Giano

Tesina sessualità

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Omosessualità

Chiara, martedì 26 gen ha scritto:

ciao giano! anche io quest’anno dovrò affrontare la maturità. Io frequento il liceo socio psico pedagogico ed ho deciso di affrontare nella mia tesina il tema dell’omosessualità. le volevo chiedere se i collegamenti che ho fatto sono giusti: -italiano: Pasolini con amado mio;
-latino: catullo e petronio;
-storia:la persecuzione degli omosessuali della 2° guerra mondiale;
-pedagogia: freud( lo sviluppo psico sessuale) e l’omosessualità negli adolescenti;
-matematica:Alan Turing;
-inglese: il ritratto di Dorian Gray.
le sembra interessante? Ha dei consigli da dirmi?
grazie mille!

Cara Chiara,
hai scelto certamente un tema delicato e serio sul quale ho già avuto modo di esprimermi in un’ altra risposta che ti invito preliminarmente a leggere. Complimenti per la scelta di Pier Paolo Pasolini. E’ un bene tener viva la memoria di questo intellettuale sì controverso ma che ha senza dubbio offerto un punto di vista alternativo nel commentare e scrivere degli italiani e dell’Italia più in generale. A posteriori si potrebbe dire che non avesse tutti i torti…Scegli ,con “Amado Mio” di parlare di un Pasolini giovane scrittore, meno conosciuto rispetto a quello più maturo degli Scritti corsari o di Petrolio. A tale proposito ti segnalerei il suo primo romanzo dato alle stampe, essendo Amado Mio stato pubblicato postumo nel 1982, e cioè Ragazzi di vita, che poichè parlava anche di prostituzione giovanile maschile gli costò, oltre alla ferocia della Critica, un processo che terminò con un’assoluzione piena. Per quanto riguarda Catullo ci sono vari carmi che parlano dell’amore omosessuale: ti segnalerei in particolare quelli in cui l’ autore prende in giro Cesare sulla sua presunta omosessualità. Riguardo Petronio
immagino tu ti riferisca al Satyricon. E allora mi piace ricordare che da esso venne ispirato il grande Federico Fellini che ne fece un film di cui ti lascio questo gustoso estratto nel quale viene narrata la “Storia della Matrona di Efeso”. Sulla persecuzione nazista degli omosessuali ti rimando a questo sito e a questa ricca bibliografia sull’argomento. Per quanto riguarda Freud e l’omosessualità negli adolescenti ti invito a dare un’occhiata a questo link e a fare riferimento al carteggio con lo studioso berlinese e amico fraterno Wilhelm Fliess nel quale egli tratta la nozione di “omoerotismo”. Meritorio da parte tua il fatto di voler ricordare la figura dell’antesignano dell’informatica Alan Turing. E, direi, oltremodo attuale visto che solo nel settembre scorso il governo britannico ha pensato bene di chiedere scusa ufficialmente a Turing, morto suicida, per il trattamento gravemente persecutorio che gli venne riservato in quanto omosessuale. A oltre 50 anni di distanza verrebbe da dire meglio tardi che mai. Devo dire che trovo la tua trama veramente interessante. Sta a te ora svilupparla…
Torna a scrivermi e fammi sapere come procede la tessitura. Buon lavoro!
Ciao, Giano

carlo, martedì 12 gen ha scritto:

Caro Giano sono uno studente che quest’anno è alle prese con la maturità e con la tesina ho visto che nel suo spazio in questo sito lei da molti consigli utili a noi studenti.
il mio argomento di tesina ,se non cambio idea ma non credo, è l’omossessualità e l’omofobia lei sarebbe così gentile da aiutarmi a creare dei collegamenti non troppo banali con le materie che studio ,io faccio il liceo classico quindi mi interesserebbe arte latino greco filosofia italiano storia .
In questo periodo poi sono stato affascinato dal dandysmo secondo lei potrebbe starci ?
aspetto una sua risposta e la ringrazio
carlo

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Tesina amore

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amore

fabiana, lunedì 18 mag ha scritto:

