Giano

Domande e risposte dal 13/12/2010 al 17/12/2010

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auden

luca fumini, mercoledì 15 dicembre ha scritto:

Salve Giano.
Avevo intenzione di sviluppare la mia tesina partendo da Auden. È un poeta che ammiro molto, ma non so quali collegamenti fare con le altre materie. Avresti qualche consiglio da darmi?
Grazie infinite

Caro Luca,
il mio consiglio è quello di invitarti a chiederti perché ammiri Auden, il motivo del tuo interesse per lui. Parti da una sua poesia e cerca di chiariti le ragioni della tua passione. La cosa essenziale per riuscire a realizzare una buona tesina, è avere le idee molto chiare sull’argomento che si intende trattare. La cosa più importante è che il lavoro sia veramente personale, perché deve servire soprattutto a comunicare alla commissione un nuovo aspetto della tua personalità. Quindi si tratta di individuare un argomento autenticamente nostro per poi tentare di esplorarlo e inquadrarlo da diversi punti di vista, controllando sempre che la scelta delle materie sia realmente pluri-disciplinare. Puoi per esempio partire dal film “L’attimo fuggente” che cita una sua poesia, una delle più belle e note poesie d’amore: “Funeral blues”. Oppure dal libro che la contiene, La verità, vi prego, sull’amore / O tell me the truth about love. Il poeta si interroga sulla natura dell’amore elencando i luoghi comuni su di esso ;

“I temi di queste poesie sono l’amore e la disonestà, i due poli tra i quali ci siamo trovati a soggiornare nel nostro secolo, pronti a gloriarci della loro occasionale divergenza ma bravissimi, anche quando siamo sfortunati, a conciliarli fra loro, a fonderli insieme. Ci sono buone ragioni se i versi del poeta oscillano tra la più intensa tenerezza e parossismi di indifferenza, e se da queste oscillazioni nasce uno stridente lirismo che non ha precedenti”

Così scrive Iosif Brodskij presentando queste dieci poesie di W. H. Auden, composte negli anni Trenta. Quindi una tesina sull’amore e sui sentimenti partendo dalle sue poesie. Vedi il mio sito alla voce amore e sentimenti Dimmi cosa ne pensi. Un saluto,
Giano

bambino

Jessika Raso, venerdì 17 dicembre ha scritto:

Buongiorno!!!
sto frequentando l’ultimo anno delle scuole superiori e come tutti mi trovo “obbligata” a dover spremermi le meningi per fare la tesina.. è da un pò che ci penso e sono arrivata alla conclusione di voler trattare i seguenti argomenti:
- il bambino da collegare a 2 film e letture che sono “il bambino con il pigiama a righe” e “la vita è bella” che mi permettono conseguentemente di collegarmi a storia con le guerre che questi film mettono a fuoco, i campi di concentramento e le leggi che in quei tempi vigevano. Io frequento il liceo delle scienze sociali e dovrei collegare questa tesina a scienze sociali,diritto, storia, italiano,scienze naturali, inglese e francese. Il mio problema sta nell’approfondire gli argomenti ed avere dei buoni consigli; sia su come organizzare lo studio sia su dove trovare dei buoni approfondimenti!! Io credo che lei sia in grado di aiutarmi pienamente in qunato ho letto le sue risposte agli altri ragazzi e ne ho tratto spunto. ma vorrei un idea un pò geniale per non annoiare. Ah cosa motlo importante nella mia scuola le tesine vengono proiettate..! un grazie anticipato.. e complimenti per il suo sito!! molto interesante, non solo per studenti ma per tutti coloro che desiderano f!
arsi una cultura propria.. Arrivederci e Buona Giornata! Jessyka Livorno

Cara Jessica,
ti ringrazio per i complimenti che fanno piacere anche ad un dio come me. Vuoi fare una tesina sull’infanzia partendo per esempio dal film di Benigni. C’è bisogno sempre di definire un percorso: che cosa vuoi trattare a proposito del tema del bambino? Devi specificare con maggiore precisione un percorso. Ti suggerisco comunque qualche collegamento e qualche spunto utile. Per storia bene il riferimento ai bambini durante le guerre; indagare il ruolo delle donne e dei bambini – settori deboli della società – , in questo periodo in cui scarseggiano gli uomini nella gestione dell’economia familiare; pensa ad un film come quello di De Sica Sciuscià, nella Napoli del secondo dopoguerra, i difficili anni della guerra ed il contatto, ‘corrotto con gli adulti’, hanno fatto si che crescessero troppo in fretta vedi qui; per diritto la legislazione del lavoro che vieta il lavoro minorile, grande conquista di alcune Nazione in atto non da moltissimo tempo; per francese c’è un altro stupendo film di L. Malle ‘arrivederci ragazzi’ narrazione del modo traumatico in cui un fanciullo cessa di essere bambino per diventare un adulto consapevole del male che gli uomini possono fare ai propri simili in una circostanza drammatica quale è appunto la guerra vedi questa scheda. Il regista ha scritto anche un romanzo dal titolo identico. Per inglese ci vedo bene il romanzo di Dickens Oliver Twist, che racconta l’appassionante storia di un orfano, cresciuto in un ospizio, che dopo innumerevoli peripezie riesce a trovare la sua strada; puoi anche parlare del film che il regista Polanski ha tratto da questo bellissimo libro.
Ecco, prova ad imbastire il tuo discorso e torna a scrivermi anche solo per farmi sapere come procede.
Ti saluto e buon lavoro,
Giano

cenerentola

emanuela cinquino, martedì 14 dicembre ha scritto:

