ha scritto:

E nel caso in cui decidessi di fare la tesina sull’educazione, basata sul ruolo dell’educatore, come mi è stato suggerito da un prof, che collegamenti posso fare?Grazie mille.

Cara Martina,
per italiano potresti fare riferimento a “Cuore” di Edmondo De Amicis nel quale il rapporto maestro-allievi è uno degli elementi del romanzo del quale ti segnalo questa recensione
http://www.italialibri.net/opere/cuore.html. In merito a storia potresti tracciare un quadro della scuola nell’Italia repubblicana http://it.wikipedia.org/wiki/Storia_dell’istruzione_in_Italia#La_scuola_nell.27Italia_repubblicana e di come, di conseguenza, si sia evoluto il ruolo degli insegnanti. Per latino mi viene in mente Fedro http://it.wikipedia.org/wiki/Fedro e il genere letterario a carattere pedagogico-morale. Per quanto riguarda inglese potresti ispirarti al celebre film “l’attimo fuggente” http://www.youtube.com/watch?v=lyyVtohtgqE con un grande Robin Williams.
A proposito di pedagogia potresti approfondire la figura di Rudolf Steiner e la sua visione del buon educatore partendo da questo scritto
http://www.biblioanep.org/uploads/57ee12c3-f9f1-168d.pdf. Per filosofia ti esorto a leggere questi estratti http://archive.sfi.it/cf/cf11/articoli/nietzsche.pdf dalla terza “Considerazione inattuale” di Nietzsche nella quale egli esalta il ruolo di Schopenhauer grande educatore.
Per quanto concerne diritto potresti soffermarti sul rapporto tra scuola e Costituzione magari, in particolare, sui diritti e  i doveri
http://www.edscuola.it/archivio/interlinea/costsc.html che riguardano, naturalmente, anche il corpo docente. Spero di essere stato esauriente. Riscrivimi per farmi sapere quale argomento hai deciso, alla fine, di trattare.
Buon lavoro, Giano.

Martina, 4 giu ha scritto:

Salve Giano. Innanzitutto, complimenti per il sito:)Ho visto tra i percorsi, ma non ho trovato quello che cercavo, quindi spero tu possa aiutarmi. Sono al liceo classico e mi interesserebbe molto portare una tesina incentrata sul tema dell’EDUCAZIONE e del LUDUS. Magari ripercorrendone l’evoluzione dai latini e greci ai nostri giorni.Per quanto riguarda i collegamenti, vorrei partire dal libro 1 dell’Institutio Oratoria di Quintiliano cercando qualche passo per approfondirlo.In greco, la prof mi ha consigliato l’autobiografia di Luciano, ma vorrei aggiungerci qualche altro argomento.In inglese, non mi viene nient’altro in mente che Oliver Twist, magari presentandolo come un ANTI-LUDUS o qualcosa del genere.In arte penso che il dadaismo e le varie avanguardie vadano più che bene.In italiano ho un vuoto per quanto riguarda la Divina Commedia…per la letteratura invece le ipotesi sono: poetica del saltimbanco di Aldo Palazzeschi, poetica del fanciullino in Pascoli..ma voglio approfondire come si deve, magari con qualche passo, qualche lettura, qualcsa che colpisca.Filosofia ho pensato a Nietzsche e lo spirito apollineo, ma devo vedere bene in che modo colegarlo. Storia, l’educazione impartita dal regime fascista, le varie istituzioni balilla, figli della lupa ecc ecc, ma anche qui vorrei aggiungere ancora qualcosa.Matematica e fisica non ho alcuna idea.Spero tu possa aiutarmi.

A presto.

