Oltre che parlare degli ideali e delle conseguenti sfide, bisognerebbe anche soffermarsi sulle persone mosse da essi, sulla loro fragilità e umanità, sui dubbi, le titubanze, i rimpianti, le sofferenze da essi vissute, anche per avere un quadro più ampio – e magari meno incrostato dalla retorica – dei cosiddetti “idealisti”. È quanto ha fatto il cantautore De Andrè nel brano e nell’album qui segnalati.
Più volte nei brani di De Andrè è dato trovare cantate le gesta di personaggi dediti a una causa, si tratti di Giovanna D’Arco – liberamente tratta dall’omonima canzone di Leonard Cohen – o dell’impiegato trentenne protagonista del disco del 1973 Storia di un impiegato che sposa la causa dei movimenti studenteschi sessantottini. Non si tratta però di una cieca apologetica, che lasci sullo sfondo l’individuo per far emergere in un’accecante rilevanza, con il rischio della retorica o della propaganda, la causa e l’ideale cui dedica la propria esistenza; v’è invece un’acuta e profonda attenzione ai risvolti umani di questi personaggi, alle loro sofferenze, fragilità, frustrazioni che contribuisce a rendere autentici capolavori gran parte delle sue canzoni. E così Giovanna D’Arco non è tanto l’eroina senza paura e con Dio al fianco che guida la riscossa francese, ma rappresentata come una giovane diciannovenne che similmente all’Amleto shakespeariano avverte il grave fardello della sua missione rimpiangendo un futuro che sa non le sarà dato, quel matrimonio con l’abito bianco così alla portata delle sue coetanee. In maniera simile l’impiegato del disco del ’73 non è un rivoluzionario sposato alla causa in virtù di una martellante ideologizzazione, ma un individuo che vive in sé la sofferenza di un sistema sociale oppressivo in tutta la fragilità della sua persona, non un eroe o un terrorista, ma un disperato, la cui ulteriore fragilità e debolezza si rivela nel fallimento grottesco del suo tentativo d’attentato.
Vogliamo però, inoltre e soprattutto, segnalare una canzone non molto conosciuta di De Andrè, che egli ha tradotto da George Brassens, celebre chansonnier d’oltralpe, intitolata Morire per delle idee. A dispetto di quanto si potrebbe pensare dal solo titolo, non si tratta di un inno al gesto estremo di fedeltà a una causa, bensì di tutt’altro, in quanto si ironizza ferocemente su chi si dice disposto a morire per un ideale ma poi sopravvive per l’età di Matusalemme dedicandosi continuamente a diverse fedi ideali. Il senso di questo acuto sarcasmo puo’ ben dirsi racchiuso nel refrain di questo gustoso brano: “Moriamo per delle idee, va bè, ma di morte lenta”.
Ivano Fossati

I cantautori italiani, come i poeti, si distinguono per lo stile e i temi. Tra i tanti che si sono affermati, Ivano Fossati rappresenta i musicisti che compongono testi ricchi di pensieri profondi e forti valori. Egli risulta una di quelle figure discete, lontane dai salotti vip. Si cimenta con il teatro, compone musiche per i film di Mazzacurati, scrive canzoni per artisti come Mannoia, Vanoni, Celentano o Bertè e collabora con De Gregori, Ivan Lins e (il grande) De Andrè.
È considerato uno degli autori più completi e “colti” dell’attuale scena musicale ed il suo percorso artistico è articolatissimo (e rispecchia il suo carattere irrequieto). Nasce a Genova nel 1951. Ancora giovanissimo, studia pianoforte e successivamente flauto traverso. Negli anni sessanta hanno inizio le prime esperienze in complessi beat. Nel 1971 viene ingaggiato dal gruppo dei Sagittari che successivamente diverranno i Delirium mettendosi in luce con un interessante repertorio di progressive rock. Studia e si diploma al Liceo Classico “Andrea Doria” di Genova.