salve, innanzituttto la ringrazio per aver risposto alla mia domanda, comunque le mie materie sono: italiano,storia ,filosofia , inglese, grafica pubblicitaria, discipline pittoriche, architettura, storia dell’arte. Premetto che non vorrei collegare ogni materia, per evitare di fare collegamenti forzati che non potrebbero piacere.
Pensavo di iniziare con la favola più celebre, quella di ”cenerentola”, e magari trattare del rapporto genitori e figli, parlare quindi della rivalità fraterna manifestata attraverso la diversità di maternità o paternità (tema comune nell’infanzia e nell’adolescenza), e trattare di cenerentola come vittima di un sistema familiare trasformato nel quale viene posta in una condizione di inferiorità.
potrei collegare grafica e pittoriche con l’evoluzione del cartone animato di disney soffermandomi soprattutto su cenerentola, ma non so.
potrebbe essere interessante come lavoro?
la ringrazio in anticipo,
un saluto
emanuela

Cara Emanuela,
mi sembra giusto il discorso che intendi fare attorno a Cenerentola e il lavoro si profila interessante. Questa favola contiene in sé molti e diversi argomenti e tu ne hai già “catturato” uno molto interessante, anche se non ho ben capito se e dove vuoi spenderlo, cioè in quale disciplina. Intanto ti do qualche suggerimento. Innanzitutto, tieni presente una cosa banale ma che puo’ esserti di decisivo aiuto: Cenerentola è una fiaba e ciò potrebbe aiutarti a trovare dei collegamenti, ad esempio con Calvino, che ha scritto un’opera di fantasia chiamata “Le cosmicomiche” e curato una raccolta di fiabe; sempre da qui parte un ulteriore spunto per inglese, come puoi osservare aprendo questo link , oppure ancora puoi pensare alla celebre e ironica favola di Orwell “Animal Farm” Altro tema che abbiamo già toccato è quello della fantasia, e qui ad esempio per arte puoi sbizzarirti: pensa ai quadri dell’Arcimboldo, oppure, per pittori più recenti, alle composizioni di Kandinskij o al Dadaismo. La fantasia richiama poi l’immaginazione e uno dei motti del ’68 era proprio “L’immaginazione al potere!” . Infine, c’è anche lo spunto “Walt Disney”, per cui ti rimando all’argomento omonimo del mio archivio, di cui ti raccomando anche gli argomenti “Fiabe”, “Fantasia”, “Immaginazione”
Fammi sapere come procedi!
Un saluto
Giano

conformismo

Rossana, martedì 14 dicembre ha scritto:

Salve Giano,
innanzi tutto complimenti perchè devi avere molta pazienza per rispondere a tutte le mail :)
Mi aggiungo alla lista chiedendoti qualche consiglio. Volevo impostare la mia tesina basandomi sul film di Woody Allen “Zelig”(non so se lo conosci), il tema da sviluppare sarebbe quindi intorno al conformismo, all’individuo e al suo rapportarsi con la massa. Avevo abbozzato qualcosa:
FILOSOFIA: FREUD (che non ho ancora studiato, ma nel film viene citato molto e so che è un caposaldo della psicologia; tra l’altro credo sia nata proprio una sindrome denominata “Zelig”)
LETTERATURA: PIRANDELLO, “Uno, nessuno e centomila”
STORIA: è ancora incerta la cosa, speravo ci fosse qualche teoria storica sul fascismo come fenomeno di aggregazione o conformazione
LETTERATURA INGLESE: WILDE sarebbe perfetto, a mio avviso, con “The importance of being Earnest”, ma ho qualche scrupolo dato che un mio compagno porta la stessa opera per il tema della maschera. Magari c’è un’alternativa valida.
Per il resto sono in alto mare. Spero tu possa darmi una mano con qualche riferimento alla LETTERATURA GRECA e LATINA che sono d’obbligo, dato che frequento un liceo classico e mi piacerebbe inserire STORIA DELL’ARTE (materia che mi trova particolrmente interessata) e GEOGRAFIA ASTRONOMICA.
Grazie per il tempo che spero mi dedicherai.

Cara Viola,
ti ringrazio per la tua cortese considerazione sulla mia pazienza, ma almeno un Dio deve esserlo!
Ti rimando al mio sito alla voce anticonformismo. Puoi certamente partire dal film di Allen oppure da quello di Bertolucci “Il conformista”, tratto dall’omonimo libro di Moravia; vedi qui. A mio avviso una differenza tra Leonard Zelig e il conformismo consiste nel fatto che il carattere classico del conformismo è orientato esclusivamente ad obbedire al potere, chiede di essere eterodiretto, è incapace di autonomia, mentre Zelig assume una qualsiasi personalità, è un ebreo americano che nella sua smodata smania di essere accettato e amato ha sviluppato la capacità camaleontica di assumere le caratteristiche somatiche, psichiche e lessicali di chiunque incontri. Lo psicoanalista Bruno Bettelheim [presente nel film di Allen nel ruolo di se stesso] fornisce il seguente commento: “Se Zelig fosse psicotico o solo estremamente nevrotico, era un problema che noi medici discutevamo in continuazione. Personalmente mi sembrava che i suoi stati d’animo non fossero poi così diversi dalla norma, forse quelli di una persona normale, ben equilibrata e inserita, solo portata all’eccesso estremo. Mi pareva che in fondo si potesse considerare il conformista per antonomasia”. Il legame con filosofia è Freud perché il necessario apprendimento delle norme sociali è favorito da un insieme di strumenti di controllo che agiscono su ogni individuo perché si conformi ai precetti del gruppo. La maggior parte di queste norme non è codificata ed è talmente connaturata ai costumi e alla cultura da passare del tutto inosservata, o dal farla ritenere non tanto la conseguenza dello sviluppo della cultura, quanto addirittura “naturale”, cioè legata alla stessa struttura biologica dell’uomo. La teoria del super-io freudiana è stata la prima teoria che ha tentato di chiarire in quale modo il controllo sociale viene interiorizzato psicologicamente e giunge a far parte della struttura della personalità. Vedi anche il mio sito .