Continua a leggere…

Orientarsi e scegliere –> l’Identità professionale

Tags: , , , ,

 

Maria Montessori

Maria Montessori

Una forma particolare di passione può essere data dalla vocazione professionale. Se qualcuno sente forte una vocazione lavorativa, sente una voce interiore che lo spinge verso una professione o un mestiere, si identifica già con personaggi più o meno pubblici o un membro della famiglia o della cerchia di conoscenze che fa un lavoro definito, questo è un passo avanti notevole. La vocazione può manifestarsi nei confronti di una professione (l’avvocato civilista, il pilota d’aerei, il manager, il professore universitario, la cantante lirica …) di un ruolo sociale (il professionista.) o di un personaggio pubblico (“vorrei essere un attrice come Claudia Gerini”) etc.

Claudia Gerini

Claudia Gerini

Le professioni che abbiamo citato sono diverse. Ogni vocazione però è accomunata dal fatto che avere un investimento emotivo consente di affrontare meglio le inevitabili difficoltà che si incontreranno, rende interessante lo studio, vissuto come scoperta e piacere, permette di costruirsi precocemente un’identità professionale, riducendo da subito le scelte possibili. Ripensate alla vostra storia personale, a quando e come avete dimostrato del talento, in che cosa siete stati sempre bravi: vi aiuterà meglio a capire se siete attratti dagli aspetti superficiali e idealizzati della professione o dal suo contenuto operativo. Claudia Gerini, per esempio, a 14 anni aveva già vinto un concorso per miss teenager…

Intervista Impossibile a Maria Montessori

Tags: ,

Umberto Vairano intervista Maria Montessori

Get the Flash Player to see the wordTube Media Player.

Rumori di una manifestazione di studenti e insegnanti: fischietti, slogan contro la riforma della scuola e dell’università (Se la scuola si taglia, raglia. Leggere scrivere, fare i conti, questa è la scuola di Gelmini Tremonti).

- Signora.

- Dice a me?

- Si, mi scusi, posso farle una domanda?

- Certo.

- Lei per caso è una parente di Maria Montessori? Glielo chiedo perché lei somiglia in maniera impressionante ad una grande fotografia che mi ha accompagnato nella mia infanzia. Era appesa al muro dell’ingresso dell’asilo. Vedendola, poco fa, ho avuto una grande emozione: di colpo ho rivisto in lei quell’immagine.

- Ma io sono Maria Montessori.

- Come lei… lei qua?

- Perché si meraviglia. Le pare che in un momento come questo quando si decide il futuro della scuola italiana me ne sarei potuta restare a casa?

- No, non dicevo in quel senso…

- E in che senso allora?

- Lasci perdere non ha importanza. Lei quindi è contraria alla riforma?

- E se no perché starei qua sotto la pioggia a manifestare, tra l’altro ho tutti i piedi bagnati ed è un po’ di anni che soffro di artrosi precoce.

- Non è d’accordo neanche con i grembiulini, eppure nella fotografia, di cui le dicevo, lei è circondata da tanti bambini e tutti con i grembiulini bianchi e i loro bravi fiocchetti.

- Queste sono cose del passato. Allora servivano a proteggere gli abiti. I bambini ne avevano uno, uno solo, per tutti i giorni e uno, uno solo per le feste, se andava bene. Oggi non è più così come lei sa, anzi. Si tratta di ben altre cose. La Gelmini, con quella sua aria da maestrina è stata sempre così, anche a cinque anni quando frequentava l’asilo.

- Lei la conosce?

- Non personalmente, ma le mie maestre si. Nell’ora di taglio e cucito -sa allora si insegnava ancora questa materia- era un vero pericolo: lei tagliava, tagliava, bisognava togliere i bambini dalla portata delle sue forbici altrimenti c’era il rischio che tornassero a casa con un pezzo di stoffa in meno o una ciocca di capelli mancante. In un solo anno, riuscì a tagliare tre maestre, una ad un dito e le altre due alle gambe. Una vera peste. Ora che è ministro, di maestre ne vorrebbe tagliare addirittura 20.000. Non le pare un’esagerazione?

