La vendetta è un comportamento che matura dalla sensazione di aver subito un torto, di essere cioè stati oggetto di un sopruso, di un’ingiustizia. E’ il manifestarsi a volte strategico e meditato, a volte esplosivo e impulsivo, di un atto che mira a stabilire un nuovo equilibrio di forze, a farsi giustizia, appunto, senza passare per le normali regole che governano la convivenza tra gli uomini, ma facendo uso di mezzi personali. “La vendetta è un piatto che si mangia freddo” – recita un detto molto noto, alludendo al fatto che la vendetta è un sentimento capace di razionalità e calcolo, quindi di ragionamento e analisi. Questo rende la vendetta un tema molto affascinante e complesso.
Vedremo, nel percorso che ti suggerirò, che si tratta di un sentimento antico, che ritroviamo molte volte nella letteratura classica e che ha subito notevoli trasformazioni adattandosi alle diverse società e alle loro dinamiche. Così è proprio dal mondo classico e dalla filosfia che ti consiglio di partire per analizzare questo tema.
In una famosa opera “Così parlo Zarathustra” il filosofo tedesco Nietzsche afferma: «Lo spirito di vendetta: amici, su nient’altro finora gli uomini hanno meglio riflettuto, e dov’era sofferenza, sempre doveva essere una punizione». Tra tutti i filosofi che si sono, a vario titolo, occupati della vendetta, ti consiglio di soffermarti proprio su Nietzsche.
Lo spirito di vendetta, che riguarda non un particolare tipo di uomini ma l’intera umanità, implica che colui che vuole vendicarsi intende porre in una condizione di subalternità il suo rivale, usargli violenza. Inoltre apre un conflitto tra il tempo e la volontà: vendicarsi significa far rivivere il passato, impedire che le cose continuino il proprio corso per correggerle, modificarle. In questa dinamica, Nietzsche vede la possibilità per l’uomo di una redenzione: la volontà riesce infatti a ricreare, nel circolo del tempo, la realtà, ad imporre un’azione contraria al corso delle cose. Ti consiglio di leggere questo saggio e di approfondire le varie fasi della riflessione di Nietszche.
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Attesa
sofia, venerdì 26 mar ha scritto:
Caro Giano,
mi chiamo anna e frequento il liceo classico.Quest’anno sono di maturità e il mio obiettivo è quello di portare una tesina che tratti di materie scientifiche collegate però in qualche modo a quelle classiche. Ho pensato di affronatare il tema dell’attesa. Avevo pensato:
Filosofia: Nietzsche;
Storia: Guerra di trincea;
Italiano: Leopardi e Ungaretti;
Greco: Apollonio Rodio;
Latino: Seneca;
Mi mancherebbero come materie Fisica e Geografia Astronomica, per geografia astronomica avevo pensato alla previsione di eventi sismici e vulcanici ma ho saputo che non svolgeremo questo argomento in programma. Qualche idea? E poi cosa ne pensi di questa tesina? Aspettando Sue notizie, La ringrazio anticipatamente.
Sofia
Cara Sofia,
il mio giudizio sulla tua tesina è decisamente positivo: il tema è allo stesso tempo anticonvenzionale e assai stimolante. Complimenti anche per i collegamenti che mi indichi: si vede che domini l’argomento e hai le idee chiare sul modo di trattarlo. Nella materie scientifiche potresti occuparti di quegli eventi astronomici che, fin dai tempi più antichi, sono stati previsti e quindi “attesi” come segni premonitori o comunque come portatori di una qualche influenza sugli uomini: e mi riferisco, ad esempio, alle eclissi e alle comete. E proprio l’attesa di una cometa, in effetti, si ricollega alla data forse più importante del calendario cristiano: la nascita di Gesù.
Ti auguro buono studio,
Giano
giulia de liberis, lunedì 29 mar ha scritto:
ciao Giano,
frequento l’ultimo anno del liceo classico e ora che si stanno avvicinando gli esami sono in crisi per la tesina.Ho pensato a diversi argomenti ma non sò come collegarci le varie materie.Quello che mi stuzzica di più sarebbe il tema dell’attesa intesa come atteggiamento esistenziale.Spiegarti come mi è venuta l’idea sarebbe troppo lungo,comunque mi piacerebbe iniziare da “il deserto dei tartari” di Buzzati e “Aspettendo Godot” di Beckett. Poi vorrei collegarci qualcosa di letteratura italiana inerente al programma di quest’anno,storia o filosofia e lett.greca o latina.Ti prego dammi qualche idea perchè brancolo veramente nel buio.
Grazie aspetto la tua risposta
Giulia
Cara Giulia,
capisco la tua apprensione, ma non devi preoccuparti eccessivamente: il tema che hai scelto è interessantissimo e assai fecondo di collegamenti. Prima di tutto, i lavori di Buzzati e di Beckett che citi sono decisamente perfetti; se volessi includere un’altra opera della nostra letteratura (ma sarebbe un peccato rinunciare a “Il deserto dei Tartari”), ti consiglierei di portare il doloroso racconto pirandelliano “La camera in attesa”. In storia, poi, potresti occuparti di quella singolare modalità della vita bellica, che tanta parte ha avuto nel Novecento, fino a ad assumere connotati quasi esistenziali, che fu la guerra di trincea, in cui la componente dell’attesa rivestì in effetti un ruolo non secondario. Infine ti invito ad analizzare il concetto di l’attesa in relazione all’idea di tempo presente nel pensiero del filosofo stoico e scrittore latino Seneca, di cui puoi leggere qui. Non dimenticare poi che il “tempo dell’attesa” per antonomasia, il tempo messianico, è concezione fondamentale nella storia del popolo ebreo e del cristianesimo da cui si è generato il concetto di storia. C’è un avvento legato ad una promessa divina, che mantiene sempre la parola data, alla quale deve corrispondere una predisposizione, da parte dell’uomo, perché ci si arrivi preparati. E questa tensione è presente in tutte le grandi ideologie anche moderne come il marxismo.
In greco puoi riflettere sul concetto di “kairòs” che mette insieme da una parte le occasioni che si generano nel tempo che scorre (l’immagine della ruota) e dall’altra l’essere pronti ad afferrarle.
Ti auguro buon lavoro,
Giano
Comportamento umano
Greta, lunedì 14 dic ha scritto:
Caro Giano,
sono una ragazza che frequenta l’ultimo anno del liceo scientifico e anche io mi sto ponendo il problema di che cosa portare all’esame.. mi piacerebbe portare qualcosa legato alla matematica e alla fisica insieme alla biologia.. stavo pensando ai modelli matematici legati all’indagine sul comportamento umano, cercando di dimostrare come il comportamento umano nonostante la complessità sia in qualchemodo deterministico. Ho avuto anche la fortuna di porter partecipare ad una conferenza di un fisico che lavora in questo campo, Mark Buchanan, e mi ha affascinato moltissimo.. il problema è che nn so se questo tipo di argomento sia più adatto ad un liceo psicopedagogico piuttosto che scientifico..
oppure mi piacerebbe parlare del rapporto tra evoluzione e complessità, riagganciandomi alla teoria del caos.. ma proprio non so come impostare il discorso!!
confido nel tuo divino aiuto!
grazie greta
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