Puoi allacciarti, per Storia, al consumismo dilagato in Italia dopo il boom economico, e alle trasformazioni sociali che il paese ha attraversato, oppure alla televisione e alla omologazione linguistica e culturale che ha attuato: vedi Pasolini e i suoi “Scritti corsari. Per Latino forse puoi parlare di un autore come Lucilio che sviluppa il concetto di satira, di critica anticonformista e per greco del poeta Archiloco. Secondo pochi frammenti rimasti dell’opera archilochea, i romantici hanno tracciato un profilo del poeta greco: individualista, trasgressivo e anticonformista, strenuo difensore della pace; vedi qui.

Un saluto e fammi sapere,
Giano

cuore

veronica cerulli, martedì 14 dicembre ha scritto:

ciao Giano!
mi chiamo veronica e frequento il 5 linguistico.Avevo pensato di fare la tesina sul cuore cioè come dualismo tra organo meccanico e ideale sede dei sentimenti.Ho fatto questa scelta perchè nonostante il mio indirizzo linguistico sono molto affascinata dall’anatomia e un po’ da tutte le materie scientifiche.Quindi per quanto riguarda anatomia sono apposto! Ora arriva il difficile:cosa ci collego con inglese,francese,spagnolo,italiano filosofia e storia della musica??Preferirei argomenti di quinta ma se proprio non si trova niente posso anche andare più indietro.. Per inglese penso di essere apposto con Poe e il cuore rivelatore.A filosofia non ho proprio idea ma ho letto qualcosa su Cartesio e il suo Discorso Sul Metodo in cui parla del cuore. Però,come ti ho detto, preferirei portare qualcosa di quest’anno,quindi da Kant in poi..Per le altre materie?Sono aperta a ogni critica,suggerimento e correzione.
grazie in anticipo!

Cara Veronica,
il tema della tesina mi sembra quello del sentimento, delle emozioni e del rapporto con il corpo, con il suo luogo simbolico, il cuore. Per parlare dei rapporti tra emozioni e cervello, dal punto di vista della cultura, della storia della filosofia occidentale, forse si può partire da Cartesio e dalla sua tendenza a scindere tra quelle che erano, secondo lui, le proprietà prettamente umane, come la razionalità, e le proprietà di tipo più animale. Nell’Ottocento, con il positivismo, le emozioni si avvicinano fortemente alla biologia: Darwin riteneva che molte delle espressioni facciali, delle emozioni, avessero un significato adattativo (come si dice in termini evoluzionistici), cioè servissero a comunicare qualcosa e tutto ciò ha un significato utile, in quanto la paura, per esempio, è un’emozione che segnala spesso un pericolo, e quindi è utile comunicarla ad altri. Egli sosteneva che molti degli aspetti delle nostre emozioni, che ritroviamo in qualche misura anche negli animali, sono delle specie di “fossili comportamentali”, cioè qualcosa che un tempo, in una lontana preistoria dell’evoluzione, aveva una sua funzione e che oggi invece ha un minor significato. Vedi qui. Quindi puoi approfondire la tematica delle emozioni come strumento adattivo all’ambiente e inserire Darwin. Ti dico anche che è consigliabile ridurre il numero di collegamenti (non più di quattro o cinque materie) per migliorare la qualità critico-analitica della tesina: occorre ricordare sempre, sarà oggetto di un’esposizione orale piuttosto breve e sintetica. Pertanto l’importante non è il numero delle materie coinvolte ma che la scelta delle materie abbia una sua organicità. Quindi sulla base di queste premesse un’idea per i collegamenti è per filosofia Nietzsche, (collegato anche al discorso sulle emozioni di Darwin in quanto per Nietzsche la sfera spirituale ha origini “umane”, materiali, di adattamento alla vita), che rivaluta il dionisiaco contro la razionalità dell’apollineo; per storia il Risorgimento, l’idea di patria unita che anima i cuori di tanti patrioti e per italiano De Amicis, il libro Cuore: quando il libro uscì, il giovane stato unitario italiano era di fronte all’impegnativo tentativo di diffondere in tutto il territorio un’unica coscienza nazionale e di realizzare un’unificazione culturale e linguistica ancora del tutto assente. Cuore e i racconti mensili cercano dunque di presentare un’Italia unita almeno nei sentimenti e nell’amor di patria. Per francese credo che Proust sia un autore pertinente, con l’episodio della “medeleine” che suscita ricordo del passato, emozione: vedi questo articolo. Fammi sapere cosa ne pensi.
Un saluto,
Giano

infinito

Sara xxxx, venerdì 17 dicembre ha scritto:

mi scuso anticipatamente per il disturbo e la ringrazio di offrire la sua disponibilità a noi ragazzi. Sono Sara, freqento l’ultimo anno del liceo classico e mi servirebbero alcuni consigli sulla tesina. So che forse è presto, anche perchè ho affrontato solo una piccola parte di tutto il programma, ma vorrei cominciare durante le vacanze natalizie almeno a scrivere una mappa.. Sono stata colpita dal tema dell’infinitamente grande e infinitamente piccolo e ho trovato davvero molti collegamenti. Le chiedo di aiutarmi a cercare qualcosa che non sia scontato e banale, soprattutto perchè non voglio che la commissione senta tutto il giorno le stesse cose!! Per esempio nella mia classe qualcuno porta kant oppure il monaco in riva al mare di friedrich. Inoltre vorrei inserire le materie i cui professori saranno esterni (per esempio latino greco storia e filosofia), ma ho difficoltà soprattutto con le prime due!! spero in un suo aiuto :)

