Giano

Tesina sport

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calcio

Antonino, martedì 12 mar ha scritto:

Salve Giano,
frequento un liceo classico e dovendo sostenere quest’anno l’esame di maturità stavo iniziando pensare a qualche possibile argomento di tesina. Prima di prendere in considerazione qualcosa di più classico e più collegato alle materie strettamente scolastiche, ti volevo chiedere se avevi qualche idea di tesina riguardante lo sport in generale e più in particolare il calcio, e i collegamenti alle varie materie! Ti ringrazio, a presto!

Caro Antonino,
il gioco e quindi la competizione, lo sport sono stati sempre presenti nella vita dell’uomo. Ti consiglierei di parlarne in generale e quando possibile approfondire i legami con il calcio, che immagino sia una tua grande passione. Sai per esempio che il grande poeta Umberto Saba ha scritto una poesia intitolata “Goal”? Eccola:

Il portiere caduto alla difesa
ultima vana, contro terra cela
la faccia, a non veder l’amara luce.
Il compagno in ginocchio che l’induce,
con parole e con mano, a rilevarsi,
scopre pieni di lacrime i suoi occhi.
La folla – unita ebbrezza – par trabocchi
nel campo. Intorno al vincitore stanno,
al suo collo si gettano i fratelli.
Pochi momenti come questo belli,
a quanti l’odio consuma e l’amore,
è dato, sotto il cielo, di vedere.
Presso la rete inviolata il portiere
- l’altro – è rimasto. Ma non la sua anima,
con la persona vi è rimasto sola.
La sua gioia si fa una capriola,
si* fa baci che manda di lontano.
Della festa – egli dice – anch’io son parte.

Ci sono poi altri scrittori che hanno parlato di calcio: guarda questo link. In storia potresti considerare la nascita di questo sport e li suo utilizzo, a fini propagandistici, da parte dei regimi nazista e fascista. A questo proposito ti segnalo un bel libro sull’argomento intitolato “Calcio e fascismo”, Mondadori 2006, di cui ti invio una scheda. facendo riferimento a quello che credo sia il più bel film sul calcio: Fuga per La Vittoria di J. Huston con Sylvester Stallone. Un’ultima segnalazione cinematografica: “Sognando Beckham”. Poi non dimenticherei la tragedia di Superga dove morì il grande Torino.
Veniamo alle materie classiche: in greco potresti fare un’introduzione sull’importanza dei vari giochi (Olimpici, Delfici, Istmici, Nemei) e la nascita delle Olimpiadi. Esiste anche un genere letterario particolare: gli
epinici erano i canti che celebravano i vincitori degli agoni sportivi delle grandi feste.
In latino le competizioni sportive (ludi) derivano dalla tradizione greca e lentamente da evento legato agli dei diventa spettacolo puramente di intrattenimento. Anche i giochi gladiatori erano considerati uno “sport”. Seneca nelle “
Epistole a Lucilio” critica aspramente i giochi circensi (VII lettera).
Con questi spunti prova intanto a pensare a una tesina multidisciplinare. Credo tu abbia materiale per fare un ottimo lavoro. Fai buono studio,
Giano

Mirko91, lunedì 12 apr ha scritto:

Caro Giano,
sono un ragazzo che frequenta l’ultimo anno dell’istituto tecnico commerciale.
Ho un problema con la mia tesina e visto che tu sei una divinità sono sicuro che potrai aiutarmi.
Ho pensato di portare come tema per la mia tesina il calcio visto che è una mia passione!
Le materie d’esame sono italiano, storia, matematica, ec. aziendale, geografia, diritto, scienze delle finanze, informatica ed inglese.

Caro Mirko

Vediamo cosa si puo’ fare. Per storia penserei al fenomeno del razzismo (e aggiungerei della violenza) negli stadi che è un fenomeno che si è radicalizzato tra la fine degli anni ’70 e l’inizio degli anni ’80: ti suggerisco questo libro per approfondire l’argomento e questo link per avere informazioni in più.
Ti consiglio anche la visione di questo interessantissimo
reportage, prodotto da una tv inglese, che testimonia i tanti episodi di razzismo avvenuti in Europa nel mondo del calcio. In italiano fai riferimento alla poesia “Goal” di Umberto Saba. Per diritto potresti parlare del diritto calcistico; o ancora, occuparti degli scandali che sono stati alla ribalta degli ultimi anni su tutti i giornali italiani e che hanno coinvolto grandi nomi. Indagherei come questi, a volte veri e propri reati, come il calcio scommesse, sono stati considerati dalle diverse commissioni disciplinari della Lega calcio e della magistratura ordinaria.  A questo proposito ti segnalo questa pagina di google (http://www.google.it/search?source=ig&hl=it&rlz=1G1GGLQ_ITIT358&q=scandalo+calciopoli&aq=0&aqi=g10&aql=&oq=scandalo+ca&gs_rfai=)