Caro Giano, sono di nuovo io…Allora per quanto riguarda la letteratura italiana sto portando Montale e Ungaretti(con riferimento a beatrice di dante);filosofia Nietzche e Heidegger;inglese l’amore nei romanzi di Jane Austen;fisica il calore perchè l’amore è un sentimento caldo di passione e quindi ci va bene; ed fisica l’amore per lo sport. in francese,sociologia,psicologia, storia, arte, musica, scienze, religione che porto?per favore aiutami!dammi qualche idea anche per quanto riguarda l’introduzione. Grazie a presto

Cara Fabiana,
da quando ho letto la tua lettera e ho cominciato a pensare alla risposta sono precipitato in un mare di personaggi reali o immaginati, di storie, di musicisti, di scrittori, poeti, scienziati, pittori registi che hanno trattato IL TEMA e spingono, come i personaggi in cerca d’autore di Pirandello, per dire la loro.
L’amore! Che cos’è questo sentimento che insieme al potere fa girare il mondo? L’umanità s’interroga da sempre; alcuni lo definiscono un mistero altri un “folle sentimento che…” per citarne solo due. Io dico che solo quando si è innamorati si sa cos’è. Lo dico io che in tutta la mia plurisecolare vita ho amato tanto, e sono stato riamato; sono stato felice, ho sofferto e fatto soffrire, sono stato accettato e rifiutato in tutti i paesi e in tutte le epoche. Ma non tutti, fortunatamente la pensano come me.
La tua introduzione potrebbe partire proprio dal riportare le diverse riflessioni sull’amore. Te ne cito alcune: “De l’amour” di Stendhal (puoi leggerlo in francese senza comprarlo) ; “L’arte di amare” di Erich Fromm ; “Della seduzione” di Jean Baudrillard ; Lancelin A., Lemonnier M. “I filosofi e l’amore”.
Per quanto poi riguarda i collegamenti puoi percorrere due strade. La prima è quella della multidisciplinarietà o pluridisciplinarietà: “aggregazioni di competenze che si effettuano sulla base di un criterio estrinseco…”, ovvero da un punto di vista delle singole discipline. Nel caso tuo, dell’amore, se ne può considerare la storia sociale, l’arte, la psicologia, la musica…). L’altra è quella di affrontare questo tema in modo interdisciplinare e cioè “aggregazioni che derivano dall’esigenza di risolvere un problema”. L’elemento aggregativo in questo caso è intrinseco per il fatto che intorno al problema si organizzano conoscenze che hanno quindi origine diversa, ma fra le quali deve stabilirsi una relazione funzionale alla risoluzione del problema stesso….(Un esempio scolastico è costituito dalla capacità di comprensione della lettura, per il fatto che conferisce significato ad un testo vuol dire riversare in esso l’insieme delle competenze di cui si dispone). Tieni poi conto che il mondo, la vita è divisa in discipline solo per esigenze di studio.
Io sceglierei quest’ultima. Quale miglior tema di questo può essere trattato così? Ti faccio alcuni esempi:
Il “De l’amour” che ti ho appena citato fa parte della Letteratura, di Francese, di Psicologia, di Storia… e devi avere competenze in ciascuna di queste materie per leggerlo. E così se inserisci il dipinto “L’amor Sacro e l’amor Profano”, di Tiziano. Oppure se citi un grande amore come quello di Coppi e della Dama bianca che così tanto appassionò l’Italia del dopoguerra, paese, allora, ai confini con la modernità: storia, sport, diritto, religione …
Ho cercato di indicarti dei percorsi di studio che tu però dovrai sceglie individuando un filo rosso da seguire. Per i contenuti hai solo l’imbarazzo della scelta. L’amore è il tema sul quale si è più scritto, poetato, cantato, fatto film…
Quando avrai il tuo percorso fammelo sapere. Volentieri, se me lo chiederai, potrò ancora aiutarti.
Buon lavoro,
Giano

Veronica, venerdì 20 nov ha scritto:

Caro Giano,
ho bisogno di un suo consiglio. Frequento l’ultimo anno del Liceo scientifico con bilinguismo( inglese-francese) e ora sono alle prese con la scelta dell’argomento per la tesina della maturità. Inizialmente mi sono subito lanciata sul tema dellAmore però avrei bisogno di qualche aiuto nei collegamenti.
Prima di tutto mi sono appassionata dopo aver letto il saggio di Paolo Crepet “Sull’amore”.
In latino stavo pensando all’Ars amandi, a Remedia amoris e alle Metamorfosi di Ovidio. In arte pensavo all’opera del Bernini “Apollo e Dafne” per collegarla col mito delle Metamorfosi, poi ad “Amore e Psiche” e alla “Nascita di Venere” di Botticelli.Inglese è un pò con un punto di domanda perchè pensavo a “The picture of Dorian Gray” per un collegamento con il mito di Narciso oppure a “Pride and prejudice” di Jane Austen per sottolineare i matrimoni combinati, ma non saprei. In francese sono certa di portare “L’amant de la Chine” di Duras e forse di introdurci anche Musset e Prevert con una delle loro rispettive poesie. In filosofia sto valutando perchè c’è molto materiale, ma ho intenzione di leggere “Diario di un seduttore” di Kierkegaard. Però per storia? E per italiano riesco a trovare qualcosa che non sia banale? Infatti, il mio problema è la paura di apparire un pò banale, perchè vorrei fare un bel lavoro. Pensavo anche in parallelo al tema sull’ immaginazione e vorrei sapere che collegamenti si potrebbero fare.
La ringrazio anticipatemente.

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Tesina diversità

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altro

Barbara Di Giacinto, martedì 29 dic ha scritto:

Caro Giano,
frequento l’ ultimo anno del liceo classico di Roseto degli Abruzzi e voglio iscrivermi alla facoltà di giurisprudenza della Luiss.Per la mia tesina pensavo di partire da una frase che mi ha estremamente colpito: l’ imperativo categorico kantiano “agisci in modo da trattare l’ umanità…sempre anche come fine e mai semplicemente come mezzo”.A questo ho pensato di legare “l’ importanza dell’ altro” e filosofi come Derrida, Levinas, Todorov e anche la Zambrano e la Harent….Vorrei tanto un tuo parere su questo primo “nucleo” della mia tesina e magari un tuo aiuto. Grazie

Cara Barbara,
le connessioni che ti sono venute in mente e i nomi che citi sono più che corretti ma credo che tu abbia bisogno di enucleare meglio il tema del tuo lavoro. Proviamo a farlo insieme. Prima di affermare l’importanza dell’altro, è necessario chiedersi che cosa sia l’alterità. Platone nel “Sofista” la definisce come il contrario dell’identità. In questa prima definizione si può subito dedurre che la relazione all’altro è parte costitutiva di ogni essere o anche che l’essere non si identifica mai con l’identità. Da queste premesse scaturiscono una serie di implicazioni etiche. Non a caso il punto di partenza del tuo viaggio è il principio categorico kantiano. Per Kant non è possibile attribuire una volontà pura e incondizionata all’uomo perché essa è sempre con battuta tra inclinazioni e virtù, ma si può affermare che la sua volontà sia buona perché si basa sulla rappresentazione del dovere. La legge morale, in altri termini, non è un’esigenza che l’uomo segue per necessità di natura. Per questa ragione essa deve necessariamente essere espressa in un comando, un imperativo. Ora, per capire il senso dell’aggettivo categorico che Kant attribuisce alla legge morale, è necessario sapere che per il filosofo tedesco esiste una legge morale con valore universale e che tale affermazione non ha bisogno di essere dimostrata perché è immediatamente evidente: è un fatto della ragione. Quindi imperativo significa prima di tutto che si tratta di un principio pratico, che deve regolare le azioni di tutti, e categorico significa che ciò che determina la tendenza ad un fine è la sola legge morale. A differenza dell’imperativo ipotetico che subordina il comando dell’azione da compiere al raggiungimento di un determinato scopo, l’imperativo categorico ha il proprio fine in sé solo. Per rendere più chiara questa importante distinzione Kant ci porta degli esempio: imperativo ipotetico si esprime secondo la formula “se vuoi…(essere promosso) allora devi (studiare)”, mentre l’imperativo categorico afferma: “devi perché devi”: il suo valore non dipende dal suo contenuto ma dalla sua ‘forma’ di legge. E la legge che impone è l’universalità. Eccoci giunti alla tua citazione. Quello che tu cogli è che nell’universalità della legge morale di kant è possibile cogliere una grande attenzione all’alterità e soprattutto alla relazione con essa nella vita pratica e comunitaria. Gli altri non devono diventare mezzo per le nostre azioni, strumenti per i nostri fini!

