Ferdinando Massimiliano d'Austria (1832 – 1867)


Esecuzione di Massimiliano, Edouard Manet
Fratello dell’imperatore Francesco Giuseppe, morì fuciltato a Querétaro (Messico) col titolo di Massimiliano I del Messico.
Si parlò di lui come possibile successore dell’imperatore, dopo la rovinosa sconfitta militare austriaca subita dalla Prussia a Königgrätz, poiché molti circoli politici lo ritenevano più affabile e liberale.
Nel febbraio 1857 fu nominato viceré del Lombardo-Veneto, in sostituzione del vecchio feldmaresciallo Radetzky. Sotto il suo governo l’Austria perse la guerra con il Regno di Sardegna in conseguenza della quale dovette cedere Parma, Modena, Toscana, Bologna e, l’anno successivo, le Marche e l’Umbria. Nel 1859 fu congedato. Con la moglie Carlotta si ritirò a vita privata soggiornando principalmente a Trieste dove fecero costruire il Castello di Miramare. Quando l’imperatore francese Napoleone III conquistò, con una spedizione militare, la Repubblica del Messico, offrì a Massimiliano la corona del futuro impero messicano. Francesco Giuseppe, come capo della casa d’Asburgo, diede a suo fratello il permesso di accettare, ma insistette perché Massimiliano, in cambio, rinunciasse per sempre al trono in Austria.
Massimiliano accettò la rinuncia e partì per il Messico, paese nel quale sperava di poter attuare le proprie idee rivolte alla costituzione di una monarchia liberale e moderata.
Lì trovò però una difficile situazione politica che sfociò ben presto in guerra civile. Da un lato i repubblicani messicani, guidati da Carlo Benito Juarez, si opposero con le armi ad un governo straniero e dall’altro gli Stati Uniti d’America che non vedevano di buon occhio una presenza europea in territorio americano Appoggiati dagli americani che li rifornirono di armi, i ribelli sconfissero più volte le truppe imperiali fino all’assedio della città di Queretaro dove si era rifugiato Massimiliano e dove fu fatto prigioniero e giustiziato, nonostante Francesco Giuseppe gli avesse restituito il titolo di arciduca d’Austria nella speranza che Juarez temendo forti ripercussioni diplomatiste gli risparmiasse la vita.