In geografia penserei invece alla globalizzazione. Per questo aspetto prenderei in considerazione il mercato dei calciatori: professionisti provenienti da tutto il mondo che si trovano a giocare in una squadra di un certo paese. L’esempio più eclatante è stato quello dell’ Inter nella recente partita al Bernabeu di Madrid. In campo neppure un italiano. Se questa non è globalizzazione? Ma il calcio è stato un antesignano di questo fenomeno. Basta pensare agli “oriundi” http://www.google.it/search?hl=it&rlz=1G1GGLQ_ITIT358&q=oriundi++nella+nazionale+di+calcio&aq=f&aqi=&aql=&oq=&gs_rfai=

Ti assicuro che per dare questa qualifica si fecero salti mortali e capriole,  interpretando spesso in maniera molto disinvolta l’albero genealogico. Per informatica pensa alla comunicazione sportiva sul web; matematica ti consiglio di non integrarla nella mappa. Per le materie economiche un suggerimento puo’ esser quello di occcuparti delle società sportive e al proposito puo’ esserti utile questo sito http://economia.tesionline.it/economia/tesi.jsp?idt=7103; sarebbe inoltre significativo riferirsi ai bilanci delle società  non solo per le irregoarità che periodicamente saltano fuori,  ma anche per le differenze rispetto a quelle di altre società “normali”.
In inglese perché non parlare a questo punto della storia di questo sport che è nato proprio in Inghilterra? Mi sembra il legame più naturale.

Un saluto,
Giano

corsa

Cassandra, domenica 03 mag ha scritto:

Caro Giano, volevo chiederti un parere sulla mia tesina per l’esame di Maturità e magari anche qualche consiglio… frequento un liceo Scientifico ad indirizzo sportivo per cui la nostra tesina dovrebbe partire da un argomento sul mondo dello sport… io avevo pensato di parlare del mio sport, la corsa, sviluppata sia come velocità che resistenza e da qui ampliare tutta la tesina sul concetto del “contrario”… in italiano collegherei Pirandello, in informatica magari il sistema binario, ecc….il mio problema sta nel trovare un collegamento adatto sia in fisica (avevo pensato “luce e buio”), sia in storia e in filosofia….
mi daresti qualche consiglio?? =)
grazie in anticipo per la disponibilità!!! =D

Cara Cassandra,
da quanti punti di vista è possibile sviluppare questo argomento! Mi pare che quelli che tu indichi siano tutti molto appropriati. Io provo ad indicartene alcuni altri che mi sono venuti in mente quando ho letto la tua lettera.

  • Matematica: Achille e la tartaruga, uno dei paradossi di Zenone. Su questo argomento si potrebbe incentrare un’intera tesina.
  • Arte e cultura. Il Futurismo, di cui quest’anno cade il Centenario della nascita, che fece della corsa, della velocità uno dei suoi temi preferiti.
  • Medicina e psicologia. Resistenza allo sforzo. Qui potresti fare riferimento alla questione del doping e al nuovo concetto di resilienza introdotto dal mio psicologo di fiducia Trabucchi di cui t’indico un link che potrà esserti utile.
  • In letteratura potresti riferirti anche al bellissimo libro di Italo Calvino, “Lezioni americane: Sei proposte per il prossimo millennio”, Einaudi editore, per la lezione che tratta la Rapidità. E si potrebbe continuare.

Per quanto riguarda invece quello che tu dici “da qui ampliare tutta la tesina sul concetto del ‘contrario’, non ho ben capito che cosa intendi? La Lentezza? O che cosa? Se mi spiegherai meglio cercherò ancora di aiutarti.
Buon lavoro. Giano

educazione fisica

Simona, venerdì 18 set ha scritto:

Ciao Giano,
quest’anno ho l’esame di maturità sn al quinto anno geometra, e avrei bisogno di un consiglio xkè già da ora i miei prof parlano delle tesine… e in particolare c’è il mio prof di educazione fisica che vuole farci fare una tesina su quello che vogliamo, inerente alla sua attività e illustrarla, cioè per esempio se dovessi fare cm tesina la palla, devo fare anche una dimostrazione con qke esercizio e poi fare la tesina scritta! xò io nn so ke fare xkè volevo fare qks di particolare e potrei scegliere anke il nastro, la danza, il nuoto… ma io nn so ke fare, dato ke nn so fare qst attività. xò so ke si possono anke aggiungere delle musiche xkè l’anno scorso una ragazza aveva portato la canzone di biancaneve e i sette nani e con qst aveva illustrato cn un cappellino da nano e poi andava sui vari attrezzi… beh io virrei fare qks di particolare ma nn ho idee! ti prego aiutami tu!!! aspetto tua risposta! Grazie

