“La memoria non è il ricordo. La memoria è quel filo che lega il passato al presente e condiziona il futuro.”
Piero Terracina, uno degli ultimi testimoni di Auschwitz ancora in vita.
Cari ragazzi e ragazze,
Il 27 gennaio 1945 l’Armata Rossa apriva i cancelli del campo di sterminio di Auschwitz, rivelando al mondo gli orrori che vi erano stati consumati. Nel 2000 il Parlamento italiano istituiva il 27 gennaio il Giorno della Memoria, “in ricordo dello sterminio e delle persecuzioni del popolo ebraico e dei deportati militari e politici nei campi nazisti”.
Per ricordare insieme a voi questa data ho deciso di pubblicare sul mio sito alcuni documenti che testimoniano la tragedia della Shoah.
Con l’auspicio che ciascuno di noi rifletta, come dice primo Levi nella sua poesia … che questo è stato.
Giano
Se questo è un uomo
Voi che vivete sicuri nelle vostre tiepide case, voi che trovate tornando a sera il cibo caldo e visi amici: Considerate se questo è un uomo che lavora nel fango che non conosce pace che lotta per mezzo pane che muore per un si o per un no. Considerate se questa è una donna, senza capelli e senza nome senza più forza di ricordare vuoti gli occhi e freddo il grembo come una rana d’inverno. Meditate che questo è stato: vi comando queste parole. Scolpitele nel vostro cuore stando in casa andando per via, coricandovi, alzandovi. Ripetetele ai vostri figli. O vi si sfaccia la casa, la malattia vi impedisca, i vostri nati torcano il viso da voi.
(Primo Levi)
Kapò – Gillo Pontecorvo
La musica nei lager e un brano musicale
La musica nei lager assunse un ruolo fondamentale nell’esaltazione dell’orrore e nell’annientamento della dignità umana. La musica era suonata di continuo, e scandiva il ritmo incalzante della vita di un prigioniero, durante le adunate, ma soprattutto nel corso delle esecuzioni, quando, a seconda del campo di concentramento, un’orchestra costituita da detenuti, oppure un singolo solista, accompagnava l’evento con il cosiddetto “Tango della morte”. Era, questo, un palese insulto alla dignità dell’individuo, che preludeva all’annientamento pressoché totale della sua personalità. Allo stesso tempo però, la musica fu vista dai detenuti come un modo per stemperare l’odio, come afferma Francesco Lotoro, pianista e critico musicale che in “Musica Judaica” ha raccolto alcune tra le composizioni più significative della letteratura musicale “concentrazionaria”. (continua)
Musica della tradizione ebraia scritta dal poeta Yiddish Mordechaj Gebirtig, che fu ucciso dai nazisti.
Giornata Memoria: Elie Wiesel alla celebrazione in Aula – Inaugurazione della mostra “Auschwitz-Birkenau”
Il 27 gennaio 2010, a dieci anni dall’entrata in vigore della legge che ha istituito il Giorno della Memoria per ricordare la Shoah, la Camera dei deputati ha celebrato l’evento nell’Aula di Montecitorio alla presenza del Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano. Alla cerimonia, aperta dall’allora Presidente della Camera Gianfranco Fini, è intervenuto il Premio Nobel per la Pace, Elie Wiesel. L’iniziativa è stata trasmessa in diretta dal canale satellitare della Camera, dalla webtv e da Rai Uno.
Prima della cerimonia, nella Sala dei Busti, è stata inaugurata la mostra “Auschwitz-Birkenau, 65° Anniversario della Liberazione, 27 gennaio 1945 – 27 gennaio 2010” che è stata aperta al pubblico dal 27 gennaio al 26 febbraio 2010.
Oltre la memoria c’è la storia
di Sergio Luzzatto, Il Sole 24 ore
In Italia, la memorialistica sulla Shoah ha disegnato nel tempo una curva molto chiara, agevole da decifrare. Le prime testimonianze di ebrei sopravvissuti giunsero a caldo, entro un paio d’anni dal 1945: fra queste, Se questo è un uomo di Primo Levi. Seguì un lungo intervallo di silenzio o di quasi silenzio: fino al 1986, quando lo stesso Levi pubblicò I sommersi e i salvati proprio a riflettere su tempi e modi della Memoria. Si aprì allora una terza stagione, che è durata fino ad adesso: con una piccola pioggia di racconti per opera di uomini e donne ormai vecchi, testimonianze-testamento.
