assurdo
fabio, ven 4 febbraio ha scritto:
Avevo già scritto un po’ di mesi fà e adesso ho le idee molto più chiare per la mia tesina, avrei bisogno di un aiuto per i documenti e i collegamenti. Vorrei fare una tesina sull’assurdo, gli argomenti principali che vorrei inserire sono il teatro e la pittura, per essere precisi teatro innanzitutto perchè l’anno scorso ho partecipato ad una rappresentazione teatrale che prendeva spunto dal celebre “aspettando godot” e di conseguenza vorrei trattare proprio di questo argomento, e la pittura essendo una mia passione (in un capitolo della tesina avevo idea di commentare un particolare quadro).
Anche se sono in un istituto di scienze sociali oltre alle classiche materie d’indirizzo non disprezzo certo collegamenti a materie che non centrano con quello che faccio (come per puro esempio storia dell’arte)
Grazie mille aspetto risposta
Caro Fabio,
vedi il mio sito qui. Sviluppatosi tra la fine degli anni ’40 e gli inizi degli anni ’50 il teatro dell’assurdo rappresenta l’espressione delle condizioni creatosi nel secondo dopoguerra nel mondo. Il teatro dell’assurdo nasce in seguito alla tragedia delle due guerre mondiali. Questo movimento artistico rappresenta la vita come esistenza assurda in cui tutto ciò che pur essendo futile, senza importanza, appare come determinante e fondamentale.
Si sentiva la necessità di riesaminare i valori con cui si erano trascorsi quei difficili anni ma si arrivava a trovarsi davanti ad un preoccupante vuoto in cui sembrava che il luogo e la vita dove si viveva non avessero più senso. Si analizzarono e si cercarono di rappresentare soprattutto l’assurdità e le contraddizioni di una serie di atteggiamenti della borghesia; per esempio si cercava di evidenziare l’ipocrisia e la falsità sorte nella prima guerra mondiale e nel movimento nazista, oppure si prendevano in giro gli atteggiamenti mondani come per esempio andare a teatro ben vestiti e parlare di cose futili e banali.
Un punto di partenza può essere lo scrittore francese A. Camus con i saggi e il romanzo “Lo straniero”, da cui L. Visconti ha tratto un film. Nel saggio Il mito di Sisifo (1942), sottolineato significativamente Saggio sull’assurdo , Camus esprime in modo più diretto le sue posizioni teoriche. Il punto di partenza è costituito da un’analisi di quello che viene definito ” l’unico problema filosofico veramente serio “: il suicidio. Dice Camus: ” C’è un solo problema filosofico veramente serio: il suicidio. Giudicare se la vita vale o non vale la pena di essere vissuta significa rispondere alla questione fondamentale della filosofia. ” Esso rappresenta per lo scrittore francese una situazione limite dell’essere e dell’agire dell’uomo, che obbliga quest’ultimo a porsi domande radicali sul senso della vita e sul nostro atteggiamento dinanzi ad essa. La tesi di fondo di Camus è che gli argomenti etico-religiosi e sociali tradizionalmente invocati contro il suicidio non valgono. In effetti, la vita non ha valore intrinseco, e la realtà ” è senza ragione ” vedi qui.
L’intera opera di Camus (ma naturalmente anche di altri grandi come lui) pone in luce il vuoto che s’è impadronito delle menti e dei cuori nella nostra epoca. Epoca in cui è apparsa un’altra forma di analfabetismo, oltre a quella riconosciuta, che impedisce di identificare i segni e di dar loro un senso: “L’assurdo nasce dal confronto fra la domanda dell’uomo e l’irragionevole silenzio del mondo.”. Vedi anche il suo dramma “Caligola”. Per inglese certamente Aspettando Godot è senza dubbio una scelta necessaria. Il genere è certamente quello del teatro dell’assurdo in quanto la trovata di Beckett è che il protagonista è assente! Vedi qui. Per italiano credo sia giusto un riferimento a Pirandello, autore che attua una spietata esplorazione della condizione dell’uomo del suo tempo, del suo smarrimento, della sua dissipazione morale, della sua disperata solitudine; così come in storia dell’arte è senz’altro al surrealismo, e in particolare al pittore Salvador Dalì, che devi rivolgere la tua attenzione.
Un saluto,
Giano
crisi dell’io
roberta, ven 4 febbraio ha scritto:
La tua domanda: Buongiorno Giano, frequento l’ultimo anno del liceo scientifico, ho tante paure e perplessità sulla tesina. Ho pensato di scriverla sulla: “crisi dell’individuo nel primo 900“. I collegamenti sono: italiano: Pirandello, filosofia: Freud, in fisica: la relatività, in storia dell’arte: il Surrealismo con i maggiori esponenti e di storia il primo 900.. Sto avendo difficoltà però a formularla in storia.. potresti aiutarmi per favore???
Cara Roberta,
il tema è interessante e per storia puoi fare un excursus sulla crisi del primo Novecento che ha condotto poi alla Prima Guerra Mondiale, alla perdita di centralità dell’Europa, alla fine della Belle Epoque e alla nascita del nazismo. Il Novecento è un secolo che raccoglie e sviluppa la crisi di fine Ottocento. Siamo ormai lontani dal determinismo scientifico del naturalismo francese, dall’idealismo assoluto di Hegel e dal giustificazionismo positivista di Comte. La fiducia nelle ideologie dell’Ottocento è venuta meno, Nietzsche sconvolge le ideologie drammatizzando la “morte di Dio”: Inizia così il declino delle false certezze, l’uomo attraversa una crisi profonda, è solo, atterrito, annichilito, senza senso, non riesce a conoscersi e ad integrarsi in un mondo totalmente sconvolto dalle nuove rivelazioni filosofiche, scientifiche ed artistico-letterarie. Puoi partire dal libro “La grande guerra e la memoria moderna “ di Paul Fussell che pone al centro l’esperienza individuale della guerra: la vita della trincea, la contiguità della morte. Muovendosi fra questa realtà effettiva della guerra e l’immaginario da essa suscitato, l’autore illustra da un lato come debbano essere fatti risalire alla guerra alcuni stereotipi della “memoria” dell’uomo contemporaneo e dall’altro come la Grande Guerra abbia rappresentato la base su cui l’Europa ha concettualizzato l’evento guerra e lo ha posto al centro del suo modo di vedere e vivere la realtà storico-sociale. Questo libro ormai classico ha esercitato un’influenza decisiva nel rinnovamento del modo di considerare la prima guerra mondiale e il peso da essa avuto sul ventesimo secolo. Non è una storia del conflitto: ricorrendo a una ricca messe di testimonianze letterarie, Fussell pone al centro la vita concreta dei soldati e mostra come la trincea e la battaglia, le esperienze estreme dell’uccidere e del morire incidano sui modi stessi della percezione e lascino una traccia duratura nelle strutture emotive e intellettuali dell’uomo contemporaneo. Fussell ha il merito di restituire tutta intera la sua dimensione biologica, antropologica e culturale, e quindi la portata di grande spartiacque tra due epoche. Vedi http://www.tesionline.it/__PDF/9654/9654p.pdf.
Fammi sapere come procedi.
Un saluto,
Giano
intelligenza artificiale
claudia, merc 2 febbraio ha scritto:
salve Sign Giano sono un’alunna del liceo scientifico e mi rivolgo a lei per un suo consiglio sulla tesina da portare agli esami, mi piacerebbe iniziare con le materie scientifiche, esattamente con l’intelligenza artificiale, la scoperta del computer e se una macchina possa mai raggiungere o addirittura superare l’intelligenza umana. Dovrei trovare anche il collegamento con la ligua straniera francese in quanto la mia è una sezione a doppia lingua. La ringrazio anticipatamente per la sua disponibilità. A presto. Cordiali saluti
Cara Claudia,
il tema che scegli è molto particolare, poiché si tratta di una tematica, nella sua connotazione più autentica, molto recente, per motivi talmente ovvi che non vale la pena star qui a elencare. Si tratterebbe allora di operare una ricognizione storica sull’argomento, concentrandosi soprattutto sulla seconda metà degli anni ’50, a partire da Turing e dal suo test. Naturalmente il tema dell’IA, riassumibile nell’idea che una macchina sia in grado di pensare potendo così aiutare, agevolare quando non proprio supplire le attività umane è stata un forte spunto per la letteratura, ad esempio con lo scrittore statunitense di origini russe Isaac Asimov. Senza considerare poi i numerosissimi spunti cinematografici, dai robot di”Star Wars” a “Star trek”, oppure a quello che forse è il capolavoro di Stanley Kubrick “2001: odissea nello spazio”, con il micidiale computer “HAL 9000”, fino ad arrivare al recente film intitolato appunto “IA: intelligenza artificiale” di Steven Spielberg. Per quanto poi riguarda francese, un’idea puo’ esser quella di pensare allo scrittore e filosofo Blaise Pascal: costui infatti diede alla luce uno dei primi esempi di macchina “pensante”, ovvero la calcolatrice, chiamata appunto “Pascalina”.
Un caro saluto
Giano
malattia
Paolo, sab 5 febbraio ha scritto:
Ciao Giano! Vorrei chiederti un aiuto per la mia tesina. Frequento il liceo scientifico e avrei pensato a una tesina dal titolo: “medicina e malattia” con l’intenzione di fare parallelismi della malattia alla letteratura. Io amo molto la medicina ed è ciò che vorrei studiare l’anno prossimo quindi pensavo di parlare proprio di questo. Avrei bisogno proprio dei consigli per la letteratura, che autori e che libri potevano collegarsi al meglio (preferibilmente autori che si fanno in quinta superiore). E magari anche qualche collegamento a storia dell’arte anche se qui forse è più facile trovare qualcosa. Poi pensavo di trattare la malattia nella società e nella storia. Quindi riferirmi all’attualità, in particolare a quelle malattie più gravi di cui non si è ancora trovata una cura anche se non ho ancora stabilito bene uno schema. Grazie per avermi ascoltato! a presto!
Caro Paolo,
leggi il libro di Susan Sontag “Malattia come metafora. Cancro e Aids “, che rappresenta un viaggio nella malattia come metafora della vita, come forza di interrogarsi sul senso più profondo dell’esistenza. scritto dopo un trattamento per guarire dal cancro. Nel libro sostiene che, sebbene la malattia in generale e il cancro in particolare, siano spesso intesi metaforicamente come una sorta di punizione, la cosa migliore da fare è resistere a questo genere di pensiero e alla stigmatizzazione perpetrata dalla coscienza comune sul malato di cancro, vedi qui . Per un legame tra medicina e l’attualità puoi collegarti all’AIDS con biologia, scienze, ma anche con arte con l’artista Keith Haring, morto di aids, artista noto anche per il suo impegno per la lotta contro l’aids. Trattando queste materie potresti introdurre il tema dei diversi approcci alla cura e alla gestione del dolore. Tema che si rifà alla diversa concezione della malattia e del malato che si vive a seconda della cultura di appartenenza. Anche italiano lo puoi inserire con lo scrittore Tondelli e il bellissimo romanzo ‘Camere Separate’, un “romanzo di lutto” che ricostruisce la ricerca interiore di Leo per tornare a vivere e a riaprirsi all’esperienza dopo la morte per AIDS del suo compagno Thomas. Un altro grande romanzo del Novecento, è T. Mann, con “La montagna incantata”, ambientato in un sanatorio durante la Prima Guerra Mondiale, dove Hans Castorp si sottopone a una visita a causa di una leggera infezione bronchiale e viene persuaso a rinviare la partenza in attesa di un miglioramento delle sue condizioni di salute. La malattia si rivela in realtà tubercolosi e tratterrà il protagonista lontano dalla vita attiva per sette anni. Si ammala lui stesso e lì trascorre sette anni dove studia scienze naturali, si innamora, partecipa alle discussioni filosofiche dell’erudito Settembrini e del gesuita Nafta, che rappresentano una piccola summa del pensiero filosofico del Novecento. Un altro autore che mi piace molto è Paolo Volponi con “Memoriale” http://www.homolaicus.com/letteratura/volponi/3.htm
Il protagonista, Albino Saluggia, è una persona che ha pagato al fascismo e alla guerra un prezzo molto alto ed ha patito la tragica esperienza del campo di concentramento. Pochi mesi dopo il suo rientro a casa dalla prigionia, avverte i primi sintomi di una grave malattia (la tubercolosi), che si accompagnano ad una sintomatologia nevrotica sempre più palese e frustrante, ma vuole negare a sé stesso questa realtà e cerca nel lavoro il proprio riscatto e la propria realizzazione. E’una persona la cui esasperata sensibilità gli permette di vedere e di sentire come normalmente non avviene, ed ha un difficile rapporto con l’altro sesso; vedi http://www.homolaicus.com/letteratura/volponi/3.htm. Un’altro grande scrittore che presenta legami stretti con la malattia è Marcel Proust, asmatico sin dall’infanzia, morì a causa di una polmonite le cui complicazioni furono determinate non solo dai microbi, ma dal suo comportamento. Rifiutando ogni genere di cura ed il ricovero in clinica, egli manifestava l’orrore per l’avvilimento del corpo, il rifiuto di quello che oggi chiameremmo “accanimento terapeutico” ma anche, allo stesso tempo, la certezza di un compito giunto al suo adempimento: qualche sera prima infatti, dopo aver posto la parola “fine” al manoscritto del “Tempo ritrovato”, aveva detto a Céleste: “Ora posso morire”. Aveva vissuto gli ultimi tre anni nella rappresentazione di una vera agonia, sempre coricato, non uscendo più che molto raramente e solo di notte. Tutto questo per curare, certo, la propria malattia (l’asma) ma anche per consolidarla, mantenerla. Sono molti coloro (ed io tra questi) che pensano che, in realtà, Proust non abbia mai voluto davvero guarire.
Un saluto,
Giano
memoria
rossella, giov 3 febbraio ha scritto:
caro Giano,
anche per me, che frequento un liceo linguistico, la maturità si avvicina. volevo chiederti qualche consiglio..ho scelto come argomento della tesina la memoria negata.. porterei in italiano primo levi, se questo è un uomo; in inglese 1984 (la memoria dell’uomo negata dalle autorità e dal potere); in arte il museo ebraico di berlino, costruito come un campo di sterminio. A questo punto sono incerta se inserire storia, filosofia o tedesco..per storia potrei mettere l’olocausto e il nazismo, per tedesco e filosofia invece non saprei proprio e ti chiedo perciò un consiglio. Inoltre mi piacerebbe avere un consiglio anche riguardo al titolo della tesina (com’è ‘la memoria negata’?).
Ti ringrazio in anticipo!
Cara Rossella,
bel tema e molto ben articolato; hai le idee chiare a quanto vedo e questo è già un ottimo viatico verso l’esame. Cercherò di venire incontro a quanto mi chiedi. Per filosofia il riferimento che secondo me dovresti fare è quello al pensatore tedesco Walter Benjamin, in particolare a una sua bellissima opera, le “Tesi sul concetto di storia”, in cui si fa tema del recupero e del riscatto del passato e di ciò che la storia ha lasciato ai margini . Per tedesco invece puoi pensare all’autobiografia di Günther Grass “Sbucciare cipolle”, in cui lo scrittore rivela particolari inediti e fin qui taciuti della propria vita trascorsa .
Un caro saluto
Giano
orientamento
antonella, lun 7 febbraio ha scritto:
Buongiorno! Non è la prima volta che Le scrivo. Avevo, infatti, già chiesto il suo aiuto poche settimane fa riguardo alla tesina e i suoi consigli mi sono stati davvero utili. Appena scriverò qualcosa di nuovo glielo invierò sicuramente. Ora, però, le scrivo per chiederle un altro aiuto. La scelta dell’università. Inizio dicendole che ho le idee da un lato abbastanza chiara dall’altro molto confuse. So che devo fare l’università perchè avendo fatto un liceo scientifico non ho nulla in mano e poi sono convinta che una laurea sia molto importante. So anche cosa vorrei diventare in futuro, gestire un albergo o una piccola azienda o nel peggiore dei casi rimanere comunque nell’ambito organizzativo. Mi rendo conto che sia un obiettivo piuttosto ambizioso ma è quello che vorrei davvero fare e per cui sono disposta a studiare e impegnarmi. Quello che le sto chiedendo è quindi un consiglio sulla strada che secondo lei dovrei percorrere. Sulla scelta della facoltà e di un eventuale specializzazione per poter essere abbastanza qualificata da gestire e amministrare un albergo.
La ringrazio in anticipo del suo aiuto e spero mi possa presto rispondere.
Buon pomeriggio, Antonella
Cara Antonella,
tanto per iniziare vorrei rafforzare la tua convinzione del perché è bene fare l’università. La ragione è fondamentale e impatta sia sulla tua vita futura in generale sia sulla professione che vorrai intraprendere. Il mondo che tu abiti, e che io osservo dall’alto della mia lunga esperienza, è diventato una realtà molto complessa e complicata, di difficile decifrabilità. L’università fornisce modelli di lettura e interazione sufficientemente adeguati alla realtà con cui bisogna fare i conti. Ti da le basi, come si diceva una volta.
Quale università fare, allora. Ti consiglierei di scegliere quella che tratta materie a te particolarmente congeniali.
Puoi partire da economia, da giurisprudenza, da finanza, ma anche da ingegneria, da architettura, … insomma inizia da dove più sei portata. A seguito della laurea entrerai nel mondo del lavoro per praticare un mestiere. Da lì potrai intraprendere la carriera manageriale. Fare il manager è diverso dall’esercitare un mestiere. Il management è sostanzialmente capacità di governo delle risorse, non un semplice uso di esse. Occorre saperle reperire, selezionare, acquisire e pianificarle ai fini di impresa. Tutte, da quelle tecniche a quelle economico-finanziarie a quelle umane. Risorse che vengono adoperate per competere sul mercato e possibilmente dominarlo. Come alle persone serve una lingua comune per capirsi così, nel mondo delle imprese, al manager serve conoscere le regole che fanno il mercato e logiche e linguaggi per confrontare la propria impresa con le altre. A questo proposito, quello di impadronirsi della cultura manageriale, ti tornerà utile frequentare un master appositamente programmato in Business Administration.
Come fare la scelta allora? Ti consiglio di leggere a questo riguardo, e con attenzione, le pagine del mio sito dedicate proprio a come si fa la scelta. Sono tante le variabili che concorrono ad una buona decisione ed è bene perciò esserne consapevoli per poter scegliere bene.
L’ambizione di cui parli è importante e va coltivata proprio per sorreggere la scelta che bisognerà sostenere lungo il percorso che intraprenderai.
