Giano

Giornata della memoria

Tags: , ,

La memoria non è il ricordo. La memoria è quel filo che lega il passato al presente e condiziona il futuro.

Piero Terracina, uno degli ultimi testimoni di Auschwitz ancora in vita.

Shoah
Shoah 3
Shoah 2

Cari ragazzi e ragazze,

Il 27 gennaio 1945 l’Armata Rossa apriva i cancelli del campo di sterminio di Auschwitz, rivelando al mondo gli orrori che vi erano stati consumati. Nel 2000 il Parlamento italiano istituiva il 27 gennaio il Giorno della Memoria, “in ricordo dello sterminio e delle persecuzioni del popolo ebraico e dei deportati militari e politici nei campi nazisti”.

Per ricordare insieme a voi questa data ho deciso di pubblicare sul mio sito alcuni documenti che testimoniano la tragedia della Shoah.

Con l’auspicio che ciascuno di noi rifletta, come dice primo Levi nella sua poesia … che questo è stato.

Giano

Se questo è un uomo

ritratto-primo-levi
Voi che vivete sicuri
nelle vostre tiepide case,
voi che trovate tornando a sera
il cibo caldo e visi amici:
Considerate se questo è un uomo
che lavora nel fango
che non conosce pace
che lotta per mezzo pane
che muore per un si o per un no.
Considerate se questa è una donna,
senza capelli e senza nome
senza più forza di ricordare
vuoti gli occhi e freddo il grembo
come una rana d’inverno.
Meditate che questo è stato:
vi comando queste parole.
Scolpitele nel vostro cuore
stando in casa andando per via,
coricandovi, alzandovi.
Ripetetele ai vostri figli.
O vi si sfaccia la casa,
la malattia vi impedisca,
i vostri nati torcano il viso da voi.

(Primo Levi)

Kapò – Gillo Pontecorvo

La musica nei lager e un brano musicale

La musica nei lager assunse un ruolo fondamentale nell’esaltazione dell’orrore e nell’annientamento della dignità umana. La musica era suonata di continuo, e scandiva il ritmo incalzante della vita di un prigioniero, durante le adunate, ma soprattutto nel corso delle esecuzioni, quando, a seconda del campo di concentramento, un’orchestra costituita da detenuti, oppure un singolo solista, accompagnava l’evento con il cosiddetto “Tango della morte”. Era, questo, un palese insulto alla dignità dell’individuo, che preludeva all’annientamento pressoché totale della sua personalità. Allo stesso tempo però, la musica fu vista dai detenuti come un modo per stemperare l’odio, come afferma Francesco Lotoro, pianista e critico musicale che in “Musica Judaica” ha raccolto alcune tra le composizioni più significative della letteratura musicale “concentrazionaria”. (continua)

Musica della tradizione ebraia scritta dal poeta Yiddish Mordechaj Gebirtig, che fu ucciso dai nazisti.

Giornata Memoria: Elie Wiesel alla celebrazione in Aula – Inaugurazione della mostra “Auschwitz-Birkenau”

Evento alla Camera

Il 27 gennaio 2010, a dieci anni dall’entrata in vigore della legge che ha istituito il Giorno della Memoria per ricordare la Shoah, la Camera dei deputati ha celebrato l’evento nell’Aula di Montecitorio alla presenza del Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano. Alla cerimonia, aperta dall’allora Presidente della Camera Gianfranco Fini, è intervenuto il Premio Nobel per la Pace, Elie Wiesel. L’iniziativa è stata trasmessa in diretta dal canale satellitare della Camera, dalla webtv e da Rai Uno.

Prima della cerimonia, nella Sala dei Busti, è stata inaugurata la mostra “Auschwitz-Birkenau, 65° Anniversario della Liberazione, 27 gennaio 1945 – 27 gennaio 2010” che è stata aperta al pubblico dal 27 gennaio al 26 febbraio 2010.

Oltre la memoria c’è la storia

di Sergio Luzzatto, Il Sole 24 ore

In Italia, la memorialistica sulla Shoah ha disegnato nel tempo una curva molto chiara, agevole da decifrare. Le prime testimonianze di ebrei sopravvissuti giunsero a caldo, entro un paio d’anni dal 1945: fra queste, Se questo è un uomo di Primo Levi. Seguì un lungo intervallo di silenzio o di quasi silenzio: fino al 1986, quando lo stesso Levi pubblicò I sommersi e i salvati proprio a riflettere su tempi e modi della Memoria. Si aprì allora una terza stagione, che è durata fino ad adesso: con una piccola pioggia di racconti per opera di uomini e donne ormai vecchi, testimonianze-testamento.

All’altezza cronologica del 2010, cioè sessantacinque anni dopo la liberazione di Auschwitz, i conti sono presto fatti. Quando si dice Giorno della Memoria e si intende una memoria diretta della Shoah, ci si può riferire ormai soltanto – salvo casi di longevità eccezionale – alla memoria di chi era allora un bambino, o al massimo un adolescente. Memoria particolare, poiché le misure razziali intervennero così presto nella vita degli ebrei nati negli anni Venti e negli anni Trenta da non ammettere la possibilità di un “prima”: da far coincidere l’infanzia (o l’adolescenza) con il trauma della persecuzione e poi con l’incubo della deportazione. Le testimonianze-testamento della Shoah pubblicate nell’ultimo ventennio, in Italia come fuori d’Italia, hanno questo di peculiare, di consolante e insieme di straziante: sono storie di “salvati” che erano cresciuti da “sommersi”. (continua a leggere l’articolo)

Una trasmissione radiofonica

Ascolta la trasmissione radiofonica di Radio tre intitolata: “Primo Levi: La scrittura e la memoria“.

Le risposte di Giano

Leggi le risposte di Giano alle domande degli studenti sull’Olocausto e la Memoria.

Tesina resistenza

Tags: , , , , , , ,

guerra civile

Silvia, venerdì 11 dic ha scritto:

ciao Giano,
frequento la quinta liceo linguistico e vorrei un tuo aiuto/parere sulla mia traccia per la tesina. sono da sempre interessata alla vita e cultura americana quindi in storia mi piacerebbe parlare della guerra civile. a questo punto ci collegherei marc twain con vita sul mississippi per inglese. mi resta però ancora una materia da inserire e io tenderei a scegliere tra tedesco ed italiano. il problema è che non mi viene in mente nessun possibile collegamento. hai per caso qualche idea.
grazie in anticipo..

