Sigmund Freud (1856-1939)

Ebreo proveniente dalla Galizia, si trasferì a Vienna nel 1860 a causa di sconvolgimenti politici ed economici.Dopo la laurea si recò in Inghilterra e successivamente lavorò in un laboratorio di zoologia diretto da Carl Claus a Vienna. Fu qui che prese contatto con il darwinismo. In seguito, assieme ad Ernst Wilhelm von Brücke, nell’Istituto di Fisiologia, condusse importanti ricerche nel campo della neuro-istologia.L’incontro con Josef Breuer fu di fondamentale importanza; noto fisiologo, curava l’isteria attraverso l’ipnosi. Il metodo, definito catartico, fu in seguito utilizzato in modo sistematico da Freud.
Le innovazioni di Freud risiedono nella teoria della mente e del comportamento e nelle tecniche cliniche finalizzate all’apporto terapeutico nella risoluzione delle nevrosi. Il contributo forse più significativo di Freud al pensiero moderno fu la sua concezione dell’inconscio. Secondo il pensiero positivista del XIX secolo l’uomo può controllare in toto la conoscenza reale di se stesso e dell’ambiente circostante grazie alla ragione. Rivoluzionario si rivelò il pensiero di Freud, sostenitore del concetto opposto: l’uomo non può controllare se stesso e il suo ambiente, e dichiarare l’inverso rappresenta una mera illusione.
Verso la metà degli anni novanta, dopo aver abbandonato l’ipnosi e il metodo catartico, aveva scoperto le cosiddette libere associazioni, che consistevano nell’abbandonarsi acriticamente alle proprie intuizioni e pensieri, senza censure; questa tecnica fu la prima che gli permetterà di giungere al concetto di autoanalisi. Freud si rese conto che tutto quello cui stava arrivando contrastava con il pensiero, il costume e la morale dei suoi tempi: egli infatti aveva percepito che molti dei sintomi nevrotici erano originati dalla sessualità repressa. Tutte le persone che lo circondavano, i suoi amici, Martha e lui stesso erano stati allevati con i criteri rigidi e spesso severi della borghesia ebraica. Negli anni seguenti Freud mise a punto la scoperta che lo rese celebre anche fuori dall’impianto psichiatrico: il complesso di Edipo. Egli sosteneva che tutti i bambini, in particolare i maschi, nei primi anni di vita attraversano una fase molto conflittuale con i genitori, in quanto tendono a vedere il genitore del sesso opposto come un possesso esclusivo, e di conseguenza vedono un rivale nel genitore dello stesso sesso. Tali teorie suscitarono fortissime resistenze.
Fornirò la prova dell’esistenza di una tecnica psicologica che permette di interpretare i sogni e dimostrerò che utilizzando questo metodo ogni sogno si rivela essere una formazione psichica dotata di senso che può essere inserita in un luogo ben preciso dell’attività psichica della veglia”. Così Freud apre quello che sarà l’opera più famosa ed importante da lui mai pubblicata: l‘interpretazione dei sogni (1899), con la quale getterà i fondamenti dello studio dell’attività onirica, e arriverà ad affermare che “il sogno è la strada maestra che conduce alla conoscenza dell’inconscio” e la quale conoscenza è dunque imprescindibile. Freud sosteneva che la rimozione rappresenta uno degli elementi caratterizzanti dell’inconscio, in quanto a volte si presentano pensieri ed esperienze per l’essere umano insostenibili, scacciati non soltanto dalla mente ma anche dalla coscienza. Tale processo di rimozione è in sé un atto non-cosciente. L’inconscio, per Freud, era sia causa che effetto della rimozione. Freud ha cercato di spiegare come il subconscio opera e ne propose una particolare struttura. Egli ha proposto una suddivisione del subconscio in tre parti: Id, Ego (“Ich” in tedesco o “Io” in italiano) e Superego (“Überich” in tedesco, “Super-Io” in italiano).
Da: Wikipedia
Bibliografia:
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Psicologia delle masse e analisi dell’Io, Bollati Boringhieri, 1975
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Studi sull’Isteria e altri, Bollati Boringhieri, 1980
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Psicopatologia della vita quotidiana, Newton Compton, 2002
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L’interpretazione dei sogni, Giunti Demetra, 2003