In bocca al lupo.
Giano
spionaggio
sara, dom 6 febbraio ha scritto:
Buona sera Giano,
scusi la risposta tardiva ma aspettavo l’usicta delle materie per la maturità prima di iniziare a lavorare seriamente per la tesina
Considerato che per lo scientifico tecnologico sono uscite matematica biologia e filosofia esterne (italiano, inglese e informatica interne) stavo pensando di portare lo spionaggio come tema della tesina e collegare qualche primordiale mezzo di comunicazione del primo 900 per informatica, la guerra fredda a storia, per chimica o fisica qualcosa che abbia a che vedere con l’elettricità, ma sinceramente non so bene cosa, e poi mi rimangono fuori italiano, filosofia, inglese e biologia che non so come collegarle…
Spero in un suo aiuto 
Cara Sara,
il tema mi sembra troppo specifico e ti consiglio di allargare il soggetto e partire per esempio dalla guerra fredda, dalla società di massa, dai totalitarismi, ecc.. Il tema scelto non deve discostarsi da quelli affrontati nell’ultimo anno, evitando anche di costruire associazioni che non abbiano un legame credibile, che appaiano troppo forzate. Il miglior modo per scegliere il tema da sviluppare è quello di lasciarsi orientare dai propri reali interessi, dalle proprie passioni: deve essere un problema che effettivamente ci sta a cuore. Quindi si tratta di individuare un argomento autenticamente nostro per poi tentare di esplorarlo e inquadrarlo da diversi punti di vista, controllando sempre che la scelta delle materie sia realmente pluri-disciplinare. Inquadra prima storicamente la guerra fredda (puoi servirti del libro di Stanislav Jeannesson intitolato proprio “La guerra fredda”, uscito non molto tempo fa da Donzelli., ma anche classici come “La spia venuta dal freddo” tratto dall’omonimo romanzo di John Le Carré (autore di storie di spionaggio a cui in letteratura puoi fare riferimento). Interessante è vedere l’azione di fenomeni come il Maccartismo in America e lo Zdanovismo in Unione Sovietica in ambiti quali il cinema, la letteratura, le arti figurative. Il regime di Stalin, come tutti i totalitarismi, frenava ogni opposizione con un efficiente polizia segreta che aveva poteri illimitati e rispondeva solo ai vertici del partito. Fin dalla rivoluzione fu istituita la Ceka come polizia segreta, poi nel 1922 NKVD e nel 1954 divenne il famoso KGB. La polizia segreta si occupava dei servizi di spionaggio e controspionaggio, del controllo doganale e dell’eliminazione degli oppositori interni; essa era esentata dal rispettare la legge e utilizzava mezzi brutali come la tortura, inoltre aveva una fitta rete di spie anche nella stessa Unione Sovietica, per scovare gli oppositori che venivano arrestati, la gente quindi doveva stare attenta a ciò che diceva perché rischiava di essere scoperta e poi punita.
Uno spunto può essere anche la storia della macchina Enigma che codificava i messaggi dei tedeschi durante la seconda guerra mondiale. Dal 1938 fino alla fine della Seconda guerra mondiale una piccola comunità di brillanti matematici, informatici e ingegneri si riunì per tentare di codificare il “Codice Enigma”, cioè il codice – che prendeva il nome dalla macchina utilizzata per comunicare con questo sistema cifrato – utilizzato, con numerose varianti dall’esercito, dalla marina e dall’aviazione della Germania di Hitler e anche dall’italiana Regia Marina. Vedi qui.Un’altra idea è per storia il caso Dreyfus in Francia a fine Ottocento; per inglese puoi inserire Orwell con 1984. Un collegamento con filosofia può essere il tema della legalità e della democrazia, con Kant e lo scritto Pace perpetua, dove egli enuncia il principio fondamentale secondo cui “tutte le azioni relative al diritto degli altri uomini la cui massima non è suscettibile di pubblicità sono ingiuste”, cioè che se un’azione è tenuta nascosta ai cittadini è ingiusta, fosse anche lo stesso Stato a farlo.
Un saluto e buon lavoro,
Giano
vampirismo
dark king, merc 2 febbraio ha scritto:
salve,
volevo chiederle dei consigli sulla tesina che vorrei portare agli esami il tema è quello del vampiro e il liceo che frequento è il classico quindi dovrei collegare italiano latino greco inglese storia filosofia e scienze della terra.
intanto per ora avrei pensato di portare
inglese: dracula di stoker
latino: l’antenato del vampiro di apuleio
filosofia: il vampiro come rappresentazione dell’inconscio di freud
storia:il vampiro di Dusseldorf
la ringrazio in anticipo per la sua disponibilità
Caro Dark King,
dal nome e dal tema mi sembra di poter dedurre una certa passione per l’occulto, per il gotico…Al di là comunque di queste facezie, mi sembra tu sia riuscito a sviluppare un discorso interessante, anche se per storia tratterai di un cruento argomento di cronaca, magari non molto conosciuto. Ma non penso potessi fare altrimenti, anzi complimenti per aver trovato un siffatto accostamento. Fossi in te comunque, cercherei di specificare un po’ meglio la connessione con Freud; ti suggerisco in proposito una lettura. Venendo poi alle altre materie, collegamenti un minimo sensati credo possano esser cercati solo per discipline umanistiche, cosa che mette conseguentemente fuori causa scienze della terra. A meno che tu non voglia sperimentare un accostamento non facile con grotte e anfratti che da sempre hanno suscitato negli uomini attrazione e repulsione e quindi facendole accostare a tutto ciò che è sconosciuto, esplorabile con difficoltà, misterioso. Nelle cavità della terra hanno abitato oracoli e sibille e da lì ci sono venute le metafore del profondo del nascosto, del recess. Metafore alle quali hanno fatto ampio ricorso letterati e filosofi. Nelle grotte si rifugiano e vivono i pipistrelli che hanno prestato la figura al vampiro. Pensaci e parlane anche con i tuoi professori per capire se l’accostamento è visto come ingegnoso o semplicemente stravagante.
Per italiano la cosa è piuttosto semplice: la lettura del racconto di Luigi Capuana “Un vampiro” fa al caso tuo; puoi trovarlo a questo link. In greco invece puoi pensare a un vampiro ante litteram quale l’empusa , protagonista di un episodio dell’opera di Flavio Filostrato “Vita di Apollonio di Tiana”.
Un caro saluto
Giano
Stefano, sabato 20 giu ha scritto:
Caro Giano,
ieri ho preso parte alla giornata di orientamento della Luiss e sta mattina ero già nella mial Lecce. Che sudata! Ma ne è valsa la pena, l’aria della struttura le parole dei vari relatori, si respirava un atmosfera diversa,magica! “Mi fa venir voglia di studiare” mi sono detto, perchè in effetti mi sembra ci siano tutti i presupposti perchè la luiss sia il vero angolo della crescita e dello studio! Accanto a tutto ciò ,però, è subentrata anche un pò di paura, paura di non essere all’altezza. Purtroppo per motivi di personali (rientrati, ci tengo a precisare) la mia media è stata solo di 8.09 decimi. Credi che il mio “sogno luiss” possa continuare se riesco a fare una gra bella prova il prossimo Aprile? Non avere paura di essere diretto. Grazie in anticipo per la risposta
Stefano Gentile
Caro Stefano,
innanzitutto grazie a te per essere venuto al nostro incontro e per aver affrontato un viaggio così lungo; solo per questo hai già messo una ipoteca sulla tua ammissione alla Luiss. Scherzi a parte voglio rassicurarti, la tua media è ottima e ti darà la possibilità di partire con un punteggio abbastanza alto (48,54 su 60). Sappi che tutti i tuoi colleghi che partecipano alla prova di aprile, anche quest’anno, hanno una media del penultimo anno che di rado è superiore a 8/10, quindi il tuo “sogno” è più reale di quanto immagini. Sono contento che tu abbia colto un clima particolare qui in Luiss, un’ atmosfera quasi magica, (direi divina se me lo consenti) che “fa venire la voglia di studiare”, perchè è proprio così e tutti noi lavoriamo per questo. Ora pensa a goderti il meritato riposo e il prossimo anno non esitare a contattarmi, ti aiuterò volentieri nella preparazione dell’esame di maturità o per darti qualche consiglio per il test attitudinale di ammissione. Ma so già che ce la fari, in bocca al lupo.
Giano
boccia simona, giovedì 27 ago ha scritto:
caro giano prorpio stamane sono venuta con i miei fratelli a fare un colloquio a viale romania….come leggo quest’aria è riservata solo a dubbi e riflessoni sull’attesissimo esame della maturità..ma sinceramente ti scrivo, almeno per il momento, non per parlare dell’esame ma per parlarti del test di ammissione per entrare alla luiss…da come vedo le domande non sono poi così così difficili ma quello che mi preoccupa maggiormente è che non ho mai avuto una grande media scolastica, per motivi che non so qui a spiegarti, e penso che con la mia media tutte le mie speranze saranno vane….tu cosa ne dici, con una media del 6.5 posso aspirare ad entrare nella sessione di aprile????
aspetto una tua risposta al più presto
grazie mille Simona
Continua a leggere…
Il Diritto allo Studio eroga borse di studio e altre forme di agevolazioni economiche in favore di studenti meritevoli e in particolari situazioni economiche. Il relativo bando viene pubblicato ogni anno nel mese di agosto e la domanda, da effettuarsi esclusivamente on-line, deve essere > compilata orientativamente entro la metà di settembre. Il Diritto allo Studio provvede, inoltre, alla gestione di servizi diretti a tutti gli studenti e volti a facilitare e rendere migliore il periodo di studi presso la Luiss Guido Carli.
MATRICOLE: Borse di studio, residenza e servizi
Il servizio dei tutor raccontato da 360°
Nel corso degli ultimi anni vi è stato un costante sforzo da parte dell’università per la realizzazione di un servizio di tutorato che accompagnasse gli studenti dal loro ingresso all’università fino al momento della laurea.Il tutor è uno strumento previsto dalla legge (in particolare l’articolo 13 della legge n. 341 del 1990) per “rendere gli studenti attivamente partecipi del processo formativo, rimuovere gli ostacoli ad una proficua frequenza dei corsi, anche attraverso iniziative rapportate alle necessità, alle attitudini ed alle esigenze dei singoli”. Ovviamente, la
nostra Luiss non poteva non ottimizzare questa previsione legislativa, rendendo agli studenti uno dei pochi servizi tutor in Italia che possa realmente garantire l’osservanza delle direttive ministeriali, quali per esempio il rapporto di un tutor ogni cinquanta studenti. (leggi l’articolo integrale)
Emanuele Amati
(leggi l’intervista integrale)
Emanuele Amati è uno studente al secondo anno del Corso di Laurea magistrale in Economia e Finanza. Giano lo ha intervistato per ricordare con lui i momenti indimenticabili vissuti durante gli esami di Stato e come quest’esperienza lo abbia aiutato ad affrontare l’Università.
In che modo è cambiato il tuo approccio allo studio, una volta entrato in LUISS? Quali sono le differenze più evidenti che hai riscontrato nel passaggio dal liceo all’Università?
Il periodo del liceo è un ottimo momento per scoprire ed implementare un proprio metodo di studio. Credo che chi si presenta all’Università con un buon metodo parta sicuramente avvantaggiato rispetto agli altri. Spetta poi all’abilità e alla flessibilità mentale di ciascuno riuscire ad applicarlo in maniera che si adatti alle circostanze. Il passaggio all’Università è difficile proprio perché testa la validità del tuo metodo di studio. Raffinando questo ed avendo una buona dose di passione verso ciò che si studia, il gioco è fatto.
Perché è importante cominciare a guardare molto presto, cioè ancora al liceo, al mondo delle professioni?
Io credo che guardare al mondo delle professioni sia molto difficile già per uno studente universitario all’ultimo anno, quindi figuriamoci per un liceale. La mia convinzione è che quando si è troppo giovani non è facile capire quale sia il binario giusto. Il problema è che ci hanno imposto che il treno deve passare per tutti alla stessa ora.
In Danimarca uno studente generalmente si diploma a 18 anni e, successivamente, viene subito immerso nel mondo del lavoro durante una sorta di “gap year” durante il quale si frequentano dei tirocini (remunerati) nei diversi ambiti lavorativi. Tutti lo prendono molto seriamente ed è davvero molto utile per avere un’ idea di quello che si vuol fare. Dato che nel nostro Paese tutto questo è inconcepibile, secondo me una cosa saggia per gli studenti è guardarsi intorno e cercare capire quali sono le loro principali aspirazioni e capacità. Personalmente ho trovato molto utili alcuni test attitudinali che ho fatto prima di iscrivermi all’Università. Quindi consiglierei a tutti di farli.
Cosa sognavi di fare “da grande”? L’esperienza dell’Università ha confermato le tue prime aspirazioni?
Mi hanno fatto questa domanda poco tempo fa durante un colloquio di lavoro. Inizialmente sognavo di fare il capitano di nave, poi l’astronauta, il cabarettista e persino il manager di Roberto Baggio. La scelta di un corso di laurea magistrale in Economia e Finanza, mi dirai, “ma che c’azzecca con i tuoi sogni?”. Sinceramente non so se ci riuscirò, ma diventare un professionista nel mondo della finanza per me significherebbe riuscire a trovare un giusto equilibrio tra sogni e realtà. Mi permetterebbe di assecondare alcuni sogni come viaggiare, conoscere e praticare nuove lingue e, perché no, riuscire a dedicare tempo a me stesso ed alle persone con cui amo stare. Mi rendo conto che l’altra faccia della medaglia è fatto di sacrifici e capacità di assumersi le proprie responsabilità. Sinceramente non sono spaventato. Anzi, direi che vado avanti fiducioso.
Secondo te, la LUISS può essere uno sbocco veramente valido per chi oggi, affrontando gli esami di stato, si chiede come potrà prepararsi in modo ottimale a competere in una società difficile e discontinua come la nostra?
Mi rendo conto che la mia risposta è di parte. Comunque penso di sì. Scegliere un’Università come la Luiss è stata una forma di investimento su me stesso. La scelta di un’Università privata deve essere un motivo di maggiore dedizione e responsabilità. Si tratta di una forma di rispetto verso la propria famiglia. Personalmente mi ritengo un privilegiato e pertanto tento di sfruttare al massimo ogni momento di vita universitaria.
Oggi la Luiss si sta costruendo una ottima reputazione a livello italiano. A livello europeo e mondiale la strada da compiere è ancora lunga. Occorre dare sempre il massimo perché oggi siamo chiamati a competere con Indiani, Russi, Brasiliani e Cinesi che da oramai 15 anni hanno iniziato un’inarrestabile processo di crescita che li ha portati ad essere cittadini dei principali Paesi Emergenti. Per questo motivo scegliere un’Università con grande attenzione verso una formazione Internazionale dei propri studenti (grazie ad esempio ai programmi di Scambio Erasmus o alla presenza di illustri visiting professor dalle più importanti Università del mondo) possa davvero fare la differenza. Ripeto, ritengo che la maggior parte del lavoro spetti al singolo studente, che deve essere attivo, tenace ed in grado di tenere sempre gli occhi aperti sul mondo.
Alexandra D’Onofrio
(leggi l’intervista integrale)
Alexandra D’Onofrio è una studentessa al secondo anno del Corso di Laurea Magistrale in Economia e Finanza. Intervistata da Giano, ci racconta i suoi Esami di stato e come quest’esperienza le sia stata d’aiuto durante gli anni dell’Università.
Come è cambiato il tuo rapporto con lo studio, appena sei entrato in LUISS? Cosa trovi di diverso rispetto a quando eri al liceo?
Ho imparato a gestire il mio tempo e il mio studio autonomamente ma nello stesso tempo secondo il ritmo che la Luiss ti “suggerisce”. Da un lato ho più autonomia rispetto al liceo relativamente a verifiche e scadenze, dall’altro la frequenza delle lezioni e il metodo Luiss mi spinge a studiare con regolarità come ai tempi del liceo. Ho potuto testare personalmente che se segui il “ritmo Luiss” riesci a dare tutti gli esami in tempo e a ritagliarti un pò di vacanza! All’inizio può sembrare pesante ma poi ci si abitua e funziona!
Dopo gli Esami di Stato, quali sono stati gli altri passaggi delicati e “selettivi” della tua vita?
Il passaggio più delicato è stato la scelta della facoltà universitaria; fino a pochi mesi dall’iscrizione sono stata indecisa tra informatica ed economia….aver superato il test Luiss e le informazioni ricevute nella giornata di orientamento circa gli sbocchi lavorativi per un laureato di economia mi hanno aiutato molto per la scelta definitiva.
Come si fa a rimanere tranquilli e non lasciarsi sopraffare dall’emozione, di fronte a una prova selettiva? Tu come fai/facevi?
Personalmente cerco di arrivare alle prove il più preparata possibile e ciò mi aiuta molto psicologicamente perchè mi da sicurezza (mi ripeto in continuazione “le cose le sai!”) e mi fa sentire a posto con la coscienza (“tutto ciò che potevo e dovevo fare l’ho fatto!”). Ovviamente la tensione in questi momenti è inevitabile, ma bisogna saperla gestire a proprio vantaggio, mostrandosi in ogni caso sicuri di sè e concentrati.
Paolo Casadonte
(leggi l’intervista integrale)
Paolo Casadonte si è laureato in Economia alla LUISS Guido Carli nel 1995. Iscritto alla Rete LUISS, è Dirigente di AIG Investments.
Perché è importante cominciare a guardare molto presto, ancora al liceo, al mondo delle professioni?
Per cercare di capire come è fatto il mondo del lavoro e farsi un’idea di quello che vogliamo fare da grandi, anche se, ad essere onesto, all’ultimo anno del liceo ero ancora indeciso se iscrivermi ad Economia e Commercio, Ingegneria o Medicina…
Che cosa sognava di fare “da grande”? Il percorso intrapreso successivamente ha confermato le Sue prime aspirazioni?
Una volta optato per Economia e Commercio ho sempre avuto ben chiaro in mente che avrei voluto lavorare nella finanza. A fare cosa, però non ne avevo idea. Solo dopo la laurea, cominciando ad approcciare direttamente il mondo del lavoro mi si sono chiarite le idee
Dopo gli Esami di Stato, quali sono stati gli altri passaggi delicati e “selettivi” della Sua vita?
I 4 anni di Università ed ogni esame affrontato hanno portato qualcosa di nuovo nella mia vita di studente. Il giorno della Laurea, però, è quello che ha segnato il raggiungimento del primo vero obiettivo, una cosa che ti dà sicurezza e stabilità per affrontare il futuro.