Cara Silvia,
poiché le tue idee e contenuti su che cosa e come sviluppare l’argomento della tua tesina sono già definite mi limiterò a darti alcune indicazioni e riferimenti a cominciare da questo
link dove tra l’altro troverai una lista di film sulla secessione americana che ti consiglio di inserire nel tuo lavoro: Griffith (“Nascita di una nazione”), Sergio Leone (“Il buono, il brutto, il cattivo”) e soprattutto il Film: “Via col vento”. Per quanto riguarda poi il collegamento con italiano mi viene in mente la “guerra civile italiana” ovvero la guerra di resistenza al nazifascismo che ha visto contrapposti e in lotta sanguinosa italiani della resistenza da una parte, contro italiani fascisti della Repubblica di Salò. Su quest’argomento troverai un’enorme bibliografia e un’infinità di materiali su internet: Web e Youtube.
In particolare ti consiglio per la letteratura Italo Calvino, “Il setiero dei nidi di ragno” e Fenoglio, “Una questione privata” e sempre dello stesso “Il partigiano Johnny”. In quest’ultimo romanzo l’autore utilizza molto la lingua inglese.
Non so se questa mia idea ti convince. Fammi sapere e buon lavoro. Giano.

libertà

jessica, martedì 28 apr ha scritto:

caro giano, volevo chiederti un piccolo aiuto per la tesina della maturità. Tratto il tema: “sogno di libertà“, ho fatto già alcuni collegamenti, ma in italiano oltre alla vita di Primo Levi,del suo romanzo “se questo è un uomo”, e alla vita di Pirandello e un brano tratto dal Fu Mattia Pascal,vorrei portare un altro autore,tu quale m consigli? E poi mi servirebbe anche una mano per fare il collegamento con fisica e matematica. Potresti aiutarmi? Grazie

Cara Jessica,
rispondo, per intanto, ad una sola delle tue domande. Ti consiglio un libro che ogni volta che lo rileggo mi commuove: “Lettere di condannati a morte della Resistenza italiana (8 settembre 1943 – 25 aprile 1945)”, compilato da Piero Malvezzi e Giovanni Pirelli, Einaudi 1973. Leggilo, è una straordinaria esperienza.
Ciao, Giano

Cara Jessica,
ritorno a te. Ho provato come tu mi chiedevi dei collegamenti del tuo tema con fisica e matematica. Ne ho trovato alcuni, ma mi sono sembrati solo “nominali”, forzati (tipo i vincoli di libertà o altri simili). Se vuoi comunque portare queste materie pensa un argomento disciplinare specifico per ciascuna di esse. Non è affatto obbligatorio collegare tutto ad un singolo argomento. L’intedisciplinarietà non è la somma di tante discipline che si riferiscono ad un unico titolo.Ciao e buon lavoro.
GianoP.S. Presto ti invierò un ulteriore contributo dal quale trarre ispirazione per il tema centrale della tua tesina.
Giano

Cara Jessica,
eccomi che mantengo la promessa con il terzo contributo.……in filosofia potresti fare un discorso sull’utopia, che si presenta appunto come un “sogno di libertà”. Un sogno di libertà che però è politicamente inefficace: non è né realizzabile, né auspicabile essendo un regime di assoluta perfezione contrario all’essenza dell’umanità (che, come diceva Kant, è per natura un “legno storto”). D’altronde, i movimenti utopici hanno generato, in modo solo apparentemente paradossale, esiti illiberali di vasta portata: il sogno si è rivelato spesso un incubo. Mi sentirei di consigliarti la lettura di due classici. Uno favorevole e uno contrario alla mentalità utopistica: “lo Spirito dell’utopia” di Ernst Bloch e “Il legno storto dell’umanità” di sir Isaiah Berlin. Altri spunti li troverai in L. Mumford, “Storia dell’utopia”, Donzelli e in un libro di un professore che insegnava nella mia Università (era anche preside della Facoltà di Scienze Politiche) e che è scomparso all’improvviso qualche mese fa: M. Baldini, “Il linguaggio delle utopie: utopia e ideologia. Una rilettura epistemologica”, Studium.Un caro saluto e auguri,Giano

helly, giovedì 08 apr ha scritto:

Salve Giano
frequento la 5 di un istituto professionale per il turismo. Con l’aiuto dei miei professori abbiamo tracciato la mappa concettuale ma non riesco a trovare nulla.
Il titolo della tesina è “La libertà come conquista” pensavo di partire con storia dell’arte con “La libertà che guida il popolo”, di storia pensavo alla caduta dei totalitarismi ma non ne sono sicura, di italiano la professoressa diceva Pirandello e la maschera ma non saprei come attaccarlo al resto, di tedesco pensavo alla libertà di viaggiare prima e dopo la caduta del Muro di Berlino ma non sono riuscita a trovare niente.
Hai qualche dritta da darmi per cercare il materiale o qualche suggerimento????
Grazie in anticipo
Helly

Cara Helly,
libertà come conquista mi sembra un tema molto bello perché contiene quella tensione morale e ideale che è un aspetto importante della vita. Importante anche perché la libertà si conquista ma anche si deve conservare: deve essere difesa. Partire con il dipinto di Delacroix è una buona idea, l’opera ha una sua forza evocativa.
Per storia potresti parlare della libertà che gli italiani hanno riconquistato dopo venti anni di dittatura fascista e della Costituzione come alta e nobile sintesi di tutte le forze antifasciste. In essa si composero diverse prospettive: la tradizione liberale, le istanze del mondo cattolico e di quello marxista. Qui trovi del materiale interessante, una
intervista al costituzionalista Caianiello per il quale “le Costituzioni nascono essenzialmente a garanzia delle libertà“.
Per Italiano potresti parlare del romanzo di Primo Levi
La tregua”, che narra del suo viaggio di ritorno dal lager in Italia, della libertà tanto sperata nei campi di concentramento, da cui il regista Francesco Rosi ha tratto anche un film.
Per tedesco puoi collegarti al premio Nobel 2009 Herta Müller, al suo romanzo “in viaggio su una gamba sola”, pubblicato nel 1989 alla vigilia della caduta del Muro di Berlino. È
un’opera che racconta l’esperienza di fuga da una dittatura e un esilio volontario, tanto cercato quanto doloroso.
Spero di averti dato dei buoni spunti, buon lavoro
Giano

nazismo

Tania, martedì 30 mar ha scritto:

Ciao Giano..volevo un consiglio per la mia tesina. L argomento è il nazismo e mi sarebbe utile avere un libro strettamente collegato al nazismo da leggere e inserire poi nella tesina. Grazie in anticipo