Da qui puoi con facilità collegarti a Lévinas per cui la responsabilità verso l’altro, il suo volto, la sua voce è il principio che regola la vita etica. Si tratta di una relazione che deve rimanere tale, che non deve cioè far sì che l’altro sia assorbito, costretto al ‘proprio’. Su responsabilità e alterità di Lévinas, di cui ti consiglio di leggere il terzo capitolo.In realtà, in Levinas si pone un problema dal momento che l’Altro con la A maiuscola è per Levinas la voce di Dio che resta sempre celata e irraggiungibile, nonostante lasci in noi una traccia di estraneità mai riassorbibile. Non a caso il punto di raccordo tra Derrida e Levinas si gioca proprio sul senso di questa ‘traccia’ di alterità in noi. Può esserti utile leggere questo breve saggio.

Todorov, invece, avvicina la questione dell’altro a terreni, per così dire, più concreti anche se sullo sfondo resta questa idea di responsabilità per chi è altro da noi, che appartiene ad altre culture e a cui è necessario avvicinarsi attraverso il dialogo. Questa intervista può esserti utile, come questo video.

Va benissimo anche il riferimento alla Arendt per la quale la politica dovrebbe sempre conservare il carattere delle antiche polis greche in cui i cittadini partecipavano alla vita attiva della comunità entrando pubblicamente in dialogo con gli altri, confrontandosi. Per finire, citi la Zambrano: un mio grande amore! “L’essere – dice la poetessa – è vario non uno”, radicale eterogeneità, commistione e “affermare l’uno come alterità è come unire due parole per la prima volta”. Con questi bellissimi versi ti lascio immergere nel tuo lavoro, sperando di averti reso la strada un po’ più percorribile!
Ciao, Giano

Giulia, martedì 09 mar ha scritto:

Ciao Giano, sono Giulia e frequento l’ultimo anno al liceo linguistico. Ti scrivo perché ho dei problemi ad impostare la mia tesina. Il tema che ho scelto è il rapporto io/altro,ma non ho ancora le idee ben chiare su come procedere. Leggendo un’introduzione alla filosofia di Lévinas sono partita dall’importanza del volto dell’altro che ci impone un dovere morale. Quindi vorrei incentrare la mia tesina prevalentemente sulla resposabilità dell’uomo nei confronti dell’altro, del diverso. La mia riflessione segue constatando che appunto spesso si cerca di cambiare il volto dell’altro rendendolo diverso, alieno da me,per sottrarsi a questa responsabilità etica, che invece sussiste in quanto anche colui che categorizziamo come diverso è un essere umano tale a me.Per filosofia avevo pensato a Lévinas e all’importanza del volto, per latino a Seneca “Schiavi sunt, immo homines” e per storia(anche se non sono ancora certa) il processo di de-umanizzazione che avveniva all’interno dei campi di concentramento-appunto perchè è più facile uccidere un numero piuttosto che un volto che mi ordina “tu non ucciderai”. Le altre materie con cui devo fare collegamenti sono italiano, inglese, francese, tedesco…inoltre pensavo ad un collegamento con l’attualità, per quanto riguarda i clandestini, verso i quali si ritiene di svincolarsi dal dovere morale in quanto “irregolari”, ovvero si pensa che i diritti nascano nello Stato e che non siano insiti nell’essere umano in quanto tale (ben dimenticandosi, purtroppo, dei droits naturels de l’homme!)Spero di essere stata abbastanza chiara, cosa che mi riesce difficile visto che la mia testa è confusione! Ti ringrazio in anticipo dell’aiuto!!!=)

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