Giovanni Falcone
Altri, giovani donne e uomini, potrebbero percepire come valore quello di rimanere nell’ambito territoriale, nella città, nel paese in cui sono cresciuti. Far parte di una comunità, conoscere ed essere riconosciuti in un ambiente noto, godere delle bellezze naturali del proprio ambiente, essere affezionati ad uno stile di vita già sperimentato, sono certamente elementi di attrazione forte. Possono essere anche fonte di orgoglio e di identità personali, oltre che elementi di rassicurazione. Se state scegliendo il vostro futuro in base a questi elementi, dovete essere informati anche su cosa il vostro territorio offre dal punto di vista occupazionale.
Naturalmente siete consapevoli che il mondo sta diventando sempre più interconnesso, che è fondamentale la conoscenza delle lingue (che si acquisisce sempre meglio vivendo dove la lingua si parla), che molte aziende italiane creano opportunità di lavoro all’estero e che ci sono zone d’Italia dove è più facile trovare un’occupazione qualificata che in altre. Il mondo sta diventando sempre più piccolo, ma se proprio non vi va di rinunciare alla qualità della vita del luogo in cui siete cresciuti, fate una valutazione attenta e realistica delle opportunità che offre, anche alla luce dei nuovi trend sociali e della struttura del nostro mondo del lavoro (salute, turismo, ecologia, piccola impresa …).