Cara Sara,
che intendi per dell’infinitamente grande e infinitamente piccolo? Una tesina sul concetto di infinito? perché ti interessa questo argomento? Parti da questa riflessione per iniziare a costruire il percorso. Occorre trovare il tema, il filo conduttore. Si deve circoscrivere il proprio campo d’indagine in modo da evitare argomenti troppo vasti e ambiziosi, con il rischio di non esaurirli nei circa quindici minuti concessi all’esposizione orale. Quindi non bisogna aver paura di semplificare o eliminare ogni cosa che si ritiene di scarso interesse e non attinente ai fini della tesi che si vuole esporre. Hai detto che hai trovato molte cose interessanti. Fai una scelta all’interno di esse e trova quella che ti piace veramente. Poi, ricordati che non è bene inserire tutte le materie per dare una maggiore organicità al discorso. Ti consiglio la lettura di queste interviste: 1 e 2
I collegamenti in generale possono essere per latino Lucrezio, l’infinità del cosmo. Nel De rerum natura Lucrezio affronta il tema dell’infinità dell’universo, ossia la mancanza di confini e di misura dei cosmo dichiarando l’infinità dei suoi due elementi costitutivi: spazio e materia.
Per filosofia, ci sono molte possibilità; Kant che ha introdotto per primo l’idea del sublime: un sentimento prodotto da ciò le cui dimensioni sono incommensurabili con quelle del soggetto umano: Sublime matematico ( grandezza spaziale smisurata rispetto alla scala umana es. monaco al mare ) e Sublime dinamico ( potenza e/o energia smisurata rispetto alla scala umana e che mostra la piccolezza l’impotenza dell’uomo e lo minaccia es. naufragio ). Un’altra possibilità è inserire la scienza del Novecento: rifletti sulla frase di Pascal: Stanco di studiare l’infinitamente grande o l’infinitamente piccolo, lo scienziato si mise a contemplare l’infinitamente medio. Un percorso può essere quello della scienza che cerca continuamente una verità per il nostro mondo dei sensi, il mondo del senso comune, e per fare questo deve andare oltre il senso comune, cercare cioè l’infinitamente grande e infinitamente piccolo, telescopio e microscopio. Popper e la teoria della falsificabiltà. Secondo Popper le teorie scientifiche si distinguono dalle quelle pseudoscientifiche per il fatto di essere falsificabili: possono essere contraddette dall’esperienza. Le teorie pseudoscientifiche o metafisiche sono invece infalsificabili o per la loro forma logica (asserzioni esistenziali) o per l’atteggiamento metodologico dei loro sostenitori che le rendono immuni dalla confutazione con stratagemmi ed ipotesi ad hoc. La verità non è una proprietà definitiva delle teorie, che restano sempre ipotesi o congetture, ma è una sorta di ideale regolativo, che guida il processo di crescita della conoscenza: questo può essere inteso come approssimazione alla verità, nel senso che la massima approssimazione è data dalla teoria meglio controllata sino a quel momento.
Vedi la sua intervista . Per italiano puoi parlare della tensione finito-infinito nel Paradiso di Dante: Dante e Dio si presentano come estremi opposti: l’Uomo, cioè il Fin ito, il limitato, e Dio, cioè l’infinito e l’illimitato. La dicotomia, che è presente in maniera molto forte nel canto iniziale e in quello conclusivo e figura simbolo della dicotomia Finito-Infinito è certamente Cristo: la sua duplice Natura, umana e divina unisce il finito e l’infinito, l’Uomo e la Divinità. Per greco il confronto tra il significato positivo e negativo del concetto di infinito. Il termine è stato impiegato per la prima volta da Anassimandro che lo intendeva come archè, ovvero principio primo di tutte le cose. Con i pitagorici si giunge ad una vera speculazione sull’infinito: esso `e associato all’imperfezione, alla mancanza di forma. La concezione prevalente sull’infinito nel mondo greco è quella aristotelica, in cui l’infinito è identificato con la pura negatività della materia potenziale. Solo gli epicurei, rifacendosi alla concezione di Democrito, intesero in senso positivo l’infinito: essi lo identificarono con il vuoto e dunque con un componente essenziale dell’universo nello stato originale. Per arte il puntinismo dove i colori vengono accostati su di una tela o un altro supporto, attraverso piccoli punti (da qui il nome di Puntinismo) di colore puro e tra di loro complementari, ed affidando poi all’ occhio dell’ osservatore, il compito di fonderli insieme e di amalgamarli Spero di averti dato dei buoni spunti per imbastire la tua tesina. Torna a scrivermi.
Un saluto e buon lavoro,
Giano

magritte

giorgia giorgia, mercoledì 15 dicembre ha scritto:

Caro Giano,
frequento il 5 anno del liceo liguistico e i professori hanno cominciato a chiederci gli argomenti d’esame.
Vorrei partire dall’opera di Magritte “ceci n’est pas une pipe” e parlare quindi di ciò che è reale e ciò che invece è la sua rappresentazione.
Devo collegare inglese,francese,italiano,storia,fisica,scienze e filosofia e non so assolutamente da dove partire!
L’unico collegamento a cui avevo pensato era matematica come rappresentazione perfetta della realtà..
Puoi darmi un aiuto?
Grazie
Giorgia.

