selezione –> il merito
Nei diversi ambiti in cui la vita umana ha modo di esercitarsi, in ogni settore della società, è di importanza decisiva che abbia ad attuarsi una selezione, che qualora non venga intorbidata da interferenze allogene puo’ anche prodursi in maniera quasi automatica, nel senso che è il merito a far risaltare quanti di diritto devono emergere e a obbligare a un riconoscimento privo di qualunque titubanza.
Harry Potter, il mago dell’informatica
Ecco l’interpretazione di Harry Potter alle prese con l’informatica secondo gli amici della Newton
Harry Potter, un giovane mago inesperto ma talentuoso, è entrato a far parte dell’immaginario di milioni di lettori appassionati alla saga dei romanzi fantasy che lo vedono protagonista (Harry Potter e la pietra filosofale, Harry Potter e la camera dei segreti, Harry Potter e l’ordine della fenice). Nelle sue avventure è riuscito a svelare enigmi e vincere più battaglie; ha dimostrato il valore della sua magia, divenendo in breve tempo il migliore tra i maghi-studenti di Hogwarts. La sua ideatrice Joanne Kathleen Rowling ne ha fatto un simbolo di integrità morale, generosità e correttezza.
Su Harry Potter:
“La verità”… sospirò Silente. “È una cosa meravigliosa e terribile, e per questo va trattata con grande cautela”, così Joanne K. Rowling fa esprimere Silente di fronte a Harry Potter ( Harry Potter e la Pietra filosofale)
Era quasi mezzanotte, e Harry era steso sul letto a pancia in giù, le coperte tirate sulla testa come una tenda, una torcia in mano e un grosso libro rilegato in pelle (Storia della magia, di Bathilda Bath) aperto e appoggiato sul cuscino. Fece scorrere la punta della penna d’aquila sulla pagina, aggrottando le sopracciglia, alla ricerca di qualcosa che potesse aiutarlo a scrivere il tema: Perché i roghi di streghe nel Quattordicesimo secolo furono completamente inutili, questo l’incipit che Joanne Kathleen Bowling ha scelto per Harry Potter e il prigioniero di Azkaban
Scigaliovismo
I concetti di merito e uguaglianza andrebbero declinati nella giusta maniera, onde evitare di incorrere in pericolosi fraintendimenti, gravidi di nefaste conseguenze. Il merito infatti è ciò che consente di emergere, fa leva sulle differenze e un malinteso concetto di eguaglianza condurrebbe al livellamento, alla morte del merito: l’eguaglianza nei diritti infatti è ben altra cosa rispetto a un’assimilazione che deprima i talenti, le capacità, le aspirazioni. Una conferma ex negativo di questo proviene da alcune delle più acute pagine dostoevskijane, contenute nel romanzo I Demoni. (continua)
Gianni Stuparich
Il merito si riconosce attraverso una selezione accurata, come provano le vicende di molti uomini, come accade nel romanzo “Un anno di scuola” di Giani Stuparich (Trieste 1891- Roma 1961), la cui protagonista è Edda Marty, studentessa modello pronta a tentare l’ingresso in una classe maschile per frequentare l’ultimo anno di liceo classico. I suoi genitori le avevano fatto frequentare un liceo femminile, ma lei non ci si sapeva adattare e così preparò l’esame per una classe maschile che apriva le porte all’università. (continua)
A Beautiful Mind
Esistono persone alle quali dobbiamo molto per ciò che il loro genio ha lasciato ai posteri. Un caso emblematico è rappresentato in “A beautiful mind“(2001) di Ron Howard, che ci proietta nella vita del matematico e premio Nobel John Forbes Nash jr. Interpretato da Russel Crowe, il protagonista viene presentato nella sua ossessione di trovare un’idea originale a cui applicare le sue formule. John riesce nel suo obiettivo: in una tesi di dottorato di sole 27 pagine espone geniali intuizioni fondamentali allo sviluppo della “Teoria dei Giochi”… (continua)
Giuseppe Verdi
Se dovessimo conferire il premio a un personaggio della storia italiana per i meriti artistici e polititi non potrebbe sfuggirci Giuseppe Verdi (Roncole Verdi, 10 ottobre 1813 – Milano, 27 gennaio 1901) compositore italiano nonchè autore di melodrammi che fanno parte del repertorio operistico dei teatri di tutto il mondo. (continua)