All’altezza cronologica del 2010, cioè sessantacinque anni dopo la liberazione di Auschwitz, i conti sono presto fatti. Quando si dice Giorno della Memoria e si intende una memoria diretta della Shoah, ci si può riferire ormai soltanto – salvo casi di longevità eccezionale – alla memoria di chi era allora un bambino, o al massimo un adolescente. Memoria particolare, poiché le misure razziali intervennero così presto nella vita degli ebrei nati negli anni Venti e negli anni Trenta da non ammettere la possibilità di un “prima”: da far coincidere l’infanzia (o l’adolescenza) con il trauma della persecuzione e poi con l’incubo della deportazione. Le testimonianze-testamento della Shoah pubblicate nell’ultimo ventennio, in Italia come fuori d’Italia, hanno questo di peculiare, di consolante e insieme di straziante: sono storie di “salvati” che erano cresciuti da “sommersi”. (continua a leggere l’articolo)
La stessa etimologia della parola olocausto (dal greco holos “completo” e kaustos “rogo”) è stato introdotto alla fine del XX secolo per indicare uno dei più terribili eventi che ha contrassegnato la storia dell’umanità: il genocidio compiuto dai nazisti tedeschi nel corso del secondo conflitto mondiale nei confronti di tutte le etnie definite ‘impure’ e “indegne”: innanzitutto gli ebrei, ma anche gli zingari e coloro che esprimevano una differenze di genere, come gli omosessuali, religiose, come i pentecostali e i testimoni di Geova, o politica come i dissidenti tedeschi e i comunisti. C’è una differenza tra la il termine ‘olocausto’ e il termine ‘shoah’ che è bene mettere in evidenza fin da subito, per evitare equivoci e approssimazioni. Il termine Shoah significa “desolazione, catastrofe, disastro” ed è stato usato per la prima volta nel 1939 dalla comunità ebraica in Palestina, in riferimento alla Notte dei lunghi coltelli. Da allora è usato per indicare la specificità e l’unicità del genocidio della popolazione ebraica d’Europa, a differenza di olocausto che indica lo stermini da parte dei tedeschi di comunisti, ebrei, zingari, omosessuali.
Nel 2000 il Governo italiano ha aderito ufficialmente alla proposta internazionale di dichiarare il 27 gennaio come “Giorno della Memoria” commemorazione delle vittime del nazionalsocialismo e del fascismo, dell’Olocausto e in onore di coloro che a rischio della propria vita hanno protetto i perseguitati. A questa ricorrenza questo sito dà la sua partecipazione. Inoltre, per salvaguardare la memoria del genocidio ebreo, le testimonianze dei sopravvissuti ai lager nazisti, sono state recentemente raccolte su iniziativa del regista Steven Spielberg attraverso la Shoah Foundation da lui stesso creata. Puoi trovare altre informazioni su questa bellissima iniziativa a questo link.ì
Puoi partire nella tua analisi da una storia del popolo ebraico oppure ripercorrere le tappe più significative del regime nazista e delle leggi razziali tedesche che condussero alla creazione dei campi di concentramento, alle deportazioni e al genocidio di milioni di ebrei.
Puoi anche descrivere nei dettagli l’orribile progetto di Hitler di giungere alla soluzione finale, cioè allo sterminio completo della razza ebrea. A questo sito interattivo troverai la mappa di tutti i lager creati dal regime nazista. Anche in Italia furono creati 3 campi di concentramento, a Bolzano, a Fossoli e alla Risiera di San Sabba.
Il progetto nazista fu pianificato nei minimi dettagli e ha seguito uno sviluppo ispirato ad una razionalità “industriale” agghiacciante. Puoi anche descrivere la forma che questa pianificazione ha assunto partendo dal cosiddetto “Protocollo di Wannsee” che segnò una tappa storica in questa vicenda.
Anche in condizioni disperate gli ebrei hanno tentato di far sentire il loro grido, basta pensare alla rivolta del ghetto di Varsavia da cui Roman Polanski ha tratto “Il pianista”, raccontando le vicende del pianista ebreo Wladek Szpilman nel periodo dell’occupazione nazista.