Da sempre incanta il suo pubblico e tra gli ultimi successi e riconoscimenti ricordiamo che nel 2008 propone la canzone L’amore trasparente, colonna sonora del film con Nanni Moretti Caos calmo diretto da Antonello Grimaldi. La canzone, che anticipa il nuovo album Musica moderna (il primo inciso dopo il passaggio all’etichetta discografica Capitol-Emi), vince il David di Donatello per la migliore canzone originale
L’evoluzione puo’ riguardare, oltre agli individui, anche i loro prodotti, come ad esempio la musica. Non a caso infatti nel rock i gruppi di maggiore statura sono stati quelli che più hanno sperimentato e innovato il genere, contribuendo in maniera decisiva a una crescita spesso impensata nei modi in cui è venuta realizzandosi
Le nuove sonorità dei Pink Floyd
L’espressione space rock venne coniata in origine per riferirsi a gruppi come i Pink Floyd, il cui sound era caratterizzato dall’uso sperimentale di suoni distorti di chitarra elettrica e di sintetizzatori, non raramente accompagnati da versi a tema fantascientifico.I Pink Floyd sono una rock band britannica formatasi nella seconda metà degli anni sessanta che, nel corso di una lunga e travagliata carriera, è riuscita a riscrivere le tendenze musicali della propria epoca e a diventare uno dei gruppi più importanti della storia del rock.
Sebbene agli inizi siano stati influenzati prevalentemente dal rock psichedelico e dallo space rock, il genere al quale appartengono è in prevalenza il rock progressivo. Caratterizzati da testi filosofici, esperimenti sonori, grafiche innovative e spettacolari concerti, hanno sviluppato grazie al loro talento e allo studio una corrente personalissima del genere rock, vendendo oltre 210 milioni di dischi in tutto il mondo. Il loro stile ha influenzato considerevolmente la musica successiva, dai gruppi progressive degli anni ’70, come Genesis, fino a musicisti contemporanei, come Nine Inch Nails e i Dream Theater. Inoltre il loro album The dark side of the moon è così celebre che l’immagine in copertina è divenuta un’icona della musica eccellente per tutte le successive generazioni.
Le sperimentazioni dei Genesis
Il rock, declinato secondo nuove sonorità dai Pink Floyd, come detto ha influenzato altre band, tra cui i Genesis. Le composizioni dei Genesis si ispirano a svariati generi musicali, dalla musica classica fino al rock e al jazz.
Il nome Genesis deriva dalle tematiche bibliche cui il gruppo inizialmente si ispira e che rimarranno uno degli oggetti privilegiati dei futuri testi di Peter Gabriel, primo front man della band.
Anche i Genesis appartengono al panorama del rock britannico, e si sono affermati all’interno del vasto movimento del rock progressivo. Da molti considerati una delle band più innovative della storia del rock, hanno saputo creare un loro stile partendo dalle musicalità di band contemporanee come i Pink Floyd. Nursery Cryme è la definiva consacrazione del gruppo nel mondo del progressive divenendone uno dei massimi esponenti. L’inconfondibile “stile Genesis” si comincia a delineare in maniera più marcata: le composizioni sono più lunghe e complesse, i brani sono pieni di cambi di ritmo e movimentati assolo, con momenti intimi e acustici che si alternano a lunghe e impetuose sciabolate elettriche e virtuosismi di ampio respiro. La grande eco prodotta dal lavoro in studio spinge il gruppo a dare maggiore spessore alle proprie performance live, che saranno un vero e proprio punto di forza dei Genesis negli anni seguenti. Foxtrot, l’album del 1972, rappresenta la completa maturazione del gruppo per le sonorità spesso più raffinate ed orecchiabili rispetto ai lavori del passato, pur mantenendosi nello stile Genesis. La suite Supper’s Ready occupa quasi interamente la seconda facciata del disco e resta fra le pietre miliari del progressive e della musica pop di quel periodo.
