amore
fabiana, lunedì 18 mag ha scritto:
Caro Giano, sono di nuovo io…Allora per quanto riguarda la letteratura italiana sto portando Montale e Ungaretti(con riferimento a beatrice di dante);filosofia Nietzche e Heidegger;inglese l’amore nei romanzi di Jane Austen;fisica il calore perchè l’amore è un sentimento caldo di passione e quindi ci va bene; ed fisica l’amore per lo sport. in francese,sociologia,psicologia, storia, arte, musica, scienze, religione che porto?per favore aiutami!dammi qualche idea anche per quanto riguarda l’introduzione. Grazie a presto
Cara Fabiana,
da quando ho letto la tua lettera e ho cominciato a pensare alla risposta sono precipitato in un mare di personaggi reali o immaginati, di storie, di musicisti, di scrittori, poeti, scienziati, pittori registi che hanno trattato IL TEMA e spingono, come i personaggi in cerca d’autore di Pirandello, per dire la loro.
L’amore! Che cos’è questo sentimento che insieme al potere fa girare il mondo? L’umanità s’interroga da sempre; alcuni lo definiscono un mistero altri un “folle sentimento che…” per citarne solo due. Io dico che solo quando si è innamorati si sa cos’è. Lo dico io che in tutta la mia plurisecolare vita ho amato tanto, e sono stato riamato; sono stato felice, ho sofferto e fatto soffrire, sono stato accettato e rifiutato in tutti i paesi e in tutte le epoche. Ma non tutti, fortunatamente la pensano come me.
La tua introduzione potrebbe partire proprio dal riportare le diverse riflessioni sull’amore. Te ne cito alcune: “De l’amour” di Stendhal (puoi leggerlo in francese senza comprarlo) ; “L’arte di amare” di Erich Fromm ; “Della seduzione” di Jean Baudrillard ; Lancelin A., Lemonnier M. “I filosofi e l’amore”.
Per quanto poi riguarda i collegamenti puoi percorrere due strade. La prima è quella della multidisciplinarietà o pluridisciplinarietà: “aggregazioni di competenze che si effettuano sulla base di un criterio estrinseco…”, ovvero da un punto di vista delle singole discipline. Nel caso tuo, dell’amore, se ne può considerare la storia sociale, l’arte, la psicologia, la musica…). L’altra è quella di affrontare questo tema in modo interdisciplinare e cioè “aggregazioni che derivano dall’esigenza di risolvere un problema”. L’elemento aggregativo in questo caso è intrinseco per il fatto che intorno al problema si organizzano conoscenze che hanno quindi origine diversa, ma fra le quali deve stabilirsi una relazione funzionale alla risoluzione del problema stesso….(Un esempio scolastico è costituito dalla capacità di comprensione della lettura, per il fatto che conferisce significato ad un testo vuol dire riversare in esso l’insieme delle competenze di cui si dispone). Tieni poi conto che il mondo, la vita è divisa in discipline solo per esigenze di studio.
Io sceglierei quest’ultima. Quale miglior tema di questo può essere trattato così? Ti faccio alcuni esempi:
Il “De l’amour” che ti ho appena citato fa parte della Letteratura, di Francese, di Psicologia, di Storia… e devi avere competenze in ciascuna di queste materie per leggerlo. E così se inserisci il dipinto “L’amor Sacro e l’amor Profano”, di Tiziano. Oppure se citi un grande amore come quello di Coppi e della Dama bianca che così tanto appassionò l’Italia del dopoguerra, paese, allora, ai confini con la modernità: storia, sport, diritto, religione …
Ho cercato di indicarti dei percorsi di studio che tu però dovrai sceglie individuando un filo rosso da seguire. Per i contenuti hai solo l’imbarazzo della scelta. L’amore è il tema sul quale si è più scritto, poetato, cantato, fatto film…
Quando avrai il tuo percorso fammelo sapere. Volentieri, se me lo chiederai, potrò ancora aiutarti.
Buon lavoro,
Giano
Veronica, venerdì 20 nov ha scritto:
Caro Giano,
ho bisogno di un suo consiglio. Frequento l’ultimo anno del Liceo scientifico con bilinguismo( inglese-francese) e ora sono alle prese con la scelta dell’argomento per la tesina della maturità. Inizialmente mi sono subito lanciata sul tema dell’Amore però avrei bisogno di qualche aiuto nei collegamenti.
Prima di tutto mi sono appassionata dopo aver letto il saggio di Paolo Crepet “Sull’amore”.
In latino stavo pensando all’Ars amandi, a Remedia amoris e alle Metamorfosi di Ovidio. In arte pensavo all’opera del Bernini “Apollo e Dafne” per collegarla col mito delle Metamorfosi, poi ad “Amore e Psiche” e alla “Nascita di Venere” di Botticelli.Inglese è un pò con un punto di domanda perchè pensavo a “The picture of Dorian Gray” per un collegamento con il mito di Narciso oppure a “Pride and prejudice” di Jane Austen per sottolineare i matrimoni combinati, ma non saprei. In francese sono certa di portare “L’amant de la Chine” di Duras e forse di introdurci anche Musset e Prevert con una delle loro rispettive poesie. In filosofia sto valutando perchè c’è molto materiale, ma ho intenzione di leggere “Diario di un seduttore” di Kierkegaard. Però per storia? E per italiano riesco a trovare qualcosa che non sia banale? Infatti, il mio problema è la paura di apparire un pò banale, perchè vorrei fare un bel lavoro. Pensavo anche in parallelo al tema sull’ immaginazione e vorrei sapere che collegamenti si potrebbero fare.
La ringrazio anticipatemente.