La shoah ha ispirato moltissimi letterati e poeti che si sono sentiti in dovere di narrare, di prendere la parola contro la barbarie che ha condotto alla morte migliaia di uomini, donne e bambini, ma anche di ricordare, di tenere la memoria sempre viva affinché un simile evento non si ripeta mai più. Innanzitutto Primo Levi con il suo bellissimo romanzo autobiografico “Se questo è un uomo” e la poesia con lo stesso titolo, simboli della disperata consapevolezza dell’impossibilità di superare il male ricevuto. Ma anche “Se non ora quando?” il libro in cui Levi racconta delle diverse formazioni militari di ebrei, partigiane o aggregate agli eserciti alleati, che hanno combattuto contro i nazifascisti. Sempre di Primo Levi ti ricordo la Inoltre, non puoi certamente dimenticare Anna Frank, la ragazza ebrea che ha raccontato nel suo Diario i giorni di segregazione della sua famiglia che tentava di sfuggire alla morte. Da questa incredibile vicenda biografica finita tragicamente, sono state tratti molti film. Ti ricordo innanzitutto quello del 1959 diretto da George Stevens, ma anche il più recente “Il Diario di Anna Frank” del regista Jon Jones.
Anche nel cinema è possibile rintracciare moltissimi titoli su questo argomento. Ti segnalo tra tutti, “Kapò” di Gillo Pontecorvo e “La scelta di Sophie” di Alan Pakula per entrare nell’orrore della vita dei lager. Ma anche il film di Steven Spielberg del 1993 “Schindler’s List”. “La vita è bella” di Roberto Benigni, “La Tregua” di Francesco Rosi. A questo link puoi trovare una lunga lista di film sulla shoah.
Moltissimi artisti hanno cercato di interpretare e portare il proprio contributo all’evento più orribile del novecento. ti suggerisco però di analizzare le opere di una giovane ebrea tedesca Charlotte Salomonla cui vicenda biografica è per molti versi simile a quella di Anna Frank e che ha consacrato tutta la sua opera alle vicende che coinvolsero la sua vita negli anni del nazismo.
Ti segnalo anche un’artista contemporanea Loretta Leso che ha de dicato moltissimi lavori al dramma della Shoah.
Questo articolo ripercorre invece i rapporti tra le arti in generale l’olocausto.
Ciao Giano,
mi chiamo Ilaria e frequento la 5^ superiore.. sono alle prese con la tesina di maturità.
mi piacerebbe portare all’esame il rapporto “Obbedienza-Autorità“, trattando quindi psicologia e sociologia con gli esperimenti di Milgram, Freud con la formazione della moralità; per quanto riguarda storia, i regimi totalitari e l’obbedienza assoluta ad essi oppure i campi di concentramento .
mi trovo però in difficoltà a collegare altre materie.
cosa potrei portare di italiano, filosofia e inglese?
mi puoi aiutare!
grazie mille
Cara Ilaria, bellissimo tema e ottimi i collegamenti. Cerco di rispondere alle tue richieste. Per quanto riguarda la filosofia ti ricordo alcune importanti studi sul concetto di autorità, condotti nel 1936 da Max Horkheimer, Herbert Marcuse e Erich Fromm (in Studi sull’autorità e la famiglia) e da Theodor Adorno con La personalità autoritaria (1950), vertono sulla denuncia della degenerazione dell’autorità in autoritarismo. Ti consiglio di soffermarti su quest’ultimo lavoro. Ecco un link che può esserti di aiuto. Per una panoramica classica ma essenziale sul rapporto autorità-obbedienza-sovranità, relazione imprescindibile della filosofia politica, ti consiglio di leggere questo breve saggio. Per quanto riguarda la letteratura inglese ti consiglio di occuparti di Georige Orwell un importantissimo scrittore britannico e di soffermarti in particolare sua delle più interessanti allegorie sul rapporto tra obbedienza, potere, autorità e rivolta. Sono certo che sarà un’entusiasmante lettura. Per la letteratura italiana, invece, ti consiglio di analizzare un bellissimo romanzo, Il padrone di Goffredo Parise che analizza il rapporto autorità-obbedienza alla luce dei rapporti di lavoro aziendali che sfociano nell’alienazione e nello sfruttamento. Spero di esserti stato di aiuto. Ti auguro un buon lavoro. A presto, Giano
Lisa, martedì 20 apr ha scritto:
Giorno,
frequento il liceo socio-psico pedagogico e pensavo di portarel’autorità, intesa come annullamento dell’uomo di fronte al potere. Avevo pensato:
-letteratura italiana: Kafka, Il Processo
-Filosofia: un percorso tematico che toccasse autori come Hobbes, Rousseau, Locke. Hegel, Marx, Bakunin e Foucault;
-Inglese: Orwell (sono indecisa tra La fattoria degli animali e 1984);
-Psicologia: Milgram e Fromm (questa mi sembra la parte più debole).