Cos’è la felicità? Darne una definizione esaustiva è pressoché impossibile così come difficile è anche soltanto parlarne: per dirla con Truffaut “La felicità si racconta male, perché non ha parole”. Allora non resta che viverla e una volta trovato in cosa essa si manifesti, dargli seguito, dedicarvisi anima e corpo come al senso più riposto della propria esistenza: proprio come avviene per quanti la trovano e la vivono nella creatività.
Il Barone magniloquente di Munchhausen
Ecco una rappresentazione delle capacità persuasive del Barone di Munchhausen secondo gli amici della Newton
La figura del Barone di Munchhausen è ispirata a un ufficiale tedesco del ‘700, noto per la sua innata capacità di inventare storie inverosimili, divertenti e bizzarre. E’ divenuto così protagonista di una raccolta di racconti che per la prima volta sono stati pubblicati nel 1781. Oggi è considerato esempio di creatività per antonomasia.
Su Il Barone di Munchhausen:
All’esperienza porgeremo orecchio / quando a noi pure il cuore sia fatto vecchio; / assumeremo un”aria più severa / quando ai denti subentri la dentiera.
Questa è parte della prefazione a Le avventure de barone di Munchhausen nell’edizione di Rudolph E. Raspe
Qualcuno: Lei afferma che una persona puo’ alzare se stesso per i capelli?
Munchhausen: Senz’altro! La persona ragionevole deve fare questo ogni tanto.
Karl Munchhausen: Mai avevo paura di. sembrare ridicolo Non ognuno se lo puo’ permettere.
Karl Munchhausen: Ho capito dove il vostro problema. Siete troppo seri… Tutte le stupidaggini nel mondo si fanno proprio con questa espressione di viso… Sorridete, Signori, sorridete!
Il suo amico: non complicare, Barone, segretamente puoi credere…
Munchhausen: non posso segretamente, posso solo apertamente!
Queste sono solo alcune delle bizzarre battute piene di allusioni e umorismo del film “Lo stesso Munchhausen” del regista Mark Zaharov.
Figura centrale del panorama culturale italiano per più di mezzo secolo, Gabriele D’Annunzio è certo il paradigma di una vita vissuta all’insegna della creatività, già solo per il suo precocissimo ingegno, che lo condusse alle prime notevoli composizioni poetiche già nell’età adolescenziale (continua)
Giuseppe Mazzini (Genova, 22 giugno 1805 – Pisa, 10 marzo 1872) è stato un patriota, politico e filosofo italiano, considerato, insieme a Giuseppe Garibaldi e a Camillo Benso, conte di Cavour, uno dei padri della patria. Le sue idee e la sua azione politica contribuirono in maniera decisiva alla nascita dello Stato unitario italiano, nonostante la polizia lo costrinse alla latitanza fino alla morte. (continua)
Se la tesi vuole che la felicità si costruisca giorno per giorno, la dimostrazione è in Big Fish (2003), diretto da Tim Burton, autore dall’enorme genialità e fantasia. Tratto dall’omonimo romanzo di Daniel Wallace, il film narra le vicende di Edward Bloom , il quale crede fermamente che raccontando sempre delle storie, diventi lui stesso quelle storie. (continua)
Daniel Ezralow
Negli ultimi anni il coreografo Daniel Ezralow (Los Angeles 1959) ha conosciuto il successo anche nel nostro Paese. Egli, spesso presente in una popolare trasmissione italiana, si è fatto notare per la sua tecnica di improvvisazione, che stimola le persone ad esprimersi attraverso il ballo mentre lui suona una particolare tastiera con suoni preregistrati, che consente di cambiare rapidamente tema musicale, portando i ballerini a cambiare sull’istante i passi di danza. (continua)
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Nei diversi ambiti in cui la vita umana ha modo di esercitarsi, in ogni settore della società, è di importanza decisiva che abbia ad attuarsi una selezione, che qualora non venga intorbidata da interferenze allogene puo’ anche prodursi in maniera quasi automatica, nel senso che è il merito a far risaltare quanti di diritto devono emergere e a obbligare a un riconoscimento privo di qualunque titubanza.
