Giano

Tesina lavoro

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alienazione

francesco, giovedì 14 mag ha scritto:

caro giano, frequento il liceo. Durante questo ultimo anno sono rimasto molto affascinato dal tema dell alienazione che ho incontrato studiando molti autori: in filosofia, letteratura italiana e inglese.Mi piacerebbe affrontare questo tema all’ esame ma nn so come organizzare tutto, da dove partire o come allaccire il mio discorso con delle materie di tipo scientifico. Mi potresti aiutare?
confido in una tua risposta
cordiali saluti, francesco

Caro Francesco,
l’alienazione è tema filosofico per eccellenza, come saprai. Il passaggio obbligato da considerare è quello Hegel-Marx: essa, che per entrambi è tema centrale, in questo passaggio diventa da “fatto di testa” (”speculativo” dice Hegel) fatto concreto. E’ così che si apre un viatico per l’interpretazione dell’alienazione come condizione generale dell’essere umano, propria di molte analisi sociologiche sul nostro tempo. L’alienazione è, in questo senso, connessa al malessere sociale, al senso di vuoto creato dalla civiltà industriale e consumistica e, in ambito morale, dalla crisi dei valori. In letteratura, tipico segno della “crisi” è stato il decadentismo: in Pirandello e in Svevo troverai molte pagine sulla condizione contemporanea. Agganciare il tema dell’alienazione con la scienza, non è facile. In ogni caso, ritornando ad Hegel, potresti considerare il fatto che il momento dell’alienazione nella filosofia hegeliana è rappresentato dalla “filosofia della natura”. Hegel sferra un violento attacco contro la meccanica newtoniana opponendo ad essa teorie organiciste tipo la teoria dei colori di Goethe. Quale paradigma abbia alla fine vinto, è presto detto, anche se oggi le nuove fisiche (pensa alla “teoria del caos”) e le nuove matematiche (il riferimento è alle geometrie non euclidee e al principio di indeterminazione di Heisenberg) hanno messo in discussione anche il paradigma newtoniano. Per quanto riguarda greco potrai trovare spunti interessanti su questo sito: c’è un interessante articolo di Marc Augè, “Cultura e alienazione”. In Storia dell’Arte potresti collegare Gericault con la “serie dei pazzi”, con cui l’arista indagava la mente umana e la sua alienazione. Ti riporto in merito una citazione da Wikipedia:

Non sappiamo se l’idea di ritrarre i malati fosse di Géricault, e il dottore gli abbia concesso i permessi necessari per avvicinare questi soggetti e farli posare, e poi abbia ricevuto i quadri in dono come segno di gratitudine, oppure se l’idea fosse del dottore stesso, mettendo a profitto il raro talento del pittore per ottenere dei dipinti in grado di testimoniare i tratti tipici delle singole manie. Le dieci opere furono presto divise fra il dott. Georget (presso cui ne rimasero cinque, quelle che abbiamo) e i suoi colleghi (queste cinque opere, invece, risultano oggi disperse). Le monomanie che ci restano documentate sono l’invidia, la mania del gioco, la cleptomania e l’assassinio, il rapimento dei bambini e la mania del comando militare. Le espressioni sono colte con un’acutezza e una precisione eccezionali, tanto da rendere possibile la diagnosi. Restano fra i ritratti più belli mai realizzati

Un ultimo suggerimento, infine: perché non parli dell’alienazione della catena di montaggio, quella che è emersa dall’organizzazione fordista e taylorista del lavoro? Potresti anche inserire spezzoni del grande classico cinematografico “Tempi Moderni”, di Chaplin. Per ora, è tutto. Saluti e auguri,
Giano

debora, venerdì 05 giu ha scritto:

ciao giano!! sono proprio agli sgoccioli! ho già un percorso tematico ben definito che analizzerò nella mia tesina ma purtroppo ho delle perplessità che non mi permettono di iniziare tranquillamente la scrittura della tesina.
il tema che ho voluto affrontare volge sull’alienazione dell’uomo dalla macchina e quindi come il progresso scientifico abbia da una parte ridotto l’uomo ad essere “prodotto del suo stesso prodotto”. è chiaro che la mia scelta sulla linea filosofica verterebbe su marx e quindi l’alienazione dell’uomo analizzando poi qualche autore italiano(tralaltro quasi tutti inetti). il problema arriva nel momento in cui vorrei allargare lo spazio di colloquio anche verso il latino e il greco che studiandolo non ho avuto brillanti idee. e poi ovviamente un consiglio generale riguardo al tema o comunque qualsiasi tipo di consilgio!
poi un ultimissima cosa! storia metto seconda rivoluzione industriale o misoffermo su marx, sulla Russia o magari anche il capitalismo?
grazie mille! aspetto una risposta!

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Tesina rivoluzione

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cambiamento

clio, venerdì 12 giu ha scritto:

caro Giano, spero di disturbarti per l’ultima volta, visto che vedo che qua l’ansia avanza!
Riguardo alla mia idea di parlare del cambiamento della mentalità, dall’antica Grecia all’Europa moderna, ho trovato dei cambiamenti. Partirei dal ‘Nulla di Troppo’ citato nell’Ippolito di Euripide parlando dell’importanza dell’influenza apollinea nelle sue tragedie, magari già inserendo la Nascita Della Tragedia di Nietzsche, però i successivi collegamenti non saprei in che ordine discorsivo riportarli:

Arrivare subito alla morte di Dio mi sembra precipitoso, così anche il successivi attacchi a Italiano con il Manifesto del Futurismo che dichiara il rifiuto della Nike di Samotracia e a Storia, per la quale ho avuto il consiglio da un docente di collegare l’imposizione di nuovi valori tramite il Realismo Socialista e la nozione di Arte Degenerata nei due totalitarismi.Per il primo, non saprei su che testo, oltre al manifesto, soffermarmi; ho un vago pensiero riguardante il confronto dell’Alexandros di Pascoli dove si insegue il sole e l’Automobile di Marinetti dove è il sole quello che insegue; ma non è un’idea che mi fa impazzire! Concettualmente però, il Futurismo sarebbe il movimento più azzeccato…Per quanto riguarda Storia, ho paura di cadere nella decrizione più artistica che storica dei due fenomeni, dandomi la zappa sui piedi dal momento che Arte non è neanche materia d’esame!Ultima cosa: di Latino, mi hanno consigliato la questione sull’Altare della Vittoria, sempre visto come momento di scontro tra valori, ma trovo ben poco in giro.
Ti prego di illuminarmi :)
Grazie mille davvero..

Cara Clio,
le tue considerazioni mi sembrano sensate. Per la storia, io affronterei il cambio di mentalità da un punto di vista delle idee e non solo dell’arte. In particolare, farei un discorso più ampio sul cambio di mentalità imposto dall’alto e sul perché non può funzionare: considererei, ad esempio, il fallimento della Repubblica Napoletana, con la plebe che, alleata alla Chiesa, manda a morte i patrioti che volevano “liberarla” (e imporre a Napoli senza mediazioni la nuova mentalità parigina maturata con la Rivoluzione francese). Se ti leggi il classico “Saggio sulla rivoluzione napoletana” di Cuoco, avrai un’idea di tutto ciò. In italiano concentrati sul futurismo lasciando da parte Pascoli: il libro dello storico torinese Angelo d’Orsi, “Il Futurismo tra cultura e politica. Reazione o rivoluzione?”,(Salerno), ti sarà sicuramente di aiuto. Ottimo il riferimento alla storia dell’Altare della Vittoria, fra paganesimo e cristianesimo: i luoghi classici sono la Relazione sull’altare della Vittoria di Simmaco e le Lettere di Sant’Ambrogio. Un libro che ricostruisce bene la vicenda è: “Potere e cristianesimo nella tarda antichità“, di Brown (Laterza).
Saluti e buona fortna,
Giano

ideali

Nicola, giovedì 10 giu ha scritto:

vorrei proporre una tesina sulla forza degli ideali, puoi darmi alcuni consigli per eventuali collegamenti?

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