Cara Simona,
ho impiegato un po’ di tempo per capire la tua idea -forse dovrei dire quella del tuo professore di educazione fisica- per la tesina, e ancora ho qualche dubbio. E’ durante l’esame che dovresti illustrarla e fare, prima o dopo il colloquio, un qualche esercizio legato alla attività da te scelta? Le uniche cose che mi vengono in mente sono gli esercizi a corpo libero e, se vuoi fare come dici un lavoro originale e particolare, il Tai Chi Chuan un’antica arte marziale cinese basata sul concetto taoista di Ying-Yang, l’eterna alleanza degli opposti. In questo caso una bella musica tradizionale ci starebbe proprio bene e chissà se questa millenaria arte non ti appassioni e possa accompagnarti anche al di là dell’impegno scolastico. Per il momento ti segnalo un
link dove potrai trovare informazioni.
Ciao e buon lavoro. Giano

motociclismo

Eleonora G., mercoledì 18 nov ha scritto:

Caro GIano,frequento l’ultimo anno di un Liceo Linguistico (studio inglese e spagnolo) e ho ancora qualche dubbio riguardo la mia tesina…
Una delle mie tante passioni è il Motociclismo…che è quella più forte…come potrei fare una tesina su questo argomento?!? Pensandoci bene non è un argomento tipico per un Liceo Linguistico però la passione è talmente forte che ci vorrei provare! L’unica cosa a cui mi potrei appigliare sono i futuristi ma non saprei..lei cosa mi consiglia?!? è una tesina impossibile?

Cara Eleonora,
non credo esistano tesine “impossibili”, come tu dici. Anzi, la tua idea mi sembra così vitale e ricca di spunti proprio perché nasce spontaneamente da una tua passione. Procediamo a piccoli passi, comunque. Per motociclismo intendiamo tutte quelle attività (sportive, turistiche e raduni)che si svolgono con la motocicletta: quindi penso che la tua tesina possa assumere diverse sfumature. Proviamo a vederne alcune:

  • La moto potrebbe essere analizzata come principio di altri percorsi a cui è strettamente legata: è innegabile che sia un simbolo della libertà, del viaggio, della corsa o della velocità. Libertà se immagini una moto che percorre una strada isolata nel mezzo della natura, come nelle celebri scene del film “Easy Rider” con Peter Fonda e Jack Nicholson, ambientato negli anni ’70 che è anche una rappresentazione del mondo hippy.
  • Viaggio se pensi alle distanze che hanno percorso in sella scrittori e personaggi storici: pensa alla serie di libri di Bettinelli o al giro dell’America Latina compiuto dal giovane Ernesto “Che” Guevara, riproposto dal film Diari della motocicletta.
  • Corsa e Velocità, ovviamente, e qui si aprono diverse strade che toccano l’arte, la storia, la letteratura. Il futurismo, come tu accenni, è stato la prima avanguardia ad esaltare la velocità, l’adrenalina, il movimento. Boccioni, infatti, disegna una velocità di motocicletta. La moto, insieme all’automobile e all’aereo, è il simbolo di una rinnovata energia. Nel manifesto del futurismo (1909) si scrive:

Noi affermiamo che la magnificenza del mondo si è arricchita di una bellezza nuova: la bellezza della velocità. Un automobile da corsa col suo cofano adorno di grossi tubi simili a serpenti dall’alito esplosivo… un automobile ruggente, che sembra correre sulla mitraglia, più bello della Vittoria di Samotracia

Più di recente anche Italo Calvino ne “Lezioni americane. Sei proposte per il prossimo millennio” (1988) si è soffermato sul significato della rapidità nella letteratura. E poi considera il senso della velocità nelle scienze (della luce, del suono, ecc.) e nella fisica (media, istantanea, scalare, ecc.). Come vedi se pensi a queste accezioni potresti rintracciare diversi collegamenti. Ti suggerisco anche il libro “Lo zen e l’arte della manutenzione della motocicletta” di Pirsig che è stato tra l’altro recensito su questo mio sito.
Ti lancio poi un ultimo spunto: potresti approfondire la motocicletta proprio nelle sue diverse varietà. Pensa alla Vespa, ad esempio, simbolo dell’Italia del miracolo economico, su cui puoi trovare diverso materiale (guarda questo interessante
documentario tra l’altro ); o all’Harley-Davidson simbolo Americano, usata anche durante la seconda guerra mondiale; o all’inglese Triumph, tra le prime motociclette al mondo ad essere realizzate.
Spero veramente che tu continui a pensare a questa tesina “atipica” che hai in mente e, una volta impostata, scrivimi ancora se vorrai.
Un caro saluto,
Giano

Marianna, lunedì 31 maggio ha scritto:

Anche se con la mia scuola non c’è molto collegamento,vorrei fare la tesina che abbia come tema principale Valentino Rossi e il Motociclismo….aiutooooooooooo