Harry Potter, il mago dell’informatica
Ecco l’interpretazione di Harry Potter alle prese con l’informatica secondo gli amici della Newton
Harry Potter, un giovane mago inesperto ma talentuoso, è entrato a far parte dell’immaginario di milioni di lettori appassionati alla saga dei romanzi fantasy che lo vedono protagonista (Harry Potter e la pietra filosofale, Harry Potter e la camera dei segreti, Harry Potter e l’ordine della fenice). Nelle sue avventure è riuscito a svelare enigmi e vincere più battaglie; ha dimostrato il valore della sua magia, divenendo in breve tempo il migliore tra i maghi-studenti di Hogwarts. La sua ideatrice Joanne Kathleen Rowling ne ha fatto un simbolo di integrità morale, generosità e correttezza.
Su Harry Potter:
“La verità”… sospirò Silente. “È una cosa meravigliosa e terribile, e per questo va trattata con grande cautela”, così Joanne K. Rowling fa esprimere Silente di fronte a Harry Potter ( Harry Potter e la Pietra filosofale)
Era quasi mezzanotte, e Harry era steso sul letto a pancia in giù, le coperte tirate sulla testa come una tenda, una torcia in mano e un grosso libro rilegato in pelle (Storia della magia, di Bathilda Bath) aperto e appoggiato sul cuscino. Fece scorrere la punta della penna d’aquila sulla pagina, aggrottando le sopracciglia, alla ricerca di qualcosa che potesse aiutarlo a scrivere il tema: Perché i roghi di streghe nel Quattordicesimo secolo furono completamente inutili, questo l’incipit che Joanne Kathleen Bowling ha scelto per Harry Potter e il prigioniero di Azkaban

I concetti di merito e uguaglianza andrebbero declinati nella giusta maniera, onde evitare di incorrere in pericolosi fraintendimenti, gravidi di nefaste conseguenze. Il merito infatti è ciò che consente di emergere, fa leva sulle differenze e un malinteso concetto di eguaglianza condurrebbe al livellamento, alla morte del merito: l’eguaglianza nei diritti infatti è ben altra cosa rispetto a un’assimilazione che deprima i talenti, le capacità, le aspirazioni. Una conferma ex negativo di questo proviene da alcune delle più acute pagine dostoevskijane, contenute nel romanzo I Demoni. (continua)
Il merito si riconosce attraverso una selezione accurata, come provano le vicende di molti uomini, come accade nel romanzo “Un anno di scuola” di Giani Stuparich (Trieste 1891- Roma 1961), la cui protagonista è Edda Marty, studentessa modello pronta a tentare l’ingresso in una classe maschile per frequentare l’ultimo anno di liceo classico. I suoi genitori le avevano fatto frequentare un liceo femminile, ma lei non ci si sapeva adattare e così preparò l’esame per una classe maschile che apriva le porte all’università. (continua)
Esistono persone alle quali dobbiamo molto per ciò che il loro genio ha lasciato ai posteri. Un caso emblematico è rappresentato in “A beautiful mind“(2001) di Ron Howard, che ci proietta nella vita del matematico e premio Nobel John Forbes Nash jr. Interpretato da Russel Crowe, il protagonista viene presentato nella sua ossessione di trovare un’idea originale a cui applicare le sue formule. John riesce nel suo obiettivo: in una tesi di dottorato di sole 27 pagine espone geniali intuizioni fondamentali allo sviluppo della “Teoria dei Giochi”… (continua)
Se dovessimo conferire il premio a un personaggio della storia italiana per i meriti artistici e polititi non potrebbe sfuggirci Giuseppe Verdi (Roncole Verdi, 10 ottobre 1813 – Milano, 27 gennaio 1901) compositore italiano nonchè autore di melodrammi che fanno parte del repertorio operistico dei teatri di tutto il mondo. (continua)
Per quanto inflazionato e spesso scaduto a retorica il tema dell’ideale, se ben inteso, ha una valenza enormemente positiva, come mostrato dalle numerose personalità che si son battute per realizzare quanto portavano in seno come meta. Credervi fermamente significa accettare una sfida costellata di pericoli e frustrazioni, sfida però irrinunciabile e talmente ossessiva da accettare perfino di morire prima di vederne il compimento.
