Giano

Tesina etica

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bene e male

francesca, giovedì 07 mag ha scritto:

caro giano… sono una studentessa del quinto anno .. frequento il liceo scientifico.. sono un pò preoccupata per la mia tesina… avrei voluto iniziare con l ‘ interrogativo unde malum? di sant agostino.. solo che i collegamenti cn le altre materie… sopratutto scientifiche mi sembrano parecchie forzate.. potresti consigliarmi come affrontare qst tesina incentrata sul bene e sul male…? ho tanto bisogno di un consiglio..:)

francesca, venerdì 08 mag ha scritto:

grazie giano lo stesso..

Cara Francesca,
non ti ho dimenticata. Aspettavo di aver completata la risposta prima di mandartela. Visto che stai perdendo la fiducia comincio con inviarti un primo suggerimento che vorrò completare con opportune integrazioni in una seconda lettera. Dunque. Non sempre è possibile trovare collegamenti completamente aderenti. Non c’è però da preoccuparsene più di tanto: una tesina si giudica per i contenuti e per il filo logico che li connette e non secondo il modello astratto della “completezza”. Il problema del bene e del male in rapporto, come sicuramente saprai, viene studiato in filosofia e teologia da una disciplina che si chiama teodicea. Sulla teodicea (letteralmente “giustizia” o “giustificazione di Dio”) c’è stata un’ampia discussione soprattutto nel Settecento, il secolo dei Lumi o della Ragione. “Il Candide “di Voltaire fu scritto in seguito ad un violento terremoto che colpì Lisbona e che fece per un certo tempo vacillare l’idea allora trionfante della spiegazione mediante cause razionali di ogni evento. Si fronteggiavano soprattutto due opposti partiti: i deisti, i quali affermavano che anche il male aveva un senso nell’economia generale del mondo e che tutto si spiegava a partire dalla prospettiva di dio, e quello di coloro che dicevano che il mondo è un semplice e irrazionale agglomerato di atomi e che anche l’uomo vive in un’illusione prospettica credendo che esistano valori come il bene o il male. Erano soprattutto gli scienziati di ispirazione meccanicistica ad aver questa visione materialistica. Forse potresti mettere a oggetto i progressi della fisica newtoniana fra Sei e Settecento e l’affermarsi connesso ad essi del paradigma delle scienze che imponeva anche ai credenti di riconsiderare su nuove basi il rapporto col mondo e con Dio. Focalizzando l’attenzione su un periodo storico ben preciso, voglio dire, potresti includere la scienza nel tuo discorso come esempio diverso di spiegazione del problema della teodicea. Spero di esserti stato di aiuto, almeno per focalizzare il tema. Ci risentiamo presto,
Giano

Cara Francesca,
ho ancora pensato alla tua tesina ed ecco che cosa mi è venuto di dirti.
La presenza del male nel mondo, il problema cioè di come esso si concilia con la presenza di dio, è da sempre oggetto di discussioni teologiche, filosofiche, morali. In termini tecnici, si parla propriamente di teodicea: una delle più raffinate risposte in filosofia sono, per fare due soli esempi, quelle di Leibniz e Kant (che per primo ha parlato di “male radicale”); mentre in ambito cattolico il riferimento principale è alla “Teodicea” in tre volumi di Antonio Rosmini. Puoi ripercorrere tutta la riflessione seguendo le tracce presenti nel libro di Stefano Brogi “I filosofi e il male. Il problema della teodicea da Platone a Auschwitz”, edito da Franco Angeli. Interessante è anche però il dopo Auschwitz. Adorno affermò che “dopo Auschwitz era impossibile pensare”. Un commento a questa tesi, a prima vista paradossale, la trovi nel bel volume di Franco Rella, “Figure del male”, edito da Feltrinelli.
Fammi sapere come hai impostato la tua tesina e se hai ancora bisogno di aiuto.
Buon lavoro.
Giano

bioetica

gianluca, sabato 20 giu ha scritto:

ciao giano
avrei bisogno di un parere.
frequento il liceo scientifico e quest anno per l esame di maturita vorrei portare il tema della bioetica. per quanto riguarda i collegamenti ho pensato:
FILOSOFIA: bioetica laica e cattolica
STORIA: sperimantazioni dei nazisti nei campi sterminio e aktion T4
ITALIANO: la sessualita di d’annunzio oltre i limiti della natura
LATINO: seneca favorevole al suicidio perche è come una liberazione dal dolore
ATRE: munch, morter e malattia sono temi presenti nelle sue opere
INGLESE: il caso di Eluana Englaro in english
scienze qualche consiglio?
socondo te sono azzeccati i collegamenti??
grazie in anticipo

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Orientarsi e scegliere

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L’adolescenza è per antonomasia l’età delle opportunità e dei desideri. È dunque normale che alcuni possano giungere, verso la fine delle scuole superiori, al momento di scegliere un indirizzo universitario e un orientamento lavorativo con qualche incertezza, a volte dovuta al non sapere quale opzione preferire tra le diverse possibili o desiderate.

Le opportunità

Naturalmente bisogna considerare che, qualsiasi scelta si faccia, non sarà necessariamente quella definitiva e immodificabile. Innanzi tutto perché la vita offre opportunità spesso inattese e poco prevedibili. Poi perché titolo di studio e carriera effettiva non sono necessariamente elementi indissolubilmente connessi, tranne che nel caso di professioni con accesso ad albi per titoli ed esami. Ho conosciuto e conosco avvocati che vendono immobili, ingegneri che si occupano di risorse umane, psicologi che curano l’erogazione di mutui in banca, laureati in agraria che sono manager in multinazionali o consulenti di organizzazione aziendale, commercialisti che sono anche postini e direttori generali o amministratori delegati che non sono laureati per niente.

La Scelta

L’attività che svolgerete e la carriera che la vita vi riserva, saranno il frutto di decisioni e scelte difficili o impossibili da prevedere oggi e probabilmente saranno meno lineari e predeterminate di quanto fossero una o due generazioni fa.

Il Lavoro

Sigmund Freud
Il lavoro segue logiche differenti dalla scuola, ma occuperà una parte importante della vostra vita futura, sarà fonte di gioie ma anche di problemi. Costituirà, per la maggior parte di voi, il modo per mantenere se e la propria famiglia, ma anche un elemento fondamentale della propria identità personale e sociale, al punto che Freud lo considerava un elemento chiave per determinare il benessere di un individuo.

Aspettative, valori e risorse

Negli anni a venire dovrete fare delle scelte lavorative, di cui la scelta della facoltà universitaria è solo la prima. In queste scelte, quanto più ci sarà coerenza tra le vostre aspettative (cosa mi aspetto succeda, cosa vorrei succedesse, quanto mi aspetto di farcela o no…) i vostri valori (cosa è importante per me, a cosa non rinuncerei, cosa credo sia giusto.) e le vostre risorse (capacità, attitudini, talenti, relazioni sociali.) tanto più vi sarà probabilità di successo e di cogliere o creare le occasioni giuste. Per questo è importante cominciare a chiarirsi quali sono i propri orientamenti di valori e le proprie motivazioni al lavoro.

Quelle che seguono sono alcune riflessioni sparse, che hanno lo scopo di voler contribuire alle vostre scelte e al vostro progetto di vita. Il mio invito è di soffermarvi sulle 9 parole associate alle immagini di questa pagina e tra esse individuate quelle che vi appartengono. Di esse fate ingredienti per una buona scelta.

passione sicurezza Autonomia
specializzazione intraprendenza stabilità
solidarietà identità managerialità

Ma come decidere? Alla fine, però, non avete ancora trovato il bandolo della matassa. Non vi rispecchiate in nessuno degli orientamenti esposti, ovvero troppi vi attirano, rendendo ancora complessa la scelta. Scrivete i valori e le opzioni in cui vi riconoscete, aggiungendo quelle che non abbiamo menzionato. Pensate a come vi vedete tra 7 o 8 anni e mettete in ordine di priorità la lista che avete fatto. A cosa non siete disposti a rinunciare? Oppure? Oppure vi consiglio caldamente di  scrivere a Giano che vi dà la possibilità di confrontarvi con gli esperti Luiss. Ad essi potete rivolgere le vostre domande. Mediante il dialogo con loro potrete precisare le ragioni della vostra scelta, fugare eventuali dubbi a riguardo e affinare il vostro processo decisionale.

Più vi conoscete meglio decidete! A tutto vostro vantaggio!

(Umberto Frigelli – psicologo del lavoro)

Come fare la scelta giusta

Quale percorso universitario intraprendere dopo la maturità? Come orientarsi nella scelta? E’ importante fare la scelta giusta, ma cosa vuol dire fare la scelta giusta? Una possibile risposta a questa domanda è che la scelta giusta è quella coerente con il proprio modo di essere. (continua)

Orientarsi e scegliere –> la Passione

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Giuseppe di Vittorio

Giuseppe Di Vittorio

Avere e coltivare una passione è certamente un primo passo per capire cosa vi piace fare e quali sono i vostri interessi. Non dico che automaticamente la passione vi possa illuminare sul vostro futuro lavorativo, ma che, se la state coltivando, vi può aiutare a riflettere su di voi, sulle vostre preferenze di valori, sulla vostra capacità di relazionarvi con gli altri, di affrontare le difficoltà, di avere disciplina, di godere del successo e di tollerare l’insuccesso, di applicarvi ad un argomento, di imparare dall’esperienza.

 

Nassim Taleb

Nassim Taleb

Naturalmente non sempre è così immediato trasformare una passione in un lavoro. Amare il calcio e diventare un giocatore professionista sono un’aspirazione per molti e una realtà per pochi. Tra prendere lezioni di chitarra e diventare membro di un gruppo rock che vende milioni di dischi vi possono essere variabili che oggi è difficile prevedere.

Infatti, come dice Nassim Taleb, le professioni “scalabili”, ossia quelle il cui ritorno economico non è soggetto alla semplice quantità di lavoro svolto (come per un attore, un musicista o un calciatore …) sono buone solo se si ha successo, sono molto competitive, generano disuguaglianze tra le chi le pratica, sono più casuali e caratterizzate da molte disparità tra sforzi e ricompense: pochi si dividono la torta tra i molti che cercano di avere successo. Una passione quindi deve innanzi tutto darvi indicazioni sulle vostre capacità, sui vostri valori, sulla vostra personalità, sul modo in cui avete sino ad oggi affrontato il vostro mondo e anche sul vostro modo di ragionare e affrontare i problemi. Se intendete scegliere un corso di studi che vi consenta di renderla anche un lavoro, fatelo con senso di realtà, informandovi sugli aspetti pratici di quella carriera e sulle condizioni necessarie per poterla esercitare.