Cara Tania,
mi chiedi di indicarti un libro da collegare al tema nazismo. Non so se intendi un romanzo oppure un saggio storico. La letteratura su questo argomento è immensa. Ecco alcuni titoli di libri e film che a me piacciono particolarmente.
Il diario di di Anna Frank; Se questo è un uomo di Primo Levi, Storia del Terzo Reich, William Shirer; Il pianista di Władysław Szpilman. (da cui Roman Polański ha tratto l’omonimo film), Kapò film di Gillo Pontecorvo e infine un romanzo appassionante: Roman Frister Il prezzo della vita: La storia di un uomo che ha dovuto “attraversare i gironi dell’inferno per imparare a sopravvivere”. Da bambino agiato a spietato prigioniero di un lager nazista, a seduttore e bohemien che ha imparato a non farsi strappare la vita dalle mani: un’autobiografia che ripercorre con crudele schiettezza le mappe di una metamorfosi. Quanto poi alla saggistica ti segnalo Hitler di
Joachim Fest che ha scritto anche altro su quel nefasto periodo e e degli uomini che ne hanno dettato le sorti. Di Fest ti consiglio di leggere anche questa intervista. C’è poi lo straordinario libro , Behemoth tradotto in italiano dalla Bruno Mondadori di Franz Neumann, politologo della scuola di Francoforte.
E non vado avanti per non farti perdere in un labirinto.
Ciao. Giano

Martyna, venerdì 09 apr ha scritto:

Ciao giano,
sono martina e frequento il liceo linguistico, non so se ti ricordi ma prima stavo preparando la tesina sulla crisi dei valori, però mi sono accorta che non era un argomento a cui tenevo molto. allora ho deciso di cambiare e fare il nazismo, parlando del libro di anna frank,(è un argomento che mi piace, e penso di poter esporlo meglio all’esame)dopo di ciò di filosofia ho messo la psicoanalisi di freud, primo levi, con se questo è un uomo,e stavo facendo gli stati totalitari:nazismo, fascismo e statilismo, con tutte le differenze ecc.. ora non so cosa mettere di fisica,scienze, francese e inglese.quindi mi serve un consiglio! inoltre devo fare un introduzione, ma sono nel pallone totale, spero tu mi possa rispondere prima di mercoledì perchè ho la prova orale!! scusa ancora per il disturbo.. e grazie in anticipo!

Cara Martyna,
cambiare idea va bene, ma che sia l’ultima o la penultima volta perchè ormai i tempi stringono. Le tue scelte sono convincenti. Per quanto riguarda la premessa non può che essere di carattere storico e partire dalle conseguenze della pace seguita alla prima guerra mondiale che gettò le basi su cui nacque e si sviluppò il nazismo. Per francese e inglese potresti considerare un bel libro della Irène Némirovsky Suite Francese.
Una storia straordinaria dietro ad un libro straordinario, la “Suite francese” di Irène Némirovsky, nata a Kiev da famiglia ebraica nel 1903, fuggita con i genitori nel 1918 prima in Finlandia, poi in Svezia e infine in Francia, dove sposò Michel Epstein nel 1926. Durante la guerra Irène Némirovsky fu deportata prima a Pithivier e poi ad Auschwitz, dove morì nel 1942.
Le sue due bambine riuscirono a salvarsi, anche se sempre in fuga, nascoste da persone compassionevoli. Non abbandonarono mai la valigia in cui la madre aveva messo i suoi manoscritti, senza avere però la forza di leggerli, meno che mai quando la guerra finì e loro iniziarono ad aspettare ogni giorno un ritorno impossibile, sui marciapiedi dei treni che scaricavano pallide ombre.
Per inglese infine ti consiglio un
film che puoi trovare in lingua originale: Quel che resta della notte.
Ciao e buon lavoro. Giano

partigiano Johnny

rita, lunedì 15 giu ha scritto:

ciao..giano…frequento il liceo psicosociopedagogico…ho intenzione di iniziare la tesina…con 1 libro..”il partigiano Johnny” successivamente dovrei collegarmi cn la storia il periodo della resistenza…poi??vorrei 1 consiglio…grazie

Cara Rita,
hai scelto per la tua tesina un libro molto bello, di un autore tra i migliori della letteratura italiana del secondo dopoguerra. Di Fenoglio ti consiglio anche “Una questione privata” forse di più semplice lettura: una appassionante storia d’amore e di guerra. Da
Il partigiano Johnny ne hanno tratto recentemente un film. Certo che devi collegarti alla storia della resistenza; non ho però capito cosa intendi quando dici, e poi? Forse come continuare con la storia? In questo caso potresti trattare il periodo postbellico e dunque la nascita della Repubblica, la Costituzione…. Ma non sono sicuro che tu intenda questo con il tuo “poi”. Un’ultima domanda: Il libro lo hai già letto?
Fammi sapere, e se avrai un po’ di pazienza ti risponderò volentieri.

rita, giovedì 18 giu ha scritto:

ciao giano…ecco ti riscrivo per quanto riguarda la lettura del partigiano johnny…infatti non ho ancora avuto modo di terminarlo…il film sono riuscita ad averlo pero avrei intenzione di guardarlo qualke giorno prima degli esami…volevo ringraziarti per la tua ris ..sei stato molto gentile…comunque,,si cn il mio “poi”non intendevo la continuaz cn la storia ma possibilmente collegamneti cn altre materie…di filosofia mi piacerebbe portare freud..pero penso ke si collegherebbe meglio marx…non so…avrei bisogno anke 1 aiuto x quanto riguarda fisica pedagogia psicologia..letteratura inglese e geografia a stronomica…grazie mille per l’attenzione…!!attendo 1 tua ris…

Cara Rita,
se vuoi portare questo libro agli esami come tema principale devi averlo letto tutto! Il film non basta. Così come devi conoscere bene la biografia di Fenoglio. I miei dubbi nascono dal fatto che mi chiedi un aiuto per il collegamento con inglese. Dovresti sapere che questo autore è stato un grande traduttore dall’inglese e che il Partigiano Johnny è pieno di frasi in questa lingua. Quindi per te il legame sarebbe stato immediato. Te lo dico per non farti trovare impreparata da domande dei Commissari a questo riguardo. Per il resto, mi sembra che sei in ritardo per la scelta degli argomenti delle altre discipline. Cercherò comunque di darti qualche consiglio. Lascia perdere i collegamenti con il Partigiano Johnny a meno che non ti vengano immediatamente e semplicemente. Trova per ogni disciplina del colloquio un argomento che conosci bene e lavoraci su come se fossero tante piccole tesine. Credo che ti troverai meglio e più a tuo agio agli esami. Ricorda che non è obbligatorio portare una tesina che comprenda in sè tutte le discipline e che i commissari non lo pretendono.
Buona fortuna.
Giano

primo Levi

Fabio, lunedì 22 giu ha scritto:

ciao Giano, scusa ma avrei bisogno di un consiglio, stò cercando di fare la tesina per gli esami di Stato, freguento la ragioneria (serale), ho scelto di farla su Primo Levi e sui diritti umani dell’uomo, solo che non riesco a collegare Primo Levi – i Lager – e la nostra costituzione, mi puoi aiutare??????.
Ti ringrazio anticipatamente.
Fabio