A Beautiful Mind
Potreste, per esempio, essere attratti da un particolare campo di studi, essere interessati ad approfondire materie particolari (biologia, chimica, matematica, lettere, filosofia, informatica …) aspetti della vita quotidiana o del sociale (l’ambiente, la politica internazionale.) o del funzionamento di oggetti (i motori, gli aerei, i farmaci…).
In questo caso la vostra vocazione si sta probabilmente orientando verso una specializzazione tecnica, che normalmente apre la strada verso una professione, un mestiere, un ruolo specialistico in un’azienda. Prima (o oltre) l’identità professionale, siete attratti dai meccanismi di funzionamento e dai contenuti propri di un aspetto particolare della tecnica, delle scienze, della politica, del funzionamento del corpo o della mente. Se avete in mente un ambito disciplinare, non resta che approfondire sbocchi di carriera possibili, università in cui iscriversi, vincoli e opportunità in Italia e all’estero. Chi, per esempio, volesse dedicarsi alla ricerca scientifica, sappia che probabilmente avrà oggi più occasioni all’estero che in Italia.

Roberto Saviano
Un valore che potreste sentire forte è quello che si può definire come interesse verso gli altri, aiuto alle persone, solidarietà umana. Molte scelte professionali possono essere fatte motivate da un genuino interesse verso gli altri. Il così detto terzo settore (fondazioni, l’associazionismo sociale, il volontariato organizzato e, ovviamente, le cooperative sociali e tutte le altre onlus) è in pieno sviluppo e nel 2000 assorbiva già il 3,5% della occupazione totale in Italia.
Molte professioni nell’ambito sanitario, socio-educativo, psicologico, possono essere scelte con la motivazione dell’aiuto alle persone. Molte organizzazioni, governative e non, nazionali e internazionali, operano con impegno e dedizione per portare aiuto e sviluppo a singole persone o ad intere popolazioni. Queste organizzazioni non hanno bisogno solo di medici, infermieri o assistenti sociali. Spesso servono anche agronomi, ingegneri civili, manager o persone con spiccata attitudine e capacità a ricercare fondi e finanziamenti … Anche in questo campo, quindi, vi sono diverse opportunità per dare corpo ad un progetto di vita. A patto, come sempre, di informarsi e verificare realisticamente come si può accedere ad un impiego remunerato

