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Carlo I d'Austria-Ungheria (1887 –1922)

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Carlo d'Asburgo

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

carloFu l’ultimo imperatore d’Austria, re d’Ungheria e Boemia. Successe a Francesco Giuseppe nel 1916 e potè così assistere alla disfatta dell’impero nella grande guerra e al disfacimento della dinastia degli Asburgo. Dopo la guerra fu esiliato a Madera dove lo seguì la moglie italiana principessa Zita di Borbone-Parma: qui morì di polmonite a soli 34 anni. Si chiudeva così la parabola di una monarchia e di una famiglia che aveva dominato la scesa politica europea per secoli e che negli ultimi decenni si era trovata nel turbinio di un cambiamento epocale che l’aveva travolta decretandone la decadenza e la tragedia dei suoi componenti. Negli ultimi giorni di vita chiamò a sé il figlio primogenito Otto perché volle che costui vedesse “come muore un imperatore”.

87 anni dopo la morte, nel 2004, l’imperatore Carlo, cattolico osservante, fu proclamato beato da Karol Wojtyla. Della sua vita si ricorda il grande impegno affinché la guerra terminasse. Appena salito al trono, nel suo discorso iniziale, dichiarò che il suo obiettivo era la pace dei popoli, prendendo a cuore le parole dell’allora Papa Benedetto XV che ripeté più volte che il conflitto era una “inutile strage”.

Le trattative di pace svolte in segreto da Sisto, fratello della moglie Zita, nella primavera del 1917, portarono ad un sostanziale accordo con Francia e Gran Bretagna, ma l’Italia si oppose ad un ritorno alla situazione prebellica. Inoltre c’era anche il problema dell’alleato Germania che voleva una “pace vittoriosa”. Si ricorda inoltre l’opposizione del sovrano all’utilizzo delle nuove e devastanti armi e per questo andò incontro alla diffidenza dell’alleato germanico e agli ambienti pangermanici che cercarono di sminuirne la personalità.Durante il suo regno fu notevolmente ridotto lo sfarzo della corte asburgica, tanto che si faceva servire il pane nero e non quello bianco che veniva destinato ai feriti ed ammalati del fronte. Le sua aperture autonomistiche nei confronti dei popoli dell’impero furono bloccate dalla componente ungherese che non voleva concedere spazio alle minoranze (serbi e rumeni).

Per questo non fu mai appoggiato e visto con dispetto sia dalla parte pangermanica dell’Austria che dalla componente ungherese, che erano legate al vecchio sistema di impero.
Durante la cerimonia di beatificazione papa Giovanni Paolo II disse che Carlo doveva essere «[...] un esempio per noi tutti, soprattutto per quelli che oggi hanno in Europa la responsabilità politica».

Biografia rivista da: Wikipedia