So che mancano autori importanti come Horkheimer, Marcuse e Adorno,ma mi sembra già corposa così e non saprei dove inserirli! se potesse darmi qualche suggerimento e fonte le sarei veramnente grata!! grazie.
ciao giano, frequento un corso serale all’istituto tecnico commerciale. Avrei bisogno di alcuni consigli per elaborare la mia tesina…ho ancora le idee un pò confuse. come argomento vorrei fare qualcosa sull’africa (anche se capisco che è troppo vasto come argomento) e sull’apartheid.. che non sia però sempre la solita tesina e comunque centrarla molto su aspetti economici, non voglio fare una tesina umanistica.. mi piacerebbe toccare la situazione dell’africa e di ciò che è stato conquistato attraverso Mandela però stando comunque su un filo economico…magari differenze tra Africa ed Europa…consigliami tu! spero di essermi spiegata al meglio! grazie ciao.
Cara Laura, credo che, in effetti, tu debba fare un pò di chiarezza con te stessa. Mi proponi una serie di temi senza darmi indicazioni precise. Sottolinei il fatto di voler dare un taglio economico al tuo lavoro. Poi, però, evidenzi un argomento come l’apartheid che ha soprattutto a che fare con la lotta per i diritti civili e politici in un determinato paese: il Sudafrica. Mandela è una meritoria figura di spicco per l’intero continente africano per il suo ruolo di combattente per la libertà ma la sua è una lotta che solo indirettamente può riguardare aspetti economici. Insomma è stata soprattutto una battaglia politica. Tant’è che nonostante il suo soffertissimo successo arrivato dopo 26 anni di carcere la situazione economica della popolazione di colore in Sudafrica non ha subito un miglioramento significativo. Basti pensare alla situazione di Soweto, township alle porte di Johannesburg dove sono presenti diverse baraccopoli che ospitano i nullatenenti. Mi dici che vorresti parlare dell’Africa in generale e della sua situazione economica, un argomento effettivamente molto vasto e che contempla realtà molto diverse tra di loro: il Sudafrica non è la Somalia anche da un punto di vista economico. Ti consiglierei, perciò, di restringere il campo. Invece tu l’allarghi ancora nel momento in cui prospetti la possibilità di fare un confronto tra Africa ed Europa che pur limitato agli aspetti economici non può prescindere da un minimo di inquadramento storico e politico pena l’impossibilità di fare un discorso logico e completo. Per ora mi sento solo di consigliarti qualche lettura dalla quale partire per chiarirti le idee: questo saggio di Jean-Leonard Touadì e quest’altro di Serge Latouche. Oltre a questo articolo della rivista Limes sul ruolo economico del Sudafrica nel continente africano. Poi torna a scrivermi magari con un titolo preciso che esemplifichi l’oggetto della tua tesina e con l’elenco delle materie che vuoi collegare. Sarò lieto di offrirti il mio aiuto.
Margherita, martedì 18 mag ha scritto:
La tua domanda: Caro Giano…anche io come molti altri ho problemi con la tesina.Frequento la scuola alberghiera nel settore turistico le materie uscite sono 1 prova italiano esterna 2prova economia interna 3 prova inglese(esterna) geografia(interna)matematica(esterna) ed infine ed.fisica interna… La mia idea principale era orientata sull’ Apartheid un discorso generale a storia in italiano pensavo di portare Nadine Gordimer con Luglio (tengo a specificare che gli argomenti non sono di programma,storia siamo arrivati poco dopo il’68 e in italiano siamo arrivati a Calvino senza fare autori stranieri) In inglese pensavo di portare un Tour del sudafrica(non è nel programma ) in Geografia la repubblica Sudafricana(Non abbiamo fatto neanche questa) economia non saprei,ed fisica nemmeno e uguale matematica…ti prego aiutami perchè non so piu dove sbattere la testa,se hai altre idee completamente diverse fammi sapere!anche perchè non ho proprio idea di come fare una tesina…mi piacerebbe che fosse un idea innovativa diversa…aspetto una tua risposta.. GRAZIE MILLE
“La memoria non è il ricordo. La memoria è quel filo che lega il passato al presente e condiziona il futuro.” Piero Terracina, uno degli ultimi testimoni di Auschwitz ancora in vita.
Cari ragazzi e ragazze,
Il 27 gennaio 1945 l’Armata Rossa apriva i cancelli del campo di sterminio di Auschwitz, rivelando al mondo gli orrori che vi erano stati consumati. Nel 2000 il Parlamento italiano istituiva il 27 gennaio il Giorno della Memoria, “in ricordo dello sterminio e delle persecuzioni del popolo ebraico e dei deportati militari e politici nei campi nazisti”.
Per ricordare insieme a voi questa data ho deciso di pubblicare sul mio sito alcuni documenti che testimoniano la tragedia della Shoah.