Ernesto Rossi
Se invece siete alla ricerca di un ambito disciplinare che poi possa assicurarvi un impiego soddisfacente e sicuro, allora attenti a scegliere tenendo conto non solo di quello che le statistiche dicono sui corsi di laurea che danno maggiori sbocchi, ma anche dei vostri valori, delle vostre ambizioni, dei vostri talenti. A livello europeo l’85% circa dei posti di lavoro è costituito dal lavoro dipendente. L’Italia è tra i Paesi con il più alto numero di autonomi, 26,2% sul totale degli occupati. Di questi circa il 30% sono uomini e circa il 20% sono donne.
Noi del resto siamo il popolo delle partita Iva, in cui lavoro autonomo e piccola impresa sono molto diffusi. Il lavoro dipendente è e rimane però un valore per molti. Qui bisogna comunque fare dei distinguo e delle considerazioni.
La prima è sul concetto di sicurezza e stabilità lavorativa in sé. E’ un concetto che si sta molto evolvendo: anche in Giappone ci si sta abituando all’idea che il proprio impiego non potrà più essere a vita. In tutto il mondo sempre meno le imprese private assicureranno, nei fatti, un impiego a vita e sempre più le imprese pubbliche saranno alla ricerca di efficienza e di criteri di gestione privatistici. La sicurezza allora andrà cercata innanzi tutto nella propria capacità professionale.