Caro Fabio,
aiuto sempre molto volentieri gli studenti lavoratori perchè mi rendo conto del loro doppio impegno.
Come tu sai Primo Levi è conosciuto in tutto il mondo principalmente per il suo libro “Se questo è un uomo” che tratta della sua esperienza nel lager di Auschwitz e che tu avrai sicuramente già letto. Gli internati nei campi non avevano alcun diritto, neanche quelli più elementari, primo fra tutti il diritto alla vita. In altri termini una situazione in cui l’uomo e la donna venivano ridotti a “cosa”. Da qui il titolo del libro e della struggente poesia:

Voi che vivete sicuri
nelle vostre tiepide case,
voi che trovate tornando a sera
il cibo caldo e visi amici:
Considerate se questo è un uomo
che lavora nel fango
che non conosce pace
che lotta per mezzo pane
che muore per un si o per un no.
Considerate se questa è una donna,
senza capelli e senza nome
senza più forza di ricordare
vuoti gli occhi e freddo il grembo
come una rana d’inverno.
Meditate che questo è stato:
vi comando queste parole.
Scolpitele nel vostro cuore
stando in casa andando per via,
coricandovi, alzandovi.
Ripetetele ai vostri figli.
O vi si sfaccia la casa,
la malattia vi impedisca,
i vostri nati torcano il viso da voi.

Il collegamento con la nostra Costituzione devi farlo per contrapposizione.
Due date sono fondamentali a questo riguardo: La Costituzione italiana entrata in vigore il
1º gennaio 1948 e Il riconoscimento dei diritti dell’uomo sanciti a Parigi dalla Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo, la cui redazione fu promossa dalle Nazioni Unite perché avesse applicazione in tutti gli stati membri.
E’ certo che la scrittura di queste due “Carte” fondamentali per la nostra libertà risentirono profondamente degli avvenimenti della seconda guerra mondiale, e in particolare della tragedia della shoha.
Ciao e fai buon esami.
Giano

jessica, lunedì 12 apr ha scritto:

Ciao Giano, frequento un liceo scientifico sperimentale(con moltissime ore di laboratori), per la tesina avevo pensato a primo levi(italiano)collegato all’assorbimento degli spettri atomici(chimica) grazie al libro “il sistema periodico” e poi hannah arendt e eichmann x filosofia e storia. Come legarli senza che il collagamento risulti forzato?? o meglio su quale di questi personaggi incentrare la tesina?
Grazie!

Cara Jessica,
io non avrei dubbi. Primo Levi, tra i nostri più grandi scrittori, è il punto di riferimento naturale per la tua tesina che io chiamerei: “ Il chimico Primo Levi”. Oltre al libro che hai citato farei riferimento alla sua tragica esperienza nei lager nazisti dove riuscì a salvarsi grazie alla sua professione, appunto, di chimico. Ci sono pagine bellissime a questo riguardo in Se questo è un uomo e in molti altri suoi scritti. Da qui i collegamenti con altre materie e altri autori, compreso La Arendt è quasi scontato.
Ciao. Giano

resistenza

Giada, martedì 19 gen ha scritto:

Ciao Giano,mi chiamo Giada e frequento il liceo psipedagogico.Come argomento per la tesina di maturità volevamo qualcosa di particolare cosi’ avevo pensato di iniziare con un pezzettino del testo della canzone Generale di De Gregori,canzone che accenna alla guerra,ai partigiani e all’antimilitarismo,ora però non so come collegarmi con le altre discipline potresti darmi una mano???grazie

Cara Giada,
il tema che hai scelto mi sta particolarmente a cuore. Senz’altro in italiano hai moltissime scelte nel campo della letteratura ispirata all’esperienza partigiana. Penso, ovviamente, al “Partigiano Johnny” di Beppe Fenoglio, di cui ho parlato anche in un’altra risposta. Il romanzo è pieno di frasi in inglese (lingua che Fenoglio, da traduttore qual’era, conosceva benissimo: egli era, anzi, un vero e proprio “anglomane”, più che un semplice “anglofilo”), e dunque potrebbe costituire un buon collegamento anche con quella materia. Il libro, pur splendido, però, non è di lettura molto semplice, e va letto con attenzione; in alternativa, potresti pensare a un’altra opera dello stesso autore (anche “Una questione privata” e “I ventitrè giorni della città di Alba”, per non citare che soli due titoli, hanno come tema l’esperienza resistenziale) oppure al “Sentiero dei nidi di ragno” di Italo Calvino. In letteratura latina, poi, il tema del rifiuto delle armi e della guerra ebbe una tradizione notevole nell’ambito della poesia lirica del I sec. a. C., in autori come Tibullo, Properzio, Ovidio: puoi leggerne diffusamente
qui. Per quanto riguarda il tema dell’antimilitarismo nell’Italia del secolo appena trascorso, voglio segnalarti una lettura: Amoreno Martellini, Fiori nei cannoni. Nonviolenza e antimilitarismo nell’Italia del Novecento, edito da Donzelli nel 2006. Potrebbe essere un buon punto di partenza per storia: senza contare, ovviamente, il tema della Resistenza, di cui puoi leggere un’agile sintesi nel libretto di Santo Peli, Storia della Resistenza in Italia, Einaudi, uscito pure nel 2006. Hai citato nella tua mail una splendida canzone, “Generale” di Francesco De Gregori. Come ricorderai, un’altro cantautore italiano che ha dedicato più di una canzone al tema dell’antimilitarismo è stato Fabrizio de Andrè: ti consiglio di ascoltare, se non lo conosci, il suo pezzo “La guerra di Piero” ascoltalo qui, qui “girotondo” e qui “La ballata dell’eroe”. In storia dell’arte, poi, come dimenticare quell’autentico grido di dolore che è “Guernica” di Pablo Picasso? Bisogna ricordare, poi, un intero movimento artistico che nacque, tra le altre cose, sull’onda del disgusto generato dalla prima guerra mondiale, a Zurigo: il Dadaismo. Esso si poneva come radicale contestazione e irrisione di tutto il sistema di valori e di gusti estetici che aveva in qualche modo condotto l’Europa e il mondo intero al disastro bellico. Uno degli ideologi e fondatori del movimento, Tristan Tzara, rilasciò questa affermazione in una intervista rilasciata alla radio francese nel 1950:

Per comprendere come è nato Dada è necessario immaginarsi, da una parte, lo stato d’animo di un gruppo di giovani in quella prigione che era la Svizzera all’epoca della prima guerra mondiale e, dall’altra, il livello intellettuale dell’arte e della letteratura a quel tempo. Certo la guerra doveva aver fine e dopo noi ne avremmo viste delle altre. Tutto ciò è caduto in quel semioblio che l’abitudine chiama storia. Ma verso il 1916-1917, la guerra sembrava che non dovesse più finire. In più, da lontano, sia per me che per i miei amici, essa prendeva delle proporzioni falsate da una prospettiva troppo larga. Di qui il disgusto e la rivolta. Noi eravamo risolutamente contro la guerra, senza perciò cadere nelle facili pieghe del pacifismo utopistico. Noi sapevamo che non si poteva sopprimere la guerra se non estirpandone le radici. L’impazienza di vivere era grande, il disgusto si applicava a tutte le forme della civilizzazione cosiddetta moderna, alle sue stesse basi, alla logica, al linguaggio, e la rivolta assumeva dei modi in cui il grottesco e l’assurdo superavano di gran lunga i valori estetici. Non bisogna dimenticare che in letteratura un invadente sentimentalismo mascherava l’umano e che il cattivo gusto con pretese di elevatezza si accampava in tutti i settori dell’arte, caratterizzando la forza della borghesia in tutto ciò che essa aveva di più odioso…

Qui puoi leggere il manifesto di questo movimento.
Spero di averti dato delle buone idee. Torna a raccontarmi, se ti va, cosa ne pensi.
A presto, Giano

Federica, martedì 18 mag ha scritto:

avrei bisogno di un aiuto…vorrei fare la tesina della maturità sulla resistenza partigiana in italia ma non so da che parte cominciare..cosa potrei portare per italiano e filosofia?grazie

Cara Federica,
è un bellissimo tema. Per introduzione puoi utilizzare l’intervista a Claudio Pavone, uno dei più grandi storici italiani sull’argomento.Per Italiano puoi inserire bene il romanzo di Beppe Fenoglio “Il partigiano Johnny”, al quale potresti collegare anche inglese, perché il romanzo è scritto usando una curiosa mescolanza di italiano e inglese, oppure riferirti ad un altro suo stupendo romanzo, “Una questione privata”,
oppure “Il sentiero dei nidi di ragno” di Italo Calvino.
Per Storia puoi collegare il periodo delle elezioni del 1948 in Italia e della Costituzione, che è il frutto della lotta antifascista, vedi
http://www.emsf.rai.it/grillo/trasmissioni.asp?d=908, oppure all’armistizio dell’8 settembre del 1943, data di nascita della Resistenza in Italia. Anche geografia la puoi inserire con una descrizione dei luoghi delle bande partigiane, vedi qui . Per filosofia puoi parlare di Marx e del materialismo storico, oppure di Popper e della teoria della democrazia come “società aperta”. Ti saluto e scrivi se hai ancora bisogno di consigli,
Giano

totalitarismi

miki, lunedì 12 apr ha scritto:

salve prof,
io sono una studentessa del liceo classico. Frequento il terzo liceo e tra circa tre mesi(anche meno) dovrò sostenere l’esame di maturità. Navigando in internet in cerca di consigli per preparare un percorso ,ho trovato questo sito molto ricco di consigli. Ciò nonostante ho pensato di scriverle perchè ho le idee molto confuse e ho bisogno di qualcuno che mi aiuti!!! Prima di chiedere aiuto alla mia professoressa, vorrei avere qualche idea più chiara sul percorso da preparare.
Non so da che partire, ma ci tengo molto a preparare una tesina che sia diversa dalle altre e poco noiosa!! le materie che dovrò portare sono : GRECO-LATINO-ITALIANO-STORIA-FILOSOFIA-ARTE-GEOGRAFIA-MATEMATICA-FISICA.
L’ unica idea che ho è quella di non portare in storia le guerre mondiali, in quanto saranno argomento scelto da tutti.
Mi piacerebbe portare in storia i TOTALITARISMI E IL TEMA DELLA MANIPOLAZIONE DELLE COSCIENZE…la prego mi dia qualche idea sui possibili collegamenti…
la ringrazio in anticipo…
Michela!

Cara Michela,
una tesina sul modo in cui il potere può arrivare a manipolare la coscienza individuale mi sembra un modo davvero splendido di portare a termine l’esame di maturità. In inglese ti consiglio di portare il romanzo “1984” di George Orwell; in greco la tragedia “Antigone” di Sofocle è incentrata sul tema della libertà del cittadino, in nome delle “leggi non scritte”, nei confronti delle imposizioni del potere. In latino, poi, potresti occuparti della figura di Catone Uticense, così come è rappresentata nel “Bellum civile” di Lucano, che scelse la morte piuttosto che assistere alla distruzione delle libere istituzioni repubblicane. In italiano, inoltre, ti consiglio di portare un grande classico: “Se questo è un uomo” di Primo Levi. In storia è da rispettare la tua decisione di non portare un argomento in qualche modo “inflazionato”; potresti, dunque, occuparti del tema delle guerre di religione e della libertà di coscienza nell’età moderna: leggi, al riguardo, lo splendido saggio dello storico Adriano Prosperi
Tribunali della coscienza. Inquisitori, confessori, missionari”, cui potresti affiancare, in filosofia, il “Trattato sulla tolleranza” di Voltaire, opera in cui il tema della libertà religiosa ha un ruolo fondamentale. In storia dell’arte ti invito ad occuparti della “Mostra dell’arte degenerata” allestita a Monaco nel 1937, che lascia bene intendere quale fu l’atteggiamento del regime nazista nei confronti dell’arte non allineata ai suoi atroci diktat. Nelle materie scientifiche ti consiglio, infine, di trattare la vicenda e le teorie di Albert Einstein, costretto a fuggire dall’Europa in quanto ebreo. Ti consiglio su questo la lettura di questo interessante articolo.
Ti auguro buono studio,
Giano

Uomo che verrà

fedee, martedì 06 apr ha scritto:

ciao
sono una studentessa del liceo classico,ma frequento un corso sperimentale:brocca.
Tempo fà ho visto al cinema il film “L’UOMO CHE VERRà“, il quale mi ha colpito particolarmente..e vorrei trarre spunto da questo film per la mia tesina..mi farebbe piacere il tuo aiuto soprattutto per come impostarla..perchè non ho ancora acquisito il metodo giusto e non riesco a svolgere nessun collegamento..
il film è di GIORGIO DIRITTI..e parla della strage di marzabotto durante la resistenza(II GUERRA MONDIALE) il tutto è visto attraverso gli occhi della protagonista,una bambina muta per il trauma di aver perso il fratello morto durante la guerra.. qui c è la recenzione del film http://www.movieplayer.it/articoli/06271/lo-sguardo-puro-sulla-strage/...
l’unico collegamento che so è la storia..gradirei il tuo aiuto.. ti ringrazio in anticipo..