Don Chisciotte nell’era della PlayStation
Ecco l’interpretazione di un moderno Don Chisciotte secondo gli amici della Newton
Il cavaliere don Chisciotte della Mancia è il protagonista del romanzo spagnolo più conosciuto di Miguel de Cervantes (il titolo originale è El ingenioso hidalgo don Quijote de la Mancha). In un viaggio onirico, Don Chisciotte fa incontri prodotti dalla sua fantasia tenendo sempre fede ai suoi nobili ideali, che ispirano i suoi discorsi e determinano il suo agire. E’ senza dubbio un modello da seguire per la fiducia totale nei valori.
Su Don Chisciotte:
Ricorda, caro mio Sancho, chi vale di più, deve fare di più. (da Don Chisciotte)
La stirpe si eredita, la virtù si acquista; e la virtù vale da sola quello che la stirpe non vale. (da Don Chisciotte)Così Miguel de Cervantes ci presenta l’inossidabile protagonista del suo romanzo.
Ogni autobiografia tratta di due personaggi, un Don Chisciotte, l’Ego, e un Sancho Panza, il Sé. Così si esprime in uno dei suoi aforismi il poeta britannico Auden, Wystan Hugh
Credere fortemente in un ideale significa battersi per esso, accettando gli ostacoli come sfide da affrontare in nome dell’ideale stesso. Se analizziamo il Novecento, vediamo un secolo costellato da figure che per le idee hanno messo a repentaglio la propria esistenza. Le guerre (in particolare il secondo conflitto mondiale) e le dittature, hanno posto l’uomo di fronte a una scelta: lottare o desistere. (continua)
È difficile trovare un esempio emblematico quanto la Pulzella D’Orleans quando si pone mente alla fedeltà a un ideale e alle sfide che in nome di esso si è pronti ad affrontare; una figura leggendaria, epica, la cui storia ha dell’incredibile, se si pensa che fu proprio grazie allo spirito combattivo e ispirato di questa adolescente contadina analfabeta che la Francia seppe superare uno dei momenti più tragici della sua storia. (continua)
“Chi sogna puo’ muovere le montagne”. Questa frase puo’ ben dirsi il nocciolo che racchiude lo sviluppo dell’intera opera, Fitzcarraldo, il film che Werner Herzog girò nel 1982 accanto al suo “nemico più caro”, ovvero Klaus Kinski, nel ruolo del protagonista che dà il titolo alla pellicola. Un’affermazione, quella posta all’inizio a mo’ di esergo, che assume una valenza semantica quasi letterale, in considerazione del fatto che Brian Sweeny Fitzgerald “Fitzcarraldo”, per raccogliere caucciù in una zona impervia del Amazzonia…(continua)
Più volte nei brani di De Andrè è dato trovare cantate le gesta di personaggi dediti a una causa, si tratti di Giovanna D’Arco – liberamente tratta dall’omonima canzone di Leonard Cohen – o dell’impiegato trentenne protagonista del disco del 1973 Storia di un impiegato che sposa la causa dei movimenti studenteschi sessantottini. Non si tratta però di una cieca apologetica, che lasci sullo sfondo l’individuo per far emergere in un’accecante rilevanza, con il rischio della retorica o della propaganda, la causa e l’ideale cui dedica la propria esistenza (continua)
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L’evoluzione che qui proponiamo non è da intendersi come biologica, perché pur centrata sull’individuo non lo considera affatto come organismo vivente, bensì come uomo, come individuo alle prese con la sua esistenza. La declinazione che abbiano scelto è perciò quella di crescita, non in senso ontogenetico, bensì come quella maturazione che l’individuo raggiunge nel corso della propria esistenza e delle esperienze, incontri, influenze che ne costituiscono la trama.