Patch Adams
La seconda è sugli sbocchi occupazionali. Come dicono le più recenti statistiche, medici, ingegneri, infermieri, economisti, sono oggi professioni ad alto tasso di impiego poco dopo la laurea. Sono però anche facoltà con corsi di studi diversi che richiedono attitudini e capacità differenti. E’ quello che vi interessa? Seguire un corso di studi universitario comporta impegno, costanza, conoscenze e capacità adatte alla materia. Scegliete quindi tenendo conto delle vostre attitudini, innanzi tutto. In Italia il tasso di abbandono delle università è pari a circa il 60 % degli iscritti, un valore doppio rispetto a quello prevalente nei paesi industrializzati. Tra le matricole il 18,5 % lascia al primo anno.
Ricordate che, come dicono gli americani “Do what you love, the money will follow”.
Un mito dei nostri tempi è quello del manager. Anche qui si corre il rischio di vedere solo gli aspetti giornalistici e superficiali del ruolo. Un manager è un dipendente di un’impresa (pubblica o privata) che ha il compito, al livello in cui è inserito e con il grado di responsabilità conferitogli, di guidare l’organizzazione che gli è stata affidata, in termini di persone, strumenti, macchinari, risultati economici… È un mestiere soggetto a tensioni diverse, a stress, che necessita di competenze tecniche, organizzative e di gestione delle persone. Sapersi relazionare con superiori, subordinati e pari, è spesso una delle qualità principali. Se pensate al management come una delle possibilità del vostro lavoro futuro, dovete interrogarvi su quanto contano per voi il potere, lo status, il lavoro in una grande organizzazione con posizioni di responsabilità, la gerarchia. Questi sono valori e orientamenti senza i quali è difficile avere successo come manager. Non confondete il manager con lo specialista. Il manager si occupa dell’organizzazione, delle persone, dei risultati economici, utilizzando in modo positivo il proprio potere per prendere decisioni. Lo specialista si occupa di approfondire, sviluppare, applicare un campo del sapere.