Cara Giorgia,
mi sembra un ottimo punto di partenza l’opera di Magritte. La declinazione che si può dare al tema è certamente quella del rapporto realtà-rappresentazione. Qui i collegamenti non sono
troppo difficili. Ad esempio, per filosofia puoi pensare all’opera di SchopenhauerIl mondo come volontà e rappresentazione“, in cui il reale empirico vien visto come una rappresentazione del soggetto, operata in virtù delle sue facoltà conoscitive, di contro alla vera realtà, all’essenza del tutto, identificata con un impulso cosmico, cieco e irrazionale come la volontà di vivere . Per storia un suggerimento classico in proposito è la spietata propaganda mistificatoria fatta dai totalitarismi fascista e nazista . Un riferimento imprescindibile per italiano è Luigi Pirandello e la sua idea che l’identità di ciascun individuo sia solo una rappresentazione, auto o etero imposta, che cela la vera essenza della vita come flusso irrefrenabile e indeterminabile in via definitiva. In inglese mi vien in mente il celebre romanzo
di Wilde “The picture of Dorian Gray”, che s’incentra proprio su una rappresentazione e la singolare sorte che subisce, ovvero il ritratto del protagonista; da qui potresti ricollegarti al capostipite della corrente cui Wilde apparteneva, ovvero il celebre autore francese Huysmans e al suo romanzo “A rebours”, il cui protagonista vive un volontario distacco dalla realtà che lo condurrà a stati allucinatori prima del forzato e deluso ritorno in società.
Questi spunti mi sembrano già sufficienti per articolare un efficace discorso. Altri ne puoi trovare nell’argomento “essere e apparire” del mio archivio.
Torna a scrivermi anche solo per farmi sapere come procede.
Un saluto
Giano

mare

stefano fabiano, martedì 14 dicembre ha scritto:

Ciao Giano sono in 5 superiore e sto preparando una tesina sul mare solo che mi sembra troppo generale come argomento e poco originale però è la mia più grande passione. Pensavo di anzalizzare nella tesina il concetto del mare nel mondo passato fino ai giorni nostri così ho deciso di fare la mia tesina in questa maniera:
Latino:il come come divinità nei classici e la sua creazione nelle naturales questiones di Seneca o anche nel de rerum natura di Lucrezio
Arte:Gustav Courbet con “l’onda” o “il mare in burrasca”
Inglese:”il vecchio e il mare” di hemingway o “the rime of the Ancient mariner” di coleridge
Attualità:il disastro ambientale della petroliera incagliata nel 2010 presso il golfo del messico
Scienze e biologia:la corrente del messico
Ora il problema è che mi mancano materie come filosofia o storia mi servirebbe una delle due da portare e lo stesso per italiano.Inoltre volevo sapere se potevi consigliarmi un libro da poter leggere sul mare perchè vorrei partire a fare la mia tesina facendo prima l’analisi di un libro che sia molto connesso,un libro che presenti il concetto di mare nel passato la sua funzione che importanza ha oggi.Grazie per la tua disponibilità^^

Caro Stefano,
il mare è un argomento affascinante, (vecchio luogo comune è il pensare l’Italia una terra di santi, poeti e navigatori) e l’unica cosa che ti consiglio è esprimere i motivi del tuo interesse per il mare, in modo da dare un carattere più personale e autentico ad un tema, che, se non presentato con originalità, rischia di apparire banale. Per filosofia puoi parlare dei filosofi dell’idealismo, influenzati dal Romanticismo, come Hegel per il quale il mare è l’elemento fluido, cangiante che non si dà, non si lascia stringere da nessun abbraccio, un infinito che contiene al suo interno il finito. Per Hegel la realtà è una lotta dura ed infinita che lo spirito ingaggia con se medesimo per il raggiungimento del proprio concetto, quello della libertà, dalla libertà di uno solo, a quella di pochi, infine dell’ uomo in quanto tale. In questo cammino dello Spirito, anche la geografia ha un’ importanza secondo Hegel e il paese costiero rende manifesto negli uomini la volontà di superare ogni pacifica limitazione, il mare suscita coraggio, desiderio di conquista, rapina e guadagno; vedi questo link.

Per italiano Verga con i Malavoglia, magari partendo con la bellissima scena del film di Visconti “La terra trema”, delle donne che scrutando l’orizzonte aspettano i loro uomini ritornare dalla pesca: il mare era paura, minaccia. Restando in Sicilia, va pur ricordato il capolavoro, o quantomeno il romanzo del Novecento più ambizioso di tutti, nella nostra letteratura, come “racconto del mare”: Horcynus Horca di Stefano D’Arrigo. Datato al 1975, ma scritto e riscritto più e più volte prima e dopo, in un instancabile e nevrotico lavorio che ha logorato le energie dell’autore, è uno dei romanzi più complessi, difficili, nevrotici, enormi e affascinanti dello scorso secolo. In esso D’Arrigo ha osato l’inosabile, confrontandosi sia con l’Odissea che con la sua derivazione modernista, l’Ulisse di Joyce.