Robinson Crusoe loves India
Ecco le illuminazioni di Robinson Crusoe nel nuovo millennio secondo gli amici della Newton
Il personaggio di Robinson Crusoe, creato da Daniel Defoe nell’omonimo romanzo, vive un’ esperienza da naufrago su un isola semi-deserta. Grazie alla sua forza di volontà e alla sua lucidità, Robinson Crusoe riesce a sopravvivere, ingegnandosi nella costruzione di tutto ciò che gli è necessario per poter vivere la nuova realtà. Oggi, più che l’imperialismo inglese, rappresenta la crescita interiore per antonomasia.
Su Robinson Crusoe:
“Senza un tavolo non potevo mettermi né a mangiare né a scrivere, né fare varie altre cose con molto piacere: perciò mi misi al lavoro. E qui devo osservare che poiché la ragione è la sostanza e l’origine della matematica, così squadrando e calcolando ogni cosa con la ragione e giudicandone nel modo più razionale, ogni uomo può col tempo diventare padrone di ogni arte meccanica”, Daniel Defoe descrive così uno dei momenti in cui Robinson Crusoe si adopera per costruire un oggetto essenziale (Robinson Crusoe)
E ancora Robinson Crusoe in una delle sue riflessioni: La paura del pericolo è [...] diecimila volte più agghiacciante del pericolo stesso: il peso dell’ansia ci pare più greve del male temuto. (da Robinson Crusoe, 1719, Daniel Defoe)
Il “Bildungsroman” o romanzo di formazione – la cui denominazione si deve alla sua originaria fioritura in terra tedesca, con la celebre opera di Goethe Gli anni di apprendistato di Wilhelm Meister (1796) – è un genere letterario cui possono essere ricondotti alcuni fra i più grandi capolavori della letteratura mondiale. Ciò che s’intende con questa definizione va ricercato nel termine tedesco “Bildung”, termine che racchiude significati diversi per quanto limitrofi, come cultura, formazione, educazione; inoltre, ed è forse l’aspetto centrale, con esso s’intende tanto la formazione come processo quanto la formazione come risultato acquisito. (continua)

Ci sono numerosi protagonisti della storia che con il loro punto di vista hanno portato innovazione in determinati campi. Si tratta di personalità brillanti come Maria Montessori alla quale dobbiamo una nuova considerazione dell’individuo rispetto all’insegnamento scolastico. E’ stata una pedagogista, filosofa, medico, scienziata, educatrice e volontaria italiana. (continua)
Per crescita ed evoluzione si puo’ anche intendere la di per sé legittima ambizione a migliorare il proprio status sociale, a scalare posizioni nella scala sociale avvalendosi del proprio talento, delle proprie capacità; quando però una tale ambizione diventa il valore della vita stessa, accade che si ricorra a qualsiasi mezzo pur di raggiungere l’agognata meta., con il rischio che poi la sorte passi a saldare i conti. È quanto avviene nel bellissimo film di Stanley Kubrick Barry Lindon (1975). (continua)
Anche i generi musicali hanno attraversato l’innovazione e l’evoluzione artistica. Tra gli esperimenti musicali degli anni Settanta spicca lo space rock come sottogenere del progressive rock, caratterizzato principalmente da sonorità e testi che suggeriscono atmosfere fantascientifiche. (continua)
Avere una propria visione delle cose, della vita, di quanto accade, è forse inevitabile e senz’altro legittimo. Ma non puo’ essere qualcosa di fluttuante, deve piuttosto fondarsi in quanto abbiamo vissuto e viviamo, nella nostra esperienza, da cui sorge e cui rimanda, e deve anche far tesoro di quanti ci han preceduto, delle loro esperienze e dei loro consigli, in specie qualora si tratti di figure d’indubbia autorevolezza.