Adriano Olivetti
Chi vuole diventare un imprenditore deve sapere che alla base di ogni scelta imprenditoriale vi è innanzi tutto il desiderio di creare qualche cosa di nuovo, di utile, di differente. Fare l’imprenditore è un mestiere difficile, che, oltre ad una necessaria dote di fortuna, ha bisogno di capacità di affrontare il rischio e tolleranza dell’incertezza, capacità di visione, flessibilità, determinazione e senso pratico. L’imprenditore, inoltre, deve saper trattare con le persone (dipendenti, fornitori, clienti, banche…) sapendo sempre vedere il loro punto di vista.
Se poi siete figli (o figlie) di imprenditori (o professionisti) e ritenete che una buona scelta sia di proseguire l’attività familiare, accertatevi del fatto che questo corrisponda effettivamente al vostro desiderio e ai vostri talenti. Anche se non sarete un imprenditore di prima generazione, vi serviranno sempre qualità imprenditoriali. Poiché un’impresa (e spesso anche uno studio professionale) hanno necessità di più ruoli, riflettete su quale vi sembra faccia al momento più al caso vostro. Una buona cosa, generalmente, è poi quella di passare i primi anni come dipendenti di un’azienda (o studio), diversa dalla propria, meglio se eccellente e/o all’estero. Imparerete modi nuovi per affrontare il business e farete l’esperienza del punto di vista di chi poi dovrete gestire e guidare, in un ambiente meno protetto e in cui potrete sperimentare le vostre qualità.

Maria Montessori
Una forma particolare di passione può essere data dalla vocazione professionale. Se qualcuno sente forte una vocazione lavorativa, sente una voce interiore che lo spinge verso una professione o un mestiere, si identifica già con personaggi più o meno pubblici o un membro della famiglia o della cerchia di conoscenze che fa un lavoro definito, questo è un passo avanti notevole. La vocazione può manifestarsi nei confronti di una professione (l’avvocato civilista, il pilota d’aerei, il manager, il professore universitario, la cantante lirica …) di un ruolo sociale (il professionista.) o di un personaggio pubblico (“vorrei essere un attrice come Claudia Gerini”) etc.

Claudia Gerini
Le professioni che abbiamo citato sono diverse. Ogni vocazione però è accomunata dal fatto che avere un investimento emotivo consente di affrontare meglio le inevitabili difficoltà che si incontreranno, rende interessante lo studio, vissuto come scoperta e piacere, permette di costruirsi precocemente un’identità professionale, riducendo da subito le scelte possibili. Ripensate alla vostra storia personale, a quando e come avete dimostrato del talento, in che cosa siete stati sempre bravi: vi aiuterà meglio a capire se siete attratti dagli aspetti superficiali e idealizzati della professione o dal suo contenuto operativo. Claudia Gerini, per esempio, a 14 anni aveva già vinto un concorso per miss teenager…

Futurismo
Avendo un così alto numero di lavoratori autonomi in Italia, certamente non vi sono solo ragioni di macroeconomia che determinano il fenomeno. Alla base può esserci anche il desiderio di avere un lavoro nel quale si possa decidere da soli, liberi dai vincoli delle gerarchie organizzative.
E’ la scelta che guida il lavoro di molti artigiani, avvocati, consulenti etc… In realtà anche le cosiddette professioni liberali si stanno sempre più evolvendo dandosi forme organizzative strutturate. Commercialisti, revisori dei conti, consulenti aziendali, ingegneri, sono sempre più presenti in studi non solo associati, ma organizzati come vere e proprie imprese, in particolare quelli di matrice o proprietà anglosassone.

Sting
Naturalmente vi sono scelte universitarie che favoriscono l’accesso alle professioni rispetto ad altre. E’ importante capire che ciò che differenzia la scelta che abbiamo chiamato di “specializzazione tecnica” dalla scelta di investire in una carriera da professionista, è proprio il senso della ricerca di autonomia e indipendenza che il lavoro autonomo può dare. Se ritenete che la ricerca di autonomia e indipendenza vi spinge verso una professione, tenete conto però che un’occupazione come lavoratore dipendente, o in un grande studio, è una necessità funzionale di inserimento nel mondo del lavoro e di apprendimento negli stadi iniziali di carriera per quasi tutti. Così come poter trovare “un maestro” che sappia insegnare il “mestiere”. I mestieri e le professioni, infatti, si apprendono sul campo, sperimentando ciò che l’università ha insegnato, meglio se sotto la guida sapiente di un esperto.
Con la fine della scuola superiore sarai chiamato a prendere decisioni importanti, in grado di condizionare il tuo futuro. Orientarsi tra le tante possibilità è certamente complicato e non è il caso di sminuire la complessità di questa decisione perché una scelta superficiale può portare a ripensamenti e successive crisi motivazionali ed indurre infine all’abbandono del corso di studi intrapreso.
Il problema non è tanto cosa scegliere quanto piuttosto come scegliere.
Nelle pagine che seguono cercheremo di aiutarti a compiere questa scelta importante in modo consapevole, tenendo conto di tutti i fattori che è utile considerare al momento in cui si sceglie un corso di studi.
Al termine o anche dopo aver tracciato una sola o più tappe di questo percorso, reso possibile dalla generosa collaborazione dell’Editore Edises, puoi rivolgerti agli esperti Luiss che Giano mette a tua disposizione.
Ad essi puoi rivolgere le tue domande. Mediante il dialogo con loro potrai precisare le ragioni della tua scelta, fugare eventuali dubbi a riguardo e affinare il tuo processo decisionale.
Più ti conosci meglio decidi! A tutto tuo vantaggio!

L’adolescenza è per antonomasia l’età delle opportunità e dei desideri. È dunque normale che alcuni possano giungere, verso la fine delle scuole superiori, al momento di scegliere un indirizzo universitario e un orientamento lavorativo con qualche incertezza, a volte dovuta al non sapere quale opzione preferire tra le diverse possibili o desiderate. (continua)
(Umberto Frigelli – psicologo del lavoro)
- Come fare la scelta giusta
Quale percorso universitario intraprendere dopo la maturità? Come orientarsi nella scelta?
E’ importante fare la scelta giusta, ma cosa vuol dire fare la scelta giusta?
Una possibile risposta a questa domanda è che la scelta giusta è quella coerente con il proprio modo di essere. (continua)
- Decido consapevole: consulenza per la scelta dell’Università

Quali sono i miei veri talenti, le mie competenze, le mie passioni? Non so cosa voglio studiare? Non so cosa voglio fare da grande? Scrivici, ti aiuteremo a porti le domande giuste e a cercare insieme le risposte per arrivare ad una scelta consapevole. (continua)