Cara Fede,
il film l’ho visto e mi è molto piaciuto. La critica ha parlato di capolavoro, forse esagerando un po’. E’ sicuramente una bellissima opera che tratta un argomento molto difficile con mano leggera.
Come impostare il tuo lavoro? E’ evidente che parliamo delle stragi naziste che comunque limiterei a quelle italiane, e ciononostante sono state moltissime e molte come quella di Marzabotto hanno massacrato intere popolazioni. Naturalmente devi partire dalla storia della seconda guerra mondiale e dalla ritirata delle truppe tedesche lungo la penisola. Potresti seguire questo tragico cammino.

Tra l’8 settembre del ‘43 e l’aprile del 1945 la violenza dei tedeschi contro i civili italiani fece registrare oltre 400 stragi (con un minimo di 8 morti): alla fine, il bilancio fu di circa 15.000 vittime. Una lunga scia di sangue che accompagnò le truppe tedesche nella lentissima ritirata da Sud a Nord: da Castellaneta, in provincia di Taranto, a Bolzano.

Così comincia la pagina del sito del portale del centro studi della Resistenza dedicato a questo argomento dove troverai tutte le informazioni e l’indicazione di un doloroso percorso da compiere. Troverai anche informazioni relative ai processi, pochi, che seguirono. Dei 400 casi di stragi accertate, solo una decina diedero luogo a un processo con condanne esemplari come quelle inflitte a Herbert Kappler per le Fosse Ardeatine e Walter Reder per Marzabotto.
Pensaci un po’. Se decidi che questo è il tuo tema e hai bisogno di me fammelo sapere. Ti aiuterò.
Infine ti segnalo un bel libro di Sandro Portelli sull’eccidio delle Fosse Ardeatine: “L’ordine è stato eseguito”. E’ la frase agghiacciante che apparve sui manifesti a Roma il giorno dopo la strage. Leggilo.
Ciao. Giano

Tesina totalitarismi

Tags: , , , , , , , ,

autorità

Ilaria, lunedì 08 mar ha scritto:

Ciao Giano,
mi chiamo Ilaria e frequento la 5^ superiore.. sono alle prese con la tesina di maturità.
mi piacerebbe portare all’esame il rapporto “Obbedienza-Autorità“, trattando quindi psicologia e sociologia con gli esperimenti di Milgram, Freud con la formazione della moralità; per quanto riguarda storia, i regimi totalitari e l’obbedienza assoluta ad essi oppure i campi di concentramento .
mi trovo però in difficoltà a collegare altre materie.
cosa potrei portare di italiano, filosofia e inglese?
mi puoi aiutare!
grazie mille

Cara Ilaria,
bellissimo tema e ottimi i collegamenti. Cerco di rispondere alle tue richieste. Per quanto riguarda la filosofia ti ricordo alcune importanti studi sul concetto di autorità, condotti nel 1936 da Max Horkheimer, Herbert Marcuse e Erich Fromm (in Studi sull’autorità e la famiglia) e da Theodor Adorno con La personalità autoritaria (1950), vertono sulla denuncia della degenerazione dell’autorità in autoritarismo. Ti consiglio di soffermarti su quest’ultimo lavoro. Ecco un link che può esserti di aiuto. Per una panoramica classica ma essenziale sul rapporto autorità-obbedienza-sovranità, relazione imprescindibile della filosofia politica, ti consiglio di leggere questo breve saggio.
Per quanto riguarda la letteratura inglese ti consiglio di occuparti di Georige Orwell un importantissimo scrittore britannico e di soffermarti in particolare sua delle più interessanti allegorie sul rapporto tra obbedienza, potere, autorità e rivolta. Sono certo che sarà un’entusiasmante lettura.
Per la letteratura italiana, invece, ti consiglio di analizzare un bellissimo romanzo, Il padrone di Goffredo Parise che analizza il rapporto autorità-obbedienza alla luce dei rapporti di lavoro aziendali che sfociano nell’alienazione e nello sfruttamento.
Spero di esserti stato di aiuto. Ti auguro un buon lavoro.
A presto,
Giano

Lisa, martedì 20 apr ha scritto:

Giorno,
frequento il liceo socio-psico pedagogico e pensavo di portare l’autorità, intesa come annullamento dell’uomo di fronte al potere. Avevo pensato:
-letteratura italiana: Kafka, Il Processo
-Filosofia: un percorso tematico che toccasse autori come Hobbes, Rousseau, Locke. Hegel, Marx, Bakunin e Foucault;
-Inglese: Orwell (sono indecisa tra La fattoria degli animali e 1984);
-Psicologia: Milgram e Fromm (questa mi sembra la parte più debole).
So che mancano autori importanti come Horkheimer, Marcuse e Adorno,ma mi sembra già corposa così e non saprei dove inserirli! se potesse darmi qualche suggerimento e fonte le sarei veramnente grata!! grazie.

Continua a leggere…

Se questo è un uomo

Tags: ,

Se questo è un uomoTITOLO: Se questo è un uomo
AUTORE: Primo Levi
EDITORE: Einaudi
PAGINE: 209
GENERE: Romanzo

STORIA: Questo romanzo testimonia le indicibili sofferenze patite dall’autore nel lager di Auschwitz durante la seconda guerra mondiale. Nel campo di concentramento i deportati vengono privati di tutto, tornando ad uno stato animale. Le torture, gli abusi, il lavoro massacrante e la mancanza di cibo scandiscono la vita nel quotidiano. Il libro, molto ben scritto commuove poiché, al di là delle atrocità che l’autore ha visto accadere ai propri compagni di sventura, parla di una coscienza individuale che cerca di reagire, anche di fronte alla maggiore sciagura del XX secolo.