Parola di Cyrano!
Il Cyrano de Bergerac, la più nota commedia di Edmond Rostand, rende omaggio a Savinien Cyrano de Bergerac, uno dei più estrosi scrittori del seicento francese. Il protagonista dell’opera teatrale è abile con la spada quanto con la poesia e i giochi di parole, di cui sa far sapiente uso di fronte ai nemici. Cyrano ha un innato talento da scrittore, che ha affinato nel tempo con l’esperienza; nella rappresentazione il suo estro viene messo generosamente a disposizione del suo amico Cristiano. Tutt’oggi Cyrano è simbolo della migliore poesia, del coraggio e di sensibilità: tutti ingredienti che occorrono per crescere con orgoglio nel proprio percorso individuale.
Su Cyrano
“In un uomo un grande naso è segno di intelligenza, di cortesia, di affabilità, di generosità, e di liberalità”, così Rostand descrive il suo personaggio dall’aspetto esteriore sgradevole, ma dotato di una vivace intelligenza.
Procedendo verso il finale dell’opera, Cyrano dichiara:
« “Amante – non per sé – molto eloquente
Qui riposa Cirano
Ercole Saviniano
Signor di Bergerac
Che in vita sua fu tutto e lo fu invano!”
…
“Io me ne vo… Scusate: non può essa aspettarmi.
Il raggio della luna, ecco, viene a chiamarmi” »
(La morte di Cyrano de Bergerac. Edmond Rostand)

Nella crescita e maturazione dell’individuo non è soltanto l’esperienza diretta ad avere un peso decisivo; molto importanti si rivelano le figure in grado di indirizzarlo in specie nei momenti o nelle età in cui non si ha ancora un saldo controllo di sé stessi e una chiara percezione dei propri obiettivi. Nei casi più fortunati si incontrano veri e propri maestri, figure esemplari e superlative in grado di soddisfare al meglio il bisogno di punti di riferimento. È il caso di Lucilio, giovane vissuto nella Roma imperiale che ha potuto contare sui consigli e le raccomandazioni del celebre pensatore latino Lucio Anneo Seneca (continua)
Se c’è un personaggio che incarna esemplarmente la figura del maestro questi è certamente Socrate, non soltanto fedele alla sua attività fino alla morte, ma disposto a morire pur di non rinunziare a essa e al proprio atteggiamento. Vissuto nell’Atene del 400 a. C., tra i tumulti e gli sconvolgimenti politici della guerra del Peloponneso, – che ebbe come conseguenza l’instaurazione della tirannide nella democratica Atene, pur soltanto per un anno -, per sua stessa ammissione si erge a coscienza critica della città ellenica, avendo come destinatari dei propri discorsi soprattutto i giovani aristocratici…(continua )
L’esperienza di chi ha vissuto prima di noi è una fonte di conoscenza inestimabile. Dopo aver appreso dai maestri e dalle guide che riteniamo tali per la nostra vita, i nostri studi o il nostro lavoro, è necessario passare a una fase di “personalizzazione” delle conoscenze e dei mezzi di cui disponiamo. Il cinema è ricco di esempi legati all’esperienza individuale e alla sperimentazione di nuove idee.(continua)
In campo musicale sono molteplici i casi di celebri cantanti solisti, che hanno abbandonato la propria band in vista di una personale crescita professionale. E’ il caso di Sting, fondatore nel 1977 della band pop/rock dei Police, che nel suo cammino individuale ha sperimentato nuovi generi musicali: post-punk, reggae, rock e new wave. (continua)
L’appartenenza a una comunità, costituita da e fondata su una comunanza di valori, linguaggi, interessi, tradizioni culturali, è pressoché inevitabile per ciascun individuo, volente o nolente che sia. Qualunque poi sia l’atteggiamento praticato, si ha sempre una responsabilità nei suoi confronti, e lo stesso vale reciprocamente dal versante della comunità medesima. La responsabilità è dunque un aspetto centrale nella vita comunitaria, puo’ certo essere un peso, la cui entità però misura il valore dell’appartenenza, anche qualora i risvolti non siano affatto positivi.