Cara Marianna,
tieni sempre ben strette le tue passioni, coltivale, sono il vero e proprio “motore” della vita.
Certo l’idea di sviluppare la tesina sulle moto e Valentino Rossi è alquanto bizzarra, ma prendiamola un po’ alla larga.
Per motociclismo intendiamo tutte quelle attività che si svolgono con la motocicletta: quindi penso che la tua tesina possa assumere diverse sfumature.
Proviamo a vederne alcune:
-> La moto potrebbe essere analizzata come principio di altri percorsi a cui è strettamente legata: è innegabile che sia un simbolo della libertà, del viaggio, della corsa o della velocità.
Libertà se immagini una moto che percorre una strada isolata nel mezzo della natura, come nelle celebri scene del film “Easy Rider” con Peter Fonda e Jack Nicholson, ambientato negli anni ’70 che è anche una rappresentazione del mondo hippy.
-> Viaggio se pensi alle distanze che hanno percorso in sella scrittori e personaggi storici: il giro dell’America Latina compiuto dal giovane Ernesto “Che” Guevara, riproposto dal film “Diari della motocicletta” (
http://it.
wikipedia.org/wiki/I_diari_della_motocicletta)
Il futurismo è stato la prima avanguardia ad esaltare la velocità, il movimento. Boccioni, infatti, disegna una “Velocità di motocicletta”. La moto, insieme all’automobile e all’aereo, è il simbolo di una rinnovata energia.
Nel manifesto del futurismo (1909) si scrive:

Noi affermiamo che la magnificenza del mondo si è arricchita di una bellezza
nuova: la bellezza della velocità.
Un automobile da corsa col suo cofano adorno di grossi tubi simili a serpenti dall’alito esplosivo… un automobile ruggente, che sembra correre sulla mitraglia, più bello della Vittoria di Samotracia.

Quindi io porterei il futurismo in italiano e storia dell’arte.

E concludi spiegando cos’è che ti affascina della moto e di Valentino Rossi in particolare.
Mi auguro di esserti stato d’aiuto,
Giano

nuoto

lollaele, mercoledì 14 apr ha scritto:

caro giano frequento il liceo scientifico corso sperimentale e sono in difficoltà nella scelta dei collegamenti interdisciplinari per la mia tesina perchè studio molte materie e non so come inserirle tutte attraverso un dicscorso che possa filare…il tema sul quale vorrei basarla è il nuoto perchè da sempre ne sono appassionata tanto ke volevo portare un video interattivo per mostrarne i concetti base,magari collegandoli a principi di fisica e matematica(titolo:la fisica del nuoto)…in più dovrei inserire ingl,scienze,filosofia,storia,arte,italiano,latino,chimica, ti ringrazio in anticipo e complimenti per il programma:)

Cara lollaele,
capisco il piacere di poter affrontare una tematica che ti appassiona ma che certo non è facile da collegare con tutte le materie, cosa che peraltro non è necessaria dato l’esiguo tempo che hai per l’esposizione. Perciò mi limiterò ad offrirti qualche suggestione. Per inglese potresti fare riferimento alla figura di
George Byron che oltre a essere un grande poeta era un appassionato cultore della pratica del nuoto. A proposito di scienze ti invito a leggere questo articolo sul nuoto dei piccoli organismi che influenza l’Oceano. Per latino ti segnalo questo scritto sulla pratica del nuoto nel mondo antico dal quale potrai trarre qualche spunto interessante.
Spero che i miei consigli possano essere per te fonte di ispirazione.
Riscrivimi e fammelo sapere.
A presto, Giano

Olimpiadi

raffina, domenica 11 apr ha scritto:

Ciao giano, sono Raffaella, frequento l’ultimo anno dell’istituto tecnico perito aziendale corrispondente lingue estere. Come tesina ho pensato di partire dalle olimpiadi di barcellona 1992:
- storia: spiego la situazione in quel periodo però so se arriviamo fino a li nel programma;
- arte: com’è cambiata la città, i monumenti, Gaudi e/o Picasso;
- spagnolo: turismo, la situazione della spagna in quel periodo;
- economia: turismo.
Non so se aggiungere altre materie…
Oppure pensavo di partire dalle olimpiadi di Londra 1948:
- arte: non ho idea
- storia: spiegare i diversi eventi accaduti in quel anno focalizzandomi soprattutto sulle olimpiadi
- inglese: spiego le olimpiadi in inglese
Non so che altre materie aggiungere…
Spero che tu mi possa aiutare.
Grazie
Raffaella

Cara Raffaella.
la prima delle due idee, quella sulle Olimpiadi di Barcellona 1992, è forse la meglio strutturata e promettente. In storia, qualora con il programma non dovessi arrivare fino ai Novanta, potresti pensare o alla storia del movimento olimpico in epoca moderna, concentrandoti sulla figura di Pierre De Coubertin, o alla storia della Spagna novecentesca, contrassegnata da una
guerra civile che assunse rilievo europeo. Devo dire, per il resto, che il tuo percorso mi sembra piuttosto completo così com’è; ti consiglio di parlarne, però, con i tuoi professori, per capire se ci siano altre materie (magari quelle esterne) che potrebbero essere meritevoli d’attenzione e quindi incluse nella tua tesina. Fammi sapere quando vuoi, e sarò felice di aiutarti a trovare altri collegamenti,
Giano

sport

Ramona5, martedì 06 apr ha scritto:

Buonasera Prof. Giano.Mi chiamo Ramona frequento il quinto liceo scientifico.Sono una sportiva,pratico hockey su prato e pensavo di trattare nella tesina il tema dello sport ma sto avendo delle difficoltà.Volevo avere dei consigli.Le materie d’esame sono:(interne)matematica,fisica,ed.fisica,storia dell’arte;(esterne)italiano e latino,storia e filosofia,inglese.Mi piacerebbe fare collegamenti con Italiano,Latino,Storia,Filosofia,Inglese,Storia dell’Arte.Mi piacerebbe iniziare con un testo in latino o di qualche autore italiano che mette in evidenza l’importanza dello sport e poi continuare con la storia dello sport;io avevo pensato di parlare anche della nascita del C.O.N.I..Mi aiuti lei e mi dia qualche suggerimento per fare qualcosa di originale.Aspetto una sua risposta.Grazie anticipatamente.Ramona

Cara Ramona,
complimenti per l’originalità del tuo tema. In italiano potresti porre a confronto due poesie (da cui iniziare il tuo percorso) incentrate sul gioco del calcio: quella di Leopardi intitolata “A un vincitore nel pallone” e quella di Umberto Saba intitolata “Goal”. In latino, poi, è a autori come Marziale e Giovenale che devi fare riferimento, dal momento che essi hanno in modo così vivido rappresentato la vita urbana della roma dei loro tempi. Ecco ad esempio cosa scrive Giovenale nella sua Satira XI, vv. 196-198
http://it.wikipedia.org/wiki/Decimo_Giunio_Giovenalehttp://it.wikipedia.org/wiki/Satire_(Giovenale):

Un fragore mi colpisce l’orecchio; questo fragore mi fa capire che i verdi hanno vinto. Infatti, se questa vittoria venisse a mancare, tu vedresti questa città mesta e abbattuta come quando furono vinti i consoli alla battaglia di Canne.

In storia, poi, potresti approfondire il tragico attentato alle olimpiadi di Monaco nel 1972. In filosofia ti consiglio di analizzare dal punto di vista filosofico il concetto di fair play: qui puoi leggere un interessante saggio al riguardo; oppure puoi ricollegarti al concetto antico di “kalokagathia” (bontà unita a bellezza) che tanta parte aveva nella formazione del cittadino ideale della polis greca, e che ebbe un ruolo anche nella nascita della più grande manifestazione sportiva, le Olimpiadi. In storia dell’arte, poi, è degno d’interesse il modo in cui gli artisti futuristi, all’inizio del XX secolo, vollero rappresentare l’attività sportiva, operazione che rientrava appieno nella loro programmatica esaltazione dell’azione, della velocità e della fisicità: Filippo Tommaso Marinetti nel 1910 in un articolo per la Gazzetta dello Sport scriveva:

Il Futurismo ha bisogno di poeti dall’anima libera e di atleti dai muscoli possenti.

Pensa dunque, ad esempio, ad un’opera come “Partita di calcio” di Carlo Carrà. In inglese, infine, ti consiglio di leggere il bel racconto “The bowl” di Francis Scott Fitgerald, che racconta della sua esperienza di giocatore di football americano.
Ti auguro buono studio,
Giano

SILVIA PILLE, giovedì 29 apr ha scritto:

ciao sono silvia, frequento la quinta liceo socio psicopedagogico a genova. l’ easame si avvicina e io sono parecchio nel panico con la tesina!! il titolo che ho scelto è “lo sport come fenomeno sociale” sviluppando particolarmente il tema dei giovani. i collegamenti che fino ad adesso sono riuscita a trovare sono:ITALIANO:Leopardi con “A un vincitore nel pallone” e Saba con “goal”; STORIA:pensavo di parlare sia della concezione dello sport nell’antichità sia negli stati totalitari soffermandomi sul caso delle olimpiadi di monaco e del caso del corridore nero che ha alzato il pugno sul podio;FILOSOFIA: pensavo di parlare della filosofia dello sport;ARTE:il futurismo (ma non so come svilupparlo);LATINO:marziale e giovenale (ma non so come svilupparli);PEDAGOGIA: pensavo di parlare della funzione dello sport per la crescita del bambino e soprattutto nelle terapie con bambini problematici.  mi mancano i collegamenti per DIRITTO BIOLOGIA INGLESE e avrei anche bisogno di un consiglio per la stesura… puoi aiutarmi??? GRAZIE MILLE IN ANTICIPO

Cara Silvia,

I totalitarismi hanno sempre usato lo sport come I giornali, e soprattutto la radio come un sistema capillare di costruzione del consenso. Il romanzo “1984″ in questo senso è un legame appropriato.

Poi ti consiglio di leggere questa intervista http://www.emsf.rai.it/grillo/trasmissioni.asp?d=139. Per italiano il suggerimento è di leggere Antonio Ghirelli, Storia del calcio in Italia, ed. Einaudi, che sì fa la storia del calcio ma non ne dimentica gli aspetti sociali. Per filosofia ti consiglio due ottimi volumetti di Giancristiano Desiderio, filosofo crociano: “Socrate in campo. Saggio sul gioco della vita”, Limina Editore e “Aristotele spiegato con Totti”, Edizioni Il Chiostro. Il calcio, quando vuole, quando non diventa palestra di affari, sa ancora essere, come insegnava Sartre, “metafora della vita”. Per arte va molto bene il futurismo che trovò nello sport un punto di riferimento importante; Marinetti, che ne fu il principale esponente, in un articolo pubblicato sulla Gazzetta dello Sport del 1910 dichiarò che “’il Futurismo ha bisogno di poeti dall’anima libera e di atleti dai muscoli possenti”.

  • Il valore dello sport come strumento per trasmettere valori educativi è indiscutibile vedi questo interessante articolo http://132.248.9.1:8991/hevila/Educacionyeducadores/2009/vol12/no2/7.pdf
  • Per diritto puoi parlare della differenza tra diritto sportivo e diritto ordinario, vedi questa intervista http://www.emsf.rai.it/grillo/trasmissioni.asp?d=750
  • Con biologia il legame è facilmente intuibile, puoi parlare delle implicazioni tra attività sportiva e benessere fisico, oppure delle reazioni dell’atleta durante l’attività sportiva, dal punto di vista, antropologico, fisiologico e clinico.
  • Anche inglese è facilmente collegabile perché è noto che molti sport sono nati nel Regno Unito: calcio, cricket, rugby, golf, tennis, ecc.. quindi puoi fare una introduzione storica in inglese alla tesina.

Ti auguro buono studio,

Giano

Le difficoltà rafforzano la mente

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L’importanza della mente nello sport 

 seneca

“Le difficoltà rafforzano la mente, così come il lavoro irrobustisce il corpo.”

Seneca

 

 

 

 

Il mondo dello sport estremizza lo stress e le difficoltà. E premia chi lo sa gestire meglio. Di conseguenza, ogni atleta dovrebbe caratterizzarsi per essere -per prima cosa, senza riguardo alla disciplina di appartenenza- qualcuno molto abile nel fronteggiare le difficoltà. Qualcuno disposto ad affrontare un problema dietro l’altro, a misurarsi con tutti i tipi di disagio, a reggere a stress notevolissimi. Qualcuno -per farla breve- molto resiliente. Non importa a quale disciplina appartenga: che sia un podista, un nuotatore, un ciclista. Per prima cosa un atleta dovrebbe essere qualcuno strutturato per affrontare le difficoltà.

 
MaratonaVisto da questo punto di vista lo sport diventa interessante per molte persone, anche per quelle che si definiscono non “sportive”. Ci si potrebbe spingere persino a recuperare il concetto di “sport come scuola di vita” senza rischiare il ridicolo: ridicolo in quanto -alla luce di molti fatti di cronaca- attualmente lo sport sembra imitare della vita solo gli aspetti negativi. Lo sport è una metafora della vita, una prova severa che – quasi per contratto- ti deve sottoporre ogni tipo di difficoltà. E che ti costringe (se glielo permetti: la storia sportiva è piena di talenti inarrivabili ma pochissimo resilienti, vedi alla voce “stelle del calcio”) a sviluppare le doti necessarie per affrontare gli ostacoli, la frustrazione, l’insuccesso, la solitudine, la sfortuna. Lo sport, insomma, non gli darà solo vantaggi fisici – ciò ormai lo sappiamo alla nausea: gli darà anche un vantaggio mentale.

 

Infatti gli insegnerà ad auto-motivarsi, a trovarsi da soli degli obiettivi realistici e a perseguirli con disciplina; dal processo di allenamento imparerà l’importanza dell’impegno nel raggiungere le mete che si è prefissato. Il risultato di questo andamento è che sentirà aumentare il senso di controllo sulla propria vita (non sono tante le occasioni in cui questo accade, nella nostra società).
Lo sport lo farà diventare più forte mentalmente anche perché insegna a dilazionare le gratificazioni e a tollerare le frustrazioni (si migliora lentamente e lavorando duro e con umiltà, non si diventa forti in due settimane): infatti ci fa prendere coscienza in modo schietto dei nostri limiti, dei limiti del nostro corpo e della durezza della fatica.
Tutte queste nuove capacità, se utilizzate con perseveranza, finiranno per tradursi anche -in virtù della proprietà che viene definita neuroplasticità- in modificazioni cerebrali. Allora diverranno atteggiamenti costanti, comportamenti naturali.
Inoltre lo sport consente anche di scaricare le tensioni emotive, a patto ovviamente di non esagerare e di non farne una malattia (in questo caso diventa un’ulteriore fonte di tensioni).
Infine lo sport può -e dovrebbe- rappresentare un’occasione per socializzare; e -perché no- è anche l’occasione per apprendere un modo ‘diverso’ di rapportarsi con gli altri: in modo competitivo ma al tempo stesso ‘sportivamente’, cioè con fair-play.

 

run21Mi rendo conto che si tratta di una visione insolita: di solito si identifica l’atleta con le qualità fisiche, non con quelle mentali. Eppure, alla fine -per la prestazione – gli atteggiamenti contano almeno quanto (e sottolineo “almeno”) i muscoli. Le analisi delle prestazioni atletiche di vertice indicano che il successo sportivo è determinato da tre fattori: dalla dotazione genetica, dalla qualità e quantità dell’allenamento e dalle capacità psicologiche.
Sono gli stessi atleti a confermare l’importanza del fattore mentale nella prestazione: il fisiologo Jerry Lynch chiese ad una dozzina di maratoneti di altissimo livello di indicare quale fosse a loro parere il fattore prestativo più importante tra questi quattro:

a) capacità genetiche;
b) allenamento;
c) capacità dell’allenatore;
d) atteggiamento mentale.

Quasi tutti indicarono il quarto. Un’indagine condotta presso i tecnici di lunga esperienza della Federazione Italiana Triathlon dimostra che anche gli allenatori esperti sembrano pensarla come gli atleti di alto livello; alla richiesta di indicare quali fossero -a loro parere- i fattori più importanti che un atleta deve possedere per arrivare al massimo livello di eccellenza in uno sport come il triathlon, essi hanno collocato nelle prime due posizioni due componenti di ordine psicologico: ” spirito di sacrificio” e “fiducia nelle proprie capacità”.
Una visione miope confina l’utilità del fattore mentale solo all’ambito della gara. In realtà è proprio sul lungo, lunghissimo periodo -lungo tutta la carriera- che l’aspetto psicologico è decisivo. Il bambino che intraprende una carriera sportiva approderà solo da adulto agli impegni fondamentali: e nel corso degli anni che lo separano da quegli appuntamenti sperimenterà una lunghissima serie di sconfitte, difficoltà, problemi e momenti di crisi.

 

giorgio di centa

Giorgio di Centa

Pensiamo al caso di Giorgio Di Centa: ha cominciato a sciare a cinque anni, ha dovuto aspettare ventisette anni per vincere una medaglia olimpica. Ventisette anni sono -senza retorica- una vita. In questo lunghissimo tragitto irto di ostacoli, gran parte dei soggetti si perdono, scomparendo per sempre dal mondo dello sport. Sopravvive solo chi è stato in grado di sviluppare una forte motivazione insieme alla capacità di reggere elevati carichi di stress. Sopravvivranno i resilienti. L’Hagakure, il libro segreto dei samurai, paragona le persone a delle barche: è solo quando le acque si fanno agitate che diventa manifesta la differenza tra quelle che tengono il mare e quelle che non ce la fanno (I, 116). Allo stesso modo, è nel mezzo delle turbolenze sportivo-esistenziali che si fa evidente la differenza tra l’atleta forte in tutti i sensi e quello che invece “ha solo motore”. A quanto pare i sistemi attuali di selezione dei talenti premiano soprattutto questi ultimi e trascurano i primi, e questa è una delle ragioni della scarsità di veri campioni. Ma anche se non avete in programma di vincere le Olimpiadi, praticare con impegno uno sport può rafforzare la vostra mente e permettervi di affrontare meglio le difficoltà della vita. Provare per credere.

 

Ovviamente lo sport non è il solo contesto della vita che metta il soggetto sistematicamente di fronte alle difficoltà. Si tratta però di un un contesto dove ci si espone per scelta alle difficoltà. Qualcosa di simile capita nello studio e nel mondo universitario. Non c’è un obbligo di fare sport, così come non esiste un obbligo di iscriversi ad una università. Però, in entrambi i casi, sapere che quelli che consideriamo problemi o difficoltà possono anche essere visti – al tempo stesso- come opportunità di rinforzo e di crescita è un bel vantaggio.

(Pietro Trabucchi)

Il cervello delle donne

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La resistenza – sia essa fisica che psicologica – è donna?

 picasso_demoiselles

“Le donne provano la temperatura del ferro da stiro toccandolo.
Brucia ma non si bruciano.
Respirano forte quando l’ostetrica dice “non urli, non è mica la prima”.
Imparano a cantare piangendo, a sciare con le ossa rotte.”

Concita De Gregorio, Malamore – (ed. Mondadori)

 

 

 
Che esistano differenze tra uomo e donna (e per fortuna!), lo sapevamo tutti. Che partano dal cervello, forse è un po’ meno noto. Ma immagino già le sghignazzate del pubblico maschile: “Differenze tra cervello maschile e femminile? Che uno esiste e l’altro no! etc. etc. …” Mi secca un po’ deludere i miei colleghi di genere, ma la realtà è amara: il cervello femminile non solo esiste, ma è più sofisticato di quello maschile. Ad esempio, nel cervello femminile, il corpo calloso (una struttura composta da fibre nervose che connettono l’emisfero di destra con quello di sinistra) è molto più complesso. Nella donna, quindi, i due emisferi comunicano più facilmente tra loro. Conseguenze? L’uomo tende ad elaborare la realtà basandosi soprattutto sull’emisfero sinistro, razionale, logico e rigidamente lineare.

Immagine di Caterina dè Medici, tratta dal sito della casa editrice Franco Maria Ricci

Immagine di Caterina dè Medici, tratta dal sito dell'editore Franco Maria Ricci

La donna utilizza in misura maggiore l’emisfero destro che permette di compiere operazioni mentali in parallelo, ed è più legato alla sfera emozionale e al linguaggio analogico. Il celebre “intuito” femminile si basa proprio su questo: sulla possibilità del cervello di elaborare la realtà in modi diversi e paralleli. Vantaggi? In situazioni complesse è avvantaggiata la donna, perché il cervello femminile è meno “rigido” e quindi è portato ad analizzare uno spettro più ampio di dati e possibilità. Il cervello maschile è favorito in situazioni semplici e collaudate. Se il primo è come una fuoriserie- un po’ delicata ma capaci di prestazioni strabilianti- il secondo ricorda di più un trattore: semplice, robusto, inarrestabile, ma limitato.

Oltre al corpo calloso, le ricerche hanno evidenziato che nella donna una zona dei lobi frontali è più attiva: è un’area legata ai processi decisionali, molto connessa alle cosiddette aree “limbiche”, la sede dell’emotività. Il processo decisionale delle donne è quindi influenzato emotivamente in misura maggiore rispetto a quello degli uomini.
La cosa più sorprendente, però, è che la donna risulta molto più resistente del maschio agli stress: sia in campo fisico che psicologico. E non solo per la ragione, ormai nota a tutti, che la donna da un punto di vista cardiocircolatorio risulta più protetta, in virtù di una più alta concentrazione di estrogeni, ormoni che hanno un’azione protettiva sulle arterie.
Nel 1997 un gruppo di importanti fisiologi dell’Università di Cape Town si prese la briga di studiare come mai con l’aumentare della distanza in chilometri, il divario cronometrico tra uomini e donne tendesse a diminuire sempre di più . Infatti, per distanze tra i 5 e i 42.2 km della maratona il divario uomo-donna risulta netto, ma su prestazioni con distanza superiore alla maratona (le ultramaratone, per l’appunto) tale divario tende a diminuire in modo molto significativo.

Il monumentale studio evidenziò che:

1- le donne hanno probabilmente una maggiore capacità di ossidare gli acidi grassi; in parole semplici riescono ad utilizzare in misura maggiore il grasso corporeo come combustibile, risparmiando il prezioso e limitato glicogeno muscolare ed epatico (la “benzina super” del nostro organismo).

2- le donne -a parità di velocità- hanno una corsa “più economica” dei maschi, nel senso che si muovono in modo più efficace, diminuendo la spesa energetica. In parte -come indicato da altri studi- questo fattore sarebbe influenzato dalla migliore capacità elastica della muscolatura femminile, in grado di “restituire” una maggiore percentuale della forza trasmessa al terreno.

Immagine tratta dal sito di Pietro Trabucchi

Immagine tratta dal sito di Pietro Trabucchi

Tuttavia questi due fattori non risultavano in grado da soli di spiegare il miglioramento sbalorditivo delle prestazioni femminili all’allungarsi della distanza. Gli autorevoli fisiologi, nelle conclusioni dello studio, tirarono in ballo l’aspetto mentale: “Finally, psychological factors beyond the scope of this study might be operative. ..women may be more resistant to pain than men.” (Alla fine, devono contare anche fattori psicologici che sono al di là dello scopo di questo studio…le donne sono probabilmente più resistenti al dolore degli uomini.)
In realtà sembra che la popolare convinzione che le donne posseggano soglie più alte per la percezione del dolore non rispecchi la realtà. Recenti studi compiuti presso la Pain Management Unit dell’University of Bath  farebbero pensare che le donne siano in realtà più vulnerabile al dolore ( lo prova la schiacciante maggioranza femminile tra i pazienti che soffrono di sindromi dolorose croniche): ma che siano costrette ad affrontare questa esperienza più frequentemente durante la vita, in un maggior numero di aree del corpo, più spesso e più a lungo degli uomini. Ciò in qualche modo le renderebbe più “abituate” a confrontarsi con le sensazioni dolorose.

La donna è anche più capace -mediamente- di gestire stress: Da un punto di vista psicologico le donne tendono ad affrontare i problemi ricorrendo di più al supporto sociale o gestendo le emozioni negative, mentre i maschi tendono a concentrarsi maggiormente sulla soluzione del problema in sé. Lo stile femminile risulta spesso vantaggioso, in quanto l’incapacità maschile di gestire l’aspetto emozionale spesso conduce a disturbi di tipo somatico. Le maggiori capacità femminili nel gestire le avversità si evidenziano chiaramente nei periodi di crisi come quello attuale: secondo l’Osservatorio dell’Imprenditoria femminile , nell’anno passato sono sorte 5.523 aziende “rosa”  di fronte alla praticamente totale immobilità del resto del tessuto del paese.

 (Pietro Trabucchi)

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