Continua a leggere…

Tesina scrittori

Tags: , , , , , , ,

d’annunzio

marika, domenica 17 gen ha scritto:

salve signor gino…. le scrivo questa mail per chiederle come potrei collegare al meglio l’argomento di italiano cioè d’annunzio ad un argomento di inglese nella mia tesina per l’esame di Stato…la ringrazio anticipatamente se risponderà alla mia richiesta…
distinti saluti

Cara Marika,
la prima figura che mi viene in mente pensando a D’Annunzio e al mondo anglosassone è quella di Oscar Wilde. Entrambi possono essere iscritti all’interno di quel movimento artistico-letterario che si sviluppa nella seconda metà dell’Ottocento e che va sotto il nome di
Estetismo. Potresti fare un parallelo tra i protagonisti di due dei loro romanzi più famosi e conosciuti: “Il Piacere” e il “Ritratto di Dorian Gray”. Quest’ultimo e Andrea Sperelli, protagonista dell’opera d’annunziana, sono raffinati ed esasperati esteti volti unicamente alla realizzazione di sè e delle proprie passioni. Sono “eroi decadenti” tanto diversi dagli eroi classici e da quelli romantici. Sono amorali nel senso che il Bello va oltre la Bontà o la Giustizia. Sono individui cinici e dissoluti che, ossessionati dal raggiungimento del sublime, calpestano ogni legge umana e divina e disprezzano tutto ciò che è mediocre o banale. I due sono personaggi paradigmatici di un’epoca: la grave crisi della fine dell’Ottocento. Crisi di ideali e di principi. Tant’è che gli stessi autori l’avvertono conducendo, entrambi, vite caratterizzate da comportamenti eccentrici e anticonformisti.

Altrimenti se pensi che accompagnare i protagonisti attraverso i due romanzi potrebbe essere troppo impegnativo o poco stimolante potresti proprio fare un parallelo tra le vite dei due autori che possono essere definite, come minimo, rocambolesche. A questo proposito ti segnalo due siti: 1 e 2.

Infine, dunque, vorrei salutarti con due frasi-simbolo che ben esemplificano le due figure e che ci fanno capire quanto in comune avessero le loro filosofie di vita.

Wilde: Posso resistere a tutto tranne che alle tentazioni.
D’Annunzio: Il cuore è il compagno più forte.

Fatti anche un giro sulle mie pagine e consulta le risposte che ho dato ad altri sul dandysmo e su Dorian Gray. Torna a scrivermi e fammi sapere quale “slalom parallelo” hai deciso di seguire.
A presto, Giano

garcia marquez

waterlory91, lunedì 29 mar ha scritto:

Salve Giano,mi chiamo Lorenza e sono all’ ultimo anno del Liceo Classico, quindi a Giugno mi ritroverò ad affrontare l’esame di Maturità!Detto questo, vorrei qualche consiglio per la mia tesina. Vorrei incentrare quest’ ultima sul’ autore Gabriel Garcìa Màrquez. Non so ancora bene come svillupare il tutto, so solo che le materie che vorrei collegare sono Storia (avrei pensato con il parlare del periodo storico in cui vive l’autore), Italiano (compiendo un parallelismo fra Màrquez e qualche autore anche di un periodo totalmente diverso ma con gli stessi fini per cui scrivere…non ho idea di chi possa essere!), Inglese (stesso discorso di Italiano) ed, eventualmente, Filosofia (senza però forzare troppo il parallelismo tra un eventuale filosofo e la poetica di Màrquez).
Per quanto riguarda il titolo,non ne ho la più pallida idea.Potrebbe suggerirmi qualcosa?
Naturalmente è scontato il fatto che io abbia letto molti dei libri di Màrquez, quindi posso fare riferimento a più testi.
Detto ciò, cosa ne pensa della mia idea? Potrebbe risultare troppo complessa da sviluppare?
Grazie infinite,
Lorenza.

Continua a leggere…

Giornata della memoria

Tags: , , ,

La memoria non è il ricordo. La memoria è quel filo che lega il passato al presente e condiziona il futuro.
Piero Terracina, uno degli ultimi testimoni di Auschwitz ancora in vita.

 

Shoah
Shoah 3
Shoah 2

Cari ragazzi e ragazze,

Il 27 gennaio 1945 l’Armata Rossa apriva i cancelli del campo di sterminio di Auschwitz, rivelando al mondo gli orrori che vi erano stati consumati. Nel 2000 il Parlamento italiano istituiva il 27 gennaio il Giorno della Memoria, “in ricordo dello sterminio e delle persecuzioni del popolo ebraico e dei deportati militari e politici nei campi nazisti”.

Per ricordare insieme a voi questa data ho deciso di pubblicare sul mio sito alcuni documenti che testimoniano la tragedia della Shoah.

Con l’auspicio che ciascuno di noi rifletta, come dice primo Levi nella sua poesia … che questo è stato.

Giano

Continua a leggere…

ideali -> Arte e letteratura

Tags: , , , , , , , , ,

L’arte e la letteratura hanno sovente dato rappresentazione al tema dell’ideale e alle sfide che esso impone. Cominciando dalla seconda, con Primo Levi, disposto ad assumersi il rischio, poi divenuto tragica realtà, della deportazione pur di battersi in nome della libertà dall’oppressione. Ma anche l’arte non ha lesinato esempi, si tratti di un ideale a cui essa presti i suoi strumenti al fine della rappresentazione (come la libertà e il riscatto degli oppressi) o di un’idea al quale tende “asintoticamente” per sua medesima essenza (come la bellezza).

Gli ideali di Primo levi: Se questo è un uomo

libro-primo-levi
Primo Levi (Torino, 31 luglio 1919 – Torino, 11 aprile 1987) è stato uno scrittore italiano, proveniente da una famiglia di origini ebraiche, autore di racconti, memorie, poesie e romanzi. Egli, non potendo e non volendo occultare le sue origini, con lo scoppio della seconda guerra mondiale si arruola nella resistenza italiana. Purtroppo nel 1944 viene catturato dai fascisti e deportato nel campo di concentramento di Auschwitz. Da questa incancellabile esperienza è nato Se questo è un uomo, un romanzo autobiografico scritto tra il dicembre 1945 e il gennaio 1947.

Dato lo stile di stampo realista-descrittivo, la narrazione ne risulta asciutta, sintetica ed esauriente quanto basta per comprendere i sentimenti e lo sfondo sociale dell’ambientazione dell’opera.