Chi tarpa le ali a Peter Pan?
Ecco Peter Pan, studente problematico, secondo gli amici della Newton
Celebre personaggio di fantasia, Peter Pan è il folletto protagonista del romanzo scritto da James Matthew Barrie nel 1904. Sin dalla sua creazione, Peter Pan è stato il simbolo di chi non vuole crescere, ma anche di chi, per evolvere, ha bisogno di “volare” e di esplorare liberamente il mondo. Come evidenzia il video della Newton, la nostra maturità è fortemente influenzata dalla realtà in cui cresciamo, per questo abbiamo bisogno di punti di riferimento affidabili e positivi.
Su Peter Pan
Nel momento stesso in cui dubitate di poter volare, cessate anche di essere in grado di farlo. Così si esprime James Barrie, nel suo romanzo (Le avventure di Peter Pan) Vivere può essere una grandiosa avventura, questo è quanto detto da Peter Pan nella versione cinematografica di Paul J. Hogan (Peter Pan, 2003) Un bambino può insegnare sempre tre cose ad un adulto: a essere contento senza motivo, a essere sempre occupato con qualche cosa, e a pretendere con ogni sua forza quello che desidera. (“Monte Cinque”), così Paulo Coelho descrive quello che è in grado di insegnare un bambino a un adulto e secondo noi di Giano la descrizione evoca degnamente l’immagine di Peter Pan.
Abbiamo scelto il romanzo “La casa in collina” perché a nostro avviso si presta a una chiave di lettura in accordo con il nostro tema: ovvero, un cammino verso il senso di responsabilità nei confronti dei membri della propria comunità. Corrado, protagonista e maschera dell’autore, è un quarantenne professore di scienze che narra in prima persona le memorie di una guerra ancora in atto nel tempo in cui egli scrive, il secondo conflitto mondiale, in particolare il drammatico periodo che incuba e segue alla celebre data dell’ 8 settembre 1943. (continua)
Seppur presenti in gran parte nei romanzi, gli eroi esistono anche nella quotidiana realtà. Si tratta di coloro che combattono costantemente in nome di una nobile causa, anche quando significa sacrificare la propria vita per l’intera comunità. Considerato un grande eroe italiano, Giovanni Falcone (Palermo, 18 maggio 1939 – 23 maggio 1992) è stato un magistrato italiano, tra i padri della lotta alla mafia. (continua)
Non sempre il senso di appartenenza a una comunità ispira azioni lodevoli, non sempre la responsabilità nei confronti degli altri membri si attua in maniera eticamente irreprensibile, dipendendo ciò in buona misura dal genere di comunità di cui si fa parte. Questa sembra essere una delle conclusioni che puo’ trarsi dal film Sleepers del 1996, con un cast a dir poco eccezionale, che annovera attori del calibro di Brad Pitt, Vittorio Gassman, Dustin Hoffman, Robert De Niro. (continua)
Personalità eclettica del panorama musicale e culturale italiano, Giorgio Gaber puo’ dire di aver vissuto una molteplice celebrità: dapprima come cantante di brani collocabili nell’alveo classico della tradizione melodica, poi come autore e presentatore di importanti trasmissioni televisive sulle reti nazionali (le più celebri in coppia con Mina) , infine con quella che è la sua più interessante e notevole invenzione, il Teatro-canzone. (continua)