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L’adolescenza è per antonomasia l’età delle opportunità e dei desideri. È dunque normale che alcuni possano giungere, verso la fine delle scuole superiori, al momento di scegliere un indirizzo universitario e un orientamento lavorativo con qualche incertezza, a volte dovuta al non sapere quale opzione preferire tra le diverse possibili o desiderate.
Le opportunità
Naturalmente bisogna considerare che, qualsiasi scelta si faccia, non sarà necessariamente quella definitiva e immodificabile. Innanzi tutto perché la vita offre opportunità spesso inattese e poco prevedibili. Poi perché titolo di studio e carriera effettiva non sono necessariamente elementi indissolubilmente connessi, tranne che nel caso di professioni con accesso ad albi per titoli ed esami. Ho conosciuto e conosco avvocati che vendono immobili, ingegneri che si occupano di risorse umane, psicologi che curano l’erogazione di mutui in banca, laureati in agraria che sono manager in multinazionali o consulenti di organizzazione aziendale, commercialisti che sono anche postini e direttori generali o amministratori delegati che non sono laureati per niente.
L’attività che svolgerete e la carriera che la vita vi riserva, saranno il frutto di decisioni e scelte difficili o impossibili da prevedere oggi e probabilmente saranno meno lineari e predeterminate di quanto fossero una o due generazioni fa.
Il lavoro segue logiche differenti dalla scuola, ma occuperà una parte importante della vostra vita futura, sarà fonte di gioie ma anche di problemi. Costituirà, per la maggior parte di voi, il modo per mantenere se e la propria famiglia, ma anche un elemento fondamentale della propria identità personale e sociale, al punto che Freud lo considerava un elemento chiave per determinare il benessere di un individuo.
Aspettative, valori e risorse
Negli anni a venire dovrete fare delle scelte lavorative, di cui la scelta della facoltà universitaria è solo la prima. In queste scelte, quanto più ci sarà coerenza tra le vostre aspettative (cosa mi aspetto succeda, cosa vorrei succedesse, quanto mi aspetto di farcela o no…) i vostri valori (cosa è importante per me, a cosa non rinuncerei, cosa credo sia giusto.) e le vostre risorse (capacità, attitudini, talenti, relazioni sociali.) tanto più vi sarà probabilità di successo e di cogliere o creare le occasioni giuste. Per questo è importante cominciare a chiarirsi quali sono i propri orientamenti di valori e le proprie motivazioni al lavoro.
Quelle che seguono sono alcune riflessioni sparse, che hanno lo scopo di voler contribuire alle vostre scelte e al vostro progetto di vita. Il mio invito è di soffermarvi sulle 9 parole associate alle immagini di questa pagina e tra esse individuate quelle che vi appartengono. Di esse fate ingredienti per una buona scelta.
Ma come decidere? Alla fine, però, non avete ancora trovato il bandolo della matassa. Non vi rispecchiate in nessuno degli orientamenti esposti, ovvero troppi vi attirano, rendendo ancora complessa la scelta. Scrivete i valori e le opzioni in cui vi riconoscete, aggiungendo quelle che non abbiamo menzionato. Pensate a come vi vedete tra 7 o 8 anni e mettete in ordine di priorità la lista che avete fatto. A cosa non siete disposti a rinunciare? Oppure? Oppure vi consiglio caldamente di scrivere a Giano che vi dà la possibilità di confrontarvi con gli esperti Luiss. Ad essi potete rivolgere le vostre domande. Mediante il dialogo con loro potrete precisare le ragioni della vostra scelta, fugare eventuali dubbi a riguardo e affinare il vostro processo decisionale.
Più vi conoscete meglio decidete! A tutto vostro vantaggio!
(Umberto Frigelli – psicologo del lavoro)
Come fare la scelta giusta
Quale percorso universitario intraprendere dopo la maturità? Come orientarsi nella scelta? E’ importante fare la scelta giusta, ma cosa vuol dire fare la scelta giusta? Una possibile risposta a questa domanda è che la scelta giusta è quella coerente con il proprio modo di essere. (continua)

Giuseppe Di Vittorio
Avere e coltivare una passione è certamente un primo passo per capire cosa vi piace fare e quali sono i vostri interessi. Non dico che automaticamente la passione vi possa illuminare sul vostro futuro lavorativo, ma che, se la state coltivando, vi può aiutare a riflettere su di voi, sulle vostre preferenze di valori, sulla vostra capacità di relazionarvi con gli altri, di affrontare le difficoltà, di avere disciplina, di godere del successo e di tollerare l’insuccesso, di applicarvi ad un argomento, di imparare dall’esperienza.

Nassim Taleb
Naturalmente non sempre è così immediato trasformare una passione in un lavoro. Amare il calcio e diventare un giocatore professionista sono un’aspirazione per molti e una realtà per pochi. Tra prendere lezioni di chitarra e diventare membro di un gruppo rock che vende milioni di dischi vi possono essere variabili che oggi è difficile prevedere.
Infatti, come dice Nassim Taleb, le professioni “scalabili”, ossia quelle il cui ritorno economico non è soggetto alla semplice quantità di lavoro svolto (come per un attore, un musicista o un calciatore …) sono buone solo se si ha successo, sono molto competitive, generano disuguaglianze tra le chi le pratica, sono più casuali e caratterizzate da molte disparità tra sforzi e ricompense: pochi si dividono la torta tra i molti che cercano di avere successo. Una passione quindi deve innanzi tutto darvi indicazioni sulle vostre capacità, sui vostri valori, sulla vostra personalità, sul modo in cui avete sino ad oggi affrontato il vostro mondo e anche sul vostro modo di ragionare e affrontare i problemi. Se intendete scegliere un corso di studi che vi consenta di renderla anche un lavoro, fatelo con senso di realtà, informandovi sugli aspetti pratici di quella carriera e sulle condizioni necessarie per poterla esercitare.