Gli studenti delle Scuole Superiori, le loro famiglie e gli Insegnanti possono conoscere da vicino il “mondo Luiss” e acquisire informazioni dettagliate sull’offerta formativa, sui servizi dell’Ateneo e sulla varietà di iniziative promosse dalle associazioni studentesche (continua)
Scrivi a Giano
Anche tu puoi scrivere a Giano e chiedere consigli, indicazioni, suggerimenti. Qui puoi ottenere chiarimenti sulle notizie che hai già raccolto o integrarle ad altre di cui fai richiesta. Puoi sapere della LUISS, del suo ordinamento, del test di selezione, dei servizi disponibili per voi studenti, di tutto quello che ti interessa sapere della vita universitaria a Roma. Nel formulare la tua domanda, se già sei orientato nella tua scelta, specifica il corso di laurea per il quale cerchi informazioni.
- Guida alla Prova di Ammissione
Giano pubblica una Guida al test di Ammissione: si tratta di un esercizio interattivo lungo ma graduale e articolato in tre tappe.
La prima tappa ha carattere generale: attraverso un software interattivo bisognerà rispondere a 36 domande per cogliere la struttura e la logica che ne è alla base.
La seconda tappa darà modo di simulare il test con parametri contestuali uguali a quelli del giorno del concorso, ovvero rispondere a 100 domande in 90 minuti.
Nell’ultima tappa, la terza, un documento in pdf simulerà il test come nel giorno della prova (100 domande su un documento cartaceo e 90 minuti di tempo per compilarlo)
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L’adolescenza è per antonomasia l’età delle opportunità e dei desideri. È dunque normale che alcuni possano giungere, verso la fine delle scuole superiori, al momento di scegliere un indirizzo universitario e un orientamento lavorativo con qualche incertezza, a volte dovuta al non sapere quale opzione preferire tra le diverse possibili o desiderate.
Le opportunità
Naturalmente bisogna considerare che, qualsiasi scelta si faccia, non sarà necessariamente quella definitiva e immodificabile. Innanzi tutto perché la vita offre opportunità spesso inattese e poco prevedibili. Poi perché titolo di studio e carriera effettiva non sono necessariamente elementi indissolubilmente connessi, tranne che nel caso di professioni con accesso ad albi per titoli ed esami. Ho conosciuto e conosco avvocati che vendono immobili, ingegneri che si occupano di risorse umane, psicologi che curano l’erogazione di mutui in banca, laureati in agraria che sono manager in multinazionali o consulenti di organizzazione aziendale, commercialisti che sono anche postini e direttori generali o amministratori delegati che non sono laureati per niente.
L’attività che svolgerete e la carriera che la vita vi riserva, saranno il frutto di decisioni e scelte difficili o impossibili da prevedere oggi e probabilmente saranno meno lineari e predeterminate di quanto fossero una o due generazioni fa.
Il lavoro segue logiche differenti dalla scuola, ma occuperà una parte importante della vostra vita futura, sarà fonte di gioie ma anche di problemi. Costituirà, per la maggior parte di voi, il modo per mantenere se e la propria famiglia, ma anche un elemento fondamentale della propria identità personale e sociale, al punto che Freud lo considerava un elemento chiave per determinare il benessere di un individuo.
Aspettative, valori e risorse
Negli anni a venire dovrete fare delle scelte lavorative, di cui la scelta della facoltà universitaria è solo la prima. In queste scelte, quanto più ci sarà coerenza tra le vostre aspettative (cosa mi aspetto succeda, cosa vorrei succedesse, quanto mi aspetto di farcela o no…) i vostri valori (cosa è importante per me, a cosa non rinuncerei, cosa credo sia giusto.) e le vostre risorse (capacità, attitudini, talenti, relazioni sociali.) tanto più vi sarà probabilità di successo e di cogliere o creare le occasioni giuste. Per questo è importante cominciare a chiarirsi quali sono i propri orientamenti di valori e le proprie motivazioni al lavoro.
Quelle che seguono sono alcune riflessioni sparse, che hanno lo scopo di voler contribuire alle vostre scelte e al vostro progetto di vita. Il mio invito è di soffermarvi sulle 9 parole associate alle immagini di questa pagina e tra esse individuate quelle che vi appartengono. Di esse fate ingredienti per una buona scelta.
Ma come decidere? Alla fine, però, non avete ancora trovato il bandolo della matassa. Non vi rispecchiate in nessuno degli orientamenti esposti, ovvero troppi vi attirano, rendendo ancora complessa la scelta. Scrivete i valori e le opzioni in cui vi riconoscete, aggiungendo quelle che non abbiamo menzionato. Pensate a come vi vedete tra 7 o 8 anni e mettete in ordine di priorità la lista che avete fatto. A cosa non siete disposti a rinunciare? Oppure? Oppure vi consiglio caldamente di scrivere a Giano che vi dà la possibilità di confrontarvi con gli esperti Luiss. Ad essi potete rivolgere le vostre domande. Mediante il dialogo con loro potrete precisare le ragioni della vostra scelta, fugare eventuali dubbi a riguardo e affinare il vostro processo decisionale.
Più vi conoscete meglio decidete! A tutto vostro vantaggio!
(Umberto Frigelli – psicologo del lavoro)
Come fare la scelta giusta
Quale percorso universitario intraprendere dopo la maturità? Come orientarsi nella scelta? E’ importante fare la scelta giusta, ma cosa vuol dire fare la scelta giusta? Una possibile risposta a questa domanda è che la scelta giusta è quella coerente con il proprio modo di essere. (continua)

Giuseppe Di Vittorio
Avere e coltivare una passione è certamente un primo passo per capire cosa vi piace fare e quali sono i vostri interessi. Non dico che automaticamente la passione vi possa illuminare sul vostro futuro lavorativo, ma che, se la state coltivando, vi può aiutare a riflettere su di voi, sulle vostre preferenze di valori, sulla vostra capacità di relazionarvi con gli altri, di affrontare le difficoltà, di avere disciplina, di godere del successo e di tollerare l’insuccesso, di applicarvi ad un argomento, di imparare dall’esperienza.

Nassim Taleb
Naturalmente non sempre è così immediato trasformare una passione in un lavoro. Amare il calcio e diventare un giocatore professionista sono un’aspirazione per molti e una realtà per pochi. Tra prendere lezioni di chitarra e diventare membro di un gruppo rock che vende milioni di dischi vi possono essere variabili che oggi è difficile prevedere.
Infatti, come dice Nassim Taleb, le professioni “scalabili”, ossia quelle il cui ritorno economico non è soggetto alla semplice quantità di lavoro svolto (come per un attore, un musicista o un calciatore …) sono buone solo se si ha successo, sono molto competitive, generano disuguaglianze tra le chi le pratica, sono più casuali e caratterizzate da molte disparità tra sforzi e ricompense: pochi si dividono la torta tra i molti che cercano di avere successo. Una passione quindi deve innanzi tutto darvi indicazioni sulle vostre capacità, sui vostri valori, sulla vostra personalità, sul modo in cui avete sino ad oggi affrontato il vostro mondo e anche sul vostro modo di ragionare e affrontare i problemi. Se intendete scegliere un corso di studi che vi consenta di renderla anche un lavoro, fatelo con senso di realtà, informandovi sugli aspetti pratici di quella carriera e sulle condizioni necessarie per poterla esercitare.

LUISS - Sede di Viale Pola
Una finestra su Luiss offre una panoramica delle attività, didattiche e non, promosse all’interno della LUISS. Ai dipartimenti, con i loro programmi e piani di studio, si affiancano le associazioni studentesche. Le iniziative, sorte su idea degli studenti, hanno colto le opportunità che l’Università ha creato per dare spazio alla loro inventiva e permettere loro di confrontarsi con le sfide dell’intrapresa.
La finestra permette anche di visitare le sedi dell’università, familiarizzare con le diverse aggregazioni della vita universitaria, nel corso di laurea e dopo, ed entrare in confidenza con lo spirito che anima la vita al suo interno e accomuna studenti e laureati.