Ludwig Joseph Johann Wittgenstein (1889-1951)

Ludwig Wittgenstein nacque a Vienna il 26 aprile 1889, ottavo e ultimo figlio di una ricca e colta famiglia di origine ebraica, posta al centro della vita culturale viennese. Suo padre era protestante e la madre cattolica. Ludwig, come gli altri suoi fratelli, fu battezzato nella Chiesa cattolica e ricevette una prima istruzione religiosa in famiglia, anche se alquanto superficiale e priva di modelli di riferimento sul piano di una pratica non formale della religione. Fu sempre alla ricerca di una qualche fede, che potesse dare senso e valore alla sua vita; Paul Engelmann, che negli anni della guerra, e anche successivamrnte, aveva frequentato e conosciuto assai bene il filosofo, diventandone amico, parla esplicitamente di un Wittgenstein religioso e cristiano, un credente nel quale viveva «una fede non espressa in parole».
Su un piano più in generale, Wittgenstein seppe collegare la cultura della mitteleuropa alla cultura anglosassone, fino a diventare uno dei maggiori e più prestigiosi esponenti della cultura filosofica del ‘900. Personalità sempre inquieta e di grande levatura intellettuale, coltivò durante la sua esistenza molteplici interessi, dalla logica alla filosofia, dall’etica alla religione, dalla matematica alla psicologia, dall’architettura alla musica, lasciando dappertutto i segni della sua genialità.
Il pensiero religioso e la teologia cristiana di questo secolo hanno in Ludwig Wittgenstein, uno dei massimi esponenti della filosofia del ‘900, un interlocutore di primissimo piano. Wittgenstein, pur rimanendo all’interno di una ricerca di tipo filosofico, intesa, soprattutto, come analisi del linguaggio e attività chiarificatrice, ha finito per aprire nuove strade al pensiero religioso e alla stessa riflessione teologica. Merito di Wittgenstein è l’aver individuato l’esistenza di logiche diverse per ogni tipo di sapere. Non, perciò, una sola logica, a cui riferire tutti i saperi, ma tante logiche, quanti sono i saperi. C’è qui il superamento della pregiudiziale antimetafisica e antireligiosa dell’empirismo logico del Circolo di Vienna, i cui componenti avevano posto la verifica empirica delle proposizioni come criterio ultimo di senso.
Solo da una lettura superficiale o parziale, il pensiero del filosofo potrebbe essere considerato ostile o contrario alla religione. Quest’ultima non è affatto negata, o considerata una falsa coscienza o una illusione, o confinata al mondo del non senso, ma è recuperata nella sua essenzialità, come l’espressione della ricerca umana di Dio, un essere superiore, che si colloca al di là di ogni prova scientifica e di ogni possibile raffigurazione. La fede religiosa diventa, soprattutto, una ‘passione’ in senso kierkegaardiano e la testimonianza sarà l’unica prova possibile a disposizione del credente,il quale, di fronte a questo esito, pur consapevole del valore dei risultati raggiunti, non potrà mai riconoscersi pienamente in esso, dato che lo sbocco a cui conduce porta a una fede ‘squilibrata’ sul fronte della ragione e ‘diminuita’ quanto alla sua pretesa di verità. L’approccio di Wittgenstein alla religione cristiana è solo un punto di partenza, non un punto d’arrivo.
Dal 1929, e fino alla fine, salvo brevi interruzioni, visse a Cambridge, dove insegnò filosofia nell’Università, facendo dell’analisi del linguaggio il centro dei suoi interessi speculativi. Nel suo insegnamento si avvertiva lo sforzo di trovare, passando attraverso una critica radicale dei tanti luoghi comuni del parlare e dell’agire, le soluzioni migliori ai problemi filosofici tradizionali, proprio a partire dall’analisi del linguaggio. Venuti meno i grandi sistemi del passato, la filosofia con Wittgenstein , diventa, soprattutto, analisi del linguaggio.
Morì a Cambridge il venerdì 29 aprile del 1951. Fu sepolto con una cerimonia di rito cattolico nel cimitero annesso alla chiesa di St. Giles a Cambridge.
Da: Nonsolobiografie
Bibliografia:
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Esperienza privata e dati di senso, 2007, Einaudi.
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Zettel. Lo spazio segregato della psicologia, 2007, Einaudi.
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Causa ed effetto¬. Lezioni sulla libertà del volere,
2006, Einaudi. -
Ricerche filosofiche, 1999, Einaudi.
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Ultimi scritti 1948-1951. La filosofia della psicologia, 2004, Laterza.
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Lezioni sui fondamenti della matematica, 2002, Bollati Boringhieri.
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Diari segreti, 2001, Laterza.