Le descrizioni dei rapporti sociali sono un punto di grande interesse per Levi, che si concentra spesso sulla psicologia e sulle dinamiche di gruppo dei detenuti, indicando come alcune regole di fratellanza o di civile convivenza vengano, per cause di forza maggiore, messe a tacere. Le riflessioni dell’autore permettono al lettore di calarsi nel ruolo del protagonista ed affiancarlo idealmente nella sua esperienza, rivivendo insieme all’autore il tormento della prigionia. In seguito alla pubblicazione del romanzo Primo Levi spiegò che avendo mantenuto un approccio razionale da testimone, aveva permesso al lettore di crearsi il proprio punto di vista sull’accaduto. Inoltre, come riportato nell’appendice al romanzo, a Levi venne chiesta una spiegazione sull’origine dell’antisemitismo nazista. Questa, secondo l’autore, andava inquadrata in un fenomeno più ampio, quello dell’ostilità sviluppata nei confronti dei diversi. Il lettore intuisce che l’esperienza del lager simboleggia l’intero mondo della condizione umana, tematica indicata esplicitamente dal titolo del romanzo.

« Considerate se questo è un uomo
Che lavora nel fango
Che non conosce pace
Che lotta per mezzo pane
Che muore per un sì o per un no
»

Questi sono alcuni dei versi introduttivi del romanzo che, ispirati allo Shema, la preghiera ebraica, ne spiegano il titolo.

Il bacio di Amore e Psiche di Antonio Canova

il-bacio-di-amore-e-p

Il bacio di Amore e Psiche, Antonio Canova, 1787-1793, marmo

L’ideale è qualcosa che immaginiamo al di sopra della natura umana e verso la quale tendiamo. Nella scultura neoclassica sono molteplici le rappresentazioni di sentimenti declinati secondo l’idealizzazione di essi. L’opera Amore e Psiche di Canova (Possagno, 1º novembre 1757 – Venezia, 13 ottobre 1822) ne è una dimostrazione tra le migliori esistenti. Realizzata tra il 1787 e il 1793, è un capolavoro nella ricerca d’equilibrio. In questo squisito arabesco, infatti, le due figure sono disposte diagonalmente e divergenti fra loro. Questa disposizione dei due corpi è bilanciata da una speculare forma triangolare costituita dalle ali aperte di Amore. Le braccia di Psiche invece incorniciano i due volti. All’interno del cerchio si sviluppa una forte tensione emotiva in cui il desiderio senza fine di Eros è ormai vicino allo sprigionamento dal quale psiche sta per lasciarsi travolgere. L’artista, scultore italiano, ritenuto il massimo esponente del Neoclassicismo, riesce a immortalare questo istante, prima che i due si avvicinino per il bacio, un momento carico di tensione, ma privo dello sconvolgimento emotivo.
L’elegante fluire delle forme sottolinea la freschezza dei due giovani amanti: è qui infatti rappresentata l’idea di Canova del bello, ovvero sintesi di bello naturale e di bello ideale.

La libertà che guida il popolo e Il Quarto Stato

La Libertà che guida il popolo

Delacroix, La Libertà che guida il popolo

Segnaliamo qui due opere pittoriche celeberrime particolarmente rappresentative riguardo al tema dell’ideale e alle sfide che in nome di esso si sostengono: la prima è un dipinto di Delacroix mentre la seconda è opera dell’italiano Pellizza da Volpedo. Entrambe le raffigurazioni accennano al tema della libertà e in entrambe è ancor più esplicito il rimando alle lotte popolari, ai loro movimenti di liberazione. V’è però una diversità sostanziale che attiene non soltanto alla tecnica pittorica, allo stile indubbiamente differente dei due artisti, in quanto riguarda la differente prospettiva potremmo dire politica propria di ognuno dei due, che si riverbera nel diverso modo di concepire e quindi rappresentare le lotte popolari.

Nel quadro di Delacroix in primo piano v’è la libertà, incarnata da una imponente figura femminile con indosso il berretto frigio – divenuto dal 1792 icona della Rivoluzione francese, tanto che i rivoluzionari costrinsero il re medesimo a indossarlo durante le fasi più concitate della Rivoluzione -, la bandiera francese nella mano sinistra e un fucile nella destra: corredo simbolico che si richiama esplicitamente al più grande movimento “popolare” della storia francese e non solo, sì che le lotte che in esso si raffigurano – ovvero i moti popolari del 1830 che portarono alla monarchia di Luigi Filippo – traggano ispirazione e rinverdiscano i fasti del periodo rivoluzionario. Accanto alla libertà, emergono rappresentanti di tutti i ceti popolari: borghese (l’uomo con cilindro), proletario (l’uomo con la spada sguainata), soldato e bambino.

Pellizza da Volpedo

Pellizza da Volpedo, Il Quarto Stato

Da qui si puo’ partire per marcare le differenze con l’opera di Pellizza da Volpedo. In essa sono in primo piano tre figure, tutte però riconducibili a un unico ceto sociale, quello dei braccianti, in sciopero e in marcia, verosimilmente per comunicare in maniera decisa le loro rimostranze al padrone. Anche qui si tratta di un movimento popolare, dove però non v’è un popolo che combatte per la sua indipendenza o contro i privilegi feudali dell’Ancien Regime, tornati suo suolo francese grazie alla Restaurazione, in una lotta che unisce l’intero popolo, la nazione, la Patria, contro gli oppressori. Piuttosto rappresenta la comparsa sulla scena della storia occidentale dei movimenti sociali, delle lotte di classe – del resto tra i due dipinti intercorrono circa 70 anni -, che dilaniano il tessuto nazionale in fazioni mosse da conflittuali esigenze economiche; l’oppressore qui non è un nemico esterno o l’aristocratico ostile al popolo, ma il cittadino, il borghese, contro cui agiscono altri cittadini, appartenenti però a una diversa classe sociale, non borghesi ma proletari. Non a caso Delacroix, fervente sostenitore della rivoluzione borghese del 1830, sposerà la causa controrivoluzionaria nel 1848, a fronte delle rivolte di classe: in questo si misura la differenza fra un pittore romantico, mosso dagli ideali per l’appunto romantici della patria e della libertà nazionale, che concepisce il popolo come entità organica, idealmente unitaria a prescindere dalle differenze di ceto; e un artista attento alle nuove dinamiche sociali di cui si fa in qualche modo portavoce sulla tela, desideroso di richiamare l’attenzione e celebrare non la nazione, l’intero popolo, ma il ceto popolare, ovvero la classe degli oppressi in ideale marcia verso il sol dell’avvenire.