- A me si, ma il governo dice che ci sono problemi di bilancio, che bisogna risparmiare…

- Ah si? E proprio sulla scuola vogliono risparmiare, e con quale risultato poi? E’ come far giocare la Roma con una formazione di soli 9 giocatori contro l’Inter al completo. La Sensi risparmierebbe, certo, ma il campionato non si vince così, anzi si retrocede in B.

- Me lei si intende di calcio?

- Me lo hanno insegnato i bambini. Giocavo sempre con loro. Allora il pallone era di pezza, ma ci divertivamo tanto. Io mi alzavo la gonna fino alle ginocchia e correvo per il campo.

- In che ruolo giocava?

- Non giocavo, facevo l’arbitro: fischiavo rigori, fuori campo, corner e insegnavo loro a rispettare le regole e gli avversari. Da quel tempo sono tifosa della Roma. Vado pazza per Totti, quella sua faccia mi ricorda tanto i miei bambini dei quartieri poveri. E’ un uomo simpatico e generoso, e poi…come fa lui il cucchiaio non lo fa nessuno…Ma lei chi è? Perché mi fa tante domande? Non è per caso un agente dell’Ovra?

- Non so nemmeno cos’è Ovra.

- Sono quei giovanotti dei servizi segreti di Mussolini che mi sono stati alle calcagna per mesi e mesi sperando che facessi qualche errore per poi riferirlo al loro capo. Pensavano addirittura che fossi una spia. Sa a LUI il mio Metodo non piaceva. Lui dei bambini ne voleva fare baionette. Gli servivano 8 milioni di baionette per fare la guerra e vincere o morire. Capirà, io insegnavo loro la libertà, l’amore e il rispetto per il prossimo e anche qualche schema di gioco che mi serviva per rendere più interessante la geometria. Ero, come dite voi ora il loro trainer, insomma il loro allenatore. Quello invece voleva farli venire a scuola con il fucile, casomai di legno, ma con il fucile e il fez in testa. Alla fine c’è riuscito ne ha fatti tanti piccoli balilla allineati e coperti a fare il passo dell’oca. Abbiamo visto poi come è finita.

- Purtroppo si.

- Con quel testone non potevo proprio andare d’accordo. Un giorno glielo ho anche detto, ma lui, niente, mi ha risposto che dovevo cambiare METODO, altrimenti i metodi con me li avrebbe cambiati lui…A me, a me disse che dovevo cambiare metodo, eppure lo sapeva che il mio METODO era l’innovazione pedagogica più avanzata al mondo. Ma lui niente e giù a rendermi la vita difficile con quei ragazzotti che mi seguivano dappertutto con le macchine fotografiche, mi aprivano le lettere. Fino a quando non ne ho potuto più e me ne sono andata in Spagna, ma anche lì ne ho trovato un altro testone come lui, Franco e anche da lì sono andata via…e dire che quel paese mi piaceva così tanto, ci lavoravo così bene e poi ero diventata tifosa del Real Madrid.

- No, si rassicuri dottoressa sono un insegnante in pensione. Come le ho detto ho fatto l’asilo e le elementari in una sua scuola, anzi nella prima scuola montessoriana da lei aperta.

- Quella a Roma nel quartiere S. Lorenzo in via dei Marsi 58?

- Se la ricorda? Sa che esiste ancora uguale. E’ l’unica sopravvissuta in tutto il quartiere, delle altre sette ne hanno fatto appartamenti o sono state distrutte dal bombardamento alleato del ’43 in cui persero la vita più di mille persone.

- E come potrei dimenticare! Ricordo il giorno che ce l’hanno consegnata (sospiro) avevo qualche anno in meno di oggi, era il 1907. Quanta gente in quel grande giardino, autorità, genitori, maestre e i tanti bambini con i loro cestini nuovi i grembiulini e il fiocchetto: felici. Io più felice di tutti. Avevo vinto una battaglia. Avevo portato una speranza in tante famiglie che non avrebbero potuto far studiare i loro figli. Allora S. Lorenzo era un quartiere molto povero, ora è molto cambiato, è diventato un quartiere trendy, ma…fortunatamente è rimasto di fede romanista.

- Un giorno importante per lei.

- Si. Quel giorno nasceva, praticamente, un modo nuovo, rivoluzionario di educarli che sarebbe stato adottato in tutto il mondo. Ci sono ritornata la settimana scorsa, sa, dopo tanto tempo. Non può immaginare che festa mi hanno fatto i bambini e le mie maestre anche se erano tutte preoccupate di essere tagliate, non più dalle forbici della Gelmini, perché da quelle avevano imparato a difendersi, ma dai suoi decreti. Ma lo sa che mi sono quasi commossa quando ho visto che sulle mura esterne c’era ancora l’insegna: La Casa dei bambini. Avevo voluto inchiodarla io, si, in modo simbolico, mettere il primo chiodo con le mie mani. Doveva essere proprio la loro casa, costruita e arredata a loro dimensione.

- So bene cosa vuole dire…non sa quante difficoltà ha creato a me e alla mia famiglia questa sua scelta della dimensione!

- In che senso scusi?

- Deve sapere che mio padre, era un fanatico ammiratore del suo Metodo per cui ha sempre mandato i suoi figli alle scuole montessoriane. Ma questo non gli bastava per cui anche la nostra casa era stata arredata come le sue case dei bambini. Tutti i servizi igienici erano bassi e di dimensioni minuscole: water, lavandini e le maniglie di tutte le porte messe a sessanta centimetri da terra in modo che i figli potessero usarli in piena libertà senza dipendere dagli adulti. Può immaginare la felicità di mia madre che alla sera a furia di chinarsi per aprire e chiudere le porte aveva la schiena spezzata. Solo quando l’ultimo di noi cinque ha compiuto dieci anni sono stati cambiati tutti i sanitari e alzato di sessanta centimetri le maniglie.

- E come siete cresciuti?

- Devo ammettere che la nostra è stata ed è una famiglia molto felice…con un tratto comune: siamo tutti irrimediabilmente e definitivamente…curvi.

Forti rumori della manifestazione, slogan.

- E delle classi diversificate o classi ponte come le chiamano al ministero per insegnare l’italiano ai bambini immigrati, cosa ne pensa?

- Non mi faccia parlare perché mi viene veramente una tristezza e una rabbia infinita. Separare i bambini che hanno una difficoltà fisica o linguistica è un’aberrazione pedagogica; per troppi anni questo è già successo nel nostro paese con conseguenze disastrose.

- Qualcuno ha detto che è una forma di razzismo.

- E’ solo una forma di idiozia educativa. I “marocchini” li ho avuti anche io cent’anni fa! Cosi chiamavano i figli dei meridionali, calabresi, siciliani che erano saliti a Roma per lavorare. Le assicuro che loro e i figli dei piemontesi, venuti anche loro nella capitale, non si capivano, parlavano lingue diverse, ognuno il proprio dialetto, ma non quelli di oggi, dialetti antichi, incomprensibili. Ma si sono aiutati a vicenda. Io li mischiavo il più possibile nei banchi. Non mi ha mai sfiorato l’idea di dividerli in squadre di calcio diverse quando organizzavo il campionato a eliminazione diretta tra tutte le scuole. Bisogna farli giocare insieme, insegnare loro la solidarietà, non la divisione, bisogna insegnare anche con atti concreti che la diversità è una ricchezza, non una cosa strana o addirittura pericolosa se no va tutto alla malora.

-Senta dottoressa, lo sa che lei insieme a Raffaella Carrà, Sofia Loren e altre tre o quattro è tra le donne italiane più viste e conosciute?

- Ma cosa dice? Se l’Italia è uno dei paesi occidentali dove ci sono meno scuole montessoriane.

- Si, questo è vero, ma lei è l’unica ad aver avuto il privilegio della sua effige su una banconota di Stato.

- Allude alle mille lire? Credo di essere stata l’italiana più “toccata”, quella che è passata più di una volta “tra le mani” di tutti gli italiani che oggi hanno più di 15, 16 anni. Ma quasi nessuno sapeva che quando comprava una camicia o un chilo di patate mi “maneggiava”, per rimanere in questo linguaggio. E poi, se vogliamo ragionare così, sono stata anche l’italiana che ha viaggiato di più. Non solo che per il mio lavoro sono stata in tutte le parti del mondo, ma perché la mia faccia appiccicata sulle lettere dentro un francobollo ha portato buone e cattive notizie nei quattro angoli della terra.

- E questo le ha fatto piacere?

- Cosa vuole, spero sempre che un po’ di notorietà serva a fare aprire qualche casa dei bambini in più. Ma le confesso che la cosa che mi ha commosso ultimamente è stato lo sceneggiato sulla mia vita. Ne ho seguito tutte le puntate. Non ne ho persa una, per l’occasione mi sono pure comprata un televisore nuovo, grande, a colori. Rivedermi nella Cortellesi – certo io non ero così bella come lei – mi sono ricordata i miei successi, i dolori, gli amori, le sconfitte…E’ proprio vero che la vita è un film. E poi la Paola è davvero bella e simpatica. Quando mi è venuta a trovare per avere consigli e per guardarmi da vicino le ho chiesto di fare per me le sue imitazioni. E lei mi ha accontentato: la Santanchè, la Palin, la Gelmini, la Jennifer Lopez, che poi è la mia attrice preferita. Le assicuro che mi sono divertita moltissimo. Per ultima ha imitato la Prestigiacomo e lì ho riso, ho riso fino alle lacrime. Brava, brava, brava… peccato però che è della Lazio.

- Senta dottoressa che cosa dirà alla Gelmini se la riceverà con la delegazione dei manifestanti.

- Che l’Italia ha bisogno di maestre e di maestri, che sappiano insegnare la solidarietà umana e il rispetto dei diritti e dei doveri, ad essere bravi cittadini e, se posso permettermi…appassionati tifosi della la Roma.

evoluzione -> Personaggi

Tags: , , , , ,

Vi sono figure che si stagliano nel panorama storico-culturale per la novità delle loro teorie e atteggiamenti, in grado di innovare e perciò stesso di far crescere il campo teorico in cui hanno agito, come accade ad esempio nella pedagogia con Maria Montessori.

L’innovazione di Maria Montessori

maria-montessori-insegna

Ci sono numerosi protagonisti della storia che con il loro punto di vista hanno portato innovazione in determinati campi. Si tratta di personalità brillanti come Maria Montessori alla quale dobbiamo una nuova considerazione dell’individuo rispetto all’insegnamento scolastico. È stata una pedagogista, filosofa, medico, scienziata, educatrice e volontaria italiana.

Il pensiero pedagogico montessoriano parte dallo studio dei bambini con problemi psichici, espandendosi successivamente allo studio dell’educazione per tutti i bambini. La Montessori sosteneva che il metodo applicato su persone subnormali aveva effetti stimolanti anche se applicato all’educazione di bambini normali. Il suo pensiero identifica il bambino come essere completo, capace di sviluppare energie creative e possessore di disposizioni morali (come l’amore), che l’adulto ha ormai compresso dentro di sé rendendole inattive. L’adulto ha la tendenza a reprimere la personalità del bambino e spesso lo costringe a vivere in un ambiente di altra misura con ritmi di vita innaturali. Il principio fondamentale del suo insegnamento rivolto ai bambini mette al centro di tutto la libertà dell’allievo, poiché solo la libertà favorisce la creatività del bambino già presente nella sua natura. Inoltre la pedagoga asserisce che dalla libertà deve emergere la disciplina, perché un individuo disciplinato è capace di regolarsi da solo quando sarà necessario seguire delle regole di vita.