Per storia puoi parlare della politica aggressiva e nazionalistica del fascismo che vedeva il Mediterraneo come il “lago italiano”. Gli interessi dell’Italia e della Francia si urtavano anche nel mare Mediterraneo. La situazione qui si era estremamente deteriorata in relazione agli avvenimenti di Spagna e in connessione coi piani aggressivi dell’Italia nell’Adriatico e nel Mediterraneo orientale. Le intenzioni dei fascisti erano quelle di diventare i padroni del Mediterraneo, e avrebbe fatto di questo mare un lago interno italiano. Vedi qui

Un saluto e dimmi cosa ne pensi,
Giano

solitudine dei numeri primi

stefania, venerdì 17 dicembre ha scritto:

Ciao Giano,innanzitutto grazie per l’aiuto che riuscirai a darmi.
Ho un problema nel fare i vari collegamenti per la tesina di maturità,come tema centrale ho deciso di porre “la solitudine dei numeri primi“,prendendo dal libro stesso alcune parti che possano farmi creare un collegamento con le materie che sto studiando.
I collegamenti che ho già fatto sono :
-filosofia: Freud (poichè voglio parlare dei problemi psicologici dei due protagonisti e quindi parlare della psicologia e di freud) -italiano:o pirandello con “una,nessuna e centomila” o Italo svevo con la “coscenza di zeno” (sempre per continuare il discorso psicologico dell’uomo)
-inglese: pensavo ad emily dickinson per trattare il tema della solitudine in generale
-arte: pensavo di collegare la fotografia (poichè nel libro la protagonista è una fotografa,però non so ancora se il professore mi permetterà questo collegamento) Per quanto riguarda latino,fisica e storia non ho proprio idea invece.
Per matematica il collegamento sarebbero i numeri primi,ma la mia professoressa vuole qualcosa di attinente al programma,e sinceramente non so se ci sia qualche collegamento con i limiti.

Per questo vorrei qualche consiglio:D

Cara Stefania,
Mattia e Alice, i protagonisti di questo romanzo, sono così, due persone speciali che viaggiano sullo stesso binario ma destinati a non incontrarsi mai. Sono due universi implosi, incapaci di aprirsi al mondo che li circonda, di comunicare i pensieri e i sentimenti che affollano i loro abissi. Due storie difficili, due infanzie compromesse da un pesante macigno che si trascina nel tempo affollando le loro fragili esistenze fino alla maturità. Puoi partire anche dal film tratto dal romanzo di Giordano.
Bene per filosofia Freud che partì dalla constatazione che, se si riesce a rintracciare nel profondo dell’inconscio (Es) del soggetto nevrotico l’evento psichico traumatico che ha dato origine alla sua malattia, e si riporta questo ricordo alla coscienza (Io), il paziente guarisce; la nevrosi si risolve. In questi eventi dolorosi, cancellati dalla coscienza e depositati, (rimossi), nell’inconscio, ma non dimenticati, Freud riconobbe una forte impronta a sfondo sessuale. Vedi Huston. Per latino puoi parlare di Lucrezio, del De rerum natura, della visione della dottrina epicurea della natura e dell’uomo; Secondo la fisica epicurea, che recupera le teorie atomistiche di Leucippo e Democrito, l’universo vive del moto incessante di atomi, che si aggregano e disgregano originando la realtà che tutti vediamo e nascita e morte sono costituite da questo continuo processo di aggregazione e disgregazione. Lucrezio riteneva che il mondo fosse regolato dalle leggi naturali e non per opera degli dei, così come la civiltà era opera degli uomini e non degli dei. Queste teorie anticipano quelle della scienza e della filosofia moderna, che vede la verità non nelle cause finali, ma in quelle efficienti.
Per storia puoi partire da questo passo di Montale .

Sotto lo sfondo così cupo dell’attuale civiltà del benessere anche le arti tendono a confondersi, a smarrire la loro identità. Le comunicazioni di massa, la radio e soprattutto la televisione, hanno tentato non senza successo di annientare ogni possibilità di solitudine e di riflessione. Il tempo si fa più veloce, opere di pochi anni fa sembrano «datate» e il bisogno che l’artista ha di farsi ascoltare prima o poi diventa bisogno spasmodico dell’attuale, dell’immediato. [...] In tale paesaggio di esibizionismo isterico quale può essere il posto della più discreta delle arti, la poesia? La poesia così detta lirica è opera, frutto di solitudine e di accumulazione. Lo è ancora oggi ma in casi piuttosto limitati. [...]potrà sopravvivere la poesia nell’universo delle comunicazioni di massa?

da qui inserire il tema della civiltà dei consumi, del boom economico, della solitudine dell’individuo di oggi, afferrato dal consumismo, nel chiuso di televisione, automobile, cellulare e facebook.
Fammi sapere.
Un saluto e buon lavoro,
Giano

tempesta

arianna dottori, mercoledì 15 dicembre ha scritto:

Ciao giano,
quest anno ho la maturità e stavo cominciando a farmi un’idea della tesina da portare… Che ne pensi de “la tempesta“? Sia dal punto di vista Umanistico che da quello Scientifico (almeno potrei fare un lavoro interdisciplinare)..
Quali collegamenti potrei fare? E quali libri potrei leggere per aiutarmi nella stesura?

PS: Ho già letto “the tempest” di Shakespeare..
Grazie in anticipo :-D
Arianna Dottori

Cara Arianna,
dovresti pensare a come vuoi declinare il tema della tempesta. Naturalmente per le discipline scientifiche è abbastanza facile trovare dei collegamenti; penso ad esempio a Geografia Astronomica. Poi, direi che bisogna allargare un po’ il tema, ad esempio con il “genere” in cui rientra la tempesta, ovvero quello delle catastrofi naturali. In tal maniera può essere agevolata la scelta di qualche collegamento. Ad esempio, c’è un libro dello scrittore inglese Joseph Conrad che ti raccomando di leggere . Un altro spunto può essere quello di pensare al filosofo francese Voltaire e al poema scritto a proposito e sull’onda emotiva del terribile terremoto di Lisbona del 1755 ; qui emergono temi cari a Voltaire, come la sua critica all’ottimismo a alla teodicea leibniziana; leggi anche questo estratto dalla celebre opera “Candido o dell’ottimismo” .
Rimanendo invece un po’ più fedeli al tema della tempesta mi viene in mente la “Desert storm“, ovvero il nome della campagna bellica americana in Iraq nella prima guerra del golfo .
Mi auguro questi spunti ti siano in qualche modo utili. Fammi sapere

Un saluto
Giano

evoluzione -> Arte e letteratura

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Il cammino di maturazione intrapreso dall’individuo è quello della sua formazione, illustrato in maniera emblematica nel cosiddetto Bildungsroman; ma puo’ anche riguardare la crescita ed evoluzione dello stile di un artista, come esemplificato dal percorso dei più grandi pittori, tra i quali ci è sembrato particolarmente calzante il caso di Gustav Klimt.

Il Bildungsroman: I turbamenti del giovane Törless

Robert Musil

Robert Musil

Il “Bildungsroman” o romanzo di formazione – la cui denominazione si deve alla sua originaria fioritura in terra tedesca, con la celebre opera di Goethe Gli anni di apprendistato di Wilhelm Meister (1796) – è un genere letterario cui possono essere ricondotti alcuni fra i più grandi capolavori della letteratura mondiale. Ciò che s’intende con questa definizione va ricercato nel termine tedesco “Bildung”, termine che racchiude significati diversi per quanto limitrofi, come cultura, formazione, educazione; inoltre, ed è forse l’aspetto centrale, con esso s’intende tanto la formazione come processo quanto la formazione come risultato acquisito. Perciò con romanzo di formazione di intende un’opera solitamente centrata su un protagonista e sulle avventure, esperienze e azioni che lo conducono alla maturazione, a essere ciò che la sua natura reclamava come proprio autocompimento, o che è lo stesso, parafrasando Nietzsche, a divenire ciò che è.

Da questo superbo genere Giano ha scelto per voi un’opera di uno dei maggiori scrittori di ogni tempo, I turbamenti del giovane Törless di Robert Musil. Ambientato nella periferia orientale dell’impero asburgico, il romanzo narra le vicende di un giovane studente di un collegio militare – Törless – focalizzandosi in via esclusiva sul ruolo che esse rivestono nella crescita del protagonista, adottando il suo particolare punto di vista fatto di elucubrazioni, tentennamenti, carenze interpretative riguardo agli stati d’animo che le diverse esperienze ingenerano in lui. Questo perché si tratta di un giovane che matura lentamente la scoperta del proprio sé nel periodo adolescenziale, in una crescita graduale che segna via via il distacco affettivo dai genitori, la rottura di un’amicizia resa impossibile dall’emergere dei primi tratti di una personalità decisa, e soprattutto l’erompere di una sensualità travolgente e difficilmente arginabile, che troverà come “oggetto provvisorio del suo desiderio” la femminea e debole figura del compagno di corso Basini. Proprio questi, con la sua inconsistente personalità, avrà un ruolo decisivo nella maturazione di Törless, non soltanto come spinta all’emergere della tempestosa sensualità adolescenziale, ma anche come cavia per il suo desiderio di conoscenza dell’animo umano, degli abissi e della cadute in cui puo’ incorrere, dell’indegnità e indecenza in cui puo’ precipitare, essendo Basini privilegiato oggetto delle torture e abusi sessuali dei compagni di corso più vicini a Törless. Se a questo si aggiunge la nuova curiosità del protagonista per tematiche metafisiche – la difficoltà che egli percepisce nell’ammettere i numeri immaginari nell’universo anche solo intellettuale, il conseguente interesse per il Kant della Ragion pura – e la morbosa attrazione verso i misteri che agli animi più sensibili la natura sembra sussurrare anche nei paesaggi più comuni, possiamo dire che inizia a delinearsi in lui la graduale presa di coscienza della propria personalità, della sua natura “estetico-intellettuale”, esclusivamente interessata allo “sviluppo dell’anima, dello spirito, o comunque si chiami la cosa dentro di noi che ogni tanto s’arricchisce per l’aggiunta di qualche idea raccolta fra le idee di un libro o sulle labbra chiuse di un ritratto”. Una maturazione che puo’ dire di trovare il suo primo compimento nel monologo che Törless tiene dinanzi al direttore e alcuni insegnanti nelle pagine conclusive del libro e dal quale emerge una prima presa di possesso di ciò che egli più profondamente e autenticamente è.

Una vita violenta di Pasolini

Pasolini

Pier Paolo Pasolini

Questo romanzo di Pasolini rappresenta a nostro avviso un esempio, forse non del tutto canonico ma senz’altro efficace, di ciò che si deve intendere per “romanzo di formazione”. Lo sviluppo del romanzo è infatti incentrato su una drammatica parabola esistenziale, per giunta di un personaggio che non appartiene, come spesso accade in questo filone, alla classe borghese, trattandosi di un giovane scapestrato che assegneremmo piuttosto a quello che Marx definiva Lumpenproletariat: quella classe cioè composta da individui estremamente poveri e priva di ogni coscienza politica. Questo perlomeno per quanto concerne gli inizi della vicenda. Il protagonista, Tommaso, è un tipico personaggio pasoliniano: povero, analfabeta, rissoso, spesso nei guai con la giustizia. Egli trascorre le sue giornate in lunghe peregrinazioni nella Roma del dopoguerra, alla ricerca dell’espediente che possa garantirgli qualcosa da mettere sotto i denti: si tratti di furti, di lavori occasionali, o addirittura di prostituzione. Nel corso del romanzo emergono momenti e figure che sembrano poter dare una svolta positiva alla vita di Tommaso, dall’incontro con Irene, ragazza con cui intrattiene una sorta di relazione, all’assegnazione di una casa da parte del comune. Ma sarà solo dopo la detenzione per rissa e una lunga degenza in ospedale per tubercolosi che egli maturerà un’autentica coscienza politica, in termini pasoliniani, avvicinandosi al PCI, cui si iscrive, e alle manifestazioni sindacali. Scena emblematica del suo cambiamento ed epica per la splendida modalità in cui viene tratteggiata è il coraggioso aiuto che egli dà durante un nubifragio, salvando una prostituta bloccata in casa dalla melma nella Piccola Shangai – borgata dove Tommaso aveva vissuto – e infine, stremato e coperto di fango, portando tre bambini, due per mano e l’altro sulle spalle, al quartiere di Pietralata, alla sezione del partito. Un gesto eroico, che segna la maturità e la crescita morale e civile del protagonista, ma anche la sua fine: una ricaduta di tubercolosi gli sarà infatti fatale.

La tempesta di William Shakespeare

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Pensando ogni viaggio come un percorso che genera cambiamenti e quindi una crescita interiore, è inevitabile l’associazione a opere di artisti o alle loro esperienze. Dal teatro elisabettiano all’arte del ‘900 è possibile rintracciare numerosi casi, tra i quali Giano ha scelto per voi due artisti dei più talentuosi nella loro epoca.

Un eccellente esempio è la commedia shakespeariana La Tempesta. William Shakespeare ( Stratford-upon-Avon 1564- 23 aprile 1616) poeta e drammaturgo inglese, è considerato dalla critica come una delle più grandi personalità della letteratura di ogni tempo nonché uno degli esponenti principali del Rinascimento inglese. Il racconto della commedia inizia quando gran parte degli eventi sono già accaduti. Il mago Prospero, legittimo Duca di Milano, e sua figlia Miranda, sono stati esiliati per circa dodici anni in un’isola dopo che il geloso fratello di Prospero, Antonio – aiutato dal re di Napoli – lo aveva deposto e fatto allontanare con la figlia di tre anni. In possesso di arti magiche dovute alla sua grande conoscenza e alla sua prodigiosa biblioteca, Prospero è servito controvoglia da uno spirito, Ariel, che egli ha liberato dall’albero dentro il quale era intrappolato.

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Miranda-The tempest, di John W. Waterhouse, 1916, olio su tela

La narrazione è tutta incentrata sulla figura di Prospero, il quale, con la sua arte, tesse delle trame in cui costringe gli altri personaggi a muoversi. Nel frattempo, nasce una relazione romantica tra Ferdinando e Miranda. I due si innamorano immediatamente e il loro matrimonio sarà la causa della riconciliazione di Prospero con suo fratello Antonio.

Infine Prospero rinuncia alla magia a seguito dell’occasione di riconciliarsi con se stesso e la società . Il dramma è interessato a cosa contraddistingue una monarchia virtuosa, presentando al pubblico varie possibilità. Nel XX secolo, i critici letterari post-colonialisti furono molto interessati a questo aspetto, vedendo in Calibano, essere brutale che Prospero incontra sull’isola, un rappresentante dei nativi sottomessi ed oppressi dall’imperialismo.

Il bacio di Gustav Klimt

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Il Bacio, di Gustav Klimt, 1907-08, olio su tela

Il pittore austriaco Gustav Klimt è autore de Il bacio, un’opera in pieno accordo con i canoni dello stile Liberty, con decorazioni e mosaici in color oro sullo sfondo. Egli nel dipinto, come in altri dello stesso periodo, dimostra d’attraversare una fase evolutiva della sua pittura. Il Bacio è un’icona dell’arte del XX secolo, estremamente ricercato nella composizione e controverso nei contenuti. Lascia aperti, infatti, molti interrogativi e spunti di riflessione: sulle simbologie sessuali che racchiude, sull’identità dei due amanti ritratti e sull’interpretazione del motivo erotico.
La netta separazione dei due sessi, evidenziata dal codice simbolico di elementi geometrici quadrati e spigolosi per l’uomo e di forme circolari per la donna, trova la sua trascendenza nell’aura che circonda entrambe le figure.
Superamento, dunque, della conflittualità espressa nelle altre opere, in un crescendo di unione spirituale che si traduce in una purezza ideale, racchiusa in un’aura mistico-erotica in cui l’erotismo si percepisce in modo impalpabile, forza vitale che si genera dall’unione dei due amanti.

Il Bacio immerge lo spettatore in un mondo onirico senza tempo, in cui trovano modo di esprimersi i sensi primordiali e le pulsioni vitali. Il fascino del quadro risiede nell’impossibilità di catturare quell’ impalpabile atmosfera da subire. In un’atmosfera di totale estraniazione dal mondo, l’amore non si accontenta di possedere la mente, il corpo e le attenzioni dell’essere amato, ma pretende di impregnarne l’esistenza con la propria, in una fusione